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Figc: modificato l'art.62 delle Noif: "Stop in caso di razzismo"

Quella di oggi è un'altra giornata importante nel mondo del calcio. Infatti, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha provveduto a modificare l'articolo 62 delle Noif "Tutela dell'ordine pubblico in occasione delle gare", inserendo la previsione di sospensione della gara in presenza di "cori, grida e ogni altra manifestazione discriminatoria". Tutto ciò per cercare di evitare che si ripetano fatti come quelli accaduti durante Juventus-Inter, e che hanno colpito il giovane attaccante interista di colore, Mario Balotelli.

Sarà la soluzione giusta? Riusciremo a porre un freno a questo terribile patologia sociale che estende i suoi tentacoli ovunque, anche nello sport e negli stadi di calcio? Lo sapremo solamente a partire dalla prossima settimana. Ma intanto, riportiamo, all'attenzione dei lettori, la modifica, importante, introdotta dalla Figc. Al comma 6 si legge che "il responsabile dell'ordine pubblico, designato dal Ministero dell'Interno", qualora rilevi, oltre a striscioni offensivi esposti dai tifosi, "cori, grida e ogni altra manifestazione discriminatoria costituenti fatti gravi", può ordinare all'arbitro, anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell'assisente, di non iniziare o sospendere la gara. La sospensione non può superare la durata di un tempo (45 minuti), da passare, per giocatori e arbitro, in mezzo al campo qualora non si debba entrare negli spogliatoi per un clima troppo arroventato. Se la situazione non migliora dopo il termine previsto, l'arbitro può dichiarare chiusa la partita, con gli organi di giustizia sportiva che poi adotteranno le sanzioni previste dall'articolo 17 del Codice di Giustizia Sportiva (sconfitta a tavolino)".
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Mazzarri furioso per la sua squalifica e l'"assoluzione" di Mourinho: "Due pesi e due misure".

(Walter Mazzarri grida la sua rabbia per la decisione del giudice sportivo)
Walter MazzarriIl Mazzarri furioso. E' di questi minuti una dichiarazione molto forte, rilasciata dal tecnico della Sampdoria ed indirizzata alla Federazione. L'argomento sono le squalifiche del giudice sportive, che hanno colpito il sampdoriano e risparmiato il collega interista, Josè Mourinho. Il blucerchiato lamenta, dunque, con toni accesi, una disparità di trattamento e chiede maggiore rispetto. Crediamo che, invece, tutto ciò che otterrà sarà solo il deferimento...

Lui è stato squalificato per una giornata, lo "Special One" invece ha ricevuto solamente una multa (1000 euro) e una diffida. Come mai? E' quello che si chiede il tecnico blucerchiato Walter Mazzarri, il quale non ha assolutamente nascosto la rabbia per la decisione adottata dal giudice sportivo Tosel e, anzi, fa notare, ad alta voce, il diverso trattamento riservato al collega interista Mourinho. Esplode con queste parole, il sampdoriano: "Ci sono due pesi e due misure - ha detto -, voglio essere rispettato e trattato come tutti gli allenatori. Ci sono delle regole che devono valere per tutti. Io sono andato via correttamente dal terreno di gioco...". E aggiunge, a chiusura di questo improvviso sfogo: "Lo stop mi danneggia proprio in una gara, quella con il Toro, fondamentale". Non possiamo davvero dargli torto.
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Preziosi: "Basta violenza o lascio il Genoa". Il presidente genoano lancia un appello ai tifosi.

(Enrico Preziosi, presidente del Genoa)
Stop alla violenza oppure il Genoa dovrà dire addio al suo presidente. Questo è l'aut aut del "giocattolaio" ENRICO PREZIOSI che è profondamente amareggiato per i fatti successi dopo la gara con la Fiorentina. E il pensiero va a Gabriele Amato; vola insieme alla speranza che si possa salvare.

"In questo momento il nostro pensiero va a Gabriele, che speriamo possa salvarsi, ma domenica ero distrutto e se si ripeteranno eventi simili potrei anche lasciare il calcio". Doveroso e sentito l'abbraccio ideale al tifoso del Genoa che è in condizioni gravissime (coma farmacologico) all'ospeale San Martino di Genova. Poi il segnale chiaro, lanciato ai tifosi dal presidente rossoblu. Enrico Preziosi è ancora segnato da quanto accaduto dopo il pareggio con la Fiorentina e pone un aut aut ai tifosi del Genoa: "Dico basta alla violenza. Quello che è accaduto è allucinante, è stata una giornata incredibile, nessun fatto può giustificare che un ragazzo sia in fin di vita. Chiedo alla nostra straordinaria tifoseria di fare un passo indietro e di modificare completamente i propri atteggiamenti per evitare che fatti simili si ripetano. So benissimo che il problema della tensione negli stadi è comune in tutta Italia ma qui a Genova dobbiamo essere i primi a cambiare. In questo momento il nostro pensiero va a Gabriele che speriamo possa salvarsi ma domenica ero distrutto e se si ripeteranno eventi simili potrei anche lasciare il calcio». Questo è il pensiero di un Presidente che non ne può di osservare episodi di follia, che è stanco della violenza, che vuole solamente un calcio fatto di gesti sportivi, sani e scevri da qualsiasi atto barbaro. E, analizzando nello specifico l'incidente gravissimo occorso a Gabriele Amato, afferma: "Si è trattato di una tragica fatalità ma sicuramente non capisco che senso abbia contestare il pullman della squadra avversaria, cosa che non ha fatto nessuno della tifoseria organizzata. Non sono d'accordo su questo atteggiamento, non capisco cosa si potesse pretendere dai giocatori della Fiorentina". L'ultimo pensiero, prosegue il massimo dirigente rossoblu, va ancora al tifoso genoano che, sta lottando tra la vita e la morte all'ospedale ligure: "Gabriele sta pagando una tensione esagerata che nello sport non deve esistere. In Italia manca la cultura sportiva, lo si vede dall'accoglienza verbale dei tifosi agli avversari prima delle partite". Io, per esperienza personale, praticando il giornalismo nel dilettantismo, non posso che essere d'accordo con Preziosi. C'è un'assenza di cultura sportiva, ed è lì che bisogna lavorare, alla base, crescendo il ragazzo con i principi giusti, di lealtà, rispetto, e spirito di sana competizione. Perchè il calcio è questo, solamente questo.
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Stop per Maicon. Mourinho nei guai in vista del derby. Adriano invece ci sarà.

(Maicon, terzino nerazzurro. Per lui niente derby)
Brutta tegola in casa Inter. Manca poco al derby e, quasi probabilmente, Mourinho dovrà fare a meno del forte terzino brasiliano MAICON, costretto ad interrompere l'allenamento odierno per un risentimento agli addutori della coscia destra. E la speranza è che non si tratti di stiramento (lo si saprà solamente domani, quando il giocatore sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti), infortunio che potrebbe tenere lontano per più settimane il fuoriclasse nerazzurro, in un momento davvero cruciale per le sorti del campionato. Problemi fisici anche per Adriano, ma nulla di grave.

Una fitta e la fine anticipata degli allenamenti. Un guaio, inaspettato, per il tecnico portoghese dell'Inter. Maicon ha dovuto interromperela seduta pomeridiana, ad Appiano Gentile, per un risentimento agli adduttori della coscia destra: si teme uno stiramento, che metterebbe in forse il giocatore anche per la super doppia sfida di Champions, col Manchester United, ormai alle porte. Sabato il brasiliano verrà sottoposto ad accertamenti, e quindi si saprà con più precisione l'entità dell'infortunio, ma senza dubbio, con la stracittadina alle porte, Mourinho dovrà inventarsi la sua sostituzione, cosa non semplice vista la bravura del terzino, elemento cardine nell'undici nerazzurro. In casa Inter anche Adriano, a due giorni dal derby, ha accusato qualche piccolo problema fisico, ma certamente non sarà questo stop ad impedire al brasiliano di essere tra i protagonisti del derby. Lui domenica contro il Milan ci sarà. Maicon no.
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