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Calcio, Recuperi Serie A: Marino si riprende l'Udinese e sfida il Cagliari

calcio, recuperi serie a, marino, udinese, cagliariL'Udinese, con Marino, richiamato alla guida dei friuliani dopo l'esonero di De Biasi, sfida il Cagliari nel recupero della 17° giornata di Serie A.
Domani pomeriggio, al Friuli, la sfida si presenta elettrizzante e ricca di spunti.
L'Udinese, che con il tecnico di Marsala travolse i sardi nell'ultima fatica dello scorso anno (6 a 2 il risultato), si trova a navigare in acque agitate e, per venirne fuori, ha bisogno di una rapida inversione di rotta a partire proprio dall'incontro di domani.
L'undici di Allegri, al contrario, lanciatissimo in campionato, e trascinato da bomber Matri, cerca vendetta ma soprattutto un successo che significherebbe quarto posto in classifica.

V come vendetta.
Non ci riferiamo al bellissimo film del 2005 di James McTeigue, ma alla sete di rivincita del Cagliari, di scena domani, alle 18 e 30, in terra friulana.
In casa dei sardi c'è una grandissima voglia di vendicare il 6 a 2 subito lo scorso anno, ma anche di conquistare quel risultato positivo che li farebbe balzare, a quota 41, momentaneamente al quarto posto in compagnia della Juventus.
Una vittoria, dunque, per chiudere il capitolo salvezza e poter anche pensare in grande, magari ad un posto in Europa.
Tante le motivazioni, anche se diverse, per i bianconeri che devono assolutamente trovare il modo di venir fuori da una situazione che si sta facendo sempre più difficile.
La classifica è preoccupante (solamente 24 punti per i bianconeri), i risultati mancano da tanto tempo, c'è bisogno di una striscia positiva per poter rialzare la testa. A partire da domani. Con Marino, tornato per salvare la sua Udinese.

LE PROBABILI FORMAZIONI:
UDINESE (4-4-2): Handanovic; Pasquale, Isla, Coda, Lukovic; Sanchez, Inler, Asamoah, Pepe; Floro Flores, Di Natale A disp.: Belardi, Cuadrado, Ferronetti, Badu, Sammarco, Lodi, Geijo, Corradi. All.: Marino.
CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Canini, Ariaudo, Astori, Agostini; Biondini, Conti, Lazzari; Cossu; Matri, Nené. A disp.: Vigorito, Dametto, Naingollan, Barone, Parola, Jeda, Ragatzu, Larrivey. All.: Allegri.
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Calcio, Ufficiale: Via Marino, l'Udinese si affida all'ex granata De Biasi

De Biasi-UdineseMarino via, ecco De Biasi. Ennesimo cambio tecnico in Serie A. L'Udinese annuncia di aver esonerato il mister siciliano Pasquale Marino e di aver affidato il gruppo all'ex Toro, Gianni De Biasi. Dopo due anni e mezzo, dunque, salta la panchina del coach di Marsala. Al suo posto un trevigiano doc: "L'Udinese comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore responsabile della prima squadra Pasquale Marino....L’Udinese calcio comunica inoltre di aver affidato il ruolo di allenatore responsabile della prima squadra a De Biasi"

Oggi pomeriggio, perciò, con la presentazione, inizierà ufficialmente l'avventura al Friuli di Gianni De Biasi. L'ex granata è il decimo nuovo allenatore nella serie A 2009-10 e prende il posto di Marino, giunto al capolinea dopo aver incassato quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. 18 punti in 16 gare, uno score negativo che ha convinto Pozzo al cambio tecnico.
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Calcio, Serie A: Donadoni si sfoga: "Non basta spendere per essere competitivi"

Donadoni si sfoga
L'esperienza in Serie A, alla guida del Napoli, è già finita. I deludenti risultati ottenuti, in quest'inizio di Serie A hanno convinto De Laurentiis a dare una svolta alla situazione. Roberto Donadoni è stato esonerato dal presidentissimo De Laurentiis che lo ha sostituito con Walter Mazzarri (in passato sulla panchina della Sampdoria in Serie A). Ma l'ex allenatore del Livorno e della Nazionale, sollevato dall'incarico di tecnico partenopeo dopo meno di 7 mesi di Serie A, si toglie qualche sassolino prima di abbandonare il Vesuvio.

Intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport', Donadoni ha commentato con amarezza e rabbia la decisione presa dal numero uno del Napoli: "De Laurentiis conosce poco del nostro mondo - ha esordito Donadoni - . Deve imparare tanto com’è giusto che sia. Vive troppo poco l’ambiente dello spogliatoio. Gli ho detto che se lui mi facesse tre domande di cinema non saprei rispondere. Così come vi­ceversa se le ponessi io di calcio". Ma dove sono le colpe del tecnico?. Ecco l'ammissione, chiara e sincera: "Ho sbagliato ad accettare l'idea che questa squadra avrebbe potuto lottare, nella Serie A, per l'Europa - ha precisato il 46enne bergamasco - Non basta spendere per essere competitivi e non direi che questa squadra vale l'Europa"...Delle parole davvero pesanti. Una frecciata alla dirigenza e anche a Marino, ex Dg della squadra campana (anche lui esonerato dal patron De Laurentiis): "Non mi pare siano arrivati giocatori dal Real o dal Barça - ha detto commentando le dichiarazioni dell'ex Dg che aveva detto di aver lasciato un Napoli fortissimo - A giugno mi è stato chiesto di pensare ad allenare e di restare fuori dal mercato: avevo chiesto un esterno sinistro e mi è stato pubblicamente risposto che avrei dovuto comparmelo io. E Fabio Cannavaro... Non riuscivo a spiegarmi le dichiarazioni del presidente (che lo definì troppo vecchio, ndr) Fabio, con la sua grande esperienza, sarebbe tornato utile. Una squadra è costruita con tante componenti, non solo con gio­vani, seppur promettenti".Insomma, prima di andarsene, c'è stato lo sfogo. Rabbioso...
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Calcio, Serie A: De Laurentiis abbraccia Lavezzi e chiude il mercato: "E' finita la spesa, stiamo bene così"

Lavezzi e De Laurentiis arrivano alla paceSi stava creando una situazione insostenibile, a poco meno di tre settimane dall'inizio del campionato di Serie A di Calcio. Il gelo, la tensione continua, le frecciatine a mezzo stampa, il botta e risposta anche violento, erano tutti segnali di una imminente rottura tra calciatore (Lavezzi) e dirigenza napoletana (De Laurentiis in prima persona). Si stavano aprendo scenari diversi per il centravanti sudamericano, con l'Inter ed altre società pronte a intavolare una trattativa con la società campana.

Tutto fino a ieri quando, dopo le aspre polemiche degli ultimi mesi, è tornato improvvisamente il sereno in casa del Napoli e nei rapporti tra l'attaccante e il suo patron. La distensione è arrivata durante la presentazione della squadra sulla Costa Concordia, quando il presidente partenopeo ha abbracciato e baciato l'attaccante argentino, inneggiando anche il coro "Pocho-Pocho". Un segnale importante per questo Napoli che ha bisogno delle giocate del piccolo attaccante argentino nel campionato di Serie A di Calcio. Mattatrice della serata la presentatrice e show-girl Simona Ventura, che ha chiamato i giocatori ad uno ad uno sul palco della nave da crociera, improvvisandosi speaker per una notte. Ma la presentazione della squadra campana non è stata solamente l'occasione per sotterrare l'ascia da guerra con Lavezzi. Infatti, un'altra questione toccata è stata quella relativa agli acquisti. Il presidente ha chiuso il mercato partenopeo: "Per quest'anno la spesa e' finita, perchè a sinistra abbiamo scoperto che Zuniga è fortissimo e perchè Maggio ha recuperato. Per ora stiamo bene cosi. Mi aspetto che la squadra faccia il proprio dovere e che faccia un buon campionato". Soddisfatto del lavoro svolto in ritiro dagli uomini di Donadoni anche Pierpaolo Marino, direttore generale degli azzurri: "E' stato fatto un ottimo lavoro, i ragazzi hanno lavorato bene, c'era anche la temperatura ideale, speriamo serva per il futuro. Serve un esterno sinistro? Abbiamo una squadra molto completa, se si può fare qualcosa la faremo ma non credo a centrocampo".
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Calcio, Il Real italiano piazza il quinto colpo. A Napoli arriva Zuniga, il "Cafù" senese

Zuniga è il quinto colpo del NapoliIn Spagna è il Real a comandare le danze, per quanto riguarda il mercato. Gli acquisti di Kakà, dal Milan, e di Cristiano Ronaldo, dal Manchester United, hanno fatto scalpore, ma soprattutto stanno contribuendo al rilancio della squadra spagnola, fomentato dal ritorno a Madrid del presidentissimo Florentino Perez che si è dunque presentato con due acquisti bomba. In Italia, invece, ancora nessun acuto come quelli spagnoli, ma c'è una regina del calciomercato e viene dalla bellissima Campania. E' il Napoli, il "Real italiano".

Dopo gli acquisti di Quagliarella, Cigarini, Campagnaro e De Sanctis è ufficialmente partenopeo anche il colombiano Juan Camilo Zuniga. Il progetto del "grande Napoli", sul quale stanno lavorando alacremente sia Marino che il presidente De Laurentiis, sta diventando sempre più realtà. L'ultimo colpo, dunque, è il "Cafù" di Siena, colombiano di 23 anni, autore di un ottimo rendimento e prestazioni sontuose nella stagione appena conclusa, nel ruolo di terzino. E' stata proprio l'ultima annata a renderlo appetito da mezza Europa, ma è stato il club azzurro a convincere il giocatore, sulla base di un progetto valido, che punta sui giovani e soprattutto sa inserirli in un disegno tattico ben preciso. Nessuna prima donna ma tutti buoni giocatori, esplosivi, che sapranno dare fisicità e velocità a una squadra che si sta guadagnando il suo posto anche in Europa.
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Calcio, De Laurentiis e Lavezzi ai ferri corti: "Si deve far perdonare"

De Laurentiis e Lavezzi ai ferri cortiParole dure. Sono quelle che Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, rivolge al talentuoso argentino, il "Pocho" Lavezzi. E' l'argomento che tiene banco da tanto nell'ambiente. A dispetto di quanto dice Marino, Dg della società napoletana, il rapporto tra l'attaccante e la dirigenza sembra essersi deteriorato e, in vista della prossima stagione, questo tira e molla deve trovare presto una soluzione pacifica altrimenti sarà un danno per tutte le parti in causa.

Ma De Laurentiis ha le idee chiarissime sul caso Lavezzi e ai microfoni di Radio Kiss Kiss invia un messaggio al vetriolo al giocatore argentino e al suo procuratore: "Lavezzi non può dire proprio nulla, né possono dire qualcosa i suoi procuratori. Dovesse impuntarsi, non giocherà e magari lo faremo deferire e potrebbe rovinarsi la carriera". Che dire...sono parole pesanti, che non lasciano intravedere spazi per il dialogo tra le due parti. La questione principale è il rinnovo (o adeguamento) del contratto, "promesso" da Marino, intorno a gennaio, al puntero sudamericano: "Il suo contratto era già per una cifra considerevole non appena arrivato dal Sudamerica ed era stato poi ritoccato verso l'alto. Io non concepisco questa cosa. Nel Napoli non funziona così". Insomma, il de Laurentiis furioso non fa presagire nulla di buono, anche se la chiusura è un pochino più "umana": "La nostra posizione è di rispetto del contratto, noi rispettiamo i nostri doveri ma facciamo rispettare anche i nostri diritti. Si tratta di giovani che possono fare delle ragazzate, Lavezzi è partito senza poter partire, improvvisamente, di testa sua. Lo capisco, lo posso pure perdonare ma si deve fare perdonare". Ora si attende, naturalmente, la controreplica di Lavezzi, e speriamo che la vicenda si risolva in una stretta di mano. Il Napoli per costruire "un grande progetto", come ha lasciato intendere Marino, non può prescindere dal piccolo folletto argentino.
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Serie A. Pasquale Marino aspetta l'Inter: "Bisogna dare tutto"

Senza il suo bomber stagionale, Antonio di Natale, infortunatosi ai legamenti del ginocchio sinistro, nel match disputato dalla nazionale italiana contro il Montenegro, l'Udinese si prepara ad affrontare, al "Friuli", la corazzata di Mourinho. Arriva l'Inter, capolista del torneo, e il tecnico bianconero, Marino, carica la squadra: "Bisogna dare tutto". Poche parole, ma che dicono tutto.

Come accendere la vigilia di una gara difficile e contro un'avversaria prestigiosa? Beh, sicuramente caricando la squadra, con parole forti e decise, all'impresa. E' quello che ha fatto Pasquale Marino il quale fomenta l'ambiente friulano, in attesa dell'arrivo a Udine dell'Inter di Mourinho. "Arriviamo a questa gara con grande entusiasmo, con voglia di fare risultato contro una squadra così forte. Abbiamo qualche defezione, ma anche giocatori importanti che sono al top della forma fisica e mentale. Siamo pronti per far bene; può servire per darci morale e consapevolezza nei nostri mezzi". Insomma, l'Udinese è pronta. I bianconeri sono carichi a mille in vista dell'incontro con la corazzata nerazzurra e, come ha anche assicurato il tecnico, il pensiero è rivolto esclusivamente al match di campionato. Non c'è pericolo che possa emergere qualche distrazione, che sarebbe comunque lecita, e la quale riguarda il vicinissimo impegno fondamentale di Uefa (quarti di finale) contro il Werder Brema: "Ci penseremo da lunedì. Tutti i giocatori devono abituarsi a giocare spesso, anche perché in questi due mesi che mancano dobbiamo dare tutto quello che abbiamo". La grinta di Marino.
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Udinese, ultimo pezzo di tricolore in Europa. Quagliarella è la chiave per battere lo Zenit.

(Fabio Quagliarella. L'Udinese si affida al bomber campano per piegare lo Zenit)
C'è ancora una piccola speranza, e ha i colori bianconeri dell'Udinese, impegnata questa sera nel match di andata degli ottavi di Coppa Uefa, contro lo Zenit San Pietroburgo, detentore in carica del trofeo. Gara tosta, ma la notizia confortante viene dall'infermeria russa che è affollatissima. Al tridente Quagliarella-Pepe-Di Natale, il tecnico Marino affida il compito di far male alla squadra di Advocaat ed ottenere un buon risultato in vista del match di ritorno.

E' rimasta una piccola luce italiana, nel disastro europeo che si è verificato in Champions League, a causa delle tre big (Roma, Juventus e Inter) cadute sotto i colpi delle forti squadre inglesi (Arsenal, Chelsea e Manchester United). E' il bagliore che emana l'Udinese di Marino la quale si prepara a difendere i colori dell'Italia in Coppa Uefa, affrontando stasera, al "Friuli", i forti russi dello Zenit, nell'andata degli ottavi. Arriva dalla gelida Russia, una formazione molto tosta, veloce e insidiosa, e che è detentrice in carica del trofeo continentale. Nota positiva, gli infortuni che, in serie, hanno falcidiato la compagine dell'Est, la quale si presenta quindi rimaneggiata e senza Arshavin (ceduto nel mercato invernale all'Arsenal). L'ultimo baluardo parte da Udine quindi: in avanti pronto il tridente dove Quagliarella sarà assistito da Di Natale e Pepe. La formazione di Marino si affida al bomber napoletano, che fino a questo momento ha trascinato l'Udinese con quattro centri, tutti decisivi ai fini del risultato (doppietta contro lo Spartak Mosca e rete alla Dinamo Zagabria e una a Poznan contro il Lech). Nelle ultime nove partite i friulani hanno perso solo una volta (ben quattro le vittorie consecutive). Segnare, ma occhio a non scoprirsi e lasciare il fianco al contropiede dei russi. La cosa fondamentale sarà, appunto, non prendere gol che potrebbero pesare come macigni in vista del ritorno nel freddo russo.

Le probabili formazioni di Udinese-Zenit San Pietroburgo (ore 20.45, diretta tv su Sky):

UDINESE (4-3-3): Handanovic; Zapata, Coda, Domizzi, Pasquale; Inler, D'Agostino, Asamoah; Pepe, Quagliarella, Di Natale. All. Marino.
ZENIT (4-3-3-): Malafeev; Anyukov, Krizanac, Shirokov, Sirl; Tymoshchuck, Denisov, Semshov; Danny, Pogrebnyak, Huszti. All. Advocaat.
ARBITRO: Iturralde Gonzalez (Spagna).
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Roma-Udinese. I giallorossi ospitano i friulani tutto Pepe. Gara speciale per il romano dell'Udinese.

(Simone Pepe, attaccante dell'udinese, ma romano di nascita e crescita professionale)
Arriva l'Udinese, alle 16 all'Olimpico nel primo dei tre anticipi di questo sabato di campionato, ma in casa giallorossa i pensieri corrono già all'appuntamento di mercoledì prossimo. All'Olimpico arriverà l'Arsenal, forte della rete di Van Persie, e ai lupi capitolini servirà una grande gara per conquistare l'accesso ai quarti di finale della Champions League. Ma, com'è giusto che sia, Spalletti (squalificato per un turno, sarà in tribuna; in panchina il secondo Domenichini) predica attenzione e invita i giocatori a pensare solo all'impegno immediato, per nulla semplice. Infatti, i friulani di Marino sembrano "guariti" dalla crisi che li aveva attanagliati e, grazie ad un Di Natale in gran forma, e alle giocate del "romano de Roma" Pepe, stanno ritrovando brillantezza, gioco e risultati.

ROMA (4-2-3-1): Doni; Cicinho, Mexes, Panucci, Riise; De Rossi, Brighi; Taddei, Pizarro, Vucinic; Baptista. A disposizione: Artur, Juan, Motta, Tonetto, Aquilani, Menez, Montella. All.: Spalletti.
UDINESE (4-3-3): Handanovic; Zapata, Coda, Felipe, Pasquale; Inler, D'Agostino, Asamoah; Pepe, Floro Flores, Di Natale. A disposizione: Belardi, Sala, Obodo, Zimling, Tissone, Sanchez, Quagliarella. All.: Marino.
ARBITRO: Tagliavento.

Le ultime: Nella Roma mancherà ancora Francesco Totti. Il capitano, sofferente ancora al ginocchio, sarà in tribuna, e cercherà il recupero (difficile) per l'impegno europeo. Si rivede, invece, Juan, anche se in panchine, dunque conferma per Panucci centrale, al fianco del francese Mexes. Pizarro sarà in mediana insieme a De Rossi, mentre in attacco ci sarà la coppia Baptista-Vucinic (anche se il montenegrino ha avuto problemi in settimana e non è in forma ottimale). Menez va in panchina, ma potrebbe essere il jolly se i piani del tecnico romanista dovessero complicarsi. Nella compagine friulana, invece, nonostante acciacchi vari Quagliarella c'è, ma si accomoda in panchina. Al suo posto, Marino inserisce Floro Flores che va a completare il tridente bianconero con il romano Pepe (cresciuto nel vivaio giallorosso, insieme ai vari De Rossi, Amelia e Aquilani) e l'azzurro "Totò" Di Natale.
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Marino tranquillizza l'ambiente napoletano. "A Torino con la voglia di far bene".

(Pierpaolo Marino cerca di risollevare il morale del Napoli)
Il momentaccio vissuto in campionato dal Napoli non toglie il sonno e la tranquillità al Dg partenopeo Marino che ha fiducia in Reja e nei giocatori. Ora c'è la difficile trasferta contro una Juventus bruciata dalla sconfitta di Champions.

Non vince da mesi ormai. Ma soprattutto, sembra aver perso lo smalto del girone d'andata. ora il prossimo impegno è all'Olimpico di Torino contro la compagine di Claudio Ranieri. E Pierpaolo Marino, Direttore Generale dei partenopei, analizza il prossimo impegno dei campani: "La partita con la Juve decisiva per il futuro di Reja? No, non penso proprio. Andiamo a Torino con la voglia di fare bene, sapendo che non siamo in un gran momento di forma. Ma non è il caso di fare drammi perchè forse il Napoli ha fatto vedere cose straordinarie nel girone d'andata e ora sta ritornando sulla terra. Una crisi che ci può stare, c'è stata in passato e c'è pure quest'anno". Insomma, nonostante i risultati parlino chiaro, c'è comunque fiducia nelle possibilità del Napoli di rialzare la testa. Almeno da parte della dirigenza. Infatti, i tifosi non hanno preso proprio bene questi ultimi risultati da parte della squadra: "La pressione fa sempre bene. Solo che la squadra è giovane ed è abituata a giocare in allegria ed ora in una situazione di tensione non riesce a giocare più ai suoi livelli. Abbiamo giocato su livelli importanti da marzo a dicembre 2008 e non è che una squadra di puledri per dieci mesi improvvisamente diventa di brocchi. Anche lo scorso anno abbiamo avuto una crisi così e ci siamo ripresi battendo l'Inter che non perdeva da un anno e da lì siamo finiti in Coppa Uefa". Ripartire, il prima possibile, per evitare guai maggiori. Il coro napoletano è unisono. Ma dietro l'angolo c'è la Juventus...
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Pozzo critica Marino: "Spero che i 40 punti salvezza non tardino ad arrivare".

(Vittorio Pozzo, presidente dell'Udinese)
Al presidente Pozzo non è andata giù la sconfitta rimediata all'Olimpico di Torino, contro i granata. Soprattutto per come è avvenuta. E' rimasto deluso per la prestazione dei suoi ragazzi, e le critiche a Marino non mancano. Una speranza, per il patron dell'udinese: raggiungere presto la salvezza. Per il tecnico dell'Udinese, è davvero un momentaccio.

Il patron Pozzo si augura che questa stagione, fatta più di bassi che di altri per la sua Udinese, possa finire presto. I risultati che sta ottenendo la compagine friulana hanno ridimensionato fortemente le ambizioni del gruppo e il loro presidente è fortemente deluso dall'andamento generale. I ragazzi di Marino hanno sofferto molto contro il Torino, soprattutto nella ripresa. "Quando sei continuamente sotto pressione, mi riferisco al secondo tempo – ha affermato il patron dei friulani - il gol prima o poi lo subisci, come è successo oggi. Quindi non mi si venga a dire, e mi riferisco a tutti, critica compresa, che la difesa è il punto debole della squadra: quando è costretta a sopportare una gran mole di lavoro, quando è sempre sollecitata, può anche commettere un errore". Critiche quindi al tecnico e al suo lavoro. E' Marino, per Pozzo, il primo responsabile di un atteggiamento avuto dalla squadra, che non è piaciuto per niente, nella gara con i granata. Gli obiettivi stagionali, a questo punto, devono essere ridimensionati. "A questo punto spero soltanto che i 40 punti non tardino ad arrivare, la salvezza, lo ripeto ancora, è il nostro obiettivo, poi saremo tutti felici. Oggi è stato impiegato il tridente, ma là davanti non è stato effettuato un solo tiro in porta e ciò la dice lunga sulla nostra prestazione. Non ho mai sofferto come in questa stagione, purtroppo. A questo punto mi rivolgo a tutti coloro che in qualche modo possono aiutarci e che possono stare vicini, ovvero a tutti i componenti della società, tifosi per quanto di competenza; ne abbiamo bisogno per approdare, come detto, a quota 40, quanto prima possibile. La salvezza, quindi, sarebbe considerata alla stregua di un grande risultato, di uno scampato pericolo. Ci mancano ancora nove punti'. E' un Pozzo deluso. Davvero deluso.
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"Sarà gara equilibrata". Marino prepara la trasferta torinese. Con un occhio al Lech.

Gara insidiosa per l'Udinese a Torino. Come avverte, alla vigilia, Marino, tecnico della squadra friuliana, non sarà facile contro i granata, assetati di punti, e desiderosi di risalire e, soprattutto abbandonare posizioni di classifica non ottimali. Sarà turn-over, per dosare le forze in vista del ritorno di Coppa Uefa, che ci sarà giovedì prossimo al Friuli contro i polacchi del Lech Poznan (all'andata un due a due finale davvero beffardo per i bianconeri, in vantaggio addirittura per due reti a zero) quindi, ma senza stravolgere la squadra.

"Sara' una partita equilibrata": Pasquale Marino, tecnico dell'Udinese, vede cosi' la trasferta di domani a Torino contro i granata. Il 2 a 2 rimediato in Polonia, nella gara europea (sedicesimi di Coppa Uefa) ha lasciato l'amaro in bocca. Il doppio vantaggio, acquisito in corso d'opera, aveva sostanzialmente chiuso la pratica internazionale. Il due a due finale, invece, anche se è sempre un risultato prezioso, mantiene ancora tutto in bilico. Marino riconosce che il turn over sara' fondamentale proprio in vista del ritorno di Coppa Uefa, giovedi' in casa contro il Lech, e quindi ci sarà qualche cambio nell'undici titolare. Pepe, Floro Flores e Di Natale in attacco, con Quagliarella (a segno in Coppa), inzialmente in panchina insieme a Sanchez.
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Lech Poznan - Udinese 2-2. Doppia beffa per i friulani. Arboleda prima fa autogol poi pareggia i conti.


(Il vantaggio dell'Udinese, firmato da Quagliarella)


(L'autorete di Arboleda, che illude l'Udinese, ormai sicura della vittoria)


(Rengifo, all'81' riapre il match accorciando le distanze per il Lech)


(Sempre Arboleda, si fa perdonare e realizza il gol del prezioso due a due finale)

Lech Poznan (4-2-3-1): Turina; Wojtkowiak, Bosacki, Arboleda, Djurdjevic; Murawski, Injac; Lewandowski, Stilic, Wilk (67' Bandrowski); Rengifo. A disposizione: Kotorowski, Kucharski, Tanevski, Henriquez, Cueto, Kikut. All.: Smuda.
Udinese (4-4-2): Handanovic; Zapata, Coda, Domizzi, Pasquale; Isla (73' Obodo), Inler, D'Agostino, Asamoah; Sanchez (84' Pepe), Quagliarella. A disposizione: Belardi, Felipe, Sala, Zimling, Di Natale. All.: Marino.
Arbitro: Genov (BUL)
Marcatori: 5'st Quagliarella (U); 10'st aut. Arboleda (U), 36'st Rengifo, 39'st Arboleda (L)

Da due a zero, e qualificazione ipotecata, a un due a due che è sempre un risultato positivo, in vista del retour match, ma c'è rammarico per il finale di gara. Nell'andata dei sedicesimi di Coppa Uefa l'Udinese torna dalla fredda Poznan (in Polonia) con un due a due che ha l'amaro sapore della beffa. Acquisito un rassicurante doppio vantaggio, grazie al colpo di testa di Quagliarella (al 5' della ripresa) e a un'autorete di Arboleda (cinque minuti dopo), gli uomini di Marino si fanno raggiungere sul pareggio. I polacchi rimontano con Rengifo e poi fanno il 2-2 con Arboleda che si fa perdonare per lo sfortunato autogol che lo aveva visto protagonista alcuni minuti prima. per il lech Poznan anche due legni colpiti. Un due a due che lascia i friulani davvero...di ghiaccio.
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Marino polemico con la Sensi e il "dossier arbitrale" sugli episodi a sfavore: "Non credo alla malafede degli arbitri"

               Pierpaolo Marino, DG partenopeo

A poche ore dall'importante match di campionato, tra Roma e Napoli, l'argomento che tiene banco è ancora Roma-Inter e le dichiarazioni del post-partita dell'infuriata Rosella Sensi, presidentessa dei giallorossi. Ad intervenire sulla questione è PIERPAOLO MARINO, Dg dei partenopei, il quale, dichiaratosi sorpreso per le parole dell'avvenente dirigente capitolina, risponde in modo decisamente piccato.


Un dato è certo. La Roma è stata penalizzata nell'incontro di Coppa Italia (basta osservare le immagini dell'incontro, diretto dal signor Orsato) e a comprovare tutto ciò è la notizia della sospensione, decisa dalla Federazione, del secondo assistente del fischietto di Schio, tale Pirondini, dalla sua attività di collaboratore arbitrale, per l'errata valutazione in occasione dell'azione che si è conclusa con la rete della vittoria interista (fuorigioco palese di Samuel non sbandierato). Rosella Sensi, nel post-gara seguito al match perso dai giallorossi, ha rilasciato dichiarazioni abbastanza pesanti, indiriazzate sia all'arbitro che alla compagine interista ("All'Inter non serve vincere così") e ha anche deciso di presentare in Federazione un "dossier" che racchiude tutti gli episodi arbitrali a sfavore della compagine capitolina. Questa la Rosella infuriata. Oggi, invece, è arrivata la risposta chiara ma anche stizzita del Dg partenopeo, Pierpaolo Marino, che esprime il suo pensiero a poche ore proprio dalla sfida con i giallorossi.: "Se dovessimo cominciare fin da oggi con le lamentele, anche il Napoli avrebbe di che lamentarsi", ha detto il dirigente napoletano che poi ha aggiunto: "La Sensi si è lamentata e sono rimasto sorpreso - ha continuato, facendo riferimento anche alla recente trasferta contro il Chievo,. Spalletti ha sempre insegnato a tutti che si devono accettare le decisioni arbitrali. Anche noi vogliamo portare avanti questa filosofia, anche noi potremmo fare dei dossier, ma questi dovrebbero dimostrare che gli arbitri sbagliano scientificamente contro qualcuno in particolare e io non ci credo. Detto questo anche a me non è piaciuto cosa è successo a Verona". Marino, quindi, rimane abbastanza scettico sulle insinuazioni della Sensi, su dossier e affini, e ritiene che si tratti semplicemente di sfortunate e casuali (ripetute) errori arbitrali che vanno accettati con serenità. E ora c'è Napoli-Roma, una sfida che mette in palio punti pesantissimi per la zona Champions. Arbitro designato, sarà Morganti di Ascoli Piceno. Un compito non facile per il buon arbitro, viste le polemiche di questi giorni, ma Marino ripone fiducia nel fischietto marchigiano: "Per fortuna Napoli-Roma sarà arbitrata da Morganti, un direttore di gara tra i più in forma e sono sicuro che i dossier e le lamentele non prevarranno sul suo bagaglio tecnico". Speriamo che le parole del Direttore Generale partenopeo si rivelino giuste e speriamo, soprattutto, che la gara sia decisa non da errori arbitrali ma dalla bravura e dalle giocate dei protagonisti.
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