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Calcio, Serie A: Donadoni si sfoga: "Non basta spendere per essere competitivi"

Donadoni si sfoga
L'esperienza in Serie A, alla guida del Napoli, è già finita. I deludenti risultati ottenuti, in quest'inizio di Serie A hanno convinto De Laurentiis a dare una svolta alla situazione. Roberto Donadoni è stato esonerato dal presidentissimo De Laurentiis che lo ha sostituito con Walter Mazzarri (in passato sulla panchina della Sampdoria in Serie A). Ma l'ex allenatore del Livorno e della Nazionale, sollevato dall'incarico di tecnico partenopeo dopo meno di 7 mesi di Serie A, si toglie qualche sassolino prima di abbandonare il Vesuvio.

Intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport', Donadoni ha commentato con amarezza e rabbia la decisione presa dal numero uno del Napoli: "De Laurentiis conosce poco del nostro mondo - ha esordito Donadoni - . Deve imparare tanto com’è giusto che sia. Vive troppo poco l’ambiente dello spogliatoio. Gli ho detto che se lui mi facesse tre domande di cinema non saprei rispondere. Così come vi­ceversa se le ponessi io di calcio". Ma dove sono le colpe del tecnico?. Ecco l'ammissione, chiara e sincera: "Ho sbagliato ad accettare l'idea che questa squadra avrebbe potuto lottare, nella Serie A, per l'Europa - ha precisato il 46enne bergamasco - Non basta spendere per essere competitivi e non direi che questa squadra vale l'Europa"...Delle parole davvero pesanti. Una frecciata alla dirigenza e anche a Marino, ex Dg della squadra campana (anche lui esonerato dal patron De Laurentiis): "Non mi pare siano arrivati giocatori dal Real o dal Barça - ha detto commentando le dichiarazioni dell'ex Dg che aveva detto di aver lasciato un Napoli fortissimo - A giugno mi è stato chiesto di pensare ad allenare e di restare fuori dal mercato: avevo chiesto un esterno sinistro e mi è stato pubblicamente risposto che avrei dovuto comparmelo io. E Fabio Cannavaro... Non riuscivo a spiegarmi le dichiarazioni del presidente (che lo definì troppo vecchio, ndr) Fabio, con la sua grande esperienza, sarebbe tornato utile. Una squadra è costruita con tante componenti, non solo con gio­vani, seppur promettenti".Insomma, prima di andarsene, c'è stato lo sfogo. Rabbioso...
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Calcio, Donadoni crede nel progetto Napoli: "Sarà vincente". E si gode un ritrovato Lavezzi

Donadoni ritrova Lavezzi e crede nel NapoliAnche il Napoli ha iniziato a correre e a prepararsi per la nuova annata. Le delusioni del torneo appena finito lasciano spazio alla voglia di riscatto. Nella bassa Austria, a circa 60 km da Vienna, dove ha scelto di "alloggiare", il gruppo allenato da Donadoni lavora, in silenzio, pregustando già la stagione del rilancio.

Gli azzurri, scatenati sul mercato (ben cinque i colpi messi a segno dalla dirigenza partenopea), ora si preparano per "scatenare l'inferno" sul campo e Donadoni lancia proclami: "Non mi piace mai dichiarare obiettivi ma questa squadra può davvero far bene", sintetizza il tecnico dei campani, che si mostra davvero ottimista sul prossimo campionato del Napoli. "Non mi voglio neppure nascondere. So che c'è la concreta possibilità di ottenere buoni risultati e guardiamo all'inizio del campionato con grande convinzione. Sicuramente ci sarà tanto da lavorare e per questo abbiamo scelto un centro sportivo qui in Austria di ottimo spessore e siamo fiduciosi sulla preparazione che andremo ad affrontare". Il Napoli si prepara, così come il "Pocho" Lavezzi. Giunto in ritiro, il fuoriclasse argentino si è mostrato smanioso di aiutare questo Napoli a togliersi grandi soddisfazioni. Insomma, Le polemiche del passato sembrano svanite di colpo e anche il tecnico lombardo preferisce dimenticare: "L'ho visto sereno e tranquillo. Il Pocho credo sia anche molto motivato. Ma questo non vale solo per lui, bensì è un discorso da estendere a tutti. Non voglio una squadra che si appoggi su uno o due giocatori ma sull'intero gruppo. Noi abbiamo bisogno di tutti e non possiamo fare a meno di nessuno. I tifosi? So che ci aspettano con grande entusiasmo. Dico che De Laurentiis e Marino stanno costruendo un organico importante e che noi dal canto nostro ce la metteremo tutta per regalare ai napoletani le soddisfazioni che meritano per la passione e l'affetto che profondono sempre nei nostri confronti". Un Donadoni carico, e un Napoli costruito alla grande da De Laurentiis e il Dg Marino, sarà la sorpresa dell'anno?
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Napoli. Donadoni: "Voglio una gara d'attacco". Torna il "Pocho" Lavezzi

Un Napoli d'attacco, senza troppe remore tattiche e con la chiara voglia di vincere. E' questo che vuole, e che chiede ai propri calciatori, il mister Roberto Donadoni, alla vigilia della gara interna che vedrà i campani affrontare, al San Paolo, l'Atalanta di Del Neri.

Il nuovo "mister x" del calcio italiano (solo pareggi nelle prime uscite da tecnico dei partenopei) vuole abbandonare questo nomignolo e trovare la prima gioia, da quando siede sulla panchina della squadra campana: "Un Napoli che attacchi, non rinunciatario, per dare svolta al campionato", Questa la speranza dell'allenatore del Napoli, il quale però, anche se recupera Lavezzi, dovrà fronteggiare anche in questa circostanza squalifiche e infortuni: "Cannavaro, Zalayeta e Vitale non stanno ancora bene, ma indipendentemente da chi c'è e chi non c'è, è normale che giochiamo per vincere. Se Cannavaro non dovesse esserci ci dovremo adattare per l'ennesima volta, ma ormai il gruppo sa fronteggiare bene queste difficoltà". Il Napoli, a detta del suo allenatore, cerca la svolta, ma Del Neri sarà d'accordo? Non crediamo assolutamente che l'Atalanta verrà a fare la vittima sacrificale, anzi...

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"Solo Donadoni ha creduto in me". Lo sfogo di Antonio Cassano

Cassano si, Cassano no. Il dilemma, che ha sollevato tante polemiche, continuerà anche dopo la gara di domani, ma a quanto sembra per Lippi la risposta è inequivocabile. Almeno finchè sarà lui il selezionatore azzurro, il fuoriclasse blucerchiato non indosserà la maglia della nazionale. La scelta di Lippi, rispettabile ma a nostro avviso non condivisibile, è radicata e nasce da comportamenti che, in passato, non sono piaciuti al tecnico viareggino. Ma la vita prosegue, caro Lippi, e per quanto possa aver sbagliato, le sue giocate sono pazzesche, i suoi colpi di classe sono in possesso di pochi giocatori, la sua fantasia è senza limiti. Tre cose che farebbero il bene di ogni nazionale, e naturalmente dell'Italia. Dopo tante polemiche, insomma, non poteva mancare la risposta del diretto interessato. Ascoltiamolo.

Antonio Cassano interviene (finalmente) sulle polemiche di questi giorni tirando in ballo un altro tecnico, ora sulla panchina del Napoli. Roberto Donadoni fu uno dei pochiche lo difese a spada tratta da tutto e tutti, al contrario di quello che ha dimostrato, a parole e con i fatti, Marcello Lippi: "Donadoni ci ha messo la faccia per me, andando contro tutto e tutti - dice il talento barese ai microfoni di Sky - Se avessi fatto un errore, il primo da martellare sarebbe stato Donadoni, e basta, perchè si era preso questa responsabilità. Io mi sono comportato bene perchè quando do una parola è quella. Mi ha chiesto determinate cose e non potevo venire meno: lui ha dato a me e io dovevo dare a lui". Parole forti, importanti, che non potevamo non mettere in evidenza.
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Roberto Donadoni si tinge di "azzurro": "Orgoglioso di essere a Napoli".

(De Laurentiis chiama Roberto Donadoni. Sarà lui il "salvatore della patria"?
E' stato il giorno di Roberto Donadoni, neotecnico del Napoli. Il "salvatore della patria", chiamato da De Laurentiis a risollevare le sorti della squadra campana, e successore di Edy Reja, si è presentato oggi a stampa e tifosi: "Prima parlerò con il mio predecessore e poi con i giocatori. Dopodichè vedremo".

"L'ho scelto io, personalmente, ci conosciamo da 4 anni e ogni tanto abbiamo cenato insieme". Così Aurelio De Laurentiis presenta, alla stampa e ai tifosi, il nuovo tecnico del Napoli, Roberto Donadoni. E l'ex rossonero, ma anche ct della nazionale italiana, felice per quest'avventura che inizia, aggiunge: "Ci siamo conosciuti grazie a una zia vicina di casa, è stato questo il contatto". Comincia così, tra il serio e il faceto, la nuova avventura tinta d'azzurro, ma quello del Napoli e non della Nazionale italiana, di Donadoni che arriva al centro sportivo di Castelvolturno insieme con i suoi collaboratori: il vice Bortolazzi, che sostituirà Fabio Viviani, il preparatore atletico Andreini e quello dei portieri Buso - un pezzo di storia del Napoli di Colomba e Scoglio, prima del fallimento - che affiancheranno Febbrari e Facciolo, legati ancora per un anno al club di De Laurentiis. Donadoni, comunque, non perde tempo e pensa già al prossimo impegno dei partenopei: "Cominciamo a pensare alla trasferta di Reggio Calabria con la Reggina e ad uscire da questa situazione difficile. Poi, guarderemo al futuro e ai traguardi europei che vuole tagliare la società". In sostanza, passi piccoli ma graduali. Questo è il percorso che il tecnico bergamasco (nato nel 1963 a Cisano Bergamasco) individua come necessario e utile, per poter uscire da una crisi che dura, ormai, circa due mesi (ultimo successo l'11 gennaio. De Laurentiis, poi, riprende la parola e afferma: "Ho pensato a Donadoni in ogni momento di crisi attraversato negli ultimi 4 anni - precisa il presidente -. Siamo grati a Reja, resta uno della famiglia, ma mi sono convinto che lo spogliatoio non rispondesse più alle sollecitazioni del tecnico". ci voleva dunque un cambiamento. Donadoni è l'aria nuova che de Laurentiis ha voluto per poter ricaricare un ambiente ormai scarico e, letteralmente, "a pezzi". Napoli spera che sia così.
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