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Calcio, Milan: Galliani contro Mourinho: "basta gesti che istigano alla violenza"

calcio, milan, galliani, serie a, interGalliani attacca Mourinho.
Sembrava essersi spento il fuoco delle polemiche, dopo le "manette" choc del tecnico portoghese e la Panolada in tribuna, due volti della protesta nerazzurra nei confronti della direzione arbitrale di Tagliavento, in Inter-Sampdoria.
Invece l'Amministratore delegato del club rossonero riaccende la discussione rivolgendo parole dure allo "Special One".

Scatenato Galliani.
Ma, questa volta, il numero due di Via Turati non esplode per un gol segnato dal suo Milan, bensì in una intervista nella quale attacca con veemenza l'Inter e il suo vate, Mourinho.
Il dirigente milanista ha criticato, in primis, il silenzio stampa deciso da Moratti ("Noi andiamo sempre in tv"), dopo il contestato arbitraggio di Tagliavento, nel match di Serie A che ha visto i nerazzurri pareggiare in 9 uomini, per le espulsioni di Samuel e Cordoba.
Poi, successivamente, è andato giù duro contro il mister lusitano per il gesto delle manette: "Ci sono degli atteggiamenti eccessivi che sono sotto gli occhi di tutti, Mourinho la smetta con certi gesti. Istigano alla violenza. E' ora di farla finita".
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Calcio, Milan: Galliani indossa i panni da mister: "Pato e Nesta in campo"

In attesa che Leonardo faccia le sue scelte definitive a poche ore dal match con l'Udinese, ad anticipare le mosse del mister è il dirigente rossonero, Adriano Galliani.
Ed è un annuncio importante, che farà la felicità dei tifosi milanisti. Infatti, si rivedranno in campo sia Pato che Nesta, che dovrebbero aver smaltito i rispettivi infortuni.

Adriano Galliani sveste i panni da dirigente e indossa quelli da allenatore.
Non vuole rubare il mestiere al tecnico brasiliano, ma solamente poter annunciare il rientro di Pato e Nesta, con qualche ora di anticipo rispetto alla tabella di marcia "Stanno bene e dovrebbero giocare, ma dipende dalle decisioni di Leonardo", ha detto rimandando al mister brasiliano l'ultima parola. Leonardo, infatti, attende ancora gli ultimi provini prima di poter esultare.
Ma Galliani, dopo esseresi preso una piccola parentesi da mister, ritorna tra i banchi direttivi per parlare di arbitri.
Quello dei fischietti italiani è un argomento sempre in auge: "Uniformità? Non so se quest'anno c'è o meno. Siamo l'unico Paese a preoccuparcene. Fanno il loro lavoro, sbagliano, azzeccano le cose. Credo che sia sempre più difficile fare l'arbitro", ha detto il dirigente rossonero, spezzando una lancia in loro favore.
Poi, nel finale, si ritorna a parlare dell'immediato. Domani a San Siro arriva l'Udinese e Galliani si lascia scappare una battuta: "L'ho detto al nostro allenatore. Abbiamo perso due volte su due, vediamo di evitare la terza".
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(video) Calcio, Serie A: Un altro olandese al Milan. In arrivo Huntelaar dal Real Madrid


(Klaas Jan Huntelaar. Scopriamolo...)

Dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni ora siamo alle battute finali di un'operazione annunciata da più parti. L'arrivo di Berlusconi a Milanello e il vertice, durato dall'1 alle 3, del quale abbiamo parlato abbondantemente, sono stati i due fattori che hanno dato la decisa accelerazione alla trattativa per regalare a Leonardo la punta richeista da tempo. Sarà Klaas-Jan Huntelaar (che potete gustarvi nel video) il nuovo attaccante del Milan e un'altra stella che si cimenterà nella Serie A di Calcio.

La società rossonera, infatti, ha trovato l'accordo con il Real Madrid per l'acquisto del 25enne bomber olandese che è ritenuto il più adatto nel modulo scelto dal giovane mister brasiliano. Huntelaar sbarcherà nelle prossime ore a Milano dove sosterrà le visite mediche, di rito, che precedono la presentazione alla stampa. Sfumato Dzeko, che ha rinnovato con il Wolfsburg, abbandonato Luis Fabiano, valutato eccessivamente dal Siviglia e scartato Trezeguet, che ha professato amore eterno alla società bianconera, sarà quindi Huntelaar (che compirà 26 anni il prossimo 12 agosto) la punta di spessore che il Milan metterà a disposizione di Leonardo per presentarsi in maniera completa ai nastri di partenza della Serie A di Calcio. L'amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani ha subito trovato (previo benestare del numero uno rossonero) l'accordo economico con il Real Madrid sulla base di 15-17 milioni di euro. Nelle casse del Real finiranno subito circa 4 milioni, la restante parte verrà versata durante la prossima sessione estiva di calciomercato. Insomma, è lui il colpo che farà fare il salto di qualità al Milan? Noi non ne siamo così certi.
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Calcio, Serie A: Chiuso il vertice, Berlusconi rivela: "Pirlo resta al MIlan, arriverà un bomber"

Pirlo resta al Milan. Presto un bomberAlle 15 si è concluso il vertice di Milanello, tra Silvio Berlusconi, il suo fido amministratore delegato e il tecnico. Il presidente del Milan è arrivato alle 13 col suo elicottero e si è chiuso in stanza con Leonardo e Galliani, per cercare di risolvere la questione riguardante il regista della nazionale, Andrea Pirlo, in odore di partenza, e parlare di mercato, e dell'attaccante da regalare all'allenatore per essere pronti alla partenza della Serie A di Calcio. Alla fine della calda riunione, con uno sparuto gruppetto di tifosi fuori a contestare, la prima decisione presa dal numero uno dei rossoneri è già indicativa e chiara: "Andrea Pirlo resta al Milan, così come ha chiesto il nostro allenatore".

Così Silvio Berlusconi, il quale ha poi aggiunto subito: "Torneremo subito sul mercato, la società ha messo a disposizione del dottor Galliani i fondi per acquisire un grande attaccante. I nomi? Li conoscete già". Soddisfazione da parte del mediano che, appresa la notizia della conferma dalla viva voce del patron, ha risposto con parole di grande felicità e un rinnovato entusiasmo: "Oggi è una bellissima giornata, sono contentissimo di poter chiudere qui la mia carriera. Questo grazie al Presidente Silvio Berlusconi, ad Adriano Galliani e soprattutto a Leonardo che togliendomi dal mercato mi danno la possibilita' di chiudere qui la mia carriera". Questo il sunto dell'intervento del bresciano a Milan Channel sulla notizia di calcio. Serie A ancora per Pirlo quindi, ma soprattutto Milan dove ha conosciuto gloria e successi. I soliti nomi per quanto riguarda l'attacco invece li sappiamo, passano dal brasiliano Luis Fabiano all'olandese Huntelaar. Chi arriverà? Ancora non lo sappiamo, ma è certo che Pirlo resterà in rossonero e chiuderà la carriera nel club di Via Turati: "Ancelotti voleva portare Pirlo al Chelsea, ma abbiamo deciso, assecondando il volere di Leonardo, di trattenerlo. E' stato chiesto poi un ricambio nella rosa. Il Milan ha già una pattuglia di attaccanti di livello, ma Leonardo non pensa sia possibile così sostenere un campionato con impegni bisettimanali". Quindi, ha assicurato, "il Milan agirà subito". Stima e fiducia, quindi, nel tecnico brasiliano, poi alla fine un messaggio al popolo rossonero: "Lo scorso anno gli infortuni hanno avuto un peso notevole sul rendimento della squadra. Contro la sfortuna si può fare poco o niente. Dico ai tifosi di stare tranquilli, questa società non li ha mai delusi, vincendo molto. Noi non siamo il Real Madrid, le cui spese folli sono un sacrilegio in tempo di crisi. E uso un termine moderato. Vogliamo essere protagonisti in Italia e in Europa, così come è sempre stato in questi vent'anni di gestione del Milan, che mi hanno portato ad essere il presidente più vincente nella storia del calcio. Non siamo secondi a nessuno". Insomma, il Premier ha fatto ordine e ha promesso l'attaccante, che arriverà e renderà il Milan pronto per affrontare al meglio la Serie A di Calcio. Staremo a vedere.
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Calcio, squadre: Il Chelsea insiste per Pirlo, ma il Milan non cede e si riavvicina ad Huntelaar

Tra le squadre di calcio della Serie A non è stata una di quelle protagoniste di un mercato esaltante. Parliamo del Milan che è sempre alla ricerca di una punta e tutto è abbastanza legato a doppio filo alla ipotetica cessione di Andrea Pirlo che fornirebbe i liquidi necessari per poterli poi investire sul fronte attaccanti. A tal proposito è sceso in campo direttamente, per poter fare chiarezza, Adriano Galliani.

L'amministratore delegato del Milan interviene con fermezza sulla questione riguardante il regista della Nazionale e sulle pressioni di Carletto Ancelotti per portarlo a Londra nel suo Chelsea, una delle squadre di calcio più importanti della Premier League. La proposta dei Blues (8 milioni più la cessione dell'attaccante peruviano Pizarro) è, però, ritenuta bassa dalla dirigenza rossonera: "A queste condizioni - ha ha confermato molto chiaramente Galliani - Pirlo è incedibile", smentendo, dunque, le voci della stampa britannica che vedevano già il regista del Milan a Stamford Bridge. Pirlo si allontana dall'Inghilterra, il Milan si riavvicina (dopo essersi dileguato di fronte ai 17 milioni richiesti dalgli spagnoli) a grandi passi al 26enne Klaas-Jan Huntelaar (nella foto), attaccante olandese del Real Madrid, il quale non rientra più nei piani del tecnico Pellegrini ed è quindi sul piede di partenza. Ma le difficoltà di piazzare Huntelaar altrove (rifiutate, tra le tante, Stoccarda, Tottenham e Blackburn) potrebbero portare a una semplificazione della trattativa, già facilitata dal rapporto di amicizia che intercorre tra Galliani e Florentino Perez, reso ancor più solido dopo la recente cessione di Kakà. Huntelaar è un attaccante molto interessante, olandese di nascita come Van Basten (per ora solo questo è utile per fare un paragone tra i due), con le caratteristiche adatte al gioco che ha in mente Leonardo. Ma, dopo aver visto il MIlan in amichevole la domanda sorge spontanea: Ma quale è il gioco che ha in mente?
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Calcio, squadre: il Parma presenta Panucci. L'ex romanista si scaglia contro il Milan: "Galliani si è rimangiato la parola"

Chiusa l'era con i giallorossi, poche ore fa è partita ufficialmente l'avventura con i ducali, con una delle squadre di calcio neopromosse in A. L'esperto 36enne difensore savonese Christian Panucci è stato presentato dal Parma di Ghirardi che, in pochi giorni di trattativa, è riuscito ad ingaggiarlo (a parametro zero) dalla società capitolina.

Ma, proprio nel giorno in cui avviene la presentazione con il club emiliano di calcio, squadra che lo ha appena strappato ad altre concorrenti, Panucci rivela alla stampa di essere stato vicino al ritorno al Milan verso il quale lancia frecciate velenose: "C'è stato quasi un accordo con Galliani che poi lui si è rimangiato - ha dichiarato - Non ha voluto più saperne niente e la cosa mi è dispiaciuta. A casa mia dare la mano è una cosa importante". Una parola dunque non mantenuta dai vertici rossoneri. Almeno secondo quanto raccontato da "Er Grinta" giallorosso. Adesso però è tempo di guardare avanti: "Sono molto felice di essere qua, sono felice come un bambino, è una grande sfida per me - ha detto Panucci sulla sua nuova avventura che si appresta a vivere con la maglia gialloblù- E' una scommessa importante, che mi stimola molto, mi stimolava molto il progetto e sono venuto qua con entusiasmo, per giocare a calcio, la cosa che mi rende piu' felice. Cercherò di fare il calciatore con grande umiltà e professionalità, come ho sempre fatto nella mia carriera. L'obiettivo è quello di stare bene e dare una mano a questa società che ha dimostrato di volermi a tutti i costi". Fin qui i suoi propositi con il Parma, ma non poteva mancare un passo indietro e un ringraziamento alla Roma, a quella tra le squadre di calcio nelle quali ha militato, che gli ha dato moltissimo, e alla Sensi che gli ha regalato otto anni meravigliosi (sette se escludiamo la stagione tormentata, appena trascorsa) passati all'ombra del Cupolone: "Sono molto legato a Roma, alla società, alla famiglia Sensi, ma dopo 8 anni il rapporto si è chiuso e quando arrivi alla fine c'è sempre grande dispiacere. Ho però dato tutto quello che potevo dare e non ho nessun rimpianto e ora l'unica cosa che conta è il Parma". A 36 anni, dunque, un giocatore che ha praticamente vinto tutto, in giro per il mondo, si rimette in discussione e tenta una nuova avventura. In bocca al lupo al "ragazzo" Christian...

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Calcio, Braida-Galliani a Siviglia per Luis Fabiano. O' Fabuloso è sempre più vicino

Il MIlan spinge per Luis FabianoSvanito ormai definitivamente l'acquisto del giovane e forte centravanti bosniaco Dzeko, attualmente in forza al Wolfsburg, dove praticamente rimarrà fino alla scadenza del contratto, il Milan rivolge gli occhi altrove. Esattamente in Spagna, e al Siviglia, dove sono volati Braida e Galliani per sferrare l'attacco decisivo a O' Fabuloso.

E' dunque il il 28enne Luis Fabiano, grande protagonista della Confederation Cup e decisivo, con una doppietta, nella finale vinta contro gli Stati Uniti, l'obiettivo principale per rinforzare l'attacco rossonero, impoverito dalla partenza del fuoriclasse brasiliano Kakà. 20 i milioni offerti dalla dirigenza milanista, 30 (ovvero la clausola rescissoria) quelli richiesti dal club spagnolo. La differenza economica, quindi, è ancora importante, ma il blitz rossonero in Spagna avvicina molto Luis Fabiano al Milan. Un giocatore di grande qualità, capace di grandissime giocate, e che ha anche il vantaggio, burocraticamente parlando, di possedere il passaporto comunitario, "carta" che il Milan potrebbe giocarsi per acquistare Hernanes nel caso Pirlo finisca al Chelsea.
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Calcio, Tramonta l'operazione Dzeko: "Resto al Wolfsburg anche se non sono contento". E il Milan vira su Adebayor

Dzeko si allonta, il Milan punta su AdebayorIeri avevamo parlato della trattativa milanista per il bosniaco Dzeko. L'operazione, che doveva portare a Milanello uno degli oggetti del desiderio del club rossonero, aveva subito un brusco rallentamento. Da trattativa partita con i migliori auspici si era trasformata in un vero e proprio giallo. Ora la situazione si è chiarita, ma non nel senso che si aspettavano i tifosi del Milan. Edin Dzeko non vestirà, infatti, la maglia rossonera. La trattativa è fallita, in sostanza, dopo che il Wolfsburg ha deciso di far rispettare l'accordo che ha con il giocatore.

"Resto al Wolfsburg, anche se non sono contento. Sono legato dal contratto", ha ammesso l'attaccante bosniaco, autore nell'ultima stagione di 34 reti che hanno contribuito alla vittoria, da parte del Wolfsburg, della Bundesliga. Il giocatore ha poi aggiunto: "L'allenatore mi ha detto che devo rimanere qui, che abbiamo grandi ambizioni per la prossima stagione sia in Bundesliga che in Champions League e che quindi i migliori giocatori devono rimanere. Tutti sanno che il Milan è la squadra dei miei sogni, ma non posso farci nulla". Insomma, nonostante la voglia di vivere l'esperienza italiana, con il Milan, il forte attaccante sarà "costretto" a restare in Germania e rispetterà il contratto con il Wolfsburg (che scade nel giugno 2011) che ha così vinto il braccio di ferro col Milan. Come premio avrà un adeguamento dell'ingaggio, che, come per Grafite, compagno di reparto, salirà a 3 milioni di euro a stagione. Tramontata, dunque, fefinitivamente, la trattativa riguardante il bosniaco, Galliani dovrà concentrare i suoi sforzi su Adebayor (stella dell'Arsenal), prima alternativa a Dzeko: anche se, in serata, l''amministratore delegato milanista ha fatto sapere di non volere arrendersi così facilmente. "Non rinunciamo a Dzeko", ha dichiarato dalla Sardegna...Staremo a vedere...ma per ora non si vede nulla dalle parti di Milanello...
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Calcio, Dzeko o Adebayor. Il Milan stringe per la punta

Dzeko e il Milan, prosegue la trattativaContinua la trattativa, in casa rossonera, per portare a Milano il centravanti bosniaco Edin Dzeko, classe 1986 e 193 cm di altezza, campione di Germania con il Wolfsburg e protagonista indiscusso, insieme al compagno di reparto Grafite, di un campionato divino, sia a livello di club che personale (34 reti in 60 partite stagionali). Ma nelle ultime ore quella che doveva essere un'operazione abbastanza semplice si è trasformata in un vero e proprio giallo.

Adriano Galliani ha spiegato la situazione parlando al workshop del Milan a Villasimius, in Sardegna: "Abbiamo fatto un'offerta al Wolfsburg ed è stata rifiutata. Ma se dovesse cambiare qualcosa, ci hanno detto che il Milan sarebbe la prima squadra ad essere avvisata". Insomma, l'affare si è raffreddato improvvisamente e, per tornare ad infiammarsi, ha bisogno di una scossa (o meglio di una telefonata). Nell'attesa, il Milan cerca di cautelarsi e torna ad affacciarsi l'idea Adebayor. "E' l'alternativa - ha detto Galliani - ho già fatto una telefonata". Intanto, però, i giorni passano e dopo la cessione di Kakà i tifosi si aspettano che arrivi a Milano un giocatore di pari livello o anche più forte per rilanciare il club lombardo. Anche perchè come ha ribadito anche l'Amministratore Delegato del Milan, le ambizioni rossonere sono chiare: "Arrivare tra i primi tre in campionato e andare il più avanti possibile in Champions League. Il Milan può e deve assolutamente raggiungerli con questi giocatori e questo allenatore".
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Maldini, futuro incerto ma messaggio chiaro: "Senza Kakà la Champions è utopia"

Maldini avverte il MilanLa prima intervista da "grande ex" capitano rossonero. Paolo Maldini parla per la prima volta da quando ha svestito i panni di calciatore del Milan ed è un fiume in piena. Argini rotti, il grande campione discorre di tutto, a partire dall'evento più fresco e doloroso, l'addio di Kakà, ceduto al Real Madrid: "Kakà? Da tifoso dico che è un cambio quasi epocale, Kakà è il primo giocatore di quel livello che viene ceduto, un brutto colpo per tutti. Logico guardare ai conti ma pensare di vincere senza giocatori così è utopistico".

Un messaggio chiaro. Parole forti, quelle dell'ex capitano milanista, che arrivano dritte sul tavolo della dirigenza. Per vincere servono i fuoriclasse, e il brasiliano, appena ceduto agli spagnoli per risanare le casse del club rossonero, era uno di questi. Dunque, occorre sostituirlo con un altro "campione" altrimenti non si raggiungeranno i successi ai quali deve puntare un club così prestigioso. Parole chiare, futuro incerto, quello personale di Maldini a Via Turati: "Ancora al Milan? Sì, ma non vorrei essere uomo di facciata". "In questo momento la mia vita è la gestione della mia vita familiare - ha continuato - non ho preso impegni con nessuno. Ho ricevuto qualche proposta, di vario tipo: da sponsor storici, proposte varie. Per adesso dal Milan niente, ma credo che ci sara' tempo. Scarsa riconoscenza dal club? Non credo, l'ho detto anche a Galliani che non è detto che un grande calciatore possa diventare un grande dirigente. Il settore giovanile mi è stato proposto ma non e' la mia aspirazione, e credo che ci debbano essere persone che hanno esperienza in quel settore. Sono molto prudente riguardo al futuro perché c'é un piccolo punto di domanda legato alla mia prossima professione. Non sono preoccupato: si puo' partire in modo lento per arrivare poi a risultati migliori". Insomma, la permanenza di Maldini nel club che ha amato e che gli ha regalato i grandi trionfi sportivi è ancora molto incerta. Si aspettava anche un trattamento diverso da una parte della dirigenza, in occasione dell'episodio spiacevole che lo ha colpito, ovvero la contestazione della curva nel suo giro di addio: "Le dichiarazioni di Galliani e Berlusconi dopo le contestazione della curva? No, con Galliani non ne ho più parlato. Comunque la societa', il Milan, non credo sia identificabile in una sola persona, ha i suoi dirigenti e le sue persone. Mi aspettavo qualcosa di diverso, lo confermo. Mentre invece le parole di Berlusconi mi hanno messo a mio agio, con il cuore in pace, ha detto le cose che avrei voluto sentire". Ora, comunque è tempo di chiudere col passato e ripartire, personalmente e come gruppo Milan, dopo una stagione di alti e bassi chiusa con il terzo posto in campionato: "Quando si è ritirato Franco Baresi, io mi sono sentito perso: vedevo tutto nero. Poi, però, il Milan è ripartito. Questa squadra è sempre andata avanti alla grande: capisco il momento, ma la società andrà avanti se sara' gestita come è stata gestita sinora". Si chiude, quindi, con un Maldini fiducioso, ma che ritiene fondamentale rafforzare il club con giocatori che sappiano fare la differenza, in sostanza con altri del calibro di Kakà...
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Kakà al Real Madrid? L'affare è fatto ma la firma ancora non c'è. E il Chelsea rilancia

Ieri sera è stata l'ennesima serata degna del miglior film thriller. "Kakà è gia' del Real Madrid". Così titolava il quotidiano spagnolo "As". Poi la chiamata, a sorpresa, di Ancelotti che preannunciava un rilancio di Abramovich, per aggiudicarsi il campione rossonero, e l'accordo che subiva una brusca frenata (il "paperone" del Chelsea è disposto a offrire 16 mln all'anno al calciatore e 80 al club milanista). Ma partiamo dalla mattina di ieri, e dall'arrivo a Madrid, a casa Perez di Galliani, accompagnato da Bosco Leite, papà del fuoriclasse brasiliano del Milan, Kaka. In poche ore di trattativa si giungeva ad un accordo. Circa 65 milioni di euro al Milan, nove all'anno al brasiliano.

Insomma, la seconda stagione alla presidenza del Real, di Florentino Perez, si apriva con il botto. Il numero uno dei blancos assicurava a Pellegrini, neotecnico del Real, un grandissimo giocatore sul quale fondare il rilancio della squadra spagnola. Radio, stampa e tv spagnole si esaltavano, ad affare concluso, annunciando la presentazione del giocatore, che sarebbe avvenuta la prossima settimana. Poi "As", improvvisamente, corregge il tiro, e annuncia che niente è concluso. Infatti, Carlo Ancelotti, che non ha mai nascosto di volere il suo pupillo al Chelsea, chiama Bosco Leite e lo invita a rallentare le operazioni, in attesa di un rilancio di Abramovich. Incredibile. Sembrava fatta, ma come in occasione del blitz di Berlusconi (che sventò l'accordo con il Manchester City, convincendo Kakà a restare) questa volta un altro (ex) rossonero era intervenuto, con un'azione di disturbo, in un'operazione praticamente conclusa. Ora, allo stato attuale delle cose, però, l'accordo sembra veramente concluso, tra il Real Madrid e il Mila. Per Kakà alle merengues, insomma, manca solo l'ufficialità che, con ogni probabilità, arriverà settimana prossima. L'azione dei Blues, d'inserirsi nella trattativa, su precisa indicazione di Carlo Ancelotti, con il rilancio da 80 milioni di euro (+16 all'anno per il giocatore), potrebbe non sortire effetto alcuno. Ma aspettiamo i comunicati...l'unica certezza in un calcio che non finisce mai di sorprendere...
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Kakà-Madrid: la trattativa entra nel vivo

Kakà al Real? la trattativa è iniziataPerez lo tenta, lui nicchia e dichiara di voler restare al Milan. Kakà continua ad affermare che anche la prossima stagione farà parte del nuovo progetto inaugurato a partire dall'addio di Ancelotti e l'arrivo di Leonardo. Ma, stando alle ultime voci che arrivano da Madrid, dall'edizione online di "As" e altri media spagnoli, la trattativa Real Madrid-Kakà entra nel vivo.

Sono stati, infatti, avvistati nella capitale spagnola il vicepresidente rossonero, Adriano Galliani, e il padre-manager del giocatore, Bosco Leite, diretti naturalmente al palazzo presidenziale per discutere, con Perez, del trasferimento di Kakà ai "galacticos". Soltanto voci per ora, nulla di certo, ma comunque è partita ufficialmente la trattativa. La cifra di partenza per il cartellino di Kakà, fissata a 60 milioni, sarebbe già schizzata intorno ai 70 milioni, il livello sotto il quale il Milan rifiuterebbe di affrontare la questione. Questa la base per poter intavolare qualsiasi discorso anche perchè ricordiamo che, a suo tempo, Kakà rifiutò una clamorosa offerta del Manchester City, di gran lunga superiore a quanto per ora offerto dal Real Madrid. Infatti, dal Brasile, Diego Kotschko, uno dei press-agent di Kakà, conferma la trattativa ma frena sul suo esito: "La proposta del Madrid è grande -ha dichiarato- ma è minore di quella del Manchester City, che offriva più di 100 milioni di euro. Sarà dura". Il tormentone Kakà è ricomciato...
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Gattuso suona la carica: "Vogliamo tornare grandi".

E' uno dei combattenti, forse quello più grande, del centrocampo e del club rossonero. "Ringhio" Gattuso è vero e proprio "cuore milan". Sempre pronto alla lotta, non tira mai indietro la gamba, non si risparmia mai. Sta recuperando da un infortunio, e pian piano, a passi misurati, sta per tornare in campo ad aiutare il suo Milan..."a tornare grande". "Vogliamo tornare grandi, tornare a quei livelli ai quali eravamo abituati. La società è con noi, sa come fare".

E' questo il grido del guerriero milanista che parla di tutto e soprattutto della voglia di riaprire un ciclo di successi, quei successi ai quali era abituato, qualche anno fa, il club rossonero. Ma, come mai, questa stagione è stata così grigia? Beh, per Gattuso la causa è una sola: "Quest'anno c'è stato il problema degli infortuni, però negli ultimi anni non siamo stati competitivi per vincere lo scudetto. E' un rammarico nostro e dei nostri tifosi e non solo perché sta vincendo l'Inter. Dobbiamo arrabbiarci perché siamo il Milan e dobbiamo tornare ad essere competitivi e non arrivare a 2-3 mesi dalla fine ad essere già fuori dai giochi". Gli infortuni, un problema comune a molte squadre (Juventus, Roma, ndr), ma non manca anche un pò di "ferocia", al Milan? Anche su questo, il centrocampista ha le idee chiare: "In Italia le ultime due squadre ad aver vinto scudetti sono due squadre molto simili, cioè la Juve di Capello e l'Inter di Mancini e Mourinho. Sono due squadre fortissime fisicamente, con quanta qualità e tanto fisico. Guarda caso l'Inter ha preso Ibra, difensori forti fisicamente, e riesce a portare spesso a casa il risultato anche quando gioca male. Credo che la differenza sia questa". Ma, mettendo da parte il finale di stagione, e rivolgendo lo sguardo per un attimo al futuro, come se lo immagina Gattuso, personalmente, dopo aver ripreso pienamente dall'infortunio? ""Spero quello di quest'anno, avevo raggiunto una certa maturità, facevo meno fatica, correvo il giusto, senza arrivare a fine partita stremato. Voglio ripartire da lì. Faccio parte di una grande società, vogliamo tornare a quei livelli a cui siamo abituati"." E il Milan come sarà...di nuovo competitivo ai massimi livelli?: "Fin quando c'è Berlusconi, e quindi Galliani, sono ottimista. E' un presidente abituato a guardare avanti, la società farà la squadra per tornare ad essere competitivi". Gattuso, un campione, vero. Ce ne fossero...
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Galliani tifa per le italiane e ironizza su Mourinho: "Simpatico? Così così".

(Adriano Galliani, dirigente rossonero)
Ancora non ha digerito la frase dell'allenatore portoghese dell'Inter. Quel "titoli 0" associato da Mourinho al Milan ha innervosito l'ambiente rossonero e Galliani non l'ha prese bene ma, nonostante questo, tiferà per le italiane, a poche ore dalle sfide europee. Soprattutto...per interesse del club.

Un Galliani a tutto campo, quello che stamattina ha parlato di Champions, delle frasi di Mourinho, degli striscioni polemici del Meazza e dell'operazione Beckham, in dirittura d'arrivo (oggi dovrebbe esserci la firma). Alla vigilia delle sfide europee, l'Amministratore Delegato del Milan, ammette che farà il tifo per le squadre italiane: "Altrimenti sarei autolesionista". Ma il motivo non è una semplice e disinteressata passsione nazionalista. Infatti è importante, per il MIlan stesso, che la Uefa non diminuisca i posti in Champions ai club italiani. "Non dobbiamo scendere in quarta posizione nel ranking Uefa altrimenti, in Champions, ci andrebbero solo due squadre e la terza giocherebbe i preliminari". Detto della Champions, il dirigente milanista sposta poi il discorso sulle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana da Mourinho (che Galliani non ha per niente digerito) in cui ribadiva il concetto che quest'anno il Milan non porterà a casa alcun trofeo. "E' simpatico? Mmmh, così così". Un Galliani scatenato che ne ha avute anche per quella parte di tifosi rossoneri i quali, durante la sfida di campionato con l'Atalanta, hanno esposto degli striscioni decisamente irriverenti e polemici ("C'era una volta il Milan dei sogni ora una squadra da circo Togni"): "Il circo e' una cosa seria. Chi non e' piu' giovanissimo come me, sa che il circo era ed e' una forma di spettacolo altissima". Infine, a chiusura dell'intervista, arriva anche una battuta su Beckham, dopo aver spiegato che la trattativa non è stata delle più semplici e che ci è voluto un grande sacrificio economico da parte dell'inglese: "Non ha ancora firmato ma i delegati arriveranno oggi a Milano per la firma".
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David Beckham al Milan fino a giugno."E' un sogno che si avvera".

(David Beckham sarà rossonero fino alla fine della stagione)
E' arrivato il comunicato ufficiale di Tim Leiweke, il numero uno della compagnia che possiede la franchigia californiana. David Beckham corona il suo sogno e resta in rossonero fino a giugno. Esplode la felicità dell'ambiente rossonero e dei tifosi che erano in attesa del tanto sospirato "yes".

La mattinata, in casa del Milan, si apre con una notizia fantastica e che si attendeva da giorni. David Beckham rimarrà al Milan fino alla fine della stagione e poi tornera' ai Los Angeles Galaxy, per chiudere negli states la seconda parte della stagione calcistica. Ad annunciarlo è Tim Leiweke. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times, l'accordo tra i Galaxy e il Milan non è ancora stato formalizzato, ma è ormai certo Beckham resterà in Italia fino alla fine dell'attuale campionato di Serie A (che si chiude il 31 maggio) per poi fare ritorno negli States dove giocherò la seconda parte della stagione, fino al 22 novembre. Dopo quella data, poi, il centrocampista inglese deciderà il suo futuro. Sono due le strade che si apriranno al campione britannico: rimanere negli Usa, oppure esercitare l'opzione di svincolo (con due anni di anticipo) e tornare in Italia, per conquistarsi una maglia da titolare nel club di Via Turati. Immensa la felicità dell'inglese: "Sono grato ad entrambe le società per avere fatto diventare realtà questo sogno - ha fatto sapere Beckham - Mi sarà permesso di giocare nella stessa stagione al Milan e ai Galaxy, con la possibilità di poter mantenere il mio impegno per la Major League Soccer e per lo sviluppo del calcio negli Stati Uniti, un aspetto che mi appassiona molto". Insomma, una favola di quelle che si raccontano ai bambini, e il lieto fine che si attendeva è arrivato. E' felice il giocatore, è contenta la società, i tifosi sono in delirio, cosa chiedere di più?
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"Se il Milan resta terzo, il tecnico è salvo". La società chiarisce il futuro di Ancelotti.

(Un momentaccio per Carlo Ancelotti. La sua permanenza al Milan dipenderà dal finale di stagione)
Le vibranti e risolute parole dell'Amministratore delegato del Milan, Adriani Galliani, di questi ultimi minuti, non lasciano spazio ad ulteriori commenti. Ormai il futuro, al club rossonero, del mister di Reggiolo, Carlo Ancelotti, dipende da queste ultime giornate di campionato.

Arrivano le prime dichiarazioni ufficiali dalla società rossonera, dopo un lungo vertice che si è svolto in Via Turati. Se il Milan conserverà il terzo posto, che consente di disputare, senza preliminare, la Champions della prossima stagione, allora la panchina dell'allenatore emiliano sarà salva, altrimenti il fallimento sarà totale e a pagare, oltre che i calciatori, sarà, appunto, il tecnico emiliano Carlo Ancelotti.
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Galliani a tutto campo. "Beckham resta, e Kakà è incedibile".

(Una delle espressioni che hanno reso famoso il Galliani tifoso. E' un pò l'espressione del momento che vive il Milan in campionato)
All'indomani del ko di Genova che ha reso ancor più profondi i mali in casa Milan, l'ambiente di Via Turati non è sicuramente il posto più gradevole da visitare. C'è un clima pesante, e c'è aria di rifondazione. Per quanto riguarda la guida tecnica, molto dipenderà da come finirà questa stagione (ma basterà la qualificazione in champions per confermare Ancelotti sulla panchina rossonera?) avara di soddisfazioni. Ma se passiamo, invece, al parco giocatori, a parlarcene è Adriano Galliani che spera nella possibilità di trattenere Beckham e blinda il brasiliano Kakà.

La sconfitta è digerita, ma il futuro non è sicuramente roseo. Cassano e Pazzini hanno fatto male, sul campo, alla truppa rossonera. Ancelotti è sempre più lontano dal club milanese. Molti giocatori sono ormai sulla lista di partenza o pronti per il pensionamento. Ciononostante, si cerca di guardare avanti con ottimismo e, proprio in tal senso, Adriano Galliani fa sapere da Milan Channel che il centrocampista inglese, David Beckham rimane in rossonero fino a fine stagione. E che Kakà, a dispetto delle voci spagnole, non si tocca: "Spero di riuscire a trattenere Beckham fino al 30 giugno in prestito. E su Kakà, ho solo detto che Florentino Perez è un amico". Parlando invece del tema più attuale, ossia il flop di campionato: "Nesta, Kaladze, Borriello, Gattuso, Kakà: queste sono le cause per cui non abbiamo lottato per lo scudetto".
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Galliani allontana industriali e arabi dal club rossonero. "Giù le mani dal Milan".

L'Amministratore Delegato del Milan, Adriano Galliani, mette a tacere qualsiasi voce che tornavano a circolare, sulla presunta volontà di Berlusconi di cedere il club rossonero. A margine di un'iniziativa benefica, il dirigente rossonero, frena sul nascere ogni tipo di discorso e chiude le porte a industriali e arabi. 

Il Milan non è in vendita. E' il messaggio che proviene da Via Turati e dalla viva voce di Adriano Galliani. "Lo ribadisco, il Milan non e' in vendita. Ho sentito il presidente Berlusconi, gli azionisti possono stare tranquilli". Queste le parole, chiare e decise, del dirigente milanista, a margine di un'iniziativa benefica a Genova. E' la risposta immediata della società ai chi gli chiedeva del ritorno di voci relative alla cessione del club. "L'azienda non verra' ceduta, come ho letto, ne' a industriali del settore dolciario ne' a principi arabi", ha concluso, chiudendo la porta in faccia ad ogni tipo d'iniziativa in tal senso.
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"Passi in avanti per Beckham". Galliani non si sbilancia ma è fiducioso.

C'è un cauto ottimismo in casa rossonera, intorno alla vicenda che riguarda David Beckham e la sua permanenza alla corte di Ancelotti. "Passi in avanti", questa l'ultima voce e proviene direttamente dalla bocca dell'Amministratore delegato milanista, Adriano Galliani. La trattativa prosegue e sarà determinante l'incontro di martedì, in California, tra il dirigente Umberto Gandini e lo staff decisionale dei Galaxy.

"Dei passi in avanti ci sono stati". Queste le poche parole concesse da Adriano Galliani sulla trattativa con i Galaxy per il centrocampista inglese David Beckham. Conferme dal club milanista circa la prosecuzione di una trattativa, difficile, ma che potrebbe riservare novità clamorose. Il direttore organizzativo del Milan, Umberto Gandini, martedi' dovrebbe essere in California per siglare l'accordo. Ma Galliani non si sbilancia: "Non sono ne' ottimista ne' pessimista. Se si puo' chiudere settimana prossima? Vediamo...". Insomma, ancora incertezza, ma nella giornata di martedì, della prossima settimana, l'incontro tra i due club, negli States, ci fornirà tutte le risposte ai nostri interrogativi.
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Clamorosa confessione di Gattuso: "Volevo lasciare il MIlan, ma Galliani mi chiuse nella sala trofei e ci ripensai".

(La confessione di Gennaro Gattuso, centrocampista rossonero)
Una confessione. Clamorosa. Rilasciata, pochi minuti fa, a due giorni da una gara che rappresenta, per il MIlan, un crocevia fondamentale: il derby di MIlano. La notizia scuote perchè la voce è importante, è quella di un combattente, "Ringhio" Gattuso, centrocampista e guerriero milanista. Ma anche i forti vivono momenti difficili e il centrocampista rossonero aveva pensato addirittura all'addio. Scongiurato da Galliani.

Il suo marchio di fabbrica è la grande grinta che mette in campo. Piedi non buonissimi ma determinazione e impegno da vendere. Eppure, un periodo buio ce l'ha avuto anche lui, guerriero da anni della società rossonera."Volevo lasciare il Milan perche' credevo di aver dato tutto a questa societa, mi sentivo vuoto". Ecco la notizia di questi minuti. Mancanza di stimoli, voglia di aria nuova, in questo vortice di sensazioni negative era caduto, in una giornata davvero difficile, Rino Gattuso. Nessuno sapeva, nessuno tranne lui, Ancelotti e Galliani. A Sky la confessione del combattente rossonero che fu riportato sulla "retta via" dall'Amministratore Delegato del MIlan, Adriano Galliani: "Avevo preso questa decisione da solo, contro la mia famiglia ma non avevo fatto i conti con Galliani e Ancelotti. E' stato il giorno piu' lungo della mia vita: sono andato alle 9,30 in Via Turati e ci sono rimasto quasi tutta la giornata. Galliani mi ha chiuso a chiave per un'ora nella sala dei trofei, invitandomi a riflettere. Ho fatto la scelta giusta".
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