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Calcio, Manchester City: Dopo Robinho, Mancini silura Bellamy: "Vattene e torna tra 3 mesi"

calcio, mancini, bellamy, manchester cityMancini usa il pugno di ferro anche con l'esperto attaccante Craig Bellamy.
Dopo aver "fatto fuori" il "ribelle" brasiliano Robinho, spedito in prestito in patria, al Santos, l'ex tecnico interista ha messo fuori rosa, per 90 giorni, il gallese, a causa della sua "disobbedienza".
Neanche l'intervento di Garry Cook, amministratore delegato del Manchester City, ha permesso di ricucire lo strappo tra i due.

Uno screzio tra il mister jesino e Bellamy, verificatosi durante l'allenamento di giovedì, ha tolto l'ultima parte di stagione al fantasista gallese.
Ma cosa è accaduto realmente? In sostanza, l'attaccante si sarebbe rifiutato di obbedire a una richiesta del tecnico, contenstandolo per l'ennesima volta (ricordiamo che il 31enne era stato uno dei giocatori più amareggiati dall'esonero di Mark Hughes).
Da quel rifiuto si è passato all'incontro privato, nell'ufficio di Roberto Mancini il quale avrebbe poi invitato il giocatore a non presentarsi più nei successivi 90 giorni (ovvero fino alla fine dell'annata). con parole di fuoco ("Vattene e torna tra 3 mesi", secondo quanto riferisce "The Sun").
L'intervento, successivo, di Cook, che ha cercato di calmare le acque, si sarebbe rivelato vano.
Non solo niente scuse al coach.
Bellamy
avrebbe anche sottolineato come non si sarebbe mai scusato "perché non esistono motivi validi per farlo" allontanandosi dal team londinese. Un Mancio "di ferro".
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Dramma Mosley. Trovato morto il figlio Alexander. Si sospetta overdose

Il dramma di Max MosleyUna notizia terribile sconvolge in questa giornata il mondo della Formula Uno e del suo esponente più importante, Max Mosley, il numero uno della Fia. Il figlio 39enne, Alexander è stato trovato morto nella sua casa di Notting Hills, a Londra.

Un dramma pazzesco e inaspettato, sul quale si accavallano già le indiscrezioni della stampa inglese. Secondo i media britannici, il decesso sarebbe sopraggiunto per una sospetta overdose, anche se siamo ancora nel campo delle ipotesi e occorrerà aspettare l'autopsia per poter avere le prime notizie certe. La polizia è stata chiamata da un parente del rispettato ristoratore ed economista, trovato in una stanza. I medici, chiamati sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. "Siamo stati chiamati alle 16.20 di martedì - ha reso noto Scotland Yard - sulla base di informazioni realtive ad un uomo deceduto. La persona in questione è stata dichiarata morta sul posto. E' un uomo sul finire dei trent'anni. Riteniamo di conoscere la sua identità". La vicenda è al vaglio degli ispettori che ritengono non si tratti di una morte sospetta. Immediate le condoglianze della Federazione Internazionale di cui il padre di Alexander è capo indiscusso. "I nostri pensieri vanno ai familiari e agli amci di Alexander. Chiediamo il rispetto della privacy della famiglia Mosley in questo momento difficile", recita una nota della Fia sull'accaduto. Alexander, il più grande dei due figli di Max Mosley, ha aperto nel 2007 un apprezzato ristorante, l'Hereford Road, insieme all'amico e chef Tom Pemberton. Ha studiato matematica a Oxford, prima di ottenere un dottorato di ricerca universitaria a Londra. Insomma, un ragazzo apparentemente tranquillo ma che, evidentemente, nascondeva qualche terribile segreto. Aspettiamo di capire di più sulla tragedia che ha colpito la famiglia Mosley.
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Enzo Bearzot sulla gara col Brasile: "Forti ma non più dell'Italia".

Enzo Bearzot, ct italiano nel 1982
Brasile-Italia fa ancora discutere. Brucia particolarmente questa sconfitta (anche se era una gara amichevole), arrivata contro i rivali brasiliani, soprattutto per come si è prodotta. Ma, controcorrente, arriva a rincuorare l'ambiente azzurro l'autorevole voce di ENZO BEARZOT. Per lui un record speciale. L'ultima vittoria (nei tempi regolamentari) contro il Brasile rimane la sua, quella ottenuta nel 1982 nei mondiali che si svolsero in Spagna.

Contento per questo piccolo record. L'ultima vittoria contro i brasiliani porta la regia di Enzo Bearzot che alterna felicità a delusione per il match amichevole dello scorso martedì: "Contento di aver battuto quel grande Brasile con una grande partita, non della sconfitta dell'altra sera. E tantomeno delle critiche, perché non ho visto un'Italia così deludente". Va controcorrente l'ex Ct azzurro, che guidò l'Italia al trionfo nei mondiali spagnoli del 1982. Secondo Bearzot, il Brasile non è stato superiore all'Italia, e ci sarà occasione per il riscatto, soprattutto quando le gare conteranno maggiormente: "Secondo me, no. Ci è stato annullato un gol regolare, poi ne abbiamo regalati due a loro. Il Brasile è forte, ma non più dell'Italia». Ma allora ci si chiede (e lo si domanda allo stesso grande uomo di calcio) come mai la vittoria è stata così "facile": "Perché sono stati più bravi a proteggere la difesa, più organizzati in mezzo al campo, per il numero maggiore di giocatori, non per la loro qualità. Per questo sono convinto che al Mondiale vinceremmo noi contro questo Brasile. Prima di tutto perché nel frattempo Lippi avrà trovato la squadra giusta, e poi perché al Mondiale li abbiamo sempre fatti soffrire, non soltanto nel 1982». Sicuramente li abbiamo fatti soffrire, ma abbiamo anche avuto molte delusione contro i carioca (per esempio la sconfitta ai rigori nella finale mondiale americano del 1994, dopo aver perso anche la finale del 1970, ndr), e anche su questo argomento, la replica dell'ex selezionatore azzurro è implacabile: "Ma nel 1970, contro il Brasile più forte della storia, a mezz'ora dalla fine eravamo sull'1-1 e avevamo avuto la possibilità di passare in vantaggio. Nel 1994 dovevamo vincere noi, perché quello era il Brasile più facile da battere. E nel 1978, dopo la finale per il terzo posto che avevamo dominato, il loro allenatore Coutinho è venuto a chiederci scusa per averci rubato la vittoria per 2-1». Insomma, il buon Bearzot difende a spada tratta l'Italia, e gli azzurri, ma anche l'operato di Lippi, che avrà modo di lavorare sul gruppo per il pronto riscatto. Ma intanto, noi rimaniamo dell'idea che nell'amichevole londinese, il Brasile è stato decisamente superiore alla nazionale italiana. Voi cosa ne pensate?
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Lippi su Italia-Brasile: "E' il derby del mondo". E' dal 1982 che non vinciamo nei 90 minuti.


(Spagna, 1982. Italia-Brasile 3 a 2)

Stasera è ITALIA-BRASILE, un'amichevole di lusso tra due grandi nazionali. In campo tanti campioni, nove titoli mondiali (5 a 4 per i verdeoro, la differenza la fa il titolo vinto ai rigori, dai sudamericani, a Usa '94) e spettacolo assicurato. Per MARCELLO LIPPI, tecnico degli azzurri, tanta emozione, a poche ore dalla sfida e c'è voglia di vincere (non accade, nei tempi regolamentari, dal 1982; in quell'occasione terminò tre a due per gli azzurri). Ascoltiamolo, mentre si gode l'attesa per questa sua "prima volta" contro i ragazzi di DUNGA.

(Marcello Lippi, tecnico della Nazionale italiana)

"E' naturale che io sia emozionato: anche perché per me è una prima volta". Emozione ed eccitazione per il ct azzurro, Marcello Lippi, che vive gli ultimi istanti che precedono la sfida da sempre sognata con "il calcio fatto squadra" (questa la sua definizione della nazionale brasiliana): e dunque non si fa problemi a farci entrare nell'universo delle suggestioni di una vigilia così speciale. ''E' la sfida da sogno ed infatti - spiega - il mio unico rammarico non è per le polemiche sul caso Cesare Battisti, nelle quali è giusto intervengano altri, ma per il poco tempo che i giocatori delle due squadre hanno per recuperare dalle partite di campionato disputate ieri. Quarantotto ore sono poche, decisamente poche, per ritrovarsi al massimo a disputare un'amichevole di questo tipo". Sarà comunque "gara vera", garantisce Lippi: "altro che esibizione, quelle si fanno al circo". E così sarà, questa sera, a Londra, dove si affronteranno non solo due gloriose e importanti nazionali, ma anche tanti campioni, da ambedue le parti. Infatti, la qualità è tanta, come ammette lo stesso Lippi: "da una parte - s'inorgoglisce il tecnico toscano - ma anche dall'altra. Pensate ai mondiali: Buffon, Zambrotta, Totti, Del Piero, Pirlo, Grosso, Gattuso. Ohhh, è tanta roba...". Ma quella brasiliana, di cifra tecnica, "é la migliore del mondo": è costretto ad ammetterlo anche lui, che pure in Germania il titolo l'ha vinto. " - ribadisce - loro sono i migliori, ma quando per chissà quale motivo sono venuti meno i migliori siamo stati noi. Che domani ci presentiamo davanti ai 65 mila dell'Emirates Stadium ed alle centinaia di milioni di telespettatori con una certa consapevolezza. Quella di essere i campioni in carica". Passando, quindi, ad esaminare gli undici che scenderanno i campo in serata, Lippi non si sbilancia, ma in difesa davanti a Buffon dovrebbero piazzarsi Zambrotta, Cannavaro, Legrottaglie e Grosso. A centrocampo De Rossi, Pirlo e Perrotta (o Montolivo). In avanti in allenamento il tecnico viareggino ha provato un tridente con Camoranesi, Rossi (ma è in lizza anche Di Natale) e Toni. Questa la formazione che, con tutta probabilità, dovrà tenere botta all'undici verdeoro per una sfida che si presenta, senza dubbio, come il "derby del mondo".
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No a Cassano e Del Piero. Tornano Buffon e Pirlo. Ecco i 23 per l'amichevole col Brasile.

Niente da fare per il talento del genietto di Bari vecchia e per il Pinturicchio bianconero. Lippi lascia a casa ANTONIO CASSANO e ALEX DEL PIERO e non inserisce i due giocatori nel gruppo dei convocati per l'amichevole, di lusso, con il Brasile di Dunga, in programma martedi a Londra. Tornano invece Buffon e Pirlo.

Ecco i 23 convocati da Marcello Lippi. L'esclusione di Cassano e Del Piero è la notizia del giorno (abbastanza annunciata), ma fa piacere rivedere nell'elenco dei convocati due pilastri della Nazionale italiana. Il portierone juventino GIANLUIGI BUFFON e il regista rossonero ANDREA PIRLO. Ecco i 23 azzurri scelti da Lippi:
Portieri:
Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray).
Difensori:
Bonera (Milan), Cannavaro (Real Madrid), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Olympique Lione), Legrottaglie (Juventus), Zambrotta (Milan).
Centrocampisti:
Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Montolivo (Fiorentina), Pepe (Udinese), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan).
Attaccanti:
Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Quagliarella (Udinese), Rossi (Villareal), Toni (Bayern Monaco).

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Parte l'avventura inglese di Quaresma che accusa l'Inter: "Non ho avuto opportunità".

Nuova vita per Ricardo Quaresma. Ceduto al Chelsea, in prestito, nelle ultime battute del mercato invernale, la "trivela" portoghese prova a rinascere a Londra, dove troverà il brasiliano Felipe Scolari. Acquistato dall'Inter durante lo scorso mercato estivo, per 25 milioni di euro (più il cartellino di Pelè), Ricardo ha deluso le aspettative, e le volte che è stato impiegato da Mourinho ha rimediato solo brutte figure. Ma il calciatore lusitano, entusiasta per la nuova avventura, usa parole di elogio ma lancia anche frecciatine velenose all'Inter.

Dai nerazzurri ai Blues, in prestito. Per cancellare il buio di questi mesi negativi e rinascere a vita nuova. Questo l'obiettivo dell'esterno portoghese RICARDO QUARESMA. Criticato per il pessimo rendimento avuto con la maglia dell'Inter, il calciatore portoghese ha così risposto all'Inter e a Mourinho, in una delle prime uscite alla tv ufficiale del Chelsea: "Io provo a dare sempre il meglio in ogni squadra in cui gioco. All'Inter non ho avuto molte opportunità per mostrare le mie qualità ma credo che la serie A e la Premier League siano due grandi campionati e tutto quello che voglio fare è dimostrare di cosa sono fatto. Sono davvero felice di avere questa occasione di giocare in un grande club come il Chelsea. Dimostrerò che merito di stare in questa squadra e che sono il giocatore giusto per il Chelsea". Pagato profumatamente (ben 25 milioni di euro più il cartellino di Pelè), il calciatore portoghese non è riuscito ad imporsi nel calcio italiano e ad esprimere le sue qualità, per cui si è resa necessaria la cessione, in prestito, del giocatore. Il Chelsea, naturalmente, ha colto la possibilità al volo e si è assicurato le prestazioni di Quaresma che arriva a Londra con una valigia piena di voglia di riscatto: "La cosa migliore per un calciatore è giocare in grandi club ed è stata una grande fortuna per me essere andato all'Inter - ha detto il portoghese- Ora sono grato a Scolari e a tutti coloro che nel Chelsea hanno reso possibile questo trasferimento. Il mio obiettivo è fare del mio meglio per aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi, tutto quello che voglio e' mostrare le mie qualità, il mio valore". Gli auguriamo di riuscirci e l'augurio arriva soprattutto dalle parti di Appiano Gentile, dove sperano che questi mesi inglesi possano contribuire alla rinascita del calciatore e al suo ritorno, trasformato, a Milano.
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