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Calcio, squadre: il Liverpool presenta Aquilani. L'ex romanista spiega l'addio:"E' stata una scelta di vita. Tiferò sempre Roma"

Oggi è il giorno della presentazione alla stampa inglese e ai tifosi dei Reds, di Alberto Aquilani (nella foto insieme al suo nuovo tecnico), l'ultimo colpo di mercato del Liverpool. Il centrocampista, prelevato dalla Roma per circa 20 milioni di euro e chiamato a sostituire in mezzo al campo lo spagnolo Xabi Alonso (ceduto al Real, ndr) si presenta alla sua nuova squadra ma non dimentica Roma e la Roma: "E' stata una decisione importante e difficile - spiega il centrocampista in conferenza stampa - perché a Roma sono nato e cresciuto. Ero e sono un tifoso della Roma per cui questa è stata una scelta di vita ma penso sia stata una buona decisione per tutti. Sono molto grato alla Roma per avermi permesso di giocare in Serie A e raggiungere la Nazionale. E' un'occasione importante essere qui".

Una scelta di vita, un'occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire. Giocare la Champions e in una delle squadre di calcio più gloriose d'Inghilterra ha prevalso sulla sua romanità e sulla voglia di cercare riscatto nel club giallorosso dopo la deludente stagione appena trascorsa. Dei Reds già sa molto, merito dell'amicizia con l'ex giocatore del Liverpool, il norvegese Riise: "Ovviamente sono amico di Riise e mi ha parlato molto del Liverpool - continua Aquilani -. Mi ha raccontato della Kop e dei suoi grandi tifosi, non vedo l'ora di cominciare. Non ho mai giocato ad Anfield ma ho sentito parlare molto dell'atmosfera unica che si respira". Alberto sarà chiamato ad una prova non facile ma cercherà di ripagare alla grande chi ha creduto in lui e lo ha voluto in squadra, il tecnico Rafa Benitez: "Rafa Benitez è stato molto importante per il mio arrivo - ammette Aquilani -. Riise mi ha parlato molto bene di lui e mi ha detto che mi può aiutare a crescere come giocatore. Io ne apprezzavo il lavoro già prima che spuntasse la possibilità di venire qui, mi piace come gioca la squadra e sicuramente la sua presenza è stata un fattore decisivo per la mia scelta. Sono orgoglioso del fatto che Rafa abbia puntato su di me". Ma a spingerlo verso il Liverpool anche la chance di "giocare con gente come Gerrard e Torres, è una squadra di grandi giocatori e mi è sempre piaciuto il modo in cui gioca il Liverpool. Anche prima di arrivare qui pensavo che Gerrard fosse il più forte centrocampista del mondo e sono fiero di poter giocare al suo fianco, spero di imparare molto da lui". Ora, l'obiettivo immediato è recuperare dall'infortunio alla caviglia che lo ha tartassato nella scorsa stagione, impedendogli di poter dar eil solito ottimo contributo alla causa romanista. Poi cercherà di riconquistare l'azzurro giocando in una delle squadre di calcio che più lo ha cercato: "Ho parlato con Lippi prima di venire qui e mi ha rassicurato sul fatto che non sarà un problema giocare all'estero - aggiunge -. I Mondiali sono molto importanti per me e farò del mio meglio per esserci ma per farlo devo giocare bene qui e giocare nel Liverpool credo possa essere un vantaggio".
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Roberto Donadoni si tinge di "azzurro": "Orgoglioso di essere a Napoli".

(De Laurentiis chiama Roberto Donadoni. Sarà lui il "salvatore della patria"?
E' stato il giorno di Roberto Donadoni, neotecnico del Napoli. Il "salvatore della patria", chiamato da De Laurentiis a risollevare le sorti della squadra campana, e successore di Edy Reja, si è presentato oggi a stampa e tifosi: "Prima parlerò con il mio predecessore e poi con i giocatori. Dopodichè vedremo".

"L'ho scelto io, personalmente, ci conosciamo da 4 anni e ogni tanto abbiamo cenato insieme". Così Aurelio De Laurentiis presenta, alla stampa e ai tifosi, il nuovo tecnico del Napoli, Roberto Donadoni. E l'ex rossonero, ma anche ct della nazionale italiana, felice per quest'avventura che inizia, aggiunge: "Ci siamo conosciuti grazie a una zia vicina di casa, è stato questo il contatto". Comincia così, tra il serio e il faceto, la nuova avventura tinta d'azzurro, ma quello del Napoli e non della Nazionale italiana, di Donadoni che arriva al centro sportivo di Castelvolturno insieme con i suoi collaboratori: il vice Bortolazzi, che sostituirà Fabio Viviani, il preparatore atletico Andreini e quello dei portieri Buso - un pezzo di storia del Napoli di Colomba e Scoglio, prima del fallimento - che affiancheranno Febbrari e Facciolo, legati ancora per un anno al club di De Laurentiis. Donadoni, comunque, non perde tempo e pensa già al prossimo impegno dei partenopei: "Cominciamo a pensare alla trasferta di Reggio Calabria con la Reggina e ad uscire da questa situazione difficile. Poi, guarderemo al futuro e ai traguardi europei che vuole tagliare la società". In sostanza, passi piccoli ma graduali. Questo è il percorso che il tecnico bergamasco (nato nel 1963 a Cisano Bergamasco) individua come necessario e utile, per poter uscire da una crisi che dura, ormai, circa due mesi (ultimo successo l'11 gennaio. De Laurentiis, poi, riprende la parola e afferma: "Ho pensato a Donadoni in ogni momento di crisi attraversato negli ultimi 4 anni - precisa il presidente -. Siamo grati a Reja, resta uno della famiglia, ma mi sono convinto che lo spogliatoio non rispondesse più alle sollecitazioni del tecnico". ci voleva dunque un cambiamento. Donadoni è l'aria nuova che de Laurentiis ha voluto per poter ricaricare un ambiente ormai scarico e, letteralmente, "a pezzi". Napoli spera che sia così.
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Spalletti rimprovera Mourinho: "Prima gli auguri, poi la gufata".

(Curiosa mimica di Spalletti, forse è rivolta a Mourinho?)
Oggi, consueta conferenza prepartita giallorossa. C'è l'Udinese in arrivo, poi a distanza ravvicinata il match fondamentale con l'Arsenal ma, inevitabilmente si è tornati sulle polemiche veementi di questi giorni, e sulle dichiarazioni di Mourinho, che hanno colpito, nel mucchio, anche i giallorossi. Il tecnico romanista Luciano Spalletti ha fornito le proprie valutazioni della vicenda e ha risposto al collega interista, e non sono mancate battute scoppiettanti.

Uno Spalletti, come al solito, molto schietto e sincero. Da buon toscanaccio, non sono mancate le risposte "polemiche" ma abbastanza condivisibili, al collega Mourinho. Oggi, in conferenza stampa, parlando di formazione e di coloro che sarano i protagonisti nell'anticipo di campionato (domani pomeriggio) con l'Udinese, tra le mura amiche dell'Olimpico, non ha evitato le domande dei giornalisti e ha regalato alcune chicche che vogliamo porre alla vostra attenzione. Interessante, soprattutto, il suo pensiero riguardo tutto quello che è accaduto dopo la gara di campionato con l'Inter: “Sono d’accordo con chi dice che dopo le partite bisogna stare più tranquilli. Sono stato il primo a non farcela ho anche detto che può far parte della sfortuna ma ci sembra che poi le situazioni sono state più di una nelle trasferte di Milano. Io sono stato squalificato perché non devo avere quelle reazioni e Pierpaoli ha scritto bene ma ha visto male. È la terza squalifica che prendo una a Udine in coppa Uefa poi a Empoli un po’ mi dispiace perché va a segnare un decorso corretto della carriera. Io sono stato quello che ha detto a De Rossi quando ha segnato con la mano che ha fatto bene a dichiararlo. Si va avanti stando attenti a quello che succede. Bisogna stare attenti”. Ma, al di là della reazione avuta alla fine di una gara "infuocata", e che ha comportato una giornata di squalifica (sarà in tribuna domani, a dare indicazioni, via telefono, al suo secondo), si è sentito offeso dalle parole di Mourinho? “Le parole di Mourinho mi hanno un po’ sorpreso perché l’ho incontrato all’uscita della sua conferenza stampa a San Siro mentre io entravo lui mi ha abbracciato, mi ha fatto i complimenti per la partita e mi ha fatto gli auguri per la gara con l’Arsenal. A distanza di 24 ore una gufata pazzesca. Zero Titoli. Io lo so che se arrivo quarto sono ancora dentro a qualche situazione ma lui ha fatto vedere di aver perso un po’ di serenità e sicurezza. Lui deve stare tranquillo perché ha dimostrato di avere una squadra forte fatta di grandi campioni. Ha una squadra tosta, fisica che precedentemente in Champions è andata fuori anche per sfortuna. La trasferta all’Old Trafford sarà difficile ma loro sapranno farsi valere”. In sostanza, prima la "carota" (gli auguri pre-partita, anche in ottica champions), poi il "bastone" (la gufata e le critiche). Quale il vero Mourinho? Sempre riguardo al suo sfogo, alla fine, al tecnico capitolino, è stato chiesto se quella del portoghese è stata una "parte" ben recitata, e anche su questo, la risposta del mister è stata esauriente: “Non ho niente da dire. questo lo dovete chiedere a lui. Dico solo che mi ha un po’sorpreso. Posso dire che questo è il nostro campionato difficile e carico di tensioni. Come impostazione professionale a me piacciono le persone che fanno le cose con passione e vedo a Trigoria ogni giorno persone innamorate del proprio lavoro e io sono uno di quelle”.
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Monologo show di Mourinho. Attacca tutti e annuncia: "Sta arrivando il giorno dello scandalo".

Uno show, da solista d'eccezione. Il tecnico portoghese dell'Inter, Josè Mourinho, alla vigilia della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, torna sulle polemiche seguite al match di campionato pareggiato per tre a tre contro la Roma e si scaglia violentemente contro tutti.

Uno spettacolo che, forse, si poteva risparmiare. La sua fama di "Special One" non verrà intaccata ma a livello di comunicazione ha ancora qualcosa da imparare. Comunque, andiamo ai fatti. Alla vigilia della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, Mourinho torna sulle polemiche che hanno seguito la gara di campionato tra la sua Inter e i giallorossi e ne ha per tutti: "La prostituzione intellettuale non mi piace. Negli ultimi due giorni non si è parlato di una Roma e di un Milan che finiranno con zero titoli, di una Juve che ha conquistato tanti punti con favori arbitrali. Si è parlato di Balotelli e di un rigore che c'è. Ranieri ha provato a telefonarmi. Chiedetegli che cosa volesse". Esternazioni pesanti, quelle del mister nerazzurro, che ha dato vita ad un vero e proprio monologo, per poi abbandonare la sala stampa. Il lusitano ha poi proseguito colpendo le rivali dell'Inter. Nessuna delle big è stata risparmiata.  Nel mirino finisce, quindi, come ovvio, anche Ranieri, protagonista del "duetto" con Spalletti a Controcampo: "Ranieri sta con Spalletti ma io sto con Zenga, Delneri e Prandelli che hanno perso tre punti contro la Juve - ha affermato -. Sono con Novellino e Marino perché per loro sarà meglio non giocare e mandare in campo la Primavera. Chissà forse anche per noi sarebbe meglio non giocare perché sta per arrivare il giorno dello scandalo''. Insomma, per Mou la colpa di tutte queste discussioni è da ricercare in un'opinione pubblica "manipolata", che trascura i problemi di Milan e Roma per fare spazio alle polemiche anti-Inter: ''Io non manipolo l'opinione pubblica - ha continuato -, non sono il campione del prime time. Io parlo perché sono obbligato per contratto, perché mi dicono che devo farlo, mentre Ranieri e Spalletti sono sempre nel prime time. Ogni volta che arrivo negli spogliatoi accendo la tv e vedo Spalletti... Non è un gioco a cui voglio giocare. Io non so se loro pagano per essere intervistati, io certo rifiuto dei soldi pur di non essere intervistato. Ho detto di no tante volte. Forse per questo non si parla del Milan a -11, mentre si parla del rigore su Balotelli, che tra l'altro non si può dire che non ci fosse. L'unica gara che abbiamo vinto con un errore a favore è stata a Siena e io l'ho detto. Ma forse sono troppo avanti e si preferiscono conferenze stampa stile Medioevo". E ancora: "Forse sarà l'ultima volta che parlo così in una conferenza stampa - ha spiegato - forse torneremo a quelle conferenze stile medievale, perché io sono troppo avanti, sono troppo bravo. E devo tornare indietro... Ma perché io sono bravo? Non capisco...". Spettacolare, come sempre, Mourinho, che ci aveva abituato a modi di comunicare mai scontati. Ma questa volta ha sbaragliato ogni attesa e, ci chiediamo, ma era veramente necessario dire tutto ciò? A voi l'ultimo verdetto sulla vicenda. 
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Panucci chiede scusa a Spalletti. Nel pomeriggio conferenza stampa del difensore.

(Panucci chiede scusa a Spalletti)
Finisce il "caso Panucci"? Il giocatore, fuori rosa per per le note vicende, ha chiesto scusa al mister toscano Luciano Spalletti. Queste le prime indiscrezioni, che dovrebbero essere confermate in una conferenza stampa pomeridiana. Un passo necessario e giusto ma non era meglio farlo prima?

Colpo di scena nella vicenda che riguarda Christian Panucci. Pare, dalle ultime voci provenienti dall'ambiente giallorosso, che l'esperto difensore, attualmente fuori rosa per aver mancato di rispetto ai compagni e, soprattutto, all'allenatore (rifiutò la panchina, criticando le scelte del tecnico), abbia (finalmente) chiesto scusa a Luciano Spalletti questa mattina a Trigoria. A breve, comunque, potrebbero esserci sviluppi e secondo Sky Sport 24 si parla di una conferenza stampa nel pomeriggio da parte del difensore giallorosso. E' la fine di un caso e il ritorno, nel gruppo, di un valido difensore, e di un'importante arma in vista dell'Inter, ma soprattutto dell'Arsenal in Champions? Aspettiamo le prossime ore e ne sapremo sicuramente di più.
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