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Pandev, addio Lazio?. Lotito frena

Un paio di settimane fa, il presidente della Lazio, Claudio Lotito si è incontrato con il il suo procuratore per farlo riflettere, ma lui è irremovibile. Parliamo del fuoriclasse macedone Goran Pandev che ha ormai preso la decisione di andarsene dalla Lazio. L'avventura all'ombra del Cupolone, con la maglia biancoceleste, sta per terminare, nonostante il presidente Lotito continui a smentire questa ipotesi. "Goran ha espresso la sua volontà alla società, che ha capito, ma ovviamente non intende svendere il suo capitale - ha detto l'agente del calciatore laziale, Leonardo Corsi, a Teleradiostereo - Se ci sarà una squadra pronta a soddisfare la Lazio dal punto di vista economico verrà lasciato andare, dopo aver dato tanto, ma anche ricevuto molto. Tutto nell'ambito di un rapporto ottimo e di stima reciproca, come è sempre stato in questi anni». Ma da dove nasce questa decisione? Non certo da motivazioni di carattere economico, ma dalla voglia di mettersi in discussione in un ambiente diverso (o forse dal fatto che per riscattare Zarate serviranno tanti soldini, e quindi un sacrificio importante per rientrare dall'inevitabile dispendio economico?).

Così si esprime il procuratore, in relazione alla scelta del suo assistito: "Probabilmente in questi ultimi 3-4 mesi si è molto interrogato con la propria fidanzata, per capire soprattutto se aveva voglia di rinnovare il contratto. Diciamo che la decisione non era legata a questioni economiche, anche perché il presidente ha fatto di tutto da questo punto di vista, tuttavia è dipesa da questioni sportive, dalla voglia di cambiare e di mettersi in discussione in un ambiente diverso, dopo tanti anni in cui è stato una certezza in un determinato club. Questi stimoli sono quelli che ha in mente quando parla di queste cose. Detto tutto questo bisogna trovare una squadra che soddisfi la Lazio. Squadre interessate ce ne sono, ma per ora non ci sono offerte concrete. Nel momento in cui arriveranno, verranno fatte delle valutazione tecniche dal giocatore stesso. Forse, in questa stagione Goran ha perso un po' di stimoli in campo, credo di poter dire che dal punto di vista del gioco non si è divertito come negli ultimi anni, soprattutto nella fase finale. Standogli vicino penso di aver capire questo. Sono tutte componenti legate al fatto che dopo cinque anni i rapporti si possono logorare». Quindi, dopo cinque anni di amore incontrastato, l'avventura di Pandev con la Lazio sembra avviarsi alla conclusione, ma Lotito non ha intenzione di cedere il giocatore: "Non vorremmo arrivare allo scontro, perché sinceramente credo che il presidente abbia capito la sua posizione - afferma l'agente del macedone - Poi Lotito, ovviamente, prenderà in considerazione solo determinati tipi di offerte, ma non abbiamo paura dello scontro". Si prevedono tempi lunghi, però: "Siamo pronti e preparati. Goran non ha mai puntato i piedi, capisce tutte le esigenze, quindi è pronto ad aspettare che le componenti trovino un punto di incontro. Non vuole penalizzare la Lazio, ma anche lui vuole essere capito". Insomma, Lotito non vuole cedere il giocatore se non in presenza di un'offerta "sostanziosa", il calciatore vuole andare via e il procuratore afferma di non volere lo scontro ma poi ammette di essere pronto nell'eventualità che accada. Una situazione non semplice...
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Doni respinge l'assalto inglese: "Resto alla Roma"

(Doni ama Roma e i colori giallorossi. Immediato il no al Manchester City)
Doni dice di no al Manchester CityDoni dice di no al Manchester City. da Teresopolis, dove è in ritiro con la nazionale verdeoro, il portiere giallorosso respinge l'assalto degli inglesi del Manchester City e ribadisce il suo amore per la capitale e per i colori giallorossi.

L'offerta golosa ricevuta dal Manchester City (14 milioni di euro alla società e un ingaggio sostanzioso al portiere) non ha per nulla scalfito la voglia del portiere brasiliano della Roma, Doni, di restare in giallorosso. Quella dell'estremo difensore è una risposta netta: "Al di là di qualsiasi altra considerazione, quello che voglio dire è che non ho nessuna intenzione di andare via dalla Roma. La mia famiglia sta benissimo a Roma, io altrettanto nella città e nella squadra. Non mi è mai passato per la testa di chiedere alla società di cedermi, ho firmato un nuovo contratto l’anno scorso, la scadenza è stata fissata nel giugno 2012, perchè mai dovrei andarmene? Peraltro non so proprio nulla di questa ipotesi di un’offerta del Manchester City. E, oltretutto, per quanto mi riguarda, ribadisco in maniera categorica che io voglio rimanere alla Roma, felice di rimanerci". Parole chiare, precise, quelle del sudamericano. Una risposta immediata alle mire del patron arabo dei Citizens. Doni ha solamente voglia di giallorosso.
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Il City vuole Doni. Offerti 14 milioni di euro alla Roma.

C'è una Champions da raggiungere. Il quarto posto è indispensabile per programmare al meglio la prossima stagione. La Roma è una società che si autofinanzia e non poter beneficiare dei proventi derivanti dalla Champions potrebbe davvero portare ad un ridimensionamento del club, dei suoi progetti, e a dolorose cessioni. Sempre in bilico Aquilani, in queste ore arriva dall'Inghilterra, e dal Manchester City, un'offerta per il portiere brasiliano Doni.

Secondo quanto riportato da Sky Sport 24, il Manchester City del "paperone" arabo, si sarebbe presentato dai dirigenti giallorossi con un'offerta da 14 milioni per il cartellino del portiere. Una cifra notevole, che potrebbe davvero far gola alla società capitolina, la quale sicuramente non naviga nell'oro e ha bisogno di denaro liquido (soprattutto nel caso in cui non riuscisse a strappare il quarto posto alle proprie rivali). Il brasiliano ha già fatto sapere di voler restare nella capitale, dove è stimato e dove la sua famiglia si è adattata, ma dalla sua cessione potrebbero arrivare i soldi per acquistare un attaccante. Sul fronte offensivo, serve assolutamente un centravanti alla Roma e gli obiettivi sono ormai dichiarati. A Trigoria il mirino è puntato sull'atalantino Floccari e sul bianconero dell'Udinese, Quagliarella. Uno di loro potrebbe arrivare alla corte di Spalletti, sempre che ci sia la partenza del portiere. Nel caso in cui Doni fosse convinto dalla società ad accetare l'offerta dei Citizens, la porta della Roma verrebbe affidata a Gianluca Curci, maturato dopo l'anno in prestito al Siena.
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Al Fahim tenta Leo Messi. Pronti 110 milioni di euro per convincere il Barcellona.

(Al Fahim, patron arabo milionario del Manchester City)
Al Fahim ci riprova. Fallito l'assalto per Kakà, in seguito al clamoroso blitz di Berlusconi che ha convinto il calciatore a restare, il "paperone" del Manchester City ha pronta la sua valigetta piena di banconote ed è pronto a sferrare l'attacco per un altro fenomeno del calcio mondiale, forse il più grande in questo momento. Pronti 110 milioni di euro per Lionel Messi, fuoriclasse del Barcellona. Ma l'offerta è destinata a salire, almeno secondo quanto riporta la stampa inglese.

Kakà ha scelto di restare in rossonero, rinunciando alla favolosa offerta del patron arabo dei Citizen, e ascoltando la voce di papà Berlusconi in una notte pazzesca, e ricca di colpi di scena, che noi di Citysport abbiamo documentato nei minimi particolari. Lionel Messi farà lo stesso? Si...ragazzi...parliamo del fuoriclasse argentino del Barcellona. E' lui, in questo momento, l'oggetto del desiderio di Sulaiman Al Fahim, proprietario del Manchester City, il quale ha fissato il budget dell'operazione che dovrebbe portare in Inghilterra il campione argentino. Ma la stampa inglese ritiene che l'offerta potrebbe ancora lievitare e che il budget stabilito dall'arabo possa essere soggetto a ulteriori variazioni: "Se per l'asso del Milan i Citizens erano pronti a spendere fino a 100 milioni di euro, per Messi - scrive il Sun - l'offerta e' destinata a salire ancora".
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Buffon non è convinto della vicenda "Kakà-City": "un teatrino" e ammette: "Fantaofferta? Io sarei andato".

                    Gigi Buffon, torna titolare nella sua Juventus

Un'altra voce importante, sulla vicenda legata al mancato addio di Kakà, che ormai sappiamo tutti a memoria, è quella del portierone della Juventus e della Nazionale, GIANLUIGI BUFFON. Il giocatore bianconero, al rientro questa sera, tra i pali della porta juventina, nell'anticipo di campionato contro i viola, non è assolutamente convinto di come siano andati i fatti e ammette, con grande onesta intellettuale, che in caso di mega offerta sarebbe andato via.

Non convinto, e anche divertito dall'episodio di fantamercato stile soap opera, compreso soprattutto il colpo di scena finale, che ha riguardato il calciatore brasiliano Ricardo Kakà, ad un passo dal trasferimento alla corte dello sceicco del Manchester City. Il grande rifiuto e l'annuncio in diretta, al Processo di Biscardi, del presidente rossonero Silvio Berlusconi, hanno dilettato l'estremo difensore bianconero Gigi Buffon che fornisce la sua lucida interpretazione dei fatti: "Un teatrino, più che una scelta -ha detto alla Gazzetta il portiere- club come Juve, Inter o Milan se vogliono fare un affare non lo sbandierano". Un'opinione che può essere condivisibile, visto il susseguirsi di una moltitudine di piccoli tasselli che hanno composto il puzzle della vicenda, come l'accordo raggiunto, poi smentito, l'annuncio di Berlusconi, la maglia tirata dalla finestra ai tifosi festanti, assiepati sotto la sede rossonera. Ma allora è quasi inevitabile la domanda: nel caso in cui avesse ricevuto un'offerta di questo tipo, cosa avrebbe deciso? "So che le squadre sono anche delle società. Con un'offerta da fantacalcio, sarei io ad andare". E ha proseguito: "E' da quando ho 23 anni che sento voci del genere, io sono un uomo di calcio e so anche fare due calcoli. Farei così anche per togliere da un giustificabile imbarazzo una società come la Juventus, alla quale devo tanto". Premesso che sono discorsi, diciamo, rivolti ad un futuro ipotetico lontano da Torino, poichè il campione azzurro è una colonna bianconera e la Juventus e la sfida con la Fiorentina, che segna il suo grande rientro, è chiaramente il presente, occorre sottolineare l'onestà di un calciatore che inquadra alla perfezione le logiche di mercato, in un calcio che ormai è sostanzialmente un business ("so che le squadre sono anche delle società"), e ha poco spazio per i sentimenti e l'amore per la maglia, e che sceglierebbe di dire addio alla sua casacca anche per evitare che la società si trovi al centro di imbarazzanti decisioni da prendere. Non saranno felici i tifosi juventini, ma forse alla fin fine comprenderebbero che è difficile dire di no ad un'offerta del genere, soprattutto ponendosi nei panni del calciatore Buffon che, non più giovanissimo, andrebbe a firmare l'ultimo mega contratto della sua vita sportiva e di una società juventina, la quale riceverebbe in cassa tanti soldi che, di questi tempi, sono una manna dal cielo.
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Ore calde per la vicenda Kakà. Bosco, papà-procuratore del giocatore, è a colloquio con Gary Cook, direttore generale dei "Citizens" e anche Galliani. Vicini all'epilogo?

Sono le ore più intense e decisive della vicenda. Siamo in trepidante attesa di conoscere il futuro del calciatore brasiliano del Milan, RICARDO KAKA', il quale potrebbe dire addio ai colori rossoneri e tuffarsi in una nuova avventura, destinazione Manchester City. Appena concluso, infatti, il vertice tra BOSCO LEITE, padre-procuratore del brasiliano, e ADRIANO GALLIANI, sul quale non è trapelato assolutamente nulla, il padre del calciatore brasiliano è ora a colloquio con GARY COOK, direttore generale della squadra inglese, per mettere la parola fine alla vicenda riguardante il figlio Ricardo, in compagnia dello stesso amministratore delegato del Milan. Insomma, è vicino l'epilogo di una questione estremamente complicata alla quale aggiungiamo due particolari molto importanti. Inanzitutto, i malumori crescenti dei tifosi, i quali hanno dato vita, intorno alle 18, ad una manifestazione (circa 300 persone) sotto via Turati, sede del club rossonero, proprio per ribadire il loro "NO" alla cessione del giocatore, espresso da un significativo e penetrante coro: "Non si vende Kakà" e da un lungo striscione con scritto: "Una questione di cuore: società non vendere. Kakà non chiedere". E poi l'animo distrutto di Kakà che, a detta di conoscenti personali del calciatore, amici di famiglia, è apparso in condizioni davvero difficili, moralmente combattuto tra la scelta di rimanere fedele al Milan e ascoltare l'amore dei tifosi, e quella di accettare la corte del Manchester City e vivere la nuova storia firmando il regale contratto. In attesa di capire come finirà, i tifosi continuano a insistere nella loro battaglia. Tutti uniti per Kakà.
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"Difficile far restare uno che va a guadagnare certe cifre". Rassegnazione nelle parole di Silvio Berlusconi che dalla Sardegna annuncia l'addio di Kakà

Una scelta difficile per Silvio Berlusconi

"Ancora non è deciso niente, ma è molto difficile fare restare uno che va a guadagnare certe cifre''. Questa la dichiarazione rilasciata, pochi minuti fa, dal presidente rossonero SILVIO BERLUSCONI, il quale interviene, dalla Sardegna, sulla vicenda che sta infiammando il mercato e che riguarda il fuoriclasse brasiliano Kakà, ormai a un passo dall'addio, destinazione Manchester City. Quella di questa sera, contro la Fiorentina, potrebbe essere l'ultima gara con la maglia rossonera per il calciatore brasiliano, e il Premier non nasconde che l'affare sia in dirittura d'arrivo: "Quelli del Manchester City - ha confidato - gli hanno fatto una proposta da capogiro. Oltre 15 milioni di euro netti d'anno di ingaggio. Se non lo vendo mi saltano tutti gli equilibri della squadra. Rischio di perderlo senza neanche guadagnarci niente". Una logica di mercato inappuntabile, che però si scontra fortemente con le reazioni che provengono dal tifo rossonero, del quale occorre tener conto. Ed infatti, il patron milanista che conlude il suo intervento, mostrandosi abbastanza preoccupato al riguardo: "Debbo tenere conto dei tifosi. E debbo trovare un colpo sul mercato. Vedremo" ha detto Berlusconi.
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Milan scatenato: preso il danese Agger dal Liverpool. Ma saprà resistere alla mega offerta del City per Kakà? 150 milioni di euro! L'ex golden boy Rivera è sicuro: "Alla fine se ne andrà"

                          Daniel Agger, nuovo colpo del Milan

                                         KAKA', fuoriclasse del Milan

E' la Regina, almeno per ora, di questo mercato invernale. Ieri sera siamo stati tra i primi ad annunciare l'ingaggio del brasiliano Mattioni, dal Gremio. Ebbene, alla corte di Ancelotti arriva un altro pezzo pregiato del mercato internazionale. Si tratta di DANIEL AGGER, 24enne centrale danese, prelevato dal LIVERPOOL per circa nove milioni di euro. Contratto quadriennale per il calciatore scandinavo, che, dopo le visite mediche, si metterà subito a disposizione del tecnico rossonero Carlo Ancelotti e potrà disputare anche la Coppa Uefa. Un altro importante rinforzo per la difesa milanista, che a giugno conterà anche su Thiago Silva, ma in queste ultime ore il mercato è in subbuglio per un'altra questione che ha fatto quasi passare in secondo piano il secondo colpo di mercato dei rossoneri. E' stata infatti presentata ufficialmente, alla società di via Turati, una pazzesca offerta del Manchester City, per RICARDO KAKA', una delle stelle di questo Milan. L'offerta, confermata dai rossoneri sarebbe la seguente: 150 milioni di euro al club e 15 netti al fuoriclasse brasiliano. Il Milan, naturalmente, prende tempo "per ponderare" l'offerta stessa ("E' un momento delicato. C'e' un'offerta del Manchester City per Kaka' e viene ponderata dal Milan -ha annunciato Mauro Suma, direttore della rete tematica rossonera- Ponderata non significa decisa o accettata. Non siamo di fronte a una decisione presa o a un fatto compiuto. Ci sono ancora ore e giorni davanti") ma c'è già chi dice che la trattativa sia infase avanzata. Nell'attesa di conoscere l'esito della vicenda, riportiamo le ultime dall'Inghilterra. La stampa inglese afferma che Kakà pretenda alcune rassicurazioni tecnico-tattiche, nel caso in cui si raggiunga l'accordo per il passaggio ai "Citizens". In sostanza, il calciatore chiede una programmazione a medio termine seguita in prima persona dall'emiro di Abu Dhabi, partecipazione alla Champions League dalla stagione 2010/11 e la totale autonomia della gestione dei suoi diritti d'immagini. Insomma, Mauro Suma parla di ore e, addirittura giorni, per poter sapere cosa decideranno società e giocatore, in merito alla super offerta del City, ma a quanto pare la trattativa non è ai primi passi. E la prima reazione importante arriva da colui che ha fatto per tanti anni le fortune della squadra rossonera, nella quale ha militato dal 1960 al 1979. Commentando la bomba di queste ultime ore, si è così espresso il "golden boy" GIANNI RIVERA: "lui (riferendosi a Kakà, ndr) sara' sollecitato da una cifra proporzionata a quella dell'acquisto, quindi il Milan non e' in grado di accontentare Kaka' su questa base e finira' per dovere cedere ad un'offerta di questo livello. Kaka' un po' di spinta indiretta la da' certamente, perche' la cifra che guadagnera' nei prossimi anni se andra' al Manchester City al Milan neanche se la immagina. Se il Milan, poi, dovesse rifiutare questa offerta, Kaka' andrebbe alla ricerca di un ingaggio non molto inferiore a quello offerto dal City e probabilmente il Milan in questo momento non e' in grado di accontentarlo, perche' vorrebbe dire sforare tutti i parametri".
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