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Calcio, Ledesma dice addio alla Lazio

Ledesma-calciatore-LazioDa un possibile riavvicinamento alla definitiva rottura. L'argentino Cristian Ledesma rompe (e questa volta definitivamente) con la Lazio e chiede la rescissione del contratto, preparandosi dunque a salutare la capitale e il club di Claudio Lotito.

Il calciatore sudamericano, nativo di Buenos Aires (classe 1982), stanco di aspettare il reintegro in rosa, ha spedito in Lega (al Collegio Arbitrale) il suo ricorso, comprensivo di risarcimento danni. Dopo il macedone Pandev, insomma, un altro dissidente in casa Lazio usa le "maniere forti" e rivendica i propri diritti.
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Calcio, Trezeguet a un passo dall'addio. In arrivo Goran Pandev

Trezeguet, addio JuventusIl mercato della Juventus, tra arrivi e partenze, è sempre in fermento. E' vicinissimo, infatti, l'addio di David Trezeguet. Il franco-argentino ha chiesto espressamente di essere ceduto, tramite il suo procuratore, Antonio Caliendo, e la società è decisa ad accontentarlo. Entra dunque nel vivo un'operazione da circa dieci milioni di euro, che permetterà alla società bianconera di rientrare in parte dei soldi spesi per accaparrarsi il fuoriclasse brasiliano Diego, e che darà la possibilità all'attaccante di poter trovare nuovi stimoli e continuità in un altro club. Lione (solamente nel caso in cui dovesse partire Benzema), Marsiglia e Roma sono pronte all'acquisto. la cessione di Trezeguet verrebbe poi rimpiazzata con l'arrivo a Torino del macedone Pandev, il quale ha definitivamente chiuso con la società biancoceleste, dopo cinque anni di permanenza nella capitale, nonostante Lotito ancora non sia totalmente convinto della cosa.

In partenza non solo il puntero ma anche il portoghese Tiago, deludente scommessa dell'ex tecnico Ranieri, nel mirino dei francesi del Marsiglia, e Poulsen, anche se il danese ha, in queste ore, rifiutato l'opzione Fenerbahce. Ma si troverà una squadra disposta ad accogliere il centrocampista che non ha lasciato sicuramente tracce importanti nel club di Cobolli Gigli. Ritornando a Trezeguet, come abbiamo detto, tra le squadre pronte ad accoglierlo a braccia aperte c'è anche la Roma di Spalletti, ma il problema principale è la richiesta economica della Juventus. Dieci milioni di euro sono, in questo momento, troppi per i capitolini. Insomma, ancora tutto da definire il futuro del centravanti, anche se pare ormai assodato che sarà lontano dalla Mole. Ceduto Trezeguet, dunque, via libera all'arrivo del macedone dalla Lazio, per una trattativa che potrebbe chiudersi in un attimo. L'accordo con Pandev è già stato trovato e Lotito ha già preso atto della volontà del giocatore di abbandonare Roma.
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Calcio, Berlusconi "libera" Kakà e ha già il sostituto: "Tanto c'è Ronaldinho"

Berlusconi dice addio a KakàNeanche è andato via che già, per qualcuno di molto importante e influente, come il presidente rossonero Silvio Berlusconi, Kakà è "passato di moda", quasi fosse già un ricordo. Il Premier, dopo aver affermato che Lunedi sarà il giorno del colloquio decisivo per sapere il futuro del fuoriclasse brasiliano (quasi raggiunto l'accordo con il Real Madrid), rilascia delle dichiarazioni che costituiscono, in sostanza, una sorta di "addio" anticipato: "A decidere il loro futuro - ha detto il numero uno rossonero - sono sempre i ragazzi che devono scegliere come proseguire la carriera per mettere da parte il loro patrimonio. Se vi ricordate anche con Shevcenko io avevo un buonissimo rapporto, avevo fatto da padrino ad uno dei suoi figli e mi ero interessato anche per un'operazione al padre. Quando però è arrivata quell'offerta io ho fatto ciò che ho potuto, ma alla fine ha deciso lui".

A Bruno Vespa (stasera sarà a Porta a Porta) che gli chiede se il Milan stia già pensando ad un sostituto per Kakà, il premier risponde: "Noi abbiamo già Ronaldinho che quest'anno ha giocato poco e poi registi come Pirlo e Seedorf. Io - aggiunge ancora - speravo in un ritorno di Gourcuff che però ha preferito restare nella squadra francese dove gioca. Ricordo - ha poi concluso Berlusconi - che io non sono più il presidente del Milan ma sono qualcosa di più di un tifoso perchè quando la società fa debiti io sono quello che se ne occupa". Insomma, Kakà, un sacrificio necessario....ma ai tifosi la pillola, amarissima, andrà giù?
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Calcio, Rossi saluta la capitale. Stasera l'ultimo incontro con Lotito

Rossi annuncia l'addio alla LazioSe Pandev ha comunicato, già da parecchio tempo, la volontà di cambiare aria, e di trovare nuovi stimoli da un'altra parte, ma è ancora in stand by, a scuotere ancora di più Formello e dintorni è l'addio annunciato da Delio Rossi: "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio". Si conclude dunque l'avventura in biancoceleste del tecnico romagnolo ma finisce, soprattutto, nel peggiore dei modi, il braccio di ferro tra tecnico e presidente.

Neanche la conquista della Coppa Italia (quinta per la società capitolina, ndr) e l'ingresso, conseguente, in Europa League (dove sarà in compagnia di Genoa e Roma, ndr), ha convinto il numero uno biancoceleste a formulare una nuova offerta all'allenatore che, dunque, ha deciso di preparare le valige e cercare fortuna altrove. La scelta è definitiva, indietro non si torna. Ma chi sarà il nuovo tecnico biancoceleste? le voci sono tante: Un giorno è Ballardini, l'altro è Zenga, sicuramente non lo sarà più Delio Rossi come dichiarato da lui stesso a Stadionews: "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio. Questa sera incontrerò il presidente Lotito e gli comunicherò la mia decisione. Domani, molto probabilmente, convocherò una conferenza per comunicare alla stampa la mia decisione". Il walzer delle panchine continua. Sarà un'estate focosa da questo punto di vista.
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Pandev, addio Lazio?. Lotito frena

Un paio di settimane fa, il presidente della Lazio, Claudio Lotito si è incontrato con il il suo procuratore per farlo riflettere, ma lui è irremovibile. Parliamo del fuoriclasse macedone Goran Pandev che ha ormai preso la decisione di andarsene dalla Lazio. L'avventura all'ombra del Cupolone, con la maglia biancoceleste, sta per terminare, nonostante il presidente Lotito continui a smentire questa ipotesi. "Goran ha espresso la sua volontà alla società, che ha capito, ma ovviamente non intende svendere il suo capitale - ha detto l'agente del calciatore laziale, Leonardo Corsi, a Teleradiostereo - Se ci sarà una squadra pronta a soddisfare la Lazio dal punto di vista economico verrà lasciato andare, dopo aver dato tanto, ma anche ricevuto molto. Tutto nell'ambito di un rapporto ottimo e di stima reciproca, come è sempre stato in questi anni». Ma da dove nasce questa decisione? Non certo da motivazioni di carattere economico, ma dalla voglia di mettersi in discussione in un ambiente diverso (o forse dal fatto che per riscattare Zarate serviranno tanti soldini, e quindi un sacrificio importante per rientrare dall'inevitabile dispendio economico?).

Così si esprime il procuratore, in relazione alla scelta del suo assistito: "Probabilmente in questi ultimi 3-4 mesi si è molto interrogato con la propria fidanzata, per capire soprattutto se aveva voglia di rinnovare il contratto. Diciamo che la decisione non era legata a questioni economiche, anche perché il presidente ha fatto di tutto da questo punto di vista, tuttavia è dipesa da questioni sportive, dalla voglia di cambiare e di mettersi in discussione in un ambiente diverso, dopo tanti anni in cui è stato una certezza in un determinato club. Questi stimoli sono quelli che ha in mente quando parla di queste cose. Detto tutto questo bisogna trovare una squadra che soddisfi la Lazio. Squadre interessate ce ne sono, ma per ora non ci sono offerte concrete. Nel momento in cui arriveranno, verranno fatte delle valutazione tecniche dal giocatore stesso. Forse, in questa stagione Goran ha perso un po' di stimoli in campo, credo di poter dire che dal punto di vista del gioco non si è divertito come negli ultimi anni, soprattutto nella fase finale. Standogli vicino penso di aver capire questo. Sono tutte componenti legate al fatto che dopo cinque anni i rapporti si possono logorare». Quindi, dopo cinque anni di amore incontrastato, l'avventura di Pandev con la Lazio sembra avviarsi alla conclusione, ma Lotito non ha intenzione di cedere il giocatore: "Non vorremmo arrivare allo scontro, perché sinceramente credo che il presidente abbia capito la sua posizione - afferma l'agente del macedone - Poi Lotito, ovviamente, prenderà in considerazione solo determinati tipi di offerte, ma non abbiamo paura dello scontro". Si prevedono tempi lunghi, però: "Siamo pronti e preparati. Goran non ha mai puntato i piedi, capisce tutte le esigenze, quindi è pronto ad aspettare che le componenti trovino un punto di incontro. Non vuole penalizzare la Lazio, ma anche lui vuole essere capito". Insomma, Lotito non vuole cedere il giocatore se non in presenza di un'offerta "sostanziosa", il calciatore vuole andare via e il procuratore afferma di non volere lo scontro ma poi ammette di essere pronto nell'eventualità che accada. Una situazione non semplice...
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Nedved conferma l'addio alla Juventus: "Dopo otto anni è tempo di saluti"

Nedved conferma l'addio alla JuventusPavel Nedved dice addio alla Juventus e ai colori bianconeri, o meglio ribadisce le intenzioni già manifestate ampiamente in precedenti momenti e situazioni. Nessun ripensamento, la scelta è definitiva per il 37enne calciatore originario della città di Cheb. 8 lunghe stagioni a Torino (246 gare disputate e 51 gol segnati), un impegno sempre massimo, qualità e quantità, sono alcune delle note che hanno caratterizzato l'avventura a Torino del biondo centrocampista ceko, il quale ha avuto la fortuna e la bravura di vincere il Pallone d'Oro.

Ora, come ha affermato lo stesso gocatore, è il momento di salutare i tifosi e ringraziare i tanti sostenitori e la società per tutto quello avuto in questi anni: "Dopo otto stagioni con la Juventus è arrivato il momento di salutare tutti i tifosi, i compagni e la società e ringraziarli per il sostegno ricevuto in questi anni - ha scritto in un comunicato il giocatore bianconero- A Torino ho vinto 4 scudetti e un Pallone d'Oro. Da lunedì penserò al mio futuro. Vorrei ringraziare in particolare mia moglie Ivana e i miei figli, che mi sono stati sempre molto vicini". E' tempo di fare il papà...non possiamo biasimare lui ma nemmeno la moglie Ivana.
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Maldini, vicino all'addio, consiglia il Milan: "Tieni Ancelotti"

Sperava di festeggiare in maniera migliore le 900 partite ufficiali, lo storico e prestigioso traguardo ottenuto con la maglia rossonera. Invece, è arrivata la sconfitta di Udine (in un impianto dove il 20 gennaio 1985 fece il suo esordio in campionato) e, contemporaneamente, la matematica vittoria dello scudetto da parte dei "cugini" nerazzurri che conquistano dunque il titolo con due settimane di anticipo. Ora, siamo a 180 minuti dalla fine del campionato ma soprattutto dall'addio al calcio giocato per un grande campione. Paolo Maldini lascerà il calcio alla soglia delle 41 primavera e, già domenica, a San Siro contro la Roma, sarà un pieno di emozioni per il capitano e bandiera rossonera.

Infatti, sarà l'ultima partita davanti ai suoi tifosi. Sensazioni, dunque, importanti, per il difensore milanista, a pochi giorni dalla sfida con la Roma e soprattutto un'emozione sulla pelle che difficilmente il bel Paolo riuscirà a nascondere. Oggi, in un'intervista rilasciata a France Football, il capitano del Milan ha pero' dichiarato che non sa ancora cosa fara' in futuro, escludendo comunque la possibilita' di diventare allenatore. ''Voglio staccare la spina per un po', almeno fino a settembre - ha confessato il difensore rossonero -. Allora pensero' a cosa fare in futuro. Restare nel calcio? Non so, quando sara' il momento valutero' le diverse strade, dipendera' dalle proposte''. Il futuro quindi è all'insegna del riposo, per ponderare bene le scelte da compiere una volta appesi gli scarpini al chiodo. Ma quale Milan lascia Paolo Maldini: "Credo che già quest'anno senza i vari gravissimi infortuni che abbiamo avuto come Nesta, Gattuso, Kaladze, Abbiati e Borriello, saremmo stati competitivi. Con 2-3 acquisti si potrà puntare a grandissimi traguardi". Fiducia, quindi nel futuro, ma ci sarà sempre Carletto Ancelotti in panchina? Questo ancora non si sa (aspettiamo che Berlusconi faccia le proprie scelte) ma anche su questo punto, il capitano rossonero ha le idee chiare e tifa per il mister di Reggiolo: "Io parlo di Ancelotti. Tutto l'ambiente fa il tifo per Carlo. Con lui ci siamo trovati benissimo, abbiamo vinto tanto e la nostra qualità di vita con lui è stata ottima. Troppo buona? No, tre finali di Champions, con due vittorie, dicono che abbiamo ottenuto grandi risultati. Per andare avanti, però, bisogna essere in tre a volerlo: giocatori (e noi lo vogliamo), allenatore e società".
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Addio amaro per Reja: "Avrei lasciato a giugno, De Laurentiis lo sapeva".

(Edy Reja è stato esonerato. Al suo posto Roberto Donadoni)
Non è stato tanto l'esonero, che era nell'aria, a fargli male. Edy Reja lascia, con l'amaro in bocca, la panchina del Napoli che De Laurentiis ha affidato all'ex bandiera del Milan, e ct della Nazionale Roberto Donadoni, visto l'andamento disastroso dei partenopei, sprofondati all'undicesimo posto dopo un grande girone d'andata (non vincono dall'11 gennaio, 1 a 0 in casa contro il Catania). de Laurentis sapeva che lui avrebbe lasciato a fine stagione, ecco cosa fa male all'ex tecnico napoletano, quest'interruzone prematura, nonostante gli intensi colloqui avuti con il patron del Napoli.

Traspare una profonda amarezza dalle parole di addio di Edy Reja, costretto dagli scarsi risultati della squadra e, forse, anche da una fiducia degli stessi calciatori che è venuta meno, ad interrompere la sua avventura sulla panchina del Napoli. Addio amaro e con una buona dose di rimpianti: "Marino e De Laurentiis - dice - sapevano che la mia avventura napoletana sarebbe terminata il 30 giugno, ma non pensavo di anticiparne la fine. Dalla C alla coppa Uefa abbiamo fatto cose straordinarie e importanti. Purtroppo negli ultimi due mesi e' accaduto qualcosa che ha dell'incredibile". negli ultimi tempi si è visto un Napoli "sulle gambe", stanco, appannato e che non riesce più a mostrare quel calcio brillante ed entusiasmante che lo aveva contraddistinto nella prima parte di stagione. Forse la colpa è da ricercarsi nell'aver dovuto anticipare la preparazione per partecipare all'Intertoto, ma su quest'argomento l'ex tecnico partenopeo ha le idee chiare: "L'Intertoto? 'Secondo me abbiamo fatto bene a farlo". Insomma, se ne va con amarezza, ma con la dignità di chi ha sempre fatto il proprio lavoro con professionalità e dedizione. Non è andata, serviva effettivamente un cambiamento. Quel "change" si chiama Roberto Donadoni.
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Panucci ritrova la Roma ma perde la "paperetta". Finisce la storia d'amore con Rosaria Cannavò.

(Sono finiti i tempi nei quali sguazzavano felici. Christian e Rosaria si dicono addio)
Dopo due anni di tira e molla, è arrivata la rottura definitiva. Nel periodo in cui, presentate le scuse a Spalletti, Panucci ritrova il posto da titolare nella Roma, il difensore savonese perde l'amore e la sua Rosaria. Scorrono i titoli di coda sulla tormentata relazione tra il calciatore e la bella Cannavò.

Si chiude, dopo due anni di alti e bassi, di crisi e ririconciliazioni, la love story tra l'ex Paperetta e il difensore della Roma. Christian Panucci e Rosaria Cannavò si dicono addio, nel momento in cui invece si pensava che il riavvicinamento fosse stato quello giusto. E invece ora scorrono i titoli di coda sulla storia sentimentale tra i due. Panucci non si era rassegnato alla perdita della bella catanese, all'epoca della separazione, e aveva anche approfittato di una diretta radiofonica per corteggiarla e cercare di riconquistarla, riuscendoci. Tutto questo fino all'ennesima crisi, di questi giorni, che ha fatto crollare i progetti amorosi, in modo definitivo. Christian e Rosaria hanno sciolto il loro legame e questa volta sembra essere per sempre...ma sarà veramente così?.
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Marco Delvecchio lascia la Pescatori: "Contesto le decisioni arbitrali".

(Marco Delvecchio, in azione con la Pescatori Ostia)
Aveva dato l'addio al calcio dopo tanti anni di gloriosa carriera. Tanti anni di militanza nella Roma (10 anni, 231 gare e 62 reti), un mito per i colori giallorossi (la curva sud era sovente in delirio per quella mano vicino all'orecchio quando segnava, dopo la famosa "finta del cammello" che mandava fuori giri gli avversari) per aver "punito" tante volte la Lazio (superando anche un altro mito giallorosso, Dino Da Costa) nelle stracittadine, un esempio di professionalità dentro e fuori dal rettangolo di gioco, un campione vero. Poi, l'ultima esperienza tra i professionisti (stagione 2006/2007 ad Ascoli), un anno di riposo sabbatico, e la decisione di tornare a calcare i campi da gioco, ma non più nel calcio che conta, bensì ripartendo dall’Eccellenza, nella squadra lidense della Pescatori Ostia, florida realtà societaria del litorale calcistico romano. Parliamo di Marco Delvecchio

Un ottimo inizio, spinto soprattutto dall'euforia di rimettersi in gioco nei campetti di periferia, e di aiutare i suoi nuovi compagni a coltivare il sogno di arrivare nelle serie che contano, poi pian piano alcune crepe in questa sua avventura che sembra giunta al capolinea. Parliamo, naturalmente, di MARCO DELVECCHIO che si scaglia violentemente contro gli arbitri e annuncia il suo addio: "lascio per protesta contro le decisioni arbitrali", a pochi giorni dalla sconfitta rimediata dalla sua squadra nel derby del litorale romano (Ostiamare - Pescatori 1-0, cronaca documentata nel numero 355 del settimanale sportivo romano Sportlocale). Nel match in esame, l'ex giallorosso è stato espulso, per doppia ammonizione, e nel dopo gara le sue proteste sono proseguite, rivolte sempre contro l'arbitro della contesa. Ricevuta la prima ammonizione (simulazione in area), l'attaccante è stato di nuovo ammonito, e quindi costretto ad abbandonare la partita, per aver "imitato" il direttore di gara mentre contava i passi per la distanza che avrebbe dovuto osservare la barriera della Pescatori su un calcio piazzato. Poi, a fine gara, le vibranti proteste e, di seguito, riportiamo il comunicato della Federazione, che ha comportato, sulla base del referto del signor Ortuso di Ciampino, ben cinque giornate di squalifica per l'ex lupacchiotto (che già aveva rimediato altre cinque giornate nel periodo di dicembre, poche settimane dopo il suo clamoroso acquisto da parte della società di Ostia Lido):
ESPULSI DAL CAMPO
SQUALIFICA PER CINQUE GARE EFFETTIVE
DELVECCHIO MARCO (PESCATORI OSTIA)
"Espulso per doppia ammonizione al 9’ del secondo tempo, a fine gara avvicinava l'Arbitro millantando amicizie influenti in Federazione Calcio, lo minacciava e contestualmente gli rivolgeva espressione offensiva indirizzata anche ad un Assistente Arbitrale. Allontanato dai propri dirigenti, successivamente davanti lo spogliatoio arbitrale continuava nella protesta. Sanzione così determinata ai sensi dell'art. 21 comma 1 del C.G.S.".

Insomma, la considerazione che vogliamo fare è semplice. Una carriera gloriosa, come la sua, sia nella Roma (e negli altri club nei quali ha militato) sia con la maglia azzurra (ci ha quasi fatto vincere un Europeo con quel gol alla Francia nel 2000) "macchiata" da squalifiche prese in un campionato di Eccellenza regionale del Lazio. Era davvero necessario concludere in questo modo? Prendendo squalifiche sui campi dei Dilettanti?

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