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Calcio, Serie A: Le squalifiche del Giudice Sportivo. Due turni a Sforzini, uno a Gattuso

In attesa che riprenda il calcio che conta, possiamo rendervi noto l'elenco degli squalificati della Serie A di Calcio, dopo la seconda giornata di campionato. Ancora pochi i calciatori appiedati dal giudice sportivo, ma già qualche nome altisonante. Come quello di "Ringhio" Gattuso, che è stato fermato per un turno, a causa del rosso rimediato, in maniera abbastanza ingenua, nel derby (4 gol a zero per l'Inter, ndr).

Ma la palma di cattivo della settimana, in Serie A, se l'aggiudica il barese Sforzini che entra a pochi minuti dalla fine e si fa espellere, rimediando anche due turni di stop nella Serie A di Calcio. Tra le ammende, 15mila euro per Cagliari e Juventus, 12mila alla Roma.

Gli squalificati in Serie A.
Due giornate:
Sforzini (Bari)

Una giornata:
Cribari (Lazio)
Gattuso (Milan)
Pieri (Livorno)

Ammende alle società di Serie A:
15 mila euro:Cagliari e Juventus
12 mila: Roma
5 mila: Inter, Napoli
4 mila: Atalanta
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Gattuso suona la carica: "Vogliamo tornare grandi".

E' uno dei combattenti, forse quello più grande, del centrocampo e del club rossonero. "Ringhio" Gattuso è vero e proprio "cuore milan". Sempre pronto alla lotta, non tira mai indietro la gamba, non si risparmia mai. Sta recuperando da un infortunio, e pian piano, a passi misurati, sta per tornare in campo ad aiutare il suo Milan..."a tornare grande". "Vogliamo tornare grandi, tornare a quei livelli ai quali eravamo abituati. La società è con noi, sa come fare".

E' questo il grido del guerriero milanista che parla di tutto e soprattutto della voglia di riaprire un ciclo di successi, quei successi ai quali era abituato, qualche anno fa, il club rossonero. Ma, come mai, questa stagione è stata così grigia? Beh, per Gattuso la causa è una sola: "Quest'anno c'è stato il problema degli infortuni, però negli ultimi anni non siamo stati competitivi per vincere lo scudetto. E' un rammarico nostro e dei nostri tifosi e non solo perché sta vincendo l'Inter. Dobbiamo arrabbiarci perché siamo il Milan e dobbiamo tornare ad essere competitivi e non arrivare a 2-3 mesi dalla fine ad essere già fuori dai giochi". Gli infortuni, un problema comune a molte squadre (Juventus, Roma, ndr), ma non manca anche un pò di "ferocia", al Milan? Anche su questo, il centrocampista ha le idee chiare: "In Italia le ultime due squadre ad aver vinto scudetti sono due squadre molto simili, cioè la Juve di Capello e l'Inter di Mancini e Mourinho. Sono due squadre fortissime fisicamente, con quanta qualità e tanto fisico. Guarda caso l'Inter ha preso Ibra, difensori forti fisicamente, e riesce a portare spesso a casa il risultato anche quando gioca male. Credo che la differenza sia questa". Ma, mettendo da parte il finale di stagione, e rivolgendo lo sguardo per un attimo al futuro, come se lo immagina Gattuso, personalmente, dopo aver ripreso pienamente dall'infortunio? ""Spero quello di quest'anno, avevo raggiunto una certa maturità, facevo meno fatica, correvo il giusto, senza arrivare a fine partita stremato. Voglio ripartire da lì. Faccio parte di una grande società, vogliamo tornare a quei livelli a cui siamo abituati"." E il Milan come sarà...di nuovo competitivo ai massimi livelli?: "Fin quando c'è Berlusconi, e quindi Galliani, sono ottimista. E' un presidente abituato a guardare avanti, la società farà la squadra per tornare ad essere competitivi". Gattuso, un campione, vero. Ce ne fossero...
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Gattuso non ci sta: "Inglesi più forti? Siamo noi i campioni del mondo!".

(Rino gattuso ringhia ancora...)
Rino Gattuso dice bastaRino Gattuso "ringhia" più che mai. E' stanco di tutte queste chiacchiere e della continua voglia di fare polemiche, di "piangersi addosso" (per il disastro italiano in Champions di questa stagione) e magnificare l'Inghilterra calcistica. Il centrocampista rossonero striglia tutti affinchè ci si ricordi che.. "i campioni del mondo siamo noi".

Basta. Lo stop alle polemiche che stanno continuando a emergere, dopo la débacle europea dell'Italia del calcio, arriva dal milanista Rino Gattuso. Il momento è difficile (se vediamo i risultati delle nostre squadre) le avversarie europee, specialmente inglesi (e spagnole, aggiungerei) vanno forte, ma non si può proseguire in questo modo. "Gli inglesi adesso vanno più forte, ma quando eravamo noi a dettare legge, gli inglesi non hanno mai detto che eravamo più forti". Bisogna ripartire insomma, e da una certezza importante che, come sottolinea il centrocampista, troppo spesso ci dimentichiamo, presi dalle polemiche (dovute all'amarezza per le sconfitte) e dalla glorificazione degli avversari. Siamo noi i campioni del mondo, non loro. Ad affermarlo, con il solito vigore, è il battagliero mastino del centrocampo rossonero: "Noi dobbiamo sempre fare polemica e ci dimentichiamo che siamo ancora i campioni del mondo. Pensa se lo fossero stati gli inglesi, non ti facevano neanche aprire bocca". Insomma, basta "piangerci addosso" da un lato, e basta glorificare le inglesi, dall'altro. Un richiamo doveroso al quale ci associamo. E' andata male, ci rifaremo. Quest'anno le battaglie (calcistiche) le abbiamo perse ma la guerra non è finita, e davanti al petto abbiamo un successo mondiale che, per ora, le avversarie si sognano.
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Amauri risponde a Gattuso: "Non m'interessa cosa pensa su di me". Scintille nazionali.

(Amauri. S'infiamma la questione nazionale)
Le esternazioni di Gattuso non gli interessano. Amauri, nel post-partita della gara di Champions della Juventus (1 a 0 per il Chelsea, ndr), risponde in maniera chiara alle dichiarazioni del centrocampista rossonero "Ringhio" Gattuso, il quale lo accusava di ritenere l'Italia una "seconda scelta", qualora Dunga non lo volesse convocare.

La risposta non ha tardato ad arrivare. "Non me ne frega nulla di quello che pensa Gattuso su di me". Secca e piccata la risposta dell'attaccante brasiliano della Juventus. Con queste parole al veleno, Amauri, dagli spogliatoi dello Stamford Bridge, negli istanti successivi alla sconfitta europea della Juventus contro il Chelsea, ha risposto alle dichiarazioni di Rino Gattuso (”non siamo l’Azerbaigian, quindi Amauri vada con il Brasile”) che lo accusava di ritenere l'Italia una scialuppa di salvataggio nel caso in cui gli fossero chiuse, da Dunga, le porte della nazionale verdeoro.
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Gattuso, il difensore del patrottismo: "Amauri vada col Brasile".

E' tra quelli che non vuole che il campione juventino vesta la maglia della nazionale italiana. "Ringhio" Gattuso si schiera dalla parte di coloro che chiudono la porta dell'Italia al centravanti bianconero Amauri.

Amauri vada col Brasile e non cerchi gloria con l'Italia. Il "niet", arriva dalla bocca del gladiatorio Gennaro Gattuso, guerriero del centrocampo rossonero. Parte del popolo azzurro già vola, pindaricamente, sognando un Amauri con la maglia della Nazionale italiana, ma c'è, al contrario, chi inizia a stancarsi della telenovela che imperversa sui media ormai da tempo (troppo, a mio avviso). In rappresentanza di questo pensiero, Gennaro Gattuso chiude la porta azzurra al campione della Juventus. "Ha gestito male la vicenda - commenta il centrocampista del Milan - noi siamo l'Italia e il nostro calcio non ha nulla da invidiare a nessuno". Dichiarazioni importanti, patriottiche, quelle di Gattuso, che, sottolineando come "l'Italia calcistica non sia la Finlandia o l'Azerbaigian", con tutto il rispetto, naturalmente, per le due nazionali, si mostra contrario all'ipotesi che il forte attaccante vesta la maglia azzurra. "E' giusto che Amauri giochi per il Brasile", questa la conclusione alla quale arriva il grintoso e carismatico calciatore rossonero.
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Clamorosa confessione di Gattuso: "Volevo lasciare il MIlan, ma Galliani mi chiuse nella sala trofei e ci ripensai".

(La confessione di Gennaro Gattuso, centrocampista rossonero)
Una confessione. Clamorosa. Rilasciata, pochi minuti fa, a due giorni da una gara che rappresenta, per il MIlan, un crocevia fondamentale: il derby di MIlano. La notizia scuote perchè la voce è importante, è quella di un combattente, "Ringhio" Gattuso, centrocampista e guerriero milanista. Ma anche i forti vivono momenti difficili e il centrocampista rossonero aveva pensato addirittura all'addio. Scongiurato da Galliani.

Il suo marchio di fabbrica è la grande grinta che mette in campo. Piedi non buonissimi ma determinazione e impegno da vendere. Eppure, un periodo buio ce l'ha avuto anche lui, guerriero da anni della società rossonera."Volevo lasciare il Milan perche' credevo di aver dato tutto a questa societa, mi sentivo vuoto". Ecco la notizia di questi minuti. Mancanza di stimoli, voglia di aria nuova, in questo vortice di sensazioni negative era caduto, in una giornata davvero difficile, Rino Gattuso. Nessuno sapeva, nessuno tranne lui, Ancelotti e Galliani. A Sky la confessione del combattente rossonero che fu riportato sulla "retta via" dall'Amministratore Delegato del MIlan, Adriano Galliani: "Avevo preso questa decisione da solo, contro la mia famiglia ma non avevo fatto i conti con Galliani e Ancelotti. E' stato il giorno piu' lungo della mia vita: sono andato alle 9,30 in Via Turati e ci sono rimasto quasi tutta la giornata. Galliani mi ha chiuso a chiave per un'ora nella sala dei trofei, invitandomi a riflettere. Ho fatto la scelta giusta".
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