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Serie A, Risultati: Juventus sola in testa. Inseguono Milan e Udinese

La Juventus è capolista solitaria. Lo dice la classifica di Serie A, lo dice il campo, con i bianconeri che espugnano l'Olimpico, piegano la Lazio grazie alla rete decisiva di Pepe (romano e romanista) e volano al primo posto, da soli, con 25 punti.
Niente da fare per la squadra biancoceleste che, con la coppia Rocchi-Klose, ha provato a mettere i bastoni tra le ruote all'ingranaggio della Juventus, ma il meccanismo già oliato dell'undici di Conte è andato via ancora una volta in scioltezza e ha trovato con Pepe una vittoria pesantissima.

Alle spalle della Juve ci sono, lanciate all'inseguimento, Milan e Udinese. I rossoneri strapazzano il Chievo con un sontuoso 4 a 0, e un Ibra devastante, autore di due reti che gli permettono di raggiungere, e superare, quota 100 in Serie A. Di Pato (facile tap-in) e Thiago Silva (piattone dalla distanza) le altre firme sull'ennesima prova di forza del team di Allegri.
I friulani, invece, con una gara accorta, domano la Roma di Luis Enrique, rivelatasi ancora fragile in difesa (dove si fa male anche Kjaer) e sterile in attacco, con Osvaldo e Lamela che si mandano a quel paese (e proseguiranno negli spogliatoi con un alterco finito male). Non è stata una gara particolarmente esaltante, quella giocata dalle due squadre, ma la compagine di Guidolin è stata cinica nello sfruttare i due contropiedi che hanno determinato il successo.
Dapprima ci ha pensato Di Natale, con la sua solita bomba di destro, a fulminare Stekelenburg, mentre poi, su assist di Armero, è stato Isla a chiudere i conti in azione di rimessa. Udinese in festa, Roma ancora una volta ko.
Ecco tutti i risultati e marcatori della 13/a giornata di Serie A:

Udinese-Roma 2-0 (Di Natale, Isla)

Lecce-Catania 0-1 (Barrientos)

Novara-Parma 2-1 (aut. Centurioni, Rubino, Rigoni)

Atalanta-Napoli 1-1 (Denis, Cavani)

Lazio-Juventus 0-1 (Pepe)

Palermo-Fiorentina 2-0 (Miccoli, Ilicic)

Siena-Inter 0-1 (Castaignos)

Cagliari-Bologna 1-1 (Di Vaio, Conti)

Cesena-Genoa 2-0 (Mutu, Mutu)

Milan-Chievo Verona posticipo ore 20.45

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Calcio, Serie A: Risultati e Classifica. Show di Totti a Roma, a Milano è samba. E la Juve corre con Grosso

Totti showTotti ritorna in campo a soli 49 giorni dall'intervento al ginocchio ed incanta la platea dell'Olimpico, trascinando la Roma alla vittoria contro il Bari per 3 a 1. Show del numero dieci romanista (una rete su rigore, una di destro dal limite e una di sinistro) che risponde alla grande a coloro che lo davano per spacciato: "Ora dicano che sono finito!". Cifre importanti per Francesco Totti: 187 reti in Serie A.

Se Totti incanta sul prato dell'Olimpico, A San Siro, seppur soffrendo, il Milan ha la meglio per 4-3 su un Cagliari combattivo e mai domo. A Milano si "balla la samba", grazie alle prestazioni spaventose di Ronaldinho e Pato che fanno la felicità di un altro brasiliano, il tecnico Leonardo. I rossoneri mantengono, quindi, invariato il distacco di sette punti dall'Inter capolista (32). Nella parte alta della classifica successo anche per la Sampdoria che si è imposta 2-1 contro il Chievo grazie a Marco Rossi e al timbro, ormai costante, di uno scatenato "Pazzo". Giampaolo Pazzini continua il suo campionato fantastico, sperando che si realizzi il sogno di far parte della spedizione azzurra del prossimo anno. I doriani sono attualmente terzi a quota 24 punti insieme alla Juventus. In coda, un deludente Napoli-Lazio, dal quale si attendeva spettacolo ed emozioni, è terminato zero a zero e con pochi sussulti. Per Ballardini un'altra chance per evitare l'esonero, a due settimane dal derby capitolino. Con il punto guadagnato al San Paolo, la Lazio viene raggiunta a 12 punti insieme al Bologna - che ieri ha perso 3-1 con l'Inter - anche dall'Atalanta vittoriosa 2-0 a Siena e dal Livorno che, a sorpresa, batte 2-1 il Genoa in casa con il gol all'ultimo respiro di Pulzetti. La vera notizia viene dalla notte, e dalla zona di Palermo. Il pareggio deludente rimediato dai rosanero contro il Catania (1 a 1, reti di Migliaccio e Martinez) convince Zamparini al cambio tecnico. Zenga, quindi, viene esonerato e al suo posto, il focoso presidente chiama Delio Rossi. In serata, infine, a fatica e con un gol del terzino Campione del Mondo, Fabio Grosso, la Juventus doma l'Udinese e continua la rincorsa all'Inter capolista.

SERIE A, CLASSIFICA: Inter 32, Juventus 27, Milan 25, Sampdoria 24, Parma 23, Fiorentina 21, Genoa 20, Cagliari 19, Napoli 19, Bari 18, Roma 18, Palermo 17, Chievo 15, Udinese 15, Lazio 12, Atalanta 12, Bologna 12, Livorno 12, Catania 9, Siena 6.
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Calcio, squadre: il Parma presenta Panucci. L'ex romanista si scaglia contro il Milan: "Galliani si è rimangiato la parola"

Chiusa l'era con i giallorossi, poche ore fa è partita ufficialmente l'avventura con i ducali, con una delle squadre di calcio neopromosse in A. L'esperto 36enne difensore savonese Christian Panucci è stato presentato dal Parma di Ghirardi che, in pochi giorni di trattativa, è riuscito ad ingaggiarlo (a parametro zero) dalla società capitolina.

Ma, proprio nel giorno in cui avviene la presentazione con il club emiliano di calcio, squadra che lo ha appena strappato ad altre concorrenti, Panucci rivela alla stampa di essere stato vicino al ritorno al Milan verso il quale lancia frecciate velenose: "C'è stato quasi un accordo con Galliani che poi lui si è rimangiato - ha dichiarato - Non ha voluto più saperne niente e la cosa mi è dispiaciuta. A casa mia dare la mano è una cosa importante". Una parola dunque non mantenuta dai vertici rossoneri. Almeno secondo quanto raccontato da "Er Grinta" giallorosso. Adesso però è tempo di guardare avanti: "Sono molto felice di essere qua, sono felice come un bambino, è una grande sfida per me - ha detto Panucci sulla sua nuova avventura che si appresta a vivere con la maglia gialloblù- E' una scommessa importante, che mi stimola molto, mi stimolava molto il progetto e sono venuto qua con entusiasmo, per giocare a calcio, la cosa che mi rende piu' felice. Cercherò di fare il calciatore con grande umiltà e professionalità, come ho sempre fatto nella mia carriera. L'obiettivo è quello di stare bene e dare una mano a questa società che ha dimostrato di volermi a tutti i costi". Fin qui i suoi propositi con il Parma, ma non poteva mancare un passo indietro e un ringraziamento alla Roma, a quella tra le squadre di calcio nelle quali ha militato, che gli ha dato moltissimo, e alla Sensi che gli ha regalato otto anni meravigliosi (sette se escludiamo la stagione tormentata, appena trascorsa) passati all'ombra del Cupolone: "Sono molto legato a Roma, alla società, alla famiglia Sensi, ma dopo 8 anni il rapporto si è chiuso e quando arrivi alla fine c'è sempre grande dispiacere. Ho però dato tutto quello che potevo dare e non ho nessun rimpianto e ora l'unica cosa che conta è il Parma". A 36 anni, dunque, un giocatore che ha praticamente vinto tutto, in giro per il mondo, si rimette in discussione e tenta una nuova avventura. In bocca al lupo al "ragazzo" Christian...

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Rottura del crociato per Abbiati. Martens conferma la diagnosi. Sei mesi di stop

(Una brutta botta per il portiere rossonero, costretto ad un lungo stop)
Altra tegola in casa del Milan, e altro giocatore che finirà sotto i ferri. La visita di Anversa conferma la diagnosi fatta negli istanti successivi all'infortunio occorso a Christian Abbiati. Il legamento crociato del portierone rossonero ha fatto crac durante la gara vinta per cinque a uno a Siena. Probabili sei mesi di stop per l'estremo difensore rossonero.

E' stata confemata la gravità dell'infortunio che, nel momento in cui il portiere del Milan, Christian Abbiati, veniva trasportato fuori in barella, era apparso già serio. La conferma arriva da un comunicato ufficiale del club rossonero: "L'AC Milan comunica che il calciatore Christian Abbiati è stato sottoposto ad Anversa a visita specialistica dal prof. Martens. Il controllo ha confermato la diagnosi e la complessa tipologia di infortunio. Abbiati svolgerà riabilitazione per due-tre settimane, per poi tornare in Belgio dove verrà sottoposto ad intervento chirurgico". Si parla di rottura del crociato e di una riabilitazione lunga (sei mesi per il recupero pieno del giocatore) per il numero uno del club di Via Turati. Davvero sfortunato, il quasi 32enne portiere di Abbiategrasso che, fino alla partita con i toscani, era stato autore di una stagione di grande livello, tra i pali della porta milanista.

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(highlights) Milan - Atalanta 3-0. Inzaghi stende i bergamaschi con una strepitosa tripletta.


(highlights di Milan-Atalanta)

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Bonera (dal 39' st Antonini), Senderos, Maldini, Zambrotta; Flamini, Pirlo, Jankulovski; Beckham (dal 45' st Viudez); Pato, Inzaghi (dal 35' st Shevchenko). (Dida, Darmian, Ambrosini, Cardacio). All.: Ancelotti.
ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Garics, Talamonti, Peluso, Bellini; Ferreira Pinto (dal 23' st Defendi), Guarente (dal 15' st De Ascentis), Cigarini (dal 32' st Parravicini), Valdes; Padoin; Plasmati. (Coppola, Pellegrino, Capelli, Cerci). All.: Del Neri.
ARBITRO: Orsato di Schio.
MARCATORI: 7'pt, 26'st, 29'st Inzaghi (M).

E' il Milan di Pippo Inzaghi, grande trascinatore, che si conferma uomo gol, soprattutto nei finali di stagione. Un risultato molto severo per gli uomini di Del Neri che non meritavano una simile punizione, visto il buon gioco espresso e le numerose occasione per giungere al pari. Il rinnovo deve aver giovato a Beckham, decisivo sul primo gol quando innesca la discesa di Jankulovski. I ragazzi di Del Neri impegnano severamente Abbiati in almeno tre occasioni, si vedono negati il gol del pari nonostante vantino assenze pesanti, Doni e Floccari su tutti. Beckham intanto sforna assist di rara bellezza che Pato e Inzaghi non riescono a sfruttare, merito dei loro avversari, sempre attenti. Pato si mangia il raddoppio, ad inizio ripresa, facendosi ipnotizzare da Consigli, lo stesso fa Ferreira Pinto che spreca l'occasione del pari. Del Neri cali gli assi e inserisci De Ascentis e Defendi passando a tre punte. Il Milan ne approfitta e anzicchè cedere nel finale come qualche volta è capitato, stende gli avversari con un 1-2 di Inzaghi che implacabile mette a segno la sua tripletta. Abbastanza severi alcuni striscioni letti in curva, uno su tutti: "C'era una volta il Milan dei sogni, ora una squadra da circo Togni".
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"La cosa migliore è che io me ne vada". Questo l'addio di Costacurta alla panchina del Mantova.

     Finisce la prima esperienza da tecnico per Alessandro Costacurta.
Tanti anni nel Milan, poi la decisione d'intraprendere, appesi gli scarpini al chiodo, la carriera di allenatore. E l'inizio della favola a Mantova. Poi, il giocattolo che si rompe e i risultati iniziano a scarseggiare. Alla fine, la decisione è inevitabile. E' finita l'avventura al Mantova di ALESSANDRO COSTACURTA, che lascia, in queste ore, la compagine lombarda. Non è stato ancora deciso il suo successore, ma circola sempre più il nome di MARIO SOMMA.

Salta la decima panchina del campionato cadetto. Alessandro Costacurta ha infatti deciso di dimettersi dall'incarico di allenatore del Mantova, dopo il ko di sabato, rimediato con il Vicenza (rinunciando ad un contratto che lo legava ai virgiliani fino al giugno 2010). L'ex giocatore del Milan, giunto a Mantova nell'ottobre del 2008, chiude la sua prima esperienza in panchina con un bilancio di quattro vittorie, cinque sconfitte e quattro pareggi. "Mi dispiace - ha affermato -. La cosa migliore per il Mantova e' che me ne vada; non so se sia la cosa giusta, ma lo spero". Le sue dimissioni per dare una scossa all'ambiente. Una scelta giusta? Beh, lo dirà solo il tempo e le prossime gare dei lombardi. In pole, per la sostituzione dell'ex bandiera rossonera, c'e' Mario Somma.
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Mourinho e le "tre fasi" di Balotelli, finalmente convocato. Poi, una frecciata al Milan: "Va bene, ma ha sei punti in meno".

Dopo il bastone arriva la carota. Lo ha visto bene in settimana e, come premio, gli consegna un posto tra i convocati per la gara di Lecce. Parliamo di MOURINHO e il giovane "ribelle" BALOTELLI. Finalmente "Super" Mario sarà a disposizione e, forse, anche al fianco di Zlatan Ibrahimovic nell'insidiosa trasferta salentina. Dopo tante polemiche, parole di elogio per il giovane attaccante nerazzurro  e una stoccata al Milan. E' sempre "Special One".

"Ora fa le cose che voglio io". Con questa frase Mourinho convoca Mario Balotelli e chiude il periodo di esclusioni che aveva caratterizzato il delicato momento vissuto dall'attaccante nerazzurro. Così esordisce Mourinho nella consueta conferenza stampa che anticipa il campionato. Il tecnico portoghese ha analizzato la situazione riguardante il suo giocatore, parlando curiosamente di "tre fasi": "Ci sono tre fasi - ha spiegato - “non fai quello che voglio”; “lo fai perché lo dico”; “lo fai senza che io te lo dica”. In questo momento Balotelli è nella seconda fase. Se arriva alla terza fase è perfetto, sarà il giocatore che voi dite che può essere. Ma sono già felice così. Se il primo momento è finito sono già abbastanza soddisfatto. È giovane, ma se le aspettative sono alte è perché ha le capacità". Con questo simpatico e particolare modo, il mister lusitano ha voluto evidenziare i progressi mostrati da Balotelli che, tuttavia, ha ancora bisogno di tempo. Quel tempo necessario a passare dalla seconda alla terza fase: "Ha lavorato in questa settimana, ma pressato e guidato. Con la sensazione che se non gli sono dietro esce di strada. La soddisfazione sarà quando non avrà bisogno di uno che gli sta dietro". Comunque, è già qualcosa. L'allenamento "guidato" (dal tecnico, sempre appreso al giocatore)) ha fruttato al colored la possibilità di essere tra i convocati e di poter quindi sfruttare l'occasione per convincere il tecnico della bontà di questa scelta. Vedremo, quindi, cosa accadrà, durante Lecce-Inter, una gara insidiosa per la formazione interista, braccata sempre dalle altre big, a partire dal Milan, ora seconda forza del campionato, in virtù del passo falso, inaspettato, della Juventus (a Torino contro il Cagliari). E proprio ai rossoneri, cambiando argomento, Mourinho fa i complimenti per il lavoro svolto finora, ma poi chiude con la solita provocazione: "Stanno andando molto bene, Pato, Kakà, Beckham: tutti bene, ma hanno 6 punti in meno dell'Inter". Incontenibile Mou.
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CLAMOROSO COLPO DI SCENA. BLITZ DI BERLUSCONI E KAKA' RIMANE AL MILAN: "RINUNCIA AI SOLDI E RESTA". E IL CALCIATORE SI AFFACCIA E LANCIA LA MAGLIETTA AI TIFOSI

                                  Ricardo Kakà resta al Milan


(Berlusconi annuncia, in diretta, durante la trasmissione di Aldo Biscardi, la permanenza al Milan di Ricardo Kakà)

Tutto era stato concluso e l'accordo è stato raggiunto sulla base di 120 milioni di euro alla Società e 19, all'anno, al calciatore. Poi il dietrofront, clamoroso, e nello spazio di pochi minuti si passa dalla delusione dei tifosi, al tripudio del popolo rossonero, consacrato dalle parole di SILVIO BERLUSCONI, presidente del Milan, che dopo il colloquio, decisivo, con il calciatore, ha annunciato, intervenendo in diretta al Processo di Aldo Biscardi:"E' un ragazzo straordinario, eccezionale, l'esempio che deve essere seguito nello sport -ha detto il presidente- è un grande uomo. Ha rinunciato ai soldi dicendo che preferisce l'affetto della gente, il Milan, l'amicizia dei suoi compagni. E' qualcuno che crede in quello che fa" (www.sportmediaset.it). Parole importanti, che chiudono la vicenda, definitivamente, nel senso più atteso dal popolo rossonero e con un finale degno del miglior thriller. Una giornata pazzesca ed un epilogo incredibile, emozionante. Kakà resta al Milan e la sua maglietta n.22 vola, lanciata dal calciatore ai tifosi festanti, assiepati sotto la sede del club rossonero.
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Il 20 gennaio è alle porte e Moggi infervora il clima lanciando accuse: "Inter più aiutata della mia Juve"

Ci siamo quasi. Tra cinque giorni si apriranno le porte del Tribunale di Napoli e prenderà avvio il Processo per Calciopoli. C'è ancora spazio per battute, frecciate, esclusivamente a Inter e Milan, e pensieri più o meno condivisibili. Tutto questo è Luciano Moggi, ascoltiamolo...

Ieri era a "Porta a Porta", la famosa trasmissione serale di Bruno vespa. Seduto su una delle comode poltroncine del salotto di Rai Uno, discuteva amabilmente con gli altri ospiti e diceva la sua sulla vicenda che, naturalmente, s'infiamma sempre più, a pochi giorni dal procedimento penale campano. Presenti Cucci e Galeazzi, il direttrore di Radio Uno Caprarica, Gazzoni Frascara, ex patron del Bologna, ora proprietà della presidentessa Menarini e gli avvocati di "Big" Luciano, seduti invece tra i comuni mortali, nella tribunetta colma di spettatori. Ieri era da Vespa, oggi chissà dove, ma ovunque sia, Moggi non risparmia delle micidiali "stoccate" all'Inter: "Se c'era il complotto prima, c'è anche adesso ma io non credo ci sia stato nè allora nè oggi - ha detto l'ex dg della Juve - A noi non hanno mai dato un gol come quello contro il Siena con cinque in fuorigioco". Arbitri in malafede? "Non ci sono arbitri comprati, ma sentono il fascino delle squadre più importanti". Ma sentire il fascino delle squadre più importanti e cambiare il corso di una gara in virtù di decisioni non chiare, cosa ha di diverso dall'essere in malafede? C'è senza dubbio una differenza, secondo l'interpretazione di Moggi, ma quale è? Pensateci...intanto l'Inter non è stata l'unica società colpita, ed infatti Moggi ha proseguito, indirizzando parole di fuoco anche al Milan: "Non ci sono arbitri comprati, ma sentono il fascino delle squadre più importanti. E' sufficiente che ci sia un consigliere federale all'interno delle squadre e loro hanno un occhio di riguardo. Nel Milan c'è, nell'Inter c'è. Sì, capitava anche alla Juventus, sarebbe stupido negarlo, ma la Juventus queste cose non le cercava. Esisteva però l'aggravante della Juve: che vinceva troppo. Per dieci anni abbiamo vinto tutto, e abbiamo vinto tutto avendo mezzi finanziari limitati. Quei due scudetti andrebbero restituiti alla Juve e se tornassi indietro non mi dimetterei. La Juve non ha difeso nè me nè la Juve stessa". Quindi, anche la "Vecchia Signora" godeva di favori, per la presenza di consiglieri all'interno della Federazione, però non li andava a cercare. Ecco quale è la differenza!!! E soprattutto, la società bianconera ha avuto il torto di vincere troppo, per questo è stata punita. Scatenato, senza peli sulla lingua, pronto a tutto per difendere la "sua" Juventus e per far emergere la verità. Pronto anche ad una considerazione sullo scudetto perso dalla Roma, che si trasforma in un'altra accusa alla società di Moratti: "La Roma non ha vinto il campionato perché l'Inter è stata portata a vincere l'ultima partita con il Parma, anche se era in svantaggio fino alla fine - ha proseguito Moggi - La Roma ha combattuto contro queste cose e lo ha fatto fino all'ultima partita. Non sono solo io a dirlo, lo ha detto alcuni giorni fa anche la vedova Sensi". Infine, la domanda più importante, rivolta all'ex dirigente bianconero: era lui o non era lui a manovrare gli arbitri e le designazioni? Moggi risponde con un secco "no" e chiude con l'ennesima accusa: "Io non facevo le griglie degli arbitri - ha aggiunto - Era un gioco. Io volevo protezione per la Juve: la mia era una difesa e non un'offesa. Ma quello che succede oggi tra Milan e Inter è peggio di quello che succedeva nel passato".
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