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Calcio, Ottavi Champions: Chelsea-Inter, le formazioni. Fuori Cech e Hilario, gioca Turnbull, dubbio Sneijder per Mourinho

 Torna la Champions e, questa sera, a Stamford Bridge si annuncia il tutto esaurito per la supersfida tra Chelsea ed Inter, gara di ritorno degli ottavi.  All'andata, i nerazzurri vinsero per 2 a 1, grazie alla coppia argentina Milito-Cambiasso, Kalou invece la firma per i britannici.

Un emozionato Mourinho torna nello stadio che fu il suo dal 2004 al 2007, con il chiaro intento di battere il "nemico" Ancelotti, superare il grande scoglio inglese, e volare ai quarti di finale. Il mister di Reggiolo, invece, sprona Terry e compagni ad una gara super, per volare con i Blues al prossimo turno. Ma, agli inglesi, occorre un successo (basta l'1 a 0) per poter brindare alla qualificazione.

Dubbio Sneijder, febbricitante, nelle file dell'Inter, non convocato, invece, il colored Balotelli per scelta tecnica. Queste alcune delle news in casa della compagine interista. Mourinho si affida a Eto'-Milito, in attacco, con l'olandese (o Pandev) a fare da trequartista.
Negli inglesi, invece, rientra il forte terzino russo Zhirkov, assente all'andata, ma il vero problema per Ancelotti è in porta. Fuori Cech, strappatosi a Milano, e il secondo, Hilario, sarà il giovane Tunrbull a difendere i pali londinesi contro la corazzata nerazzurra. In avanti, come sempre, Anelka-Drogba, con l'ivoriano in grande forma e reduce da una doppietta.

Infine, qualche parola per l'arbitro della gara. Dall'Uefa arriva una designazione che non sarà molto gradita all'Inter.Sarà infatti il tedesco Wolfgang Stark ad arbitrare il match, un arbitro con il quale i nerazzurri non hanno mai vinto in cinque gare e che ha diretto le loro eliminazioni dalla Champions dell'anno scorso a Manchester e del 2007 a Valencia. Insomma, poteva andare sicuramente meglio.

LE PROBABILI FORMAZIONI:
CHELSEA (4-4-2):
22 Turnbull, 2 Ivanovic, 6 Carvalho, 26 Terry, 18 Zhirkov, 13 Ballack, 12 Michel, 8 Lampard, 15 Malouda, 39 Anelka 11 Drogba (A disposizione: 30 Taylor, 33 Alex, 19 Ferreira, Kalou, 23 Sturridge, 10 J.Cole, 20 Deco). All.: Carlo Ancelotti.
INTER (4-3-1-2): 12 Julio Cesar, 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti, 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 8 Thiago Motta, 10 Sneijder, 9 Eto'o, 22 Milito (A disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 17 Mariga, 11 Muntari, 7 Quaresma, 27 Pandev). All.: Josè Mourinho.
ARBITRO: Wolfgang Stark (Ger).
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Calcio, Londra: Ancelotti punzecchia Mourinho: "Domani tutta Italia con noi". Scatenato anche Cech

Calcio, Ancelotti, Mourinho, Chelsea, Inter, ChampionsDomani serà Chelsea contro Inter, a Milano, nell'andata degli ottavi di finale di Champions League.
Carletto Ancelotti, ora alla guida dei londinesi, torna ad abbracciare San Siro, contro la rivale di sempre, l'Inter. Tanta l'emozione per l'ex Diavoletto.
Ed inevitabile, perciò. qualche punzecchiatura al condottiero dei nerazzurri, il portoghese Mourinho. Che arriva anche dal numero uno dei Blues, Petr Cech.

"A parte i tifosi interisti, tutta Italia sarà con noi domani sera". Questo il messaggio lanciato da Ancelotti al "nemico" Mourinho.
Una battuta piccante, quella del trainer di Reggiolo, pimpante come non mai e voglioso di buttare fuori dalla competizione quell'Inter che ha affrontato tante volte quando vestiva, nel recente passato, i panni di allenatore del Milan.
Commentando il comportamento del tecnico portoghese (le famose "manette", che gli sono costate tre giornate di squalifica) nel corso di un'intervista al Giornale, l'ex allenatore rossonero non ha solo lanciato questa stilettata, ma ha risposto per le rime anche alle accuse di non aver vinto ancora nulla alla guida degli inglesi (una Fa Cup e una Community Shield): "E' vero - ha replicato il romagnolo- ma è vero anche che un certo Avram Grant non ha fatto poi così male, arrivando sino alla finale di Champions". Un risultato che Mourinho, pur vincendo molti "tituli", non è riuscito ad ottenere (touché).
Ma non è solamente il tecnico a esaltarsi, alla vigilia della supersfida. Anche Petr Cech, uno dei "figliocci" di Mourinho, gira le spalle al maestro.
Il portierone della compagine inglese invita i compagni a non cadere vittime dei "giochetti mentali" del lusitano. Mourinho, infatti, criticando le 4 sconfitte dei londinesi, aveva detto "il Chelsea è forte ma non troppo forte".
Questa la risposta del ceco: "Quando Josè dice questo tipo di cose, c’è sempre una ragione. Vuole preparare la gara di mercoledì alla sua maniera per dare alla sua squadra un vantaggio. Conosce i nostri giocatori e cosa possiamo fare, ma anche noi conosciamo lui e come fa girare la squadra. Sono solo parole, noi siamo preoccupati di cosa accade in campo. Le parole, rimangono tali, ma vediamo chi è meglio quando si tratta di giocare".
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Calcio, il Chelsea spaventa l'Europa. Aguero e De Rossi nel mirino, pronti 62 milioni

Aguero-Atletico Madrid"Paperone" Abramovich è pronto a soddisfare le richieste di Carlo Ancelotti. Pronta la valigetta con i contanti, ben 62 milioni di euro, la società del magnate russo si prepara a intervenire sul mercato. Si avvicina gennaio, e con esso la Coppa D'Africa, e i londinesi, dopo lo "sblocco" del Tas possono procedere a rafforzare l'organico che, per un mesetto, perderà pezzi pregiati tra i quali il fuoriclasse ivoriano Drogba. Due i giocatori sul taccuino dell'ex allenatore milanista: Sergio Aguero e Daniele De Rossi.

Il problema principale è la Coppa D'Africa. La manifestazione calcistica (10-31 gennaio), porterà via alla compagine inglese, giocatori importanti come Drogba, Kalou e Obi Mikel. Necessario, quindi, per il club londinese, intervenire sul mercato. L'obiettivo numero uno è Sergio Aguero, valutato 45 milioni di euro dall'Atletico Madrid. Ma non sarà facile portare a Londra il fuoriclasse argentino, considerato che i "colchoneros" non stanno disputando un buon campionato, anzi arrrancano e ristagnano nelle zone basse della Liga. Ma tutto dipende dalla volontà dell'attaccante e le voci che circolano parlando di un'ipotesi Chelsea molto gradita dal "Kun".
Per quanto riguarda il centrocampo, i Blues hanno, invece, messo gli occhi sul mediano del Monaco, Jerko Leko. Ma c'è il sogno dei britannici e, soprattutto di Carlo Ancelotti. Un sogno chiamato Daniele De Rossi. Il "capitan futuro" (questo il soprannome) della Roma è l'altro nome che ingolosisce il club di Roman Abramovich. Ma, crediamo, che tutto ciò sia destinato a restare un sogno, visto che il giallorosso ha detto più volte di voler chiudere la propria carriera nella Capitale. Voi cosa ne dite?
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(video gol) Calcio, Champions: Chelsea-Porto 1-0. Anelka, prima gioia europea con i Blues per Ancelotti


(video gol, 0-1. Anelka)

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(video gol) Calcio, risultati: Chelsea-Burnley 3-0. Blues inarrestabili con Ancelotti


(highlights di Chelsea-Burnley 3-0)

Blues inarrestabili. E' iniziata alla grande l'avventura in Premier League, con il Chelsea, dell'ex allenatore del Milan, Carlo Ancelotti. Il tecnico, nativo di Reggiolo, sembra aver trovato l'alchimia giusta nel club inglese, anche se è presto per poter dare dei giudizi definitivi, Fatto sta che la squadra londinese è a punteggio pieno dopo quattro gare e si candida fortemente per la vittoria del titolo nazionale, ma anche per il successo finale nella Champions League, obiettivo dichiarato in casa del club di Abramovich. L'ennesima prova di forza dei britannici, allo Stanford Bridge, avviene contro il Burnley, rispedito a casa con tre reti sul groppone. Risultati di calcio che maturano, inoltre, in pochissimi minuti. Infatti le tre marcature dell'incontro sono siglate a cavallo dell'intervallo, nel giro di sette giri d'orologio. Il tre a zero finale è, infatti, frutto delle reti messe a segno da Anelka nel recupero del primo tempo e da Ballack e Cole nei primi minuti della ripresa, che chiudono definitivamente la pratica contro una squadra, sicuramente che non ambisce a posti di prestigio, ma che era partita decisamente bene in questa stagione. Ora i Blues attendono il risultato del Tottenham, impegnato contro il Birmingham, dall'alto di una classifica invidiabile e di risultati di calcio già importanti. Bravo Carletto...
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Calcio, squadre: Il Chelsea insiste per Pirlo, ma il Milan non cede e si riavvicina ad Huntelaar

Tra le squadre di calcio della Serie A non è stata una di quelle protagoniste di un mercato esaltante. Parliamo del Milan che è sempre alla ricerca di una punta e tutto è abbastanza legato a doppio filo alla ipotetica cessione di Andrea Pirlo che fornirebbe i liquidi necessari per poterli poi investire sul fronte attaccanti. A tal proposito è sceso in campo direttamente, per poter fare chiarezza, Adriano Galliani.

L'amministratore delegato del Milan interviene con fermezza sulla questione riguardante il regista della Nazionale e sulle pressioni di Carletto Ancelotti per portarlo a Londra nel suo Chelsea, una delle squadre di calcio più importanti della Premier League. La proposta dei Blues (8 milioni più la cessione dell'attaccante peruviano Pizarro) è, però, ritenuta bassa dalla dirigenza rossonera: "A queste condizioni - ha ha confermato molto chiaramente Galliani - Pirlo è incedibile", smentendo, dunque, le voci della stampa britannica che vedevano già il regista del Milan a Stamford Bridge. Pirlo si allontana dall'Inghilterra, il Milan si riavvicina (dopo essersi dileguato di fronte ai 17 milioni richiesti dalgli spagnoli) a grandi passi al 26enne Klaas-Jan Huntelaar (nella foto), attaccante olandese del Real Madrid, il quale non rientra più nei piani del tecnico Pellegrini ed è quindi sul piede di partenza. Ma le difficoltà di piazzare Huntelaar altrove (rifiutate, tra le tante, Stoccarda, Tottenham e Blackburn) potrebbero portare a una semplificazione della trattativa, già facilitata dal rapporto di amicizia che intercorre tra Galliani e Florentino Perez, reso ancor più solido dopo la recente cessione di Kakà. Huntelaar è un attaccante molto interessante, olandese di nascita come Van Basten (per ora solo questo è utile per fare un paragone tra i due), con le caratteristiche adatte al gioco che ha in mente Leonardo. Ma, dopo aver visto il MIlan in amichevole la domanda sorge spontanea: Ma quale è il gioco che ha in mente?
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(video gol) Calcio, risultati: Il Milan perde contro il Chelsea dell'ex Ancelotti. Non basta un grande Ronaldinho


(Risultati di calcio: Milan - Chelsea 1-2)

Bello ma sfortunato, il Milan gioca una grande gara contro il Chelsea dell'ex Ancelotti (che si prende una bella rivincita, soprattutto nei confronti el presidente Berlusconi), guidato da un Ronaldinho sontuoso, ma i risultati di calcio arridono agli avversari e cede di misura, uscendo sconfitto per due a uno. Davanti agli oltre settanta mila spettatori dell’M&T Bank di Baltimora, la formazione rossonera di Leonardo incassa la seconda sconfitta di questo World Football Challenge, dopo quella subita due giorni fa dai messicani del Club America. Ma, in questa circostanza, davvero buona la prova offerta dal team milanista, che ha messo sotto, per lunghi tratti, i londinesi, uscendo però senza punti dall'incontro. Sono i Blues di Carletto Ancelotti a partire forte, però. Dopo i primi affondi devastanti di Belletti, al 7' arriva la botta terrificante di Drogba. L'ivoriano sorprende Kalac con la conclusione a lunga gittata e regala il vantaggio alla squadra britannica. Nell'occasione, comunque, non del tutto esente da colpe il numero uno rossonero. Il vantaggio dei londinesi scuote il Milan, che prende in mano le redini del gioco, guidato da un Ronaldinho in grande serata e da un Seedorf finalmente protagonista. Al 38°, dopo aver colto una traversa, l’olandese risponde all’attaccante africano, con un tiro altrettanto bello da fuori area, sul quale Cech non può nulla. Il primo tempo si chiude sull'uno a uno, senza ulteriori sussulti, eccezion fatta per un calcio di rigore, abbastanza evidente, non assegnato al Milan (nell'occasione, gli inglesi commettono fallo su Borriello). La ripresa si apre con il Milan sempre in attacco e, dopo dodici minuti, traversa clamorosa di Ronaldinho, con una splendida esecuzione su calcio piazzato. Incredibile, ma vero, il Milan crea gioco, sfiora il gol...ma è il Chelsea a passare ed è la rete che decide il match. Grande azione di un altro ex rossonero, l'ucraino Shevchenko, subentrato da poco ad Anelka e tap-in del russo Zhirkov sul tentativo dell’ucraino respinto dal numero uno rossonero Kalac. Il Milan accusa il colpo e, complice anche la stanchezza, non brilla più, ma riesce comunque a sfiorare il pari in due occasioni, prima con Pippo Inzaghi appena entrato in campo e poi, a tempo scaduto, con il difensore statunitense Onyewu, subentrato a metà della seconda frazione nel tripudio dei suoi connazionali. Finisce due a uno per gli inglesi,
i risultati di calcio di questo torneo iniziano a scarseggiare, ma che sfortuna davvero per il Milan, il quale meritava sicuramente almeno il pari...

RISULTATI DI CALCIO
MILAN - CHELSEA 1-2

MILAN (4-3-3): Kalac; Oddo, Nesta (22′ st Onyewu), Thiago Silva (32′ st Kaladze), Zambrotta (29′ st Jankulovski); Flamini, Pirlo (26 ’st Gattuso), Seedorf (18′ st Abate); Ronaldinho (33′ st Di Gennaro), Pato (36′ st Inzaghi), Borriello (22′ st Zigoni). A disp. Storari, Favalli, Strasser, Ikande, Albertazzi, Antonini. All. Leonardo
CHELSEA (4-4-2): Cech; Ivanovich, Cole, Terry, Bosingwa (45′ st Hutchinson); Belletti, Lampard, Zhirkov (40′ st Mancienne), Obi; Anelka (18′ st Shevchenko), Drogba (29′ st Pizarro). A disp. Turnboll, Hilario, Sinclair. All. Ancelotti
ARBITRO: Mark Geiger (Usa)
MARCATORI: 7′ pt Drogba (C), 38′ pt Seedorf (M), 24′ st Zhirkov (C)
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(video gol) Calcio, risultati: Inter ko con il Chelsea a Pasadena. Ancelotti stende Mourinho

Ibra col morale a terraQuest'Inter ancora non riesce a carburare e rimedia un altro brutto ko. I risultati di calcio di queste prime uscite della compagine nerazzurra parlano chiaro ed è una lingua che non piace certamente ai tifosi del biscione. Saranno le voci di mercato, saranno i carichi di lavoro, ma la formazione di Mourinho non riesce ancora ad "entrare in gioco" e cade, una volta di più, nel World Football Challenge. Ed è una sconfitta "italiana" per il tecnico portoghese, perchè la sua squadra frana contro il Chelsea del neotecnico Carlo Ancelotti nella prima amichevole di prestigio della stagione. Due a zero il punteggio finale, a favore dei Blues, in virtù delle reti messe a segno dall'ivoriano Drogba all'11' (destro da fuori area, leggermente deviato) e da Lampard, su calcio di rigore, al 49' (fallo di mano del colombiano Cordoba).

Dunque, A Pasadena, davanti agli 81mila spettatori del Rose Bowl l'Inter esce con le ossa rotte dal match e con dei risultati di calcio per nulla incoraggianti. Apprensione anche per il fuoriclaase svedese Zlatan Ibrahimovic, l'uomo al centro del mercato nerazzurro, per il suo possibile passaggio al Barcellona, che subentra a Motta solo nella ripresa e si fa anche male ad un polso (fortunatamente si tratta solamente una contusione). A parziale giustificazione della sconfitta colta ancora una volta dai nerazzurri, c'è da dire che José Mourinho ha messo in campo un'Inter rivoluzionata e con soli quattro titolari (Balotelli unica punta per più di un'ora). Mentre, dall'altra parte, c'era una formazione inglese, il Chelsea, più avanti con la preparazione, e soprattutto mancava solo il centrocampista tedesco Ballack, infortunato.

RISULTATI DI CALCIO
INTER-CHELSEA 0-2
Inter: Belec; Santon, Cordoba, Burdisso, Chivu (59' Mancini); Zanetti, Cambiasso (80' Krhin), Vieira, Obi (1' st Milito); Motta (59' Ibrahimovic); Balotelli (80' Quaresma). A disposizione: Orlandoni, Materazzi, Destro. All.: José Mourinho.
Chelsea: Cech (63' Turnbull); Ivanovic, Carvalho (1' st Alex), Terry, Cole (80' Hutchinson); Essien (64' Belletti), Obi Mikel (67' Mancienne), Kalou (1' st Sturridge), Malouda (1' st Deco); Lampard (88' Di Santo); Drogba (1' st Anelka). A disposizione: Hilario, Di Santo, Shevchenko, Pizarro, Sinclair. All.: Carlo Ancelotti.
Arbitro: Salazar (Usa)
Marcatori: 11' Drogba, 49' Lampard (rig., C).
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Ancelotti si presenta ai Blues. E Abramovich gli regala il "soldato" della fascia sinistra. Dal Cska arriva Zhirkov

Zhirkov al ChelseaIl primo colpo dei Blues è un giocatore di grande talento, mancino puro, molto duttile. Si chiama Yuri Zhirkov. L'esterno mancino del Cska Mosca è volato a Londra per effettuare le visite mediche di rito e per firmare il nuovo contratto che lo legherà al Chelsea per i prossimi quattro anni.

L'ufficializzazione del russo arriva durante la conferenza stampa di Carlo Ancelotti. L'ex tecnico rossonero, ora sulla panchina della formazione londinese riceve il primo "regalo" dal presidente Abramovich. 80mila sterline settimanali, circa 5 milioni di euro all'anno: questo è quanto guadagnerà il jolly che Carletto potrà provare sia basso che offensivo nel suo undici titolare. Tanta soddisfazione nelle parole del 26enne nazionale russo, nativo di Tambor: "Ho sempre sognato di giocare in un top club, non potevo lasciarmi sfuggire questa opportunità" - ha detto il centrocampista. Zhirkov è il primo vero acquisto dei Blues. Ce ne saranno altri, potete scommetterci...
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Berlusconi se la prende con Ancelotti: "In Champions grazie a me". Poi chiude su Kakà

Una tempesta su Ancelotti, dal suo ex Presidente. Inaspettata, ma dalla grande risonanza, esplode la furia di Silvio Berlusconi. Arriva, dagli studi di Mattino 5, lo sfogo del numero uno del club di Via Turati. Parole di fuoco per l'ex allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ora a Londra al Chelsea di Roman Abramovich. La critica riguarda essenzialmente due aspetti: la tattica usata durante la stagione e lo scarso utilizzo di uno dei fuoriclasse milanisti, il brasiliano Ronaldinho: "Il Milan quest'anno non ha giocato con la tattica di gioco suggerita dal suo ex presidente, lo ha fatto solo nell'ultima partita che ci ha permesso di conquistare la Champions -è sbottato Berlusconi- abbiamo campioni come Ronaldinho che giocavano in una partita gli ultimi 20 minuti e questo ha causato anche una caduta di morale nel giocatore". "Il biglietto viene pagato per vedere Ronaldinho in tutta la partita -ha continuato il patron milanista- anche se lui riesce a fare bene anche in 20 minuti ma e' meglio che in campo ce ne sia 90''.

Una critica dura, aspra, che colpisce in pieno Ancelotti. In attesa di una risposta del mister di Reggiolo, riportiamo anche le ultime parole di Berlusconi, che hanno riguardato la vicenda Kakà: "Il Milan ha una sua filosofia, vuole che resti chi e' convinto di rimanere davvero, ma se poi arrivano offerte che il Milan non puo' fare, come accadde con Shevchenko. Il mondo del calcio ha registrato l'ingresso dei petroldollari - ha aggiunto - i compensi dei calciatori hanno raggiunto livelli che e' giusto definire folli e un club non puo' arrivare a livelli di societa' che hanno risorse che gli sgorgano sotto i piedi o di altre che hanno un sistema fiscale piu' vantaggioso, come in Spagna".
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Maldini parla a tutto campo: "Sapevo che Ancelotti sarebbe andato via, Kakà non so se resta"

Maldini parla di tuttoUna giornata diversa. All'età di 41 anni è tempo di dedicarsi ad altro, dopo aver dato l'addio al Milan e al calcio giocato. Per esempio, a tifare per il proprio figlio, impegnato in una manifestazione sportiva. A Firenze per assistere alla finale del torneo "Niccolò Galli", nella quale è impegnato Christian, Paolo Maldini parla di questi ultimi giorni in rossonero, di Ancelotti, Kakà e di molto altro ancora.

L'addio al Milan di Carlo Ancelotti è qualcosa che lui già sapeva: "Qualcuno come me, che ha un rapporto stretto con Ancelotti da tempo, aveva capito che aveva deciso già da alcune settimane che se ne sarebbe andato dal Milan ma è stato giusto non parlarne troppo nello spogliatoio perché ci stavamo giocando qualcosa di importante". Anche Ancelotti, infatti, avallando la tesi di Maldini, ha preferito dare l'annuncio, che già era nell'aria, solamente alla fine di una gara importante come quella del Franchi, nella quale i rossoneri si giocavano l'accesso alla Champions dalla porta principale. La vittoria, il terzo posto, poi l'addio, manifestato con visibile commozione nell'intervista del post-gara. Un esempio di grande professionalità, apprezzato dallo stesso Maldini che poi passa a parlare della finale di Champions e della bellissima dedica ricevuta, a fine gara, da Guardiola: "Non mi aspettavo da Guardiola quello che ha detto nei miei confronti dopo la vittoria della Champions League - ha aggiunto l'ormai ex capitano rossonero - Gli è venuto dal cuore, ho parlato con lui dopo quella serata, ma non mi ha chiesto di continuare a giocare e di andare al Barcellona perché sa che è impossibile". Infine, Kakà e Leonardo. Sul nuovo tecnico del Milan, giovane, rampante, ma chiamato ad un banco di prova non indifferente, Maldini si esprime con queste parole: "Un po' di preoccupazione per Leonardo, da parte sua, credo che ci sia ma ha il vantaggio di aver vissuto per 12 anni in questo club". Infine, la questione che preoccupa di più ora l'ambiente rossonero: Kakà sarà ancora un giocatore del Milan o no?: "Kakà? Non so se resterà ancora al Milan, se Ancelotti è stato ermetico sul suo futuro, Kakà lo è stato ancora di più". Questo è Paolo Maldini, come sempre sincero, professionale, un campione vero, dentro e fuori dai campi di calcio.
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Leonardo si presenta ai tifosi: "Voglio un Milan d'attacco"

Leonardo si presenta ai tifosiE' partita, ufficialmente, con la presentazione a Milanello, l'avventura sulla panchina del Milan di Leonardo,che sarà consigliato dai fidi scudieri Filippo Galli e Mauro Tassotti (ex bandiere del Milan e profondi conoscitori dell'ambiente).

Ricevuta l'investitura berlusconiana e chiamato a sostituire Carlo Ancelotti, il brasiliano, ex giocatore del club rossonero, si presenta ai tifosi (che lo hanno voluto con insistenza) con grande serenità e senza annunciare stavolgimenti tattici. Si augura di vedere dal suo Milan un gioco offensivo e divertente. Il nuovo tecnico rossonero ha precisato che la squadra "spingerà piu' sulle fasce" tenendo come base il 4-3-1-2 "che potra' comunque subire delle variazioni". Un giocatore che sarà protagonista nel suo Milan? Beh, il nome cade su uno dei fuoriclasse brasiliani: su Ronaldinho anche se Leonardo si aspetta "un impegno costante che non sempre c'e' stato quest'anno. Vedo in lui tanta voglia di tornare grande". Queste le prime parole del Leonardo allenatore. Scelta giusta? Si vedrà...
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Ancelotti al Chelsea. L'ex rossonero firma un triennale con i Blues

Ancelotti al ChelseaDomenica pomeriggio, dopo aver condotto il Milan all'obiettivo minimo stagionale, ovvero l'accesso diretto alla Champions della prossima stagione, ha annunciato l'addio ai colori rossoneri. Dopo otto stagioni e otto titoli conquistati con il club di Via Turati, Carlo Ancelotti lascia il Milan e vira oltre Manica. Parte l'avventura con il Chelsea, traghettato da Hiddink (subentrato in corsa, a sua volta, a Felipe Scolari) quasi alla finale di Champions (sogno spezzato al 93' dalla magia di Inesta). Ancelotti è il nuovo tecnico dei Blues, come annunciato dal club inglese attraverso il proprio sito internet.

Il mister di Reggiolo ha firmato un contratto di 3 anni. Avrà 60 milioni per poter rafforzare la squadra, ma soprattutto la fiducia incondizionata di Abramovich che è riuscito ad accaparrarsi il mister dopo una corte durata un anno intero. Nella sua prima intervista al sito del Chelsea Ancelotti ha spiegato che era arrivato il tempo di cambiare dopo 8 anni trascorsi a Milanello e che punta a vincere la Champions League. "L'ho vinta 2 volte da giocatore e due come allenatore". In bocca al lupo Carletto.
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Ancelotti glissa sul futuro: "Ora c'è la Fiorentina"

Ancelotti glissa sul futuroIl match di domani, a Firenze, ha un valore fondamentale per le sorti della stagione futura dei viola e del Milan di Carletto Ancelotti. Con l'Inter campione e la Juventus matematicamente seconda e in Champions senza preliminari, c'è in ballo il terzo posto che rappresenta l'ultima porta principale per l'Europa che conta. Evitare i preliminari e una preparazione anticipata sarebbe fondamentale per programmare al meglio la stagione del rilancio. Per questo il tecnico di Reggiolo glissa sul futuro e preferisce mantenere alta la concentrazione dei ragazzi sul difficile impegno del Franchi, dove ad attendere il Diavolo ci sarà una Fiorentina decisa a tutto pur di strappare il terzo posto, per ora nelle mani del club di Via Turati. "Il futuro? La prossima settimana".

Questa la risposta di un Ancelotti comunque "in partenza". Anche lui sa di essere all'ultima prova sulla panchina del Milan, ma da grande professionista quale è, pensa solo al suo lavoro e al club che ha reso vincente negli anni: "Adesso pensiamo solo a questa partita - ha detto -, tutto il resto sono cose che saranno affrontate dopo. Sul futuro prenderemo una decisione la prossima settimana. I miei programmi della prossima settimana? Sono affari miei... Posso solo dire che martedì sarò a Bari". Troppo importante la gara di domani per perdere tempo a inutili, almeno per ora, considerazioni su cosa sarà. In palio c'è il terzo posto e la qualificazione diretta alla prossima Champions League: il Milan può permettersi anche di perdere con un gol di scarto per mantenere il prezioso terzo posto. "Abbiamo questo vantaggio, ma la nostra intenzione è mettere gli avversari sotto pressione e provare a far gol il più presto possibile", ha detto. "La Fiorentina ha modificato il suo sistema di gioco, sfrutta molto le fasce laterali per servire Gilardino. Nelle ultime gare ha fatto molto bene Jovetic - ha affermato Carletto soffermandosi sulle qualità dei rivali. Per poi chiudere: I viola "hanno recuperato diversi punti, saranno soddisfatti per aver già centrato il quarto posto e ora vorranno raggiungerci. Ma non sarà così: il Milan si è sempre preparato bene per le partite importanti, ha sempre dato ampie garanzie". Carlo, siamo tutti con te. Dove andrai, sarai sempre il migliore, un grande professionista.
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Maldini, vicino all'addio, consiglia il Milan: "Tieni Ancelotti"

Sperava di festeggiare in maniera migliore le 900 partite ufficiali, lo storico e prestigioso traguardo ottenuto con la maglia rossonera. Invece, è arrivata la sconfitta di Udine (in un impianto dove il 20 gennaio 1985 fece il suo esordio in campionato) e, contemporaneamente, la matematica vittoria dello scudetto da parte dei "cugini" nerazzurri che conquistano dunque il titolo con due settimane di anticipo. Ora, siamo a 180 minuti dalla fine del campionato ma soprattutto dall'addio al calcio giocato per un grande campione. Paolo Maldini lascerà il calcio alla soglia delle 41 primavera e, già domenica, a San Siro contro la Roma, sarà un pieno di emozioni per il capitano e bandiera rossonera.

Infatti, sarà l'ultima partita davanti ai suoi tifosi. Sensazioni, dunque, importanti, per il difensore milanista, a pochi giorni dalla sfida con la Roma e soprattutto un'emozione sulla pelle che difficilmente il bel Paolo riuscirà a nascondere. Oggi, in un'intervista rilasciata a France Football, il capitano del Milan ha pero' dichiarato che non sa ancora cosa fara' in futuro, escludendo comunque la possibilita' di diventare allenatore. ''Voglio staccare la spina per un po', almeno fino a settembre - ha confessato il difensore rossonero -. Allora pensero' a cosa fare in futuro. Restare nel calcio? Non so, quando sara' il momento valutero' le diverse strade, dipendera' dalle proposte''. Il futuro quindi è all'insegna del riposo, per ponderare bene le scelte da compiere una volta appesi gli scarpini al chiodo. Ma quale Milan lascia Paolo Maldini: "Credo che già quest'anno senza i vari gravissimi infortuni che abbiamo avuto come Nesta, Gattuso, Kaladze, Abbiati e Borriello, saremmo stati competitivi. Con 2-3 acquisti si potrà puntare a grandissimi traguardi". Fiducia, quindi nel futuro, ma ci sarà sempre Carletto Ancelotti in panchina? Questo ancora non si sa (aspettiamo che Berlusconi faccia le proprie scelte) ma anche su questo punto, il capitano rossonero ha le idee chiare e tifa per il mister di Reggiolo: "Io parlo di Ancelotti. Tutto l'ambiente fa il tifo per Carlo. Con lui ci siamo trovati benissimo, abbiamo vinto tanto e la nostra qualità di vita con lui è stata ottima. Troppo buona? No, tre finali di Champions, con due vittorie, dicono che abbiamo ottenuto grandi risultati. Per andare avanti, però, bisogna essere in tre a volerlo: giocatori (e noi lo vogliamo), allenatore e società".
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Berlusconi infuriato con Ancelotti: "Colpa sua se abbiamo perso lo scudetto"

Berlusconi accusa Ancelotti
Dalla bellissima località di Sharm el Sheik, dove si trova per un convegno con il presidente egiziano Mubarak, rimbalza in Italia il "J'accuse" del Presidente del Consiglio, e numero uno del Milan, Silvio Berlusconi. Uno sfogo (come dice Repubblica), avuto con alcuni turisti italiani presenti al Resort Domina Coral Bay, e rivolto contro il mister del Diavolo rossonero, Carlo Ancelotti: "Se il Milan non ha vinto lo scudetto, la colpa è di Ancelotti". Il Premier punta il dito contro il tecnico.

E' dunque arrivato al capolinea il rapporto professionale tra i due? Sicuramente questa dichiarazione, pesante, rilasciata da Berlusconi, va in controtendenza con le parole dell'allenatore di Reggiolo il quale, di fatto ha manifestato la sua intenzione di rispettare il contratto e si è "autoconfermato" sulla panchina del club di Via Turati. Attendiamo, naturalmente, gli sviluppi di questa vicenda, ma certo è che se le parole del Presidente fossero confermate, sarebbe inevitabile la cessazione di un rapporto che dura dal lontano novembre 2001.
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Ancelotti incorona l'Inter: "Un vantaggio incolmabile" e si "autoconferma"

La consapevolezza di averci provato, di averci creduto, soprattutto grazie al risveglio primaverile della sua squadra e, in particolare, di Pippo Inzaghi, ma anche l'orgoglio di continuare ad onorare un campionato, dominato dall'Inter, finchè la matematica non chiuderà definitivamente i giochi, proprio a favore della squadra del presidente Moratti. Carlo Ancelotti è consapevole che ormai il tricolore è già abbondantemente tinto di nerazzurro: "La classifica dice che a tre giornate dal termine l'Inter ha sette punti di vantaggio. Un vantaggio incolmabile". Sette punti di distacco a tre giornate dalla fine. Un distacco ormai non recuperabile, anche perchè l'Inter, la prossima settimana, affronterà in casa un Siena salvo e, quindi, che farà da sparring partner alla festa di San Siro.

Ma, il mister rossonero, dopo aver praticamente consegnato le armi e aver assegnato lo scudetto ai "cugini", esprime un pizzico di rammarico per una stagione che avrebbe potuto avere un sapore diverso in casa rossonera senza la pessima partenza che ha visto la squadra protagonista in negativo: "Non so se ha vinto la squadra piu' forte, sicuramente ha vinto la piu' continua". Continuità che il suo Milan ha trovato solo in primavera, alimentando qualche timida speranza di recupero subito decaduta con il pari nel big match di ieri sera contro la Juventus: "Noi ci abbiamo provato - si difende il tecnico - peccato solo per la falsa partenza. Ora non ci rimane che giocare sino in fondo per totalizzare il massimo dei punti ancora disponibili". Insomma, il buon Carletto vuole mantenere alta la concentrazione, per le ultime tre gare. Il secondo posto è fondamentale, perchè consente la qualificazione diretta alla Champions e di poter programmare così la prossima stagione senza troppi affanni. Infine, proprio in relazione al futuro, ecco arrivare l'autoconferma: "Alleno questa squadra e continuerò a farlo ancora per un po'. Ho un contratto con questo club fino al 2010, sono blindato".
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Chievo. I Mussi volanti sfidano il Diavolo rossonero

(Di Carlo, nella foto, sfida il Milan di Ancelotti)
Di Carlo sfida il MilanIl tre a tre rocambolesco ottenuto contro la Juventus, a Torino, oltre ad un Pellissier finalmente cinico sotto porta, ha restituito anche un Chievo sbarazzino e spregiudicato, simile a quello rimasto nella storia e che fu guidato da Del Neri, che si prepara ad affrontare, con lo stesso atteggiamento, anche i rossoneri di Carlo Ancelotti.

Arriva lo squadrone milanista e per i clivensi, almeno sulla carta, si tratta di un match molto difficile. Ma i "Mussi volanti" (asini in dialetto veneto; nomignolo che deriva da uno sfottò dei cugini dell'Hellas Verona) sono pronti a dare battaglia, senza timore reverenziale e senza preparare barricate. Di Carlo se la giocherà, a viso aperto, con il ritrovato Pellissier e Bogdani di punta, mentre Luciano agirà largo sulla fascia. Per quanto riguarda il centrocampo, pronto il trittico Marcolini-Pinzi-Rigoni, che affiancherà proprio il veloce Luciano. In difesa, constatata l'indisponibilità anche di Moro, dovrebbero trovate spazio Yepes, Sardo, Morero e Mantovani. Tutto esaurito il Bentegodi, sono previsti oltre 25mila spettatori, pronti a sostenere i ragazzi di Di Carlo contro il Milan. Sognare è lecito.
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"Ha il record di aver perso una finale avanti di tre gol". Mourinho contro Ancelotti al Chiambretti Night

(un'espressione scherzosa di Mourinho. Stasera sarà spettacolo da Chiambretti)
Io mi ricordo che qualche tempo fa il caro Mourinho accusò Spalletti di essere il più presente in tv tra gli allenatori, o comunque di amare molto il fatto di farsi vedere davanti alle telecamere. Beh, anche l'interista non scherza e, infatti, ce lo ritroveremo questa sera, poco dopo le 23, anche al "Chiambretti Night", su Italia 1. Nella trasmissione diretta dal piccolo conduttore e showman valdaostano, il tecnico nerazzurro, in una location che sarà sicuramente affollata da giornalisti e fotografi, parlerà di tutto. Ecco qualche anticipazione e qualche frecciata, l'ennesima, al collega milanista Carlo Ancelotti.

"Sono mourinista e interista. Nessuno è più interista di me. Voglio vincere i tre maggiori campionati europei. Col Chelsea ho vinto, con l'Inter ce la metterò tutta e rispetterò il contratto. Poi mi manca la Spagna". La partenza è quella solita, col botto. Josè Mourinho, il vincente, fissa gli obiettivi personali. Dopo aver trionfato in Inghilterra, con i Blues, è quasi vicino al successo nel campionato italiano. Sette punti di vantaggio sulla Juventus, non sono tantissimi ma sicuramente un buon margine in vista del finale di stagione. Se sarà scudetto, a quel punto, come è lui stesso ad ammetterlo, sarà la volta di partire alla conquista della Liga spagnola, quello l'ultimo teatro dove chiudere il cerchio e realizzare un fantastico tris. Ma queste parole non saranno le uniche dichiarazioni dello Special One, che parlerà in serata di tantissimi argomenti. Dall'elogio di Santon ("E' 'superbravissimo, per 15 anni sarà il calcio italiano"), da lui lanciato nella gara di Coppa Italia con la Roma al mercato che verrà: "Drogba? L'anno prossimo avrà un anno in più...". Ma ci sarà spazio anche per una frecciata al rossonero Carlo Ancelotti, colpito dall'ennesima battuta al cianuro: "Ha il record di aver perso una finale avanti di tre gol". Chiaro il riferimento alla clamorosa rimonta del Liverpool, nella finale Champions del 2004-2005, quando il club inglese recuperò tre reti ai rossoneri e vinse ai calci di rigore, beffando così il Milan. Insomma, scatenato come sempre e come sempre pronto all'auto-esaltazione: "Sono un trascinatore...".
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Ancelotti smentisce il "pranzo Real" e rilancia: "un difensore e un attaccante e torneremo grandi"

Non ha avuto ancora la conferma dai vertici aziendali, ma già inquadra la prossima stagione del club rossonero e manifesta fiducia sul fatto che sarà ancora lui a guidare il Milan e a cercare di renderlo nuovamente competitivo, soprattutto in ambito europeo. Parliamo, naturalmente, di Carlo Ancelotti che si "conferma" sulla panchina rossonera.

In un'intervista rilasciata quest'oggi, Carlo Ancelotti da Reggiolo ha parlato di tanti argomenti. Innanzitutto, ha voluto smentire con fermezza di essersi intrattenuto a "pranzo" con il presidente madrileno Perez ("Quello che è stato scritto sul Real è falso, e poi martedì non ero a Ginevra"). Dapprima la risposta seria, poi anche una battuta, ("comunque la prima portata erano cannelloni e non lo hanno scritto..."). Insomma, sempre pronto a scherzare, il buon Carletto che però, poi, sollecitato sulle prospettive future del club di Via Turati, torna serio ma con il sorriso sulla bocca. L'allenatore del Milan è ottimista: "Con due acquisti azzeccati torneremo competitivi" ha detto Ancelotti che ha poi aggiunto: "Un difensore, ma anche un attaccante perché quel reparto è da rinforzare. Ma non è detto che sia una punta di peso perché abbiamo già Borriello". Idee chiare, quelle che servono al Milan affinchè torni a primeggiare in campionato, ma soprattutto in Europa. Ma, stuzzicandolo sempre di più sul personale, il terzo posto basterà al mister per poter ottenere la conferma da Berlusconi? Anche su questo Ancelotti ha chiarito che "non è ipotizzabile" che raggiunga il terzo posto e poi chiuda la sua avventura al Milan. Il tecnico parla quindi pensando al futuro e alla volata per la Champions League in cui vede nel Genoa il rivale più temibile "perché è il più vicino, ha meno problemi e più entusiasmo''.
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