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Calcio, Sport City ricorda D'Aguanno, giornalista vero

Il 9 dicembre di tre anni fa si spegneva all'età di soli 42 anni un grande volto del giornalismo sportivo. Una morte che ha lasciato un vuoto enorme, Colto da un malore nel sonno, nella sua abitazione di Monza, ci lasciava Alberto D'Aguanno, protagonista con Mediaset di tanti avvenimenti calcistici, in giro per i campi di Serie A e in compagnia dei ragazzi della Nazionale italiana (fu il corrispondente dalla Germania ai Mondiali che, nel 2006, segnarono il nostro quarto trionfo).

Il mio è un ricordo carico d'affetto, da appassionato di calcio, da giornalista sportivo che vedeva in Alberto un esempio nobilissimo di questo mestiere, e da uomo che vive quotidianamente lo sport insieme alla famiglia e agli amici. Alberto si nutriva di sport, amava la Roma e il calcio al quale ha dedicato la sua vita professionale. Prima del derby capitolino del 10 dicembre 2006 gli è stato tributato un minuto di silenzio. Nel dopopartita della finale di UEFA Champions League 2006-2007, il cannoniere rossonero Inzaghi ha dedicato la sua doppietta proprio a lui. Insomma, un giornalista amato da tutti. Due parole, infine, per l'uomo: un padre di famiglia (Fabio e Lucia i figli), un marito innamorato della sua donna, Monica Gasparini (anch'essa giornalista, ex conduttrice di Studio Aperto e di Tgc minuti). Personalmente, sento la mancanza di quel suo sorriso che appassionava, di quella professionalità e quella capacità chenon riusciamo più a ritrovare nei personaggi che affollano oggi i salotti e le tribune sportive. Ciao Alberto, per sempre nei nostri cuori.
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(video) Liverpool. Oltre diecimila ad Anfield per ricordare la tragedia di Hillsborough


(Il dramma di Hillsborough, 15 aprile 1989)

Ieri sera il Liverpool ha tentato in tutti i modi di regalare a quelle anime scomparse venti anni fa la vittoria contro i Blues. Non ci è riuscito, ma sicuramente quelle piccole luci che brillano da lassù sorrideranno di sicuro dopo aver visto la partita di ieri e l'affetto che i tanti tifosi mostreranno sugli spalti dell'Anfield nella giornata di oggi. Venti anni fa 96 tifosi dei Reds persero vita nella tragedia di Hillsborough, schiacciati e soffocati nell'impianto sportivo di Sheffield il 15 aprile 1989, prima della semifinale di Fa Cup con il Nottingham.

La città e i tifosi di Liverpool ricordano, come ogni anno, quel dramma che sconvolse famiglie intere, tra le quali quella di Steven Gerrard, capitano attuale dei Reds, il quale perse un cugino (John-Paul, di soli dieci anni) in quel pazzesco dramma umano e sportivo. Nello stadio amico della squadra di Rafa Benitez, all'Anfiel Road, sono attese più di diecimila persone che saranno unite nella commemorazione delle vittime.
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(video) Parisi, il picchiatore dal cuore d'oro.


(La vittoria del titolo mondiale WBO superleggeri nel 1996, contro Rey)

Un picchiatore dal cuore d'oro. E' così che vogliamo ricordare Giovanni Parisi, questo grandissimo campione che ci ha lasciato nella serata di ieri, vittima di un incidente stradale sulla tangenziale di Voghera. Un uomo, prima che un pugile, di grande carattere, calabrese doc di Vibo Valentia, ma anche di quella fragilità che fa parte del nostro essere umani ed imperfetti. Due volte campione del mondo, vincitore del titolo olimpico nel 1988 contro il romeno Dumitrescu, è stato sicuramente il pugile più importante degli ultimi vent'anni. "Flash" Parisi, capace con un colpo di conquistare la vittoria, se ne è andato, ma rimarrà per sempre nei nostri cuori. E, sono rimasto così impressionato da uno dei commenti ricevuti, che ho deciso di riportarlo per intero. Ciao Giovanni, queste parole sono per te.

Istanti

Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita

nella prossima cercherei di fare più errori

non cercherei di essere tanto perfetto,

mi negherei di più,

sarei meno serio di quanto sono stato,

difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,

correrei più rischi,

farei più viaggi,

guarderei più tramonti,

salirei più montagne,

nuoterei più fiumi,

andrei in posti dove mai sono andato,

mangerei più gelati e meno fave,

avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

e precisamente ogni minuto della sua vita;

certo che ho avuto momenti di gioia

ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.

Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,

solo di momenti, non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,

una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;

se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera

e continuerei così fino alla fine dell'autunno.



guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,

se avessi un'altra volta la vita davanti......

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Gianfranco Rosi piange la scomparsa di Parisi: "ora riesco solo a piangere"

E' un dolore lancinante quello che sta provando Gianfranco Rosi, un altro grande del pugilato italiano e mondiale, il quale piange la scomparsa del collega "rivale" Giovanni Parisi, scomparso poche ore fa in seguito ad un terribile incidente stradale, avvenuto sulla tangenziale di Voghera.

"In questo momento riesco solo a piangere, ed è difficile trovare le parole per esprimere il dolore che provo, pensando che ci eravamo visti meno di due settimane fa a Chianciano Terme, in occasione delle elezioni federali - ha detto l' ex campione del mondo ed ex rivale di Parisi - e ci saremmo risentiti nei prossimi giorni, perchè anche lui sarebbe entrato a far parte della nostra nazionale di calcio dei pugili". E poi aggiunge, con le lacrime che scendono copiose dal volto di un atleta sconvolto dalla morte di un grandissimo campione, al quale si era legato molto in quest'ultimo periodo dopo qualche attrito nel passato: "In passato - racconta Rosi - tra di noi i rapporti non erano stati sempre ottimi, ma da qualche anno eravamo tornati ad essere grandi amici, perchè il pugilato è soprattutto amicizia e questo era lo spirito che c'era tra me e Giovanni. Mi legano a lui tanti ricordi splendidi e sono questi che mi resteranno dentro per sempre». Ci associamo al ricordo. Ciao Giovanni, ciao grande campione.
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L'ultimo saluto a Giacomo Bulgarelli. Scompare a 68 anni il condottiero bolognese.

(Sandro Mazzola e Bulgarelli, rivali all'epoca in Inter-Bologna).
Leader, in campo e fuori. Regista di gran classe, condottiero del Bologna scudettato nel 1964, ha perso la sua battaglia più grande, quella contro la malattia che da tempo lo affliggeva. Scompare a 68 anni GIACOMO BULGARELLI. Un ricordo, da Citysport a questo grande uomo, nello sport e nella vita di tutti i giorni.

Era malato da tempo. Ha lottato, in silenzio, ma con la serenità di chi già è consapevole che si trattava di una battaglia difficile da vincere. E così è stato, purtroppo. Oggi se ne è andato, all'età di 68 anni, Giacomo Bulgarelli, uomo di sport e di tv (indimenticabile la coppia nata con Massimo Caputi a Telemontecarlo, e le loro telecronache; simpatico e sempre educato nel suo modo di affrontare i principali temi sportivi) che con quel suo accento bolognese e quel suo modo di fare, e quel suo parlare simpatico ed educato, conquistò tutti, addetti ai lavori e non. Tutto il mondo dello sport è in lutto per la sua scomparsa. Grande regista, leader del centrocampo rossoblu del Bologna (tra gli anni '60 e '70), del quale fu condottiero nel 1964, anno in cui i rossoblu trionfarono nel campionato italiano, ebbe poca fortuna in nazionale perchè era l'epoca dei Mazzola, dei Rivera ma soprattutto perchè nel '66, in Corea, il Ct italiano Edmondo Fabbri lo mandò in campo, mezzo infortunato, e il ginocchio si ruppe e, con esso, il legame con la maglia azzurra. Vorrei rendere l'ultimo omaggio a Bulgarelli, mettendo in rilievo due attestati di stima che ho letto, e che mi hanno particolarmente impressionato. Uno porta la firma di FABIO CAPELLO. L'attuale selezionatore dell'Inghilterra, turbatissimo per la notizia della sua scomparsa, ha affermato: "E' il centrocampista più forte che abbia mai avuto l'Italia" e anche "una persona sensibilissima, leader in campo e fuori" . Parole bellssime, quelle di un emozionato Capello, al quale ha fatto seguito, con analogo verbo, il patron interista Massimo Moratti: "Un esempio di stile come giocatore ma soprattutto come uomo" Ci accomuniamo ai due e, sicuramente, ne sarà felice, da lassù, Giacomo Bulgarelli, colui che "il mondo tremare fece" insieme al suo Bologna.
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