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(video) Calcio, Serie A: Un altro olandese al Milan. In arrivo Huntelaar dal Real Madrid


(Klaas Jan Huntelaar. Scopriamolo...)

Dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni ora siamo alle battute finali di un'operazione annunciata da più parti. L'arrivo di Berlusconi a Milanello e il vertice, durato dall'1 alle 3, del quale abbiamo parlato abbondantemente, sono stati i due fattori che hanno dato la decisa accelerazione alla trattativa per regalare a Leonardo la punta richeista da tempo. Sarà Klaas-Jan Huntelaar (che potete gustarvi nel video) il nuovo attaccante del Milan e un'altra stella che si cimenterà nella Serie A di Calcio.

La società rossonera, infatti, ha trovato l'accordo con il Real Madrid per l'acquisto del 25enne bomber olandese che è ritenuto il più adatto nel modulo scelto dal giovane mister brasiliano. Huntelaar sbarcherà nelle prossime ore a Milano dove sosterrà le visite mediche, di rito, che precedono la presentazione alla stampa. Sfumato Dzeko, che ha rinnovato con il Wolfsburg, abbandonato Luis Fabiano, valutato eccessivamente dal Siviglia e scartato Trezeguet, che ha professato amore eterno alla società bianconera, sarà quindi Huntelaar (che compirà 26 anni il prossimo 12 agosto) la punta di spessore che il Milan metterà a disposizione di Leonardo per presentarsi in maniera completa ai nastri di partenza della Serie A di Calcio. L'amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani ha subito trovato (previo benestare del numero uno rossonero) l'accordo economico con il Real Madrid sulla base di 15-17 milioni di euro. Nelle casse del Real finiranno subito circa 4 milioni, la restante parte verrà versata durante la prossima sessione estiva di calciomercato. Insomma, è lui il colpo che farà fare il salto di qualità al Milan? Noi non ne siamo così certi.
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Calcio, Serie A: Chiuso il vertice, Berlusconi rivela: "Pirlo resta al MIlan, arriverà un bomber"

Pirlo resta al Milan. Presto un bomberAlle 15 si è concluso il vertice di Milanello, tra Silvio Berlusconi, il suo fido amministratore delegato e il tecnico. Il presidente del Milan è arrivato alle 13 col suo elicottero e si è chiuso in stanza con Leonardo e Galliani, per cercare di risolvere la questione riguardante il regista della nazionale, Andrea Pirlo, in odore di partenza, e parlare di mercato, e dell'attaccante da regalare all'allenatore per essere pronti alla partenza della Serie A di Calcio. Alla fine della calda riunione, con uno sparuto gruppetto di tifosi fuori a contestare, la prima decisione presa dal numero uno dei rossoneri è già indicativa e chiara: "Andrea Pirlo resta al Milan, così come ha chiesto il nostro allenatore".

Così Silvio Berlusconi, il quale ha poi aggiunto subito: "Torneremo subito sul mercato, la società ha messo a disposizione del dottor Galliani i fondi per acquisire un grande attaccante. I nomi? Li conoscete già". Soddisfazione da parte del mediano che, appresa la notizia della conferma dalla viva voce del patron, ha risposto con parole di grande felicità e un rinnovato entusiasmo: "Oggi è una bellissima giornata, sono contentissimo di poter chiudere qui la mia carriera. Questo grazie al Presidente Silvio Berlusconi, ad Adriano Galliani e soprattutto a Leonardo che togliendomi dal mercato mi danno la possibilita' di chiudere qui la mia carriera". Questo il sunto dell'intervento del bresciano a Milan Channel sulla notizia di calcio. Serie A ancora per Pirlo quindi, ma soprattutto Milan dove ha conosciuto gloria e successi. I soliti nomi per quanto riguarda l'attacco invece li sappiamo, passano dal brasiliano Luis Fabiano all'olandese Huntelaar. Chi arriverà? Ancora non lo sappiamo, ma è certo che Pirlo resterà in rossonero e chiuderà la carriera nel club di Via Turati: "Ancelotti voleva portare Pirlo al Chelsea, ma abbiamo deciso, assecondando il volere di Leonardo, di trattenerlo. E' stato chiesto poi un ricambio nella rosa. Il Milan ha già una pattuglia di attaccanti di livello, ma Leonardo non pensa sia possibile così sostenere un campionato con impegni bisettimanali". Quindi, ha assicurato, "il Milan agirà subito". Stima e fiducia, quindi, nel tecnico brasiliano, poi alla fine un messaggio al popolo rossonero: "Lo scorso anno gli infortuni hanno avuto un peso notevole sul rendimento della squadra. Contro la sfortuna si può fare poco o niente. Dico ai tifosi di stare tranquilli, questa società non li ha mai delusi, vincendo molto. Noi non siamo il Real Madrid, le cui spese folli sono un sacrilegio in tempo di crisi. E uso un termine moderato. Vogliamo essere protagonisti in Italia e in Europa, così come è sempre stato in questi vent'anni di gestione del Milan, che mi hanno portato ad essere il presidente più vincente nella storia del calcio. Non siamo secondi a nessuno". Insomma, il Premier ha fatto ordine e ha promesso l'attaccante, che arriverà e renderà il Milan pronto per affrontare al meglio la Serie A di Calcio. Staremo a vedere.
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Calcio, Serie A: Berlusconi disegna il Milan: "Basta vecchi, Solo Under 23", ma Leonardo si oppone: "I giovani non bastano"

Berlusconi vuole un Milan di giovaniNeanche il tempo di iniziare la prima stagione nella Serie A di Calcio in panchina che Leonardo già viene stuzzicato dal suo capo aziendale. Ma il brasiliano non rimane in silenzio ed è un botta e risposta davvero simpatico e stuzzicante. Partiamo dalla considerazione che ha prodotto poi la reazione del giovane mister sudamericano. Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, chiacchierando a Montecitorio, con altri deputati, ha disegnato il futuro della società rossonera: "Non prenderemo più giocatori sopra i 30 anni -ha detto il patron milanista- anche perche' guadagnano molto. Noi vogliamo giovani con meno di 23 anni".

Leonardo risponde a Berlusconi
Una battuta, una dichiarazione, un pensiero che, in sostanza, annulla gli attuali obiettivi di mercato del club di Via Turati. I vari Luis Fabiano, Huntelaar, lo stesso Claudio Pizarro (possibile pedina di scambio del Chelsea nell'operazione che riguarda il regista del centrocampo rossonero, Andrea Pirlo) saltano tutti come birilli, spazzati via da una palla tirata con forza e precisione. Giovani, solo giovani, Giovani e basta. Questo potrebbe essere lo slogan. Ma se Berlusconi chiama, Leonardo non si fa pregare e risponde. Infatti, l'allenatore del Milan non rimane in silenzio e saputa la presa di posizione del presidentissimo ("Da ora in poi al Milan solo Under 23") risponde coin grande vigore, ed insiste sulla necessità di avere due rinforzi di qualità per poter presentare un Milan adeguato ai nastri di partenza del campionato della Serie A di Calcio: "Mancano un paio di elementi a questa rosa -insiste Leonardo- Puntare sui giovani e' un modo per programmare il prossimo futuro, ma è altrettanto chiaro che non bastano solo i giovani"."Sono d'accordo con chi dice che non e' normale spendere tanto nel mercato di oggi -ha continuato Leonardo- ovvio che le squadre con piu' giocatori di talento abbiano piu' possibilita' di vincere, pero' ritengo che si possa fare un buon lavoro anche con altri gruppi". Insomma, Leonardo controbatte con forza il pensiero del numero uno rossonero. Il discorso, naturalmente, passa alla possibile cessione di Andrea Pirlo al Chelsea. Ma Leonardo alza una cortina di fumo: "Non voglio dire nulla perche' non so nulla di questa trattativa, se c'è. Pronunciarmi anche su un giocatore come Pizarro non lo trovo corretto". Comunque, le prime scaramucce tra tecnico e presidente sono già divertenti. Tornando seri, il tempo è poco. Il Milan deve decidere come agire e al più presto, perchè ha sicuramente bisogno di un ringiovanimento della rosa ma anche dell'inserimento nel team di qualche campione e il tempo passa. "In medio stat virtus" dicevano i latini...
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Calcio, Berlusconi avverte Leonardo: "Il Milan deve divertire ed essere padrone del gioco"

Il diktat di Berlusconi a LeonardoIn visita a Milanello, e reduce dai frenetici impegni politici, dovuti al G8 organizzato in Abruzzo a l'Aquila, Silvio Berlusconi si (ri)tuffa nel calcio e nella stagione che sta per partire. C'è voglia di tornare a vincere nel clan milanista. Da Presidente e primo tifoso rossonero, arrivano i primi consigli, o meglio "comandi" per il giovane tecnico brasiliano Leonardo, proprio per evitare il flop della scorsa annata: "Il Milan deve innestare 'un'altra marcia rispetto al passato".

Ma, prima di andare a Varese, per la prima amichevole della stagione, il Premier ha aggiunto:"Occorre andare in campo e divertire, essere padroni del campo e del gioco, anche con qualche ragionevole tattica che lo scorso anno non è stata applicata. Dal punto di vista tecnico, il Milan ha giocatori che le altre squadre non hanno". Insomma, per Leonardo non sarà facile accontentare un Presidente così "manageriale"....l'esperienza di Ancelotti docet...
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Calcio, Il Diavolo riparte senza Kakà e Maldini ma Berlusconi tuona: "Il Milan parte per vincere tutto"

Un Silvio Berlusconi, in versione presidente rossonero, davvero carico e motivato. Finita un'annata difficile, conclusa comunque con un posto nell'Europa che conta, si riparte. con rinnovata fiducia. E il nuovo corso del club di Via Turati, con in panchina il giovane tecnico Leonardo, prende avvio, come sempre, per vincere: "Il Milan, come sempre, parte per vincere tutto".

Sono questi i messaggi di ottimismo che il numero uno rossonero lancia ai tifosi rossoneri nel giorno del raduno della squadra. Non ci sono piu' Kaka' e Maldini. L'uno ha preso la strada per Madrid ed ha abbracciato il progetto di rilancio del Real inaugurato da Florentino Perez, al ritorno sul trono delle merengues. L'altro, grande capitano e bandiera del club milanista, ha dato l'addio al calcio e alla maglia rossonera dopo oltre 900 gare ufficiali. Ancelotti se ne è andato in Inghilterra, affascinato e convinto da "Paperone" Abramovich e dalla sfida (vincere la Champions) con i Blues e, in panchina, sta dunque per partire il corso con il giovane Leonardo. Ma, assicura Berlusconi, non sara' un Milan rinunciatario: "Nessuno, nemmeno l'Inter, ha un organico migliore", dichiara il n.1 rossonero annunciando che non ci saranno spese folli ma acquisti mirati. Un Berlusconi davvero in forma...
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Berlusconi contro le "cifre folli" del calcio: "Non si può andare avanti così"

Basta cifre folli. Così non si può andare avanti. A scagliarsi contro un modo di fare mercato che ha ormai oltrepassato i limiti del ragionevoli, è il premier Silvio Berlusconi il quale, dal seggio elettorale, fa sentire la propria voce: ''I prezzi del calcio sono una pura follia...'Se uno pensa alle cifre che ci sono - ha aggiunto - e le commisura all'economia normale, non c'è nessun rapporto. Ho anche intenzione di fare qualcosa al riguardo, perchè è inammissibile''. La vendita di Kakà è legata proprio a discorsi di bilancio, del suo Milan, che non quadrava più e che d'ora in poi sarà il primo pensiero nella gestione del club rossonero.

Se in passato si è esagerato, da adesso in poi il Milan guarderà prima le questioni relative ai "conti" del club di Via Turati: "Su Pirlo ero il primo a dire rimanga -ha detto il premier- poi mi hanno fatto vedere i conti". Una frase che lascia intuire come, in casa dei rossoneri, le cessioni non dovrebbero essere finite. Ma, al di là di questo, è proprio il discorso generale che non funziona. Le cifre che girano nel calcio di oggi (ultima operazione, quella di Cristiano Ronaldo al Real Madrid, è costata alla società di Florentino Perez addirittura 93 milioni di euro) sono spropositate e l'attacco di Berlusconi va diretto contro l'asse anglo-spagnolo: "Non si può andare avanti così. Bisogna avere un minimo di senso pratico e di decenza. Non si possono spendere quelle cifre". Così Berlusconi ha chiuso una tirata istintiva, sentita, sicuramente dettata dall'amarezza di non riuscire più a competere con gli inglesi, gli spagnoli, con tutti quelli che possono permettersi di spendere e spandere senza guardare in faccia a niente. Ma il discorso delle cifre folli che girano nel mondo del calcio non è stato l'unico argomento trattato dal presidente rossonero. Sempre riguardo al mercato, ma parlando di quello milanista, Berlusconi, all'osservazione che la squadra deve essere ringiovanita, ha obiettato: ''Nel Milan ci sono giocatori che hanno 32 anni. Io quando avevo 32 anni non dormivo nemmeno''. A proposito del centrocampista, lo stesso Presidente del Consiglio ha spiegato: ''Non c'e' nessun problema Ambrosini. E' con noi e vuole prolungare di un anno, vedremo''. Chiusura sui due brasiliani, sul "vecchio e il giovane". Si è detto fiducioso di Ronaldinho: ''Farà un grande anno'' e di Pato che ''è bravissimo e avrà una carriera straordinaria. Penso possa sostituire Kakà anche in quel ruolo''.
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Calcio, Zidane chiude il tormentone: "Kakà ha già firmato per il Real"

Zidane chiude la telenovela KakàIl tormentone Kakà ancora non è finito. In un senso o nell'altro, che resti, o venga ceduto, ancora dobbiamo aspettare. Ma se il presidente rossonero, Silvio Berlusconi afferma che occorre aspettare lunedi, e se i tifosi ancora sperano in un ripensamento del brasiliano, che farebbe il paio con quello già clamoroso accaduto a gennaio (quando l'attaccante milanista rifiutò un'offerta clamorosa del Manchester City), arriva dal calciatore del quale sarà successore al Real, l'ufficialità dell'accordo raggiunto: "Kakà ha già firmato per il Real".

Ecco le parole di Zinedine Zidane, ambasciatore del club presieduto da Florentino Perez. L'ex capitano della nazionale francese ha parlato a Roma, in occasione della conferenza stampa per la presentazione dell'"Au revoir" dell'ex giallorosso Vincent Candela (che ci sarà domani sera all'Olimpico). Ad una domanda sulla situazione dell'affare con il club rossonero Zizou ha confermato la chiusura dell'accordo: "Sarei contento se prendesse il mio numero, il 5, non sarei geloso". Insomma, non sarà ufficiale ma Kakà è del Real, i tifosi si mettano l'anima in pace. Questa è l'investitura ufficiale di un ex campione del Real al suo successore. Più di così...
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Berlusconi se la prende con Ancelotti: "In Champions grazie a me". Poi chiude su Kakà

Una tempesta su Ancelotti, dal suo ex Presidente. Inaspettata, ma dalla grande risonanza, esplode la furia di Silvio Berlusconi. Arriva, dagli studi di Mattino 5, lo sfogo del numero uno del club di Via Turati. Parole di fuoco per l'ex allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ora a Londra al Chelsea di Roman Abramovich. La critica riguarda essenzialmente due aspetti: la tattica usata durante la stagione e lo scarso utilizzo di uno dei fuoriclasse milanisti, il brasiliano Ronaldinho: "Il Milan quest'anno non ha giocato con la tattica di gioco suggerita dal suo ex presidente, lo ha fatto solo nell'ultima partita che ci ha permesso di conquistare la Champions -è sbottato Berlusconi- abbiamo campioni come Ronaldinho che giocavano in una partita gli ultimi 20 minuti e questo ha causato anche una caduta di morale nel giocatore". "Il biglietto viene pagato per vedere Ronaldinho in tutta la partita -ha continuato il patron milanista- anche se lui riesce a fare bene anche in 20 minuti ma e' meglio che in campo ce ne sia 90''.

Una critica dura, aspra, che colpisce in pieno Ancelotti. In attesa di una risposta del mister di Reggiolo, riportiamo anche le ultime parole di Berlusconi, che hanno riguardato la vicenda Kakà: "Il Milan ha una sua filosofia, vuole che resti chi e' convinto di rimanere davvero, ma se poi arrivano offerte che il Milan non puo' fare, come accadde con Shevchenko. Il mondo del calcio ha registrato l'ingresso dei petroldollari - ha aggiunto - i compensi dei calciatori hanno raggiunto livelli che e' giusto definire folli e un club non puo' arrivare a livelli di societa' che hanno risorse che gli sgorgano sotto i piedi o di altre che hanno un sistema fiscale piu' vantaggioso, come in Spagna".
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Calcio, Berlusconi "libera" Kakà e ha già il sostituto: "Tanto c'è Ronaldinho"

Berlusconi dice addio a KakàNeanche è andato via che già, per qualcuno di molto importante e influente, come il presidente rossonero Silvio Berlusconi, Kakà è "passato di moda", quasi fosse già un ricordo. Il Premier, dopo aver affermato che Lunedi sarà il giorno del colloquio decisivo per sapere il futuro del fuoriclasse brasiliano (quasi raggiunto l'accordo con il Real Madrid), rilascia delle dichiarazioni che costituiscono, in sostanza, una sorta di "addio" anticipato: "A decidere il loro futuro - ha detto il numero uno rossonero - sono sempre i ragazzi che devono scegliere come proseguire la carriera per mettere da parte il loro patrimonio. Se vi ricordate anche con Shevcenko io avevo un buonissimo rapporto, avevo fatto da padrino ad uno dei suoi figli e mi ero interessato anche per un'operazione al padre. Quando però è arrivata quell'offerta io ho fatto ciò che ho potuto, ma alla fine ha deciso lui".

A Bruno Vespa (stasera sarà a Porta a Porta) che gli chiede se il Milan stia già pensando ad un sostituto per Kakà, il premier risponde: "Noi abbiamo già Ronaldinho che quest'anno ha giocato poco e poi registi come Pirlo e Seedorf. Io - aggiunge ancora - speravo in un ritorno di Gourcuff che però ha preferito restare nella squadra francese dove gioca. Ricordo - ha poi concluso Berlusconi - che io non sono più il presidente del Milan ma sono qualcosa di più di un tifoso perchè quando la società fa debiti io sono quello che se ne occupa". Insomma, Kakà, un sacrificio necessario....ma ai tifosi la pillola, amarissima, andrà giù?
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Kakà al Real Madrid? L'affare è fatto ma la firma ancora non c'è. E il Chelsea rilancia

Ieri sera è stata l'ennesima serata degna del miglior film thriller. "Kakà è gia' del Real Madrid". Così titolava il quotidiano spagnolo "As". Poi la chiamata, a sorpresa, di Ancelotti che preannunciava un rilancio di Abramovich, per aggiudicarsi il campione rossonero, e l'accordo che subiva una brusca frenata (il "paperone" del Chelsea è disposto a offrire 16 mln all'anno al calciatore e 80 al club milanista). Ma partiamo dalla mattina di ieri, e dall'arrivo a Madrid, a casa Perez di Galliani, accompagnato da Bosco Leite, papà del fuoriclasse brasiliano del Milan, Kaka. In poche ore di trattativa si giungeva ad un accordo. Circa 65 milioni di euro al Milan, nove all'anno al brasiliano.

Insomma, la seconda stagione alla presidenza del Real, di Florentino Perez, si apriva con il botto. Il numero uno dei blancos assicurava a Pellegrini, neotecnico del Real, un grandissimo giocatore sul quale fondare il rilancio della squadra spagnola. Radio, stampa e tv spagnole si esaltavano, ad affare concluso, annunciando la presentazione del giocatore, che sarebbe avvenuta la prossima settimana. Poi "As", improvvisamente, corregge il tiro, e annuncia che niente è concluso. Infatti, Carlo Ancelotti, che non ha mai nascosto di volere il suo pupillo al Chelsea, chiama Bosco Leite e lo invita a rallentare le operazioni, in attesa di un rilancio di Abramovich. Incredibile. Sembrava fatta, ma come in occasione del blitz di Berlusconi (che sventò l'accordo con il Manchester City, convincendo Kakà a restare) questa volta un altro (ex) rossonero era intervenuto, con un'azione di disturbo, in un'operazione praticamente conclusa. Ora, allo stato attuale delle cose, però, l'accordo sembra veramente concluso, tra il Real Madrid e il Mila. Per Kakà alle merengues, insomma, manca solo l'ufficialità che, con ogni probabilità, arriverà settimana prossima. L'azione dei Blues, d'inserirsi nella trattativa, su precisa indicazione di Carlo Ancelotti, con il rilancio da 80 milioni di euro (+16 all'anno per il giocatore), potrebbe non sortire effetto alcuno. Ma aspettiamo i comunicati...l'unica certezza in un calcio che non finisce mai di sorprendere...
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Maldini, vicino all'addio, consiglia il Milan: "Tieni Ancelotti"

Sperava di festeggiare in maniera migliore le 900 partite ufficiali, lo storico e prestigioso traguardo ottenuto con la maglia rossonera. Invece, è arrivata la sconfitta di Udine (in un impianto dove il 20 gennaio 1985 fece il suo esordio in campionato) e, contemporaneamente, la matematica vittoria dello scudetto da parte dei "cugini" nerazzurri che conquistano dunque il titolo con due settimane di anticipo. Ora, siamo a 180 minuti dalla fine del campionato ma soprattutto dall'addio al calcio giocato per un grande campione. Paolo Maldini lascerà il calcio alla soglia delle 41 primavera e, già domenica, a San Siro contro la Roma, sarà un pieno di emozioni per il capitano e bandiera rossonera.

Infatti, sarà l'ultima partita davanti ai suoi tifosi. Sensazioni, dunque, importanti, per il difensore milanista, a pochi giorni dalla sfida con la Roma e soprattutto un'emozione sulla pelle che difficilmente il bel Paolo riuscirà a nascondere. Oggi, in un'intervista rilasciata a France Football, il capitano del Milan ha pero' dichiarato che non sa ancora cosa fara' in futuro, escludendo comunque la possibilita' di diventare allenatore. ''Voglio staccare la spina per un po', almeno fino a settembre - ha confessato il difensore rossonero -. Allora pensero' a cosa fare in futuro. Restare nel calcio? Non so, quando sara' il momento valutero' le diverse strade, dipendera' dalle proposte''. Il futuro quindi è all'insegna del riposo, per ponderare bene le scelte da compiere una volta appesi gli scarpini al chiodo. Ma quale Milan lascia Paolo Maldini: "Credo che già quest'anno senza i vari gravissimi infortuni che abbiamo avuto come Nesta, Gattuso, Kaladze, Abbiati e Borriello, saremmo stati competitivi. Con 2-3 acquisti si potrà puntare a grandissimi traguardi". Fiducia, quindi nel futuro, ma ci sarà sempre Carletto Ancelotti in panchina? Questo ancora non si sa (aspettiamo che Berlusconi faccia le proprie scelte) ma anche su questo punto, il capitano rossonero ha le idee chiare e tifa per il mister di Reggiolo: "Io parlo di Ancelotti. Tutto l'ambiente fa il tifo per Carlo. Con lui ci siamo trovati benissimo, abbiamo vinto tanto e la nostra qualità di vita con lui è stata ottima. Troppo buona? No, tre finali di Champions, con due vittorie, dicono che abbiamo ottenuto grandi risultati. Per andare avanti, però, bisogna essere in tre a volerlo: giocatori (e noi lo vogliamo), allenatore e società".
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Berlusconi infuriato con Ancelotti: "Colpa sua se abbiamo perso lo scudetto"

Berlusconi accusa Ancelotti
Dalla bellissima località di Sharm el Sheik, dove si trova per un convegno con il presidente egiziano Mubarak, rimbalza in Italia il "J'accuse" del Presidente del Consiglio, e numero uno del Milan, Silvio Berlusconi. Uno sfogo (come dice Repubblica), avuto con alcuni turisti italiani presenti al Resort Domina Coral Bay, e rivolto contro il mister del Diavolo rossonero, Carlo Ancelotti: "Se il Milan non ha vinto lo scudetto, la colpa è di Ancelotti". Il Premier punta il dito contro il tecnico.

E' dunque arrivato al capolinea il rapporto professionale tra i due? Sicuramente questa dichiarazione, pesante, rilasciata da Berlusconi, va in controtendenza con le parole dell'allenatore di Reggiolo il quale, di fatto ha manifestato la sua intenzione di rispettare il contratto e si è "autoconfermato" sulla panchina del club di Via Turati. Attendiamo, naturalmente, gli sviluppi di questa vicenda, ma certo è che se le parole del Presidente fossero confermate, sarebbe inevitabile la cessazione di un rapporto che dura dal lontano novembre 2001.
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Berlusconi alza bandiera bianca: "L'Inter vincerà lo scudetto"

Berlusconi chiude il discorso scudettoThe end. La parola fine sul discorso scudetto arriva direttamente dalla voce del Premier e numero uno rossonero, Silvio Berlusconi. Parole che spezzano, sicuramente, l'euforia per l'ottimo momento vissuto dal club milanista, che è riuscito nel sorpasso sulla Juventus, diventando la rivale più importante per l'undici di Mourinho, nella corsa al titolo. Ma sette punti sono ormai un distacco incolmabile, come assicura il Presidente del Consiglio: "L'Inter vincerà lo scudetto, lo merita". Silvio Berlusconi si arrende all'evidenza e, molto elegantemente, ammette i meriti dei rivali abbandonando, di fatto, la corsa al titolo del suo Milan. "L'Inter - ha spiegato - è la squadra più forte del campionato".

E' la parola fine, non solo alla questione riguardante il tricolore, ma soprattutto alle polemiche degli scorsi giorni, divampate improvvisamente e che hanno avuto protagonisti il mister nerazzurro Mourinho e il centrocampista rossonero Ambrosini. Berlusconi da amante del calcio, sportivamente ha ammesso che sia giusto il verdetto del campionato. Ma, forse, poteva aspettare un giorno diverso per pronunciarsi. Insomma, mancano poche ore alla sfida con la Juventus. Non è stato un momento azzeccato...sicuramente...per calare il sipario sul discorso scudetto.
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Ancelotti smentisce il "pranzo Real" e rilancia: "un difensore e un attaccante e torneremo grandi"

Non ha avuto ancora la conferma dai vertici aziendali, ma già inquadra la prossima stagione del club rossonero e manifesta fiducia sul fatto che sarà ancora lui a guidare il Milan e a cercare di renderlo nuovamente competitivo, soprattutto in ambito europeo. Parliamo, naturalmente, di Carlo Ancelotti che si "conferma" sulla panchina rossonera.

In un'intervista rilasciata quest'oggi, Carlo Ancelotti da Reggiolo ha parlato di tanti argomenti. Innanzitutto, ha voluto smentire con fermezza di essersi intrattenuto a "pranzo" con il presidente madrileno Perez ("Quello che è stato scritto sul Real è falso, e poi martedì non ero a Ginevra"). Dapprima la risposta seria, poi anche una battuta, ("comunque la prima portata erano cannelloni e non lo hanno scritto..."). Insomma, sempre pronto a scherzare, il buon Carletto che però, poi, sollecitato sulle prospettive future del club di Via Turati, torna serio ma con il sorriso sulla bocca. L'allenatore del Milan è ottimista: "Con due acquisti azzeccati torneremo competitivi" ha detto Ancelotti che ha poi aggiunto: "Un difensore, ma anche un attaccante perché quel reparto è da rinforzare. Ma non è detto che sia una punta di peso perché abbiamo già Borriello". Idee chiare, quelle che servono al Milan affinchè torni a primeggiare in campionato, ma soprattutto in Europa. Ma, stuzzicandolo sempre di più sul personale, il terzo posto basterà al mister per poter ottenere la conferma da Berlusconi? Anche su questo Ancelotti ha chiarito che "non è ipotizzabile" che raggiunga il terzo posto e poi chiuda la sua avventura al Milan. Il tecnico parla quindi pensando al futuro e alla volata per la Champions League in cui vede nel Genoa il rivale più temibile "perché è il più vicino, ha meno problemi e più entusiasmo''.
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Gattuso suona la carica: "Vogliamo tornare grandi".

E' uno dei combattenti, forse quello più grande, del centrocampo e del club rossonero. "Ringhio" Gattuso è vero e proprio "cuore milan". Sempre pronto alla lotta, non tira mai indietro la gamba, non si risparmia mai. Sta recuperando da un infortunio, e pian piano, a passi misurati, sta per tornare in campo ad aiutare il suo Milan..."a tornare grande". "Vogliamo tornare grandi, tornare a quei livelli ai quali eravamo abituati. La società è con noi, sa come fare".

E' questo il grido del guerriero milanista che parla di tutto e soprattutto della voglia di riaprire un ciclo di successi, quei successi ai quali era abituato, qualche anno fa, il club rossonero. Ma, come mai, questa stagione è stata così grigia? Beh, per Gattuso la causa è una sola: "Quest'anno c'è stato il problema degli infortuni, però negli ultimi anni non siamo stati competitivi per vincere lo scudetto. E' un rammarico nostro e dei nostri tifosi e non solo perché sta vincendo l'Inter. Dobbiamo arrabbiarci perché siamo il Milan e dobbiamo tornare ad essere competitivi e non arrivare a 2-3 mesi dalla fine ad essere già fuori dai giochi". Gli infortuni, un problema comune a molte squadre (Juventus, Roma, ndr), ma non manca anche un pò di "ferocia", al Milan? Anche su questo, il centrocampista ha le idee chiare: "In Italia le ultime due squadre ad aver vinto scudetti sono due squadre molto simili, cioè la Juve di Capello e l'Inter di Mancini e Mourinho. Sono due squadre fortissime fisicamente, con quanta qualità e tanto fisico. Guarda caso l'Inter ha preso Ibra, difensori forti fisicamente, e riesce a portare spesso a casa il risultato anche quando gioca male. Credo che la differenza sia questa". Ma, mettendo da parte il finale di stagione, e rivolgendo lo sguardo per un attimo al futuro, come se lo immagina Gattuso, personalmente, dopo aver ripreso pienamente dall'infortunio? ""Spero quello di quest'anno, avevo raggiunto una certa maturità, facevo meno fatica, correvo il giusto, senza arrivare a fine partita stremato. Voglio ripartire da lì. Faccio parte di una grande società, vogliamo tornare a quei livelli a cui siamo abituati"." E il Milan come sarà...di nuovo competitivo ai massimi livelli?: "Fin quando c'è Berlusconi, e quindi Galliani, sono ottimista. E' un presidente abituato a guardare avanti, la società farà la squadra per tornare ad essere competitivi". Gattuso, un campione, vero. Ce ne fossero...
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CLAMOROSO COLPO DI SCENA. BLITZ DI BERLUSCONI E KAKA' RIMANE AL MILAN: "RINUNCIA AI SOLDI E RESTA". E IL CALCIATORE SI AFFACCIA E LANCIA LA MAGLIETTA AI TIFOSI

                                  Ricardo Kakà resta al Milan


(Berlusconi annuncia, in diretta, durante la trasmissione di Aldo Biscardi, la permanenza al Milan di Ricardo Kakà)

Tutto era stato concluso e l'accordo è stato raggiunto sulla base di 120 milioni di euro alla Società e 19, all'anno, al calciatore. Poi il dietrofront, clamoroso, e nello spazio di pochi minuti si passa dalla delusione dei tifosi, al tripudio del popolo rossonero, consacrato dalle parole di SILVIO BERLUSCONI, presidente del Milan, che dopo il colloquio, decisivo, con il calciatore, ha annunciato, intervenendo in diretta al Processo di Aldo Biscardi:"E' un ragazzo straordinario, eccezionale, l'esempio che deve essere seguito nello sport -ha detto il presidente- è un grande uomo. Ha rinunciato ai soldi dicendo che preferisce l'affetto della gente, il Milan, l'amicizia dei suoi compagni. E' qualcuno che crede in quello che fa" (www.sportmediaset.it). Parole importanti, che chiudono la vicenda, definitivamente, nel senso più atteso dal popolo rossonero e con un finale degno del miglior thriller. Una giornata pazzesca ed un epilogo incredibile, emozionante. Kakà resta al Milan e la sua maglietta n.22 vola, lanciata dal calciatore ai tifosi festanti, assiepati sotto la sede del club rossonero.
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"Difficile far restare uno che va a guadagnare certe cifre". Rassegnazione nelle parole di Silvio Berlusconi che dalla Sardegna annuncia l'addio di Kakà

Una scelta difficile per Silvio Berlusconi

"Ancora non è deciso niente, ma è molto difficile fare restare uno che va a guadagnare certe cifre''. Questa la dichiarazione rilasciata, pochi minuti fa, dal presidente rossonero SILVIO BERLUSCONI, il quale interviene, dalla Sardegna, sulla vicenda che sta infiammando il mercato e che riguarda il fuoriclasse brasiliano Kakà, ormai a un passo dall'addio, destinazione Manchester City. Quella di questa sera, contro la Fiorentina, potrebbe essere l'ultima gara con la maglia rossonera per il calciatore brasiliano, e il Premier non nasconde che l'affare sia in dirittura d'arrivo: "Quelli del Manchester City - ha confidato - gli hanno fatto una proposta da capogiro. Oltre 15 milioni di euro netti d'anno di ingaggio. Se non lo vendo mi saltano tutti gli equilibri della squadra. Rischio di perderlo senza neanche guadagnarci niente". Una logica di mercato inappuntabile, che però si scontra fortemente con le reazioni che provengono dal tifo rossonero, del quale occorre tener conto. Ed infatti, il patron milanista che conlude il suo intervento, mostrandosi abbastanza preoccupato al riguardo: "Debbo tenere conto dei tifosi. E debbo trovare un colpo sul mercato. Vedremo" ha detto Berlusconi.
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