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Roma a Napoli con una certezza: Francesco Totti. Torna il capitano e Spalletti prepara il tridente per battere il Napoli e il San Paolo

     Francesco Totti, capitano della Roma, domani di nuovo in campo

Inter, Juventus e Milan. Questo il terzetto di testa, poi le inseguitrici e loro ambizioni di Champions, di conquistare quel quarto posto (ora occupato dal sorprendente Genoa di Gasperini), ultima piazza utile per poter entrare nell'Europa che conta. Domani, al San Paolo, ci sarà una sfida affascinante e importante tra due di queste squadre che sono costrette a rincorrere. I partenopei, sconfitti a Verona, dal Chievo (due rigori trasformati con freddezza da Marcolini) e dall'arbitro Farina (il secondo penalty, concesso ai clivensi, per fallo in area su Bentivoglio, era quanto meno dubbio) ospitasno una Roma battuta dall'Inter e da Orsato (fischietto dell'incontro) nei quarti di Coppa Italia, ma in forma fisicamente e autrice di un'ottima gara al Meazza, nonostante la sconfitta. Mancherà il forte centrocampista slovacco MAREK HAMSIK, ma ci saranno tanti attesi protagonisti, a partire dall'argentino EZEQUIEL LAVEZZI, il "pocho" napoletano, per i tifosi campani l'erede designato di Maradona (anche se io ritengo che il candidato maggiore a raccogliere l'eredità del "Pibe de Oro" sia il blaugrana Messi) e proseguendo con la "Bestia", JULIO BAPTISTA, ma nella Roma, ad un mese dall'infortunio ai flessori della coscia destra, farà il suo ritorno il capitano FRANCESCO TOTTI e Spalletti medita una scelta importante per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo nel match  di domani pomeriggio. Infatti, nelle ultime ore si è fatta strada l'idea del tridente (Totti, Vucinic, Baptista) "Possono giocare tutti, qualcuno avrà bisogno di altro allenamento per essere al top, li ruoterò volentieri", ha detto Luciano Spalletti che mette in guardia i suoi perchè il Napoli, al di là del momento, rimane una formazione pericolosa ("Hanno grande qualità davanti, Lavezzi è forte, Blasi, Gargano e Pazienza sono lo zoccolo duro del centrocampo, dietro la linea a cinque c'è la copertura completa in difesa e grande disponibilità alla corsa") e, poi, avrà anche la spinta di uno stadio strapieno, esaurito in ogni ordine di posto: "Si parte alla pari, anche se il Napoli davanti al suo pubblico sa dare qualcosa in più". Questa, anche a mio avviso, è l'arma in più del Napoli (che al San Paolo ha ottenuto otto vittorie e un pari, per un totale di 24 punti su ventisette totali) che in casa si esalta in ogni sfida. Tridente o non  tridente ci sarà Francesco Totti a guidare i giallorossi, contro la carica dei 60mila di Napoli. Fascino, emozione, spettacolo: novanta minuti incerti e vibranti. Questo è il "derby del Sud".
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Serie A, gli anticipi del sabato. Alle 18, tesa sfida salvezza al Granillo, tra Reggina e Chievo mentre in serata Del Piero guida la Juve nel big match contro i viola di Cesare Prandelli.

E' sabato, è tempo di Serie A e dei due anticipi che aprono la ventesima giornata di campionato, prima di ritorno. Al "Granillo" va in scena un drammatico scontro salvezza tra due squadre, Reggina e Chievo, che si contenderanno la vittoria per abbandonare l'ultimo posto (che condividono a 13 punti) e risalire in classifica. A Torino, invece, alle 20 e 30, una supersfida. Il ritorno di Buffon e la grinta di capitan Del Piero sono due armi in più a favore della compagine juventina, ma occhio ad una Fiorentina ferita dalle decisioni arbitrali e dagli ultimi risultati negativi.

REGGINA - CHIEVO (ore 18:00)
 

REGGINA (4-4-2): Campagnolo; Krajcik, Lanzaro, Valdez, Costa; Sestu, Carmona, Barreto, Cozza; Corradi, Brienza. A disposizione: Marino, Cirillo, Tognozzi, Barillà, Viola, Di Gennaro, Ceravolo. All. Pillon.
Indisponibili: Giosa, Cascione, Vigiani, Santos (squalificato, 1).
CHIEVO VERONA (4-4-2): Sorrentino; Frey, Yepes, Mandelli, Mantovani; Luciano, Rigoni, Pinzi, Marcolini; Esposito, Pellissier. A disposizione: Squizzi, Moro, Scardina, Italiano, Bentivoglio, Makinwa, Bogdani. All. Di Carlo.
Indisponibili: Malagò, Langella, Morero (squalificato, 1). 

ARBITRO: Damato di Barletta.

Saranno Reggina e Chievo, in coda alla classifica in coabitazione, ad aprire il girone di ritorno del campionato di Serie A. Il 2009 e` cominciato davvero male per i calabresi, reduci da una doppia sconfitta (rimediata contro Lazio e Siena), mentre i gialloblù vivono un buon momento di forma e di risultati (pareggio a Bologna ma, soprattutto, sorprendente vittoria casalinga contro il più quotato Napoli, la scorsa settimana). Per entrambe le formazioni, ruolino identico (3 vittorie, 4 pareggi e 12 sconfitte) e attacchi spuntati (12 le reti clivensi, 17 quelle calabresi), ma mister Di Carlo, per provare a battere la Reggina, potrà puntare su un rinforzo in più, ovvero il nigeriano Makinwa, arrivato nelle ultime ore dalla Lazio, con la formula del prestito. Pillon, invece, per scardinare la difesa veronese, retta da Mandelli e l'argentino Yepes, si affida a Bernardo Corradi, miglior marcatore per gli amaranto con otto reti (quasi il 50% delle reti totali), e alla vivacità e all'estro di Cozza e Brienza, il primo leggermente arretrato, il secondo in appoggio a Corradi,  ma deve sciogliere il dubbio di formazione  legato al ruolo del terzino destro; Krajcik e Cirillo si giocano la maglia da titolare. In casa Chievo, come abbiamo detto, a disposizione del mister Di Carlo ci sarà il nuovo acquisto Makinwa, che probabilmente partirà dalla panchina. Il nigeriano è un ex (non rimpianto) della partita viste le sue nove presenze con la maglia amaranto nel campionato della scorsa stagione. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, in mediana confemato il rombo con Rigoni davanti alla difesa, Luciano e Marcolini sulle fasce e Pinzi vertice avanzato. All’andata, quando sulla panchina del Chievo siedeva Beppe Iachini, la compagine veronese si impose 2-1 su quella allenata da Nevio Orlandi. Dunque, nuova veste tecnica per la sfida di ritorno che avrà il fischio d'inizio alle 18. Arbitra la gara il signor DAMATO di Barletta.

JUVENTUS - FIORENTINA (ore 20:30)
 

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Mellberg, De Ceglie; Marchionni, Marchisio, Zanetti, Nedved; Amauri, Del Piero. A disposizione: Chimenti, Ariaudo, Poulsen, Ekdal, Tiago, Giovinco, Iaquinta. All. Ranieri.
Indisponibili: Chiellini, Camoranesi, Knezevic, Trezeguet, Zebina, Salihamidzic, Sissoko (squalificato, 1), Molinaro (squalificato, 1), Manninger.
FIORENTINA (4-3-1-2): Frey; Zauri, Kroldrup, Gamberini, Vargas; Kuzmanovic, Felipe Melo, Montolivo; Santana; Gilardino, Jovetic. A disposizione: Storari, Pasqual, Dainelli, Donadel, Gobbi, Semioli, Bonazzoli. All. Prandelli
Indisponibili: Jorgensen, Mutu, Comotto (squalificato, 1)

Sono passati quasi quindici anni dalla grande rimonta della Juventus di Marcello Lippi, stagione ‘94-‘95, al ‘Delle Alpi’ contro la Fiorentina, che abbiamo rivissuto, insieme alle dichiarazioni di Del Piero e alle immagini di quel suo meraviglioso gol, realizzato allo scadere, che regalò alla Juventus la vittoria e l'inizio di una trionfale cavalcata, conclusasi con la conquista dello scudetto. Stasera, ore 20 e 30, allo Stadio Olimpico di Torino torna la sfida tra due grandi "rivali" e sarà una gara speciale per CLAUDIO RANIERI che, nel 1994, era sulla panchina della formazione toscana. Il tecnico romano, ora artefice di questo miracolo bianconero (Juventus seconda a sole tre lunghezze dalla capolista Inter) ritrova, nella sfida di questa sera, il portierone GIGI BUFFON ma perde Manninger, che non ha recuperato dalla contusione al ginocchio. Ko anche Chiellini, che sarà comunque a disposizione nei prossimi giorni. Ma c'è l'affiatata coppia gol Del Piero-Amauri e soprattutto il capitano, pronto a regalare ai tifosi bianconeri un'altra prodezza decisiva. A tentare di fermare l'attacco bianconero sarà una difesa, quella toscana, che ha l'incertezza costituita dalla presenza, tra i pali di Frey, il quale comunque dovrebbe stringere i denti ed essere della partita. Disponibile anche Dainelli. mentre sono out, per infortunio il danese Jorgensen e il romeno Mutu, mentre sia Almiron che Da Costa non sono stati convocati e saranno in tribuna ad assistere al match. "Non c'è due senza tre", un detto che i viola, a meno otto dai bianconeri ma soprattutto distanti solo tre punti dalla zona Champions, vogliono assolutamente sfatare, evitando il terzo ko di fila (dopo la sconfitta pesante col Lecce e quella rimediata contro il Milan, di misura, che è stata accompagnata da polemiche per alcune decisioni arbitrali) . C'è solo un problema, e neanche troppo piccolo da affrontare, ossia una scatenata e lanciatissima Juve. "L'avversario peggiore per il riscatto vista la pressione? O il migliore, è una partita difficilissima, la squadra deve cercare di dare il meglio di sé, crescere sul piano della personalità, ripetere la prestazione con il Milan e cercare di più il risultato", queste le parole di Prandelli, il quale non sta vivendo un momento positivo nella sua avventura viola, ma prova, lo stesso, ad infondere fiducia ai suoi ragazzi e a caricarli in vista del difficile match di questa sera. Ad arbitrare il match sarà SACCANI di Mantova, il quale ha curiosamente diretto l'ultima bella vittoria (4 a 1, reti di Kuzmanovic, Mutu e doppietta di Gilardino) ottenuta dai toscani in terra torinese, ma contro i granata.
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Buffon non è convinto della vicenda "Kakà-City": "un teatrino" e ammette: "Fantaofferta? Io sarei andato".

                    Gigi Buffon, torna titolare nella sua Juventus

Un'altra voce importante, sulla vicenda legata al mancato addio di Kakà, che ormai sappiamo tutti a memoria, è quella del portierone della Juventus e della Nazionale, GIANLUIGI BUFFON. Il giocatore bianconero, al rientro questa sera, tra i pali della porta juventina, nell'anticipo di campionato contro i viola, non è assolutamente convinto di come siano andati i fatti e ammette, con grande onesta intellettuale, che in caso di mega offerta sarebbe andato via.

Non convinto, e anche divertito dall'episodio di fantamercato stile soap opera, compreso soprattutto il colpo di scena finale, che ha riguardato il calciatore brasiliano Ricardo Kakà, ad un passo dal trasferimento alla corte dello sceicco del Manchester City. Il grande rifiuto e l'annuncio in diretta, al Processo di Biscardi, del presidente rossonero Silvio Berlusconi, hanno dilettato l'estremo difensore bianconero Gigi Buffon che fornisce la sua lucida interpretazione dei fatti: "Un teatrino, più che una scelta -ha detto alla Gazzetta il portiere- club come Juve, Inter o Milan se vogliono fare un affare non lo sbandierano". Un'opinione che può essere condivisibile, visto il susseguirsi di una moltitudine di piccoli tasselli che hanno composto il puzzle della vicenda, come l'accordo raggiunto, poi smentito, l'annuncio di Berlusconi, la maglia tirata dalla finestra ai tifosi festanti, assiepati sotto la sede rossonera. Ma allora è quasi inevitabile la domanda: nel caso in cui avesse ricevuto un'offerta di questo tipo, cosa avrebbe deciso? "So che le squadre sono anche delle società. Con un'offerta da fantacalcio, sarei io ad andare". E ha proseguito: "E' da quando ho 23 anni che sento voci del genere, io sono un uomo di calcio e so anche fare due calcoli. Farei così anche per togliere da un giustificabile imbarazzo una società come la Juventus, alla quale devo tanto". Premesso che sono discorsi, diciamo, rivolti ad un futuro ipotetico lontano da Torino, poichè il campione azzurro è una colonna bianconera e la Juventus e la sfida con la Fiorentina, che segna il suo grande rientro, è chiaramente il presente, occorre sottolineare l'onestà di un calciatore che inquadra alla perfezione le logiche di mercato, in un calcio che ormai è sostanzialmente un business ("so che le squadre sono anche delle società"), e ha poco spazio per i sentimenti e l'amore per la maglia, e che sceglierebbe di dire addio alla sua casacca anche per evitare che la società si trovi al centro di imbarazzanti decisioni da prendere. Non saranno felici i tifosi juventini, ma forse alla fin fine comprenderebbero che è difficile dire di no ad un'offerta del genere, soprattutto ponendosi nei panni del calciatore Buffon che, non più giovanissimo, andrebbe a firmare l'ultimo mega contratto della sua vita sportiva e di una società juventina, la quale riceverebbe in cassa tanti soldi che, di questi tempi, sono una manna dal cielo.
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