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Calcio, i tifosi contestano Urbano Cairo. Non c'è pace per il Toro

I tifosi protestano CairoNon bastava un'annata disastrosa, conclusa con la retrocessione in Serie B. L'ambiente di Torino, sponda granata, è sconvolto ora dalla rabbia dei sostenitori. Improvvisa, esplode la protesta dei tifosi che se la prendono, anche giustamente, con la dirigenza granata e, naturalmente, con il presidentissimo Urbano Cairo.

E' sotto la sede della Cairo Comunication, in pieno centro a Milano, che è andato in scena un blitz di una cinquantina di tifosi granata per cercare di "svegliare" il patron del Toro e invitarlo, con una manifestazione forte e decisa, a ricostituire immediatamente una squadra atta a riconquistare subito la categoria persa. Le richieste del popolo granata sono chiare: una società completa ed efficiente, che punti alla ricostruzione del mitico Filadelfia e ad investire sui giovani.
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Serie A: Torino stangato dal giudice sportivo. Cairo fa ricorso

Tosel calca la mano sul Torino calcio. E' la società granata, infatti, quella più colpita questa settimana dalla giustizia sportiva, che ha esaminato accuratamente le immagini della rissa scoppiata al fischio finale della gara con il Genoa. Sono ben cinque i giocatori granata sanzionati: quattro giornate a Ogbonna e Pisano, due a Bianchi, Diana e Pratali. La squadra di Camolese si presenterà, dunque, domenica a Roma senza 7 giocatori, visto che sono stati appiedati per un turno anche Dzemaili e Abate. Tre giornate al rossoblù Olivera, unico giocatore fermato da parte genoana. Queste le squalifiche relative alla gara dell'Olimpico, di Torino, che resteranno tali a meno che Tosel non accolga il ricorso presentato immediatamente dalla società granata.

Andiamo con le motivazioni. Per quanto riguarda Ogbonna, secondo Gian Paolo Tosel, il giocatore ha "colpito un calciatore avversario con un violento calcio ad una gamba". Pisano, invece, ha "colpito un calciatore avversario con un violento pugno al petto". Bianchi e Diana, dopo aver lasciato la panchina, hanno"tenuto una condotta aggressiva ed intimidatoria nei confronti di calciatori avversari, ingiuriandoli e spintonandoli". Pratali, infine, è entrato in campo senza autorizzazione e ha insultato il quarto uomo. Questo è tutto ciò che è stato deciso nei confronti del Toro. Dall'altra parte, ovvero per quanto concerne i rossoblu, l'unico a doversi fermare è l'uruguagio Olivera che ha rimediato tre giornate di squalifica perchè ha "tentato ripetutamente di colpire un avversario con violenti pugni, non riuscendo nell'intento in quanto trattenuto a stento da altra persona". Torino decimato, insomma, per l'ultima gara che lo vedrà impegnato all'Olimpico, ma di Roma, contro i giallorossi. Ma il presidente granata Cairo si mostra poco "urbano" e annuncia un'azione immediata della società: "Sono squalifiche a senso unico, faremo senza dubbio ricorso". La squadra di Camolese si gioca, infatti, la salvezza con il Bologna (Lecce e Reggina sono già matematicamente in B), che è favorito perchè se vincerà contro il Catania, ormai salvo e senza particolari stimoli, sarà vano anche un successo contro i ragazzi di Spalletti.

Ecco gli altri squalificati:
2 giornate: Felipe Melo della Fiorentina e Daniele Mannini del Napoli.
Un turno di squalifica per 11 giocatori: Massimo Ambrosini (Milan), Ignazio Abate (Torino), Manuel Coppola (Siena), Dario Dainelli (Fiorentina), Blerim Dzemaili (Torino), Alberto Giuliatto e Fabiano Da Silva (Lecce), Ivan Juric (Genoa), Marco Motta e Rodrigo Taddei (Roma) e Goran Pandev (Lazio). Multe di 10mila euro al Bologna e di 5mila euro alla Lazio.
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Camolese si "ripresenta": "Uniti ci salveremo"

(Ecco la stretta di mano tra Camolese e Cairo)
Camolese stringe la mano a CairoIl grande ritorno. Giancarlo Camolese riabbraccia il suo vecchio amore, il Toro, e prova a salvarlo da una situazione di chiara difficoltà. Esonerato Novellino, il patron Cairo si affida a un cuore granata per risollevare le sorti della squadra. Conquistare la salvezza non sarà facile, ma il neoallenatore granata manifesta fiducia e si dice convinto di poter centrare l'obiettivo. Basterà essere "uniti" e seguire alcune indicazioni.

Primo allenamento, oggi pomeriggio, al centro sportivo torinese, e prime parole da neoallenatore dei granata. Ecco come si "ripresenta" (visti i trascorsi avuti già in casa dei granata) Giancarlo Camolese: ''Il tempo a disposizione non è molto, bisognerà essere bravi e veloci - sono le sue prime parole - ma la squadra può centrare l'obiettivo''. Poi, il mister, ha così concluso: "Ho bisogno di tutti e con tutti voglio arrivare alla salvezza". Convinto di poter centrare l'obiettivo insieme ai "suoi" ragazzi, abbattuti per la situazione che stanno vivendo. Convinto che si possa ancora dare una sterzata decisiva ad un campionato di sofferenza, e virare verso posizioni di maggiore respiro. Ma quale è il primo passo da compiere? Prima cosa da fare, secondo Camolese, sarà quella di "ricompattare il gruppo dal punto di vista fisico". Ecco, infatti, cosa dice lo stesso allenatore: "So che ci sono degli infortunati, dovremo valutarli per cercare di recuperarli al più presto", sottolinea l'allenatore, che ha ricevuto grandi incoraggiamenti e attestati di stima dal presidente: ''Non è vero che ci sono stati dei problemi sulla durata del contratto. In passato ho siglato accordi lunghi che hanno avuto breve durata, questa volta ho preferito fare il contrario perché mi auguro che duri a lungo''. Questo l'augurio di Cairo, a Camolese, il quale parte oggi per un viaggio difficile, che conosce prò una sola meta: la salvezza. Almeno, così spera l'ambiente granata.
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Via Novellino, torna Camolese. A lui il compito di salvare il Toro.

(Camolese torna a guidar eil Toro. A lui compito di raggiungere la salvezza)
Era nell'aria la notizia, e alla fine è arrivata. Walter Novellino non è più il tecnico del Torino. La Società granata, rappresentata da Urbano Cairo, dopo aver tentennato, incerta se continuare a credere nel mister ex Sampdoria, oppure dare una scossa, ha optato per la seconda opzione, e si è affidata, per provare a raggiungere la salvezza, a Giancarlo Camolese, al ritorno sulla panchina del Toro (ha raggiunto una promozione in Serie A nel 2000 e centrò la qualificazione all'Intertoto la stagione successiva.

Il "nuovo vecchio" mister, che era alla guida del Livorno, ha ottenuto la rescissione dal club di Spinelli, ed ha potuto così accettare la proposta di Cairo, tornando a guidare l'amato Torino che versa in un momento di grande difficoltà. "Questa mattina abbiamo rescisso il contratto di Giancarlo Camolese -ha raccontato Spinelli- ho deciso di lasciarlo libero perché è un vero cuore granata. Abbiamo ricevuto una telefonata dal segretario generale del Torino che ci ha chiesto l?autorizzazione a lasciarlo libero, sarà libero dal 31 marzo, ora sta al Toro la prossima mossa. Sono certo che, quando Giancarlo si accomoderà sulla panchina del club piemontese, salverà la squadra e la tirerà fuori dalla situazione nella quale naviga. Così come ha fatto Roberto Donadoni che a Napoli sta facendo benissimo". Camolese sarà già in campo mercoledì, giorno in cui il Torino, dopo due giorni di pausa, ha fissato la ripresa degli allenamenti. E' curiosa la condizione che ha posto Camolese. Infatti, il mister ha chiesto un contratto fino al 30 giugno 2010, indipendentemente da quella che sarà la categoria nella quale giocherà il Toro l'anno prossimo. Quindi, anche nella serie cadetta, se i granata non riusciranno ad assicurarsi la permanenza in quella attuale.
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Novellino in bilico. Cairo indeciso sul da farsi.

L'incontro tra società e tecnico, che si è svolto oggi, non ha ancora sciolto i dubbi relativi al futuro di Walter Novellino sulla panchina del Torino. I deludenti risultati e il momentaccio vissuto dalla compagine granata hanno imposto una riflessione e sul tavolo del presidente Cairo tiene banco la questione, soprattutto in queste ore. Le voci sono davvero contrastanti. C'è chi vuole dare ancora fiducia al mister avellinese, e chi, al contrario, opterebbe per un cambio tecnico. Incertezza.

Fumata grigia. L'importante incontro, che si è tenuto in società, questo pomeriggio, tra il Ds del Torino, Foschi, e il presidente del Toro, Urbano Cairo, è risultato interlocutorio. In sotanza, regna ancora molta incertezza nell'ambiente granata, che vive un momento difficile in campionato. Il direttore sportivo sarebbe propenso alla difesa dell'attuale tecnico, il presidente vorrebbe un avvicendamento. Si fanno sempre i nomi di Papadopulo e, soprattutto, di Camolese (il quale conosce bene l'ambiente del Toro, essendo già stato sulla panchina della squadra granata) come possibili sostituiti, ma il primo non avrebbe un rapporto idilliaco con Foschi, il secondo ha ancora un contratto con il Livorno. Non e' da escludere quindi che Novellino per ora resti sulla panchina a guidare la formazione torinese. Tanta confusione, speriamo si riesca a capire qualcosa di più nelle prossime ore.
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"Cairo non vende? Andremo a comprare un'altra squadra". Ciuccariello risponde al presidente granata.

Ciuccariello assorbe il colpo (l'incedibilità del Torino, dichiarata nelle ultime ore da Urbano Cairo, in risposta alle mire dell'imprenditore pugliese sulla società granata) ma rilancia. "Se non sarà il Toro (ci spera ancora) sarà un'altra squadra", risponde il curioso protagonista di questa vicenda torinese. Tanto...i soldi ci sono, ma il simpatico Ciuccariello come ha ottenuto questa fortuna? "piovuta dal cielo", la sua riposta.

Una controrisposta immediata, quella di Raffaele Ciuccariello. Ricevuto il secco "no" da Cairo, sull'acquisto della società granata (che non è in vendita), l'imprenditore di Lucera ha incassato il rifiuto ma ha ripreso subito in pugno la situazione e ha così risposto, rilasciando dichiarazioni puntuali e scoppiettanti a Franco Giuliano, della "Gazzetta del Mezzogiorno": "Cairo non vende? E allora andremo a comprare qualche altra squadra. Spero che sia il Toro, perché i miei figli sono tutti tifosissimi di questa squadra, altrimenti sarà il Foggia o il Novara". Sull'eredità che lo ha reso ricco, però, l'ex 'Mister X' non si sbilancia: "Si tratta - ha detto - di una fortuna piovuta dal cielo. Da dove? Non posso proprio dirlo. Finalmente dopo tanti anni di sacrifici, oggi posso permettermi di andare dal presidente del Torino e fargli un'offerta che neppure lui avrebbe immaginato, date le condizioni in cui si trova ora la squadra". Un importante salto di qualità per un uomo che ha lasciato la Puglia nel lontano 1959 (a 18 anni) e per anni ha fatto l'emigrante in Germania, dove ha lavorato prima come muratore e poi come minatore. Ora il sogno è entrare nel calcio, diventarne un protagonista. Questa la sua candida ammissione: "Voglio entrare nel mondo del calcio - ribadisce - e non bado a spese. Spero che Cairo venda, sarebbe meglio per tutti. Se poi non ci riuscissimo, guarderemo a qualche altra squadra". Insomma, la vicenda prosegue, il botta e risposta s'infiamma e crediamo che non mancherà la risposta di Cairo, soprattutto sulla parte in cui l'ex Mister x insinuache il Torino non versi in condizioni floride.
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Pronta, arriva la replica di Urbano Cairo: "Il Toro non è in vendita".

Poche parole, ma che lasciano il segno. Non è tardata ad arrivare la replica che aspettavamo. A poche ore dalla conferenza stampa, approntata dagli avvocati di Ciuccariello, il potenziale acquirente del club granata, il patron del Torino, Urbano Cairo, risponde per le rime agli avvocati dell'imprenditore pugliese.

Il Torino non si vende. Più chiaro di così..."L'ho detto e lo ripeto: non mi interessa vendere il Torino". Urbano Cairo replica con fermezza e un messaggio sintetico ma chiaro agli avvocati di Raffaele Ciuccariello, chiudendo quindi qualsiasi trattativa sul nascere: "Spero che tutto questo non infastidisca l'ambiente - dice Cairo - perche' dobbiamo essere sereni. A me non interessa vendere il Torino". Insomma, se uno più uno fa due (lo scetticismo dei tifosi e le parole del loro presidente), su questo fantomatico Ciuccariello è già calato il sipario.
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Farsa o una svolta per il Toro? Raffaele Ciuccariello si presenta: "100 milioni per rilanciare i granata". Ma i tifosi ci ridono su.

Finalmente sappiamo chi è il misterioso Mister X, aspirante compratore del Torino (attualmente nelle mani di Urbano Cairo). Tanti nomi erano stati fatti, anche altisonanti (Briatore, Giraudo, Margherita Agnelli, Lavazza, Ferrero, Bertone o Cinzano), invece è Raffaele Ciuccariello, imprenditore multimilionario, attivo da anni nel settore della ristorazione. Durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, nel Golden Palace Hotel di Torino (poco distante dalla sede del club granata) , anche se non fisicamente, si è presentato (tramite gli avvocati) con tanti soldi pronti per l'acquisto del Torino. Ma i tifosi del Toro sono sorpresi e abbastanza scettici.

100 milioni per acquisire il Torino calcio. Questa sarebbe la cifra che Mister x, al secolo Raffaele Ciuccariello, vorrebbe investire per impossessarsi della società granata. Il misterioso acquirente, nato nel 1941 a Lucera (Foggia), è stato presentato (ma solo a parole, dagli avvocati, visto che non si è presentato, in quanto "troppo schivo per incontrare stampa e tifosi") dopo settimane d'incertezza e diffidenza, nel lussuoso albergo torinese, in un'apposita conferenza stampa, di poche ore fa, predisposta dai suoi legali (Grazia Porta, Massimo Durante e Anna Pasquinelli). E' un misterioso pugliese "da anni attivo - hanno detto i suoi avvocati - nel campo della ristorazione, anche all'estero". Alla notizia, su internet e nei forum degli appassionati e tifosi del Toro, si sono scatenate subito molteplici reazioni. nella maggiorparte, sono di scetticismo, visto che non si sa assolutamente chi sia questo fantomatico personaggio (si trova poco o nulla, digitando il suo nome e cognome sui principali motori di ricerca) e i tifosi parlano di "una commedia dannunziana". Altre notizie, sempre ottenute per bocca dei suoi legali, sono che Mister X" "non ha attività al momento, ma ne hanno i figli. L'ultimo Norbert, classe 1976, svolge l'attività di investigatore privato, coadiuvato dal padre". E il quotidiano "Libero" metteva in relazione "Mister X" con casa Savoia e con una causa milionaria (vinta, così pare, e riguardante una questione di riconoscimento di paternità). Arriverebbero da lì il soldi dell'aspirante presidente granata. Insomma, ora sappiamo chi è, ma aspettiamo che l'imprenditore si faccia vedere, "de visu", e non tramite degli avvocati. E poi, naturalmente si attende la replica di Cairo e dell'ambiente granata. Intanto, dai tifosi, arrivano tante risate d'incredulità...
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Mister x toglie la maschera. Oggi sapremo chi è il misterioso compratore del Torino.

Vi ricordate quando avevamo parlato del misterioso acquirente del Torino? Il famoso Mister X che aveva enunciato, tramite i suoi legali, gli "8 punti" del progetto teso al rilancio della società granata, una volta rilevato Urbano Cairo al tavolo presidenziale. Oggi, questo fantomatico personaggio dovrebbe svelare la sua identità.

Ci siamo. Dopo mesi di voci e di paparazzate, ma anche di infruttuose indagini volte a capire chi potesse essere, "Mister X" toglie finalmente la maschera. Oggi i suoi avvocati riveleranno l'identità dell'imprenditore che vuole acquistare il Torino e che, fino alla giornata odierna, aveva solo parlato tramite la loro bocca, senza mai esporsi in prima persona. L'appuntamento è per le 15.30, nel prestigioso hotel "Golden Palace" (http://www.thi.it/hotels/golden-palace/hotel-5-stelle-lusso-torino.html), a due passi dalla sede del club granata: "Nel corso della conferenza stampa verrà resa nota l'identità del potenziale acquirente", hanno scritto gli avvocati Grazia Porta, Massimo Durante, e Anna Pasquinelli. Verranno esposte, inoltre "le linee programmatiche per la gestione societaria e sportiva". Miroglio? Ferrero? Si sono fatti tanti nomi, tante indiscrezioni, ma tra poche ore sapremo finalmente chi si cela dietro questo alone di mistero (l'ultima porta ad un imprenditore del Sud, in attesa di un'eredità milionaria da 600 milioni di euro). Ma, tutto questo, senza fare i "conti con l'oste", poichè Urbano Cairo non sembra intenzionato a passare la mano...
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Cairo e il Toro si scagliano contro gli arbitri: "Siamo stati penalizzati". Sul sito granata gli errori delle giacchette nere

  Urbano Cairo. E' pronto a dare battaglia per difendere il suo Torino.


(highlights di Torino-Chievo, finita 1 a 1)

La furia di URBANO CAIRO sulla classe arbitrale, a difesa del suo Torino. Ecco le parole infuocate del presidente granata, stanco degli errori arbitrali che, a detta del massimo dirigente torinese, hanno "penalizzato" il Toro in più di una occasione.

"Ho almeno 7 partite in cui ci hanno penalizzato". Questo il pensiero del presidente del Torino, Cairo, il quale parte dalla sfida pareggiata (uno a uno, Ventola e Italiano i marcatori) con il Chievo, tra grandi proteste, per poi elencare tutti i torti subiti dalla sua società: "Ieri abbiamo visto molti episodi dubbi durante il match il Chievo. Ho fatto fare un elenco di torti arbitrali: se avessimo avuto un trattamento regolare, convalidando i gol buoni o i rigori, oggi avremmo dai 6 ai 7 punti in più" - ha spiegato a 'La Politica nel Pallone' sul GR del Parlamento - "Ieri il gol di Italiano è lo stesso, fotocopiato, con lo stesso assistente, del match con il Cagliari. Contro i sardi alla settima giornata annullano il gol a Rubin, un gol in fuorigioco, identica a quella di Pellissier. La cosa incredibile è che l'assistente di allora e lo stesso che c'era in campo ieri. Il rigore netto per fallo di Yepes su Stellone e' un'altra cosa. Ieri ho visto due cose a senso unico che ci hanno penalizzato. Ho almeno sette partite in cui ci hanno penalizzato. Ci hanno annullato un gol con il Palermo, poi non ci hanno dato un gol buono con il Bologna. Potrei andare avanti ancora ma mi fermo a questi episodi che per noi valgono molti punti. Non voglio appellarmi a solo questi errori arbitrali ma su 23 partite averne sette con torti cosi' mi inizia a sconcertare, una cosa che mi fa pensare". E a cosa starà pensando? Evitiamo di fare ipotesi, prchè altrimenti potremmo incorrere anche noi in qualche problema, ma le parole di fuoco, rilasciate dal patron del Torino, probabilmente gli varranno il deferimento, l'unico mezzo che ha la classe arbitrale italiana per difendersi, visto che spesso è davvero indifendibile.
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