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Calcio, Ottavi Champions: Chelsea-Inter, le formazioni. Fuori Cech e Hilario, gioca Turnbull, dubbio Sneijder per Mourinho

 Torna la Champions e, questa sera, a Stamford Bridge si annuncia il tutto esaurito per la supersfida tra Chelsea ed Inter, gara di ritorno degli ottavi.  All'andata, i nerazzurri vinsero per 2 a 1, grazie alla coppia argentina Milito-Cambiasso, Kalou invece la firma per i britannici.

Un emozionato Mourinho torna nello stadio che fu il suo dal 2004 al 2007, con il chiaro intento di battere il "nemico" Ancelotti, superare il grande scoglio inglese, e volare ai quarti di finale. Il mister di Reggiolo, invece, sprona Terry e compagni ad una gara super, per volare con i Blues al prossimo turno. Ma, agli inglesi, occorre un successo (basta l'1 a 0) per poter brindare alla qualificazione.

Dubbio Sneijder, febbricitante, nelle file dell'Inter, non convocato, invece, il colored Balotelli per scelta tecnica. Queste alcune delle news in casa della compagine interista. Mourinho si affida a Eto'-Milito, in attacco, con l'olandese (o Pandev) a fare da trequartista.
Negli inglesi, invece, rientra il forte terzino russo Zhirkov, assente all'andata, ma il vero problema per Ancelotti è in porta. Fuori Cech, strappatosi a Milano, e il secondo, Hilario, sarà il giovane Tunrbull a difendere i pali londinesi contro la corazzata nerazzurra. In avanti, come sempre, Anelka-Drogba, con l'ivoriano in grande forma e reduce da una doppietta.

Infine, qualche parola per l'arbitro della gara. Dall'Uefa arriva una designazione che non sarà molto gradita all'Inter.Sarà infatti il tedesco Wolfgang Stark ad arbitrare il match, un arbitro con il quale i nerazzurri non hanno mai vinto in cinque gare e che ha diretto le loro eliminazioni dalla Champions dell'anno scorso a Manchester e del 2007 a Valencia. Insomma, poteva andare sicuramente meglio.

LE PROBABILI FORMAZIONI:
CHELSEA (4-4-2):
22 Turnbull, 2 Ivanovic, 6 Carvalho, 26 Terry, 18 Zhirkov, 13 Ballack, 12 Michel, 8 Lampard, 15 Malouda, 39 Anelka 11 Drogba (A disposizione: 30 Taylor, 33 Alex, 19 Ferreira, Kalou, 23 Sturridge, 10 J.Cole, 20 Deco). All.: Carlo Ancelotti.
INTER (4-3-1-2): 12 Julio Cesar, 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti, 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 8 Thiago Motta, 10 Sneijder, 9 Eto'o, 22 Milito (A disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 17 Mariga, 11 Muntari, 7 Quaresma, 27 Pandev). All.: Josè Mourinho.
ARBITRO: Wolfgang Stark (Ger).
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Calcio, Inter: Confermate le squalifiche a Mourinho e Cambiasso. Un turno in meno a Muntari

calcio, inter, mourinho, squalifiche, ricorso, corte federaleIl ricorso dell'Inter, avverso le squalifiche di José Mourinho (per le famose manette; in foto) e Esteban Cambiasso (3 giornate per il portoghese, due al mediano argentino) non ha regalato buone notizie a Moratti e alla dirigenza del biscione.
Niente sconti per i due, sono state dunque confermate le decisioni prese dalla giustizia sportiva.

E' stato emesso il giudizio della Corte Federale.
L'organo di appello della giustizia sportiva ha respinto le richieste dei nerazzurri (che ritenevano esagerati i provvedimenti presi sulla base del referto di Tagliavento) ribadendo la giustezza degli stop inflitti "a caldo".
Ridotta, invece, la squalifica a Sulley Muntari. Il centrocampista ghanese, fermato inizialmente per due giornate, salterà solamente la prossima gara, che vedrà l'undici di Mourinho impegnato in casa dell'Udinese.
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Calcio, Londra: Ancelotti punzecchia Mourinho: "Domani tutta Italia con noi". Scatenato anche Cech

Calcio, Ancelotti, Mourinho, Chelsea, Inter, ChampionsDomani serà Chelsea contro Inter, a Milano, nell'andata degli ottavi di finale di Champions League.
Carletto Ancelotti, ora alla guida dei londinesi, torna ad abbracciare San Siro, contro la rivale di sempre, l'Inter. Tanta l'emozione per l'ex Diavoletto.
Ed inevitabile, perciò. qualche punzecchiatura al condottiero dei nerazzurri, il portoghese Mourinho. Che arriva anche dal numero uno dei Blues, Petr Cech.

"A parte i tifosi interisti, tutta Italia sarà con noi domani sera". Questo il messaggio lanciato da Ancelotti al "nemico" Mourinho.
Una battuta piccante, quella del trainer di Reggiolo, pimpante come non mai e voglioso di buttare fuori dalla competizione quell'Inter che ha affrontato tante volte quando vestiva, nel recente passato, i panni di allenatore del Milan.
Commentando il comportamento del tecnico portoghese (le famose "manette", che gli sono costate tre giornate di squalifica) nel corso di un'intervista al Giornale, l'ex allenatore rossonero non ha solo lanciato questa stilettata, ma ha risposto per le rime anche alle accuse di non aver vinto ancora nulla alla guida degli inglesi (una Fa Cup e una Community Shield): "E' vero - ha replicato il romagnolo- ma è vero anche che un certo Avram Grant non ha fatto poi così male, arrivando sino alla finale di Champions". Un risultato che Mourinho, pur vincendo molti "tituli", non è riuscito ad ottenere (touché).
Ma non è solamente il tecnico a esaltarsi, alla vigilia della supersfida. Anche Petr Cech, uno dei "figliocci" di Mourinho, gira le spalle al maestro.
Il portierone della compagine inglese invita i compagni a non cadere vittime dei "giochetti mentali" del lusitano. Mourinho, infatti, criticando le 4 sconfitte dei londinesi, aveva detto "il Chelsea è forte ma non troppo forte".
Questa la risposta del ceco: "Quando Josè dice questo tipo di cose, c’è sempre una ragione. Vuole preparare la gara di mercoledì alla sua maniera per dare alla sua squadra un vantaggio. Conosce i nostri giocatori e cosa possiamo fare, ma anche noi conosciamo lui e come fa girare la squadra. Sono solo parole, noi siamo preoccupati di cosa accade in campo. Le parole, rimangono tali, ma vediamo chi è meglio quando si tratta di giocare".
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Calcio, Milan: Galliani contro Mourinho: "basta gesti che istigano alla violenza"

calcio, milan, galliani, serie a, interGalliani attacca Mourinho.
Sembrava essersi spento il fuoco delle polemiche, dopo le "manette" choc del tecnico portoghese e la Panolada in tribuna, due volti della protesta nerazzurra nei confronti della direzione arbitrale di Tagliavento, in Inter-Sampdoria.
Invece l'Amministratore delegato del club rossonero riaccende la discussione rivolgendo parole dure allo "Special One".

Scatenato Galliani.
Ma, questa volta, il numero due di Via Turati non esplode per un gol segnato dal suo Milan, bensì in una intervista nella quale attacca con veemenza l'Inter e il suo vate, Mourinho.
Il dirigente milanista ha criticato, in primis, il silenzio stampa deciso da Moratti ("Noi andiamo sempre in tv"), dopo il contestato arbitraggio di Tagliavento, nel match di Serie A che ha visto i nerazzurri pareggiare in 9 uomini, per le espulsioni di Samuel e Cordoba.
Poi, successivamente, è andato giù duro contro il mister lusitano per il gesto delle manette: "Ci sono degli atteggiamenti eccessivi che sono sotto gli occhi di tutti, Mourinho la smetta con certi gesti. Istigano alla violenza. E' ora di farla finita".
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Calcio, Inter: Balotelli frecciatina a Mourinho: "Più gol se titolare"

Balotelli-MourinhoContinua la "guerra" a distanza tra Josè Mourinho e il giovane "ribelle" Mario Balotelli.
Il mister portoghese dell'Inter, come sappiamo tutti, ha usato spesso "il bastone" (ricordiamo la recente affermazione sulla scarsa quantità di "neuroni" del colored, messo a paragone con il neointerista Mariga) e meno la "carota", per cercare di plasmare il calciatore, aiutandolo soprattutto a maturare.
Super Mario, però, continua sulla propria strada e, rispondendo a chi lo critica perchè segna poco, lancia una frecciatina velenosa proprio al suo tecnico.

Ora gli dicono perfino che segna poco, nonostante le 52 presenze con la maglia dell'Inter.
E Balotelli cosa risponde? Sentite cosa ha detto il ragazzo nerazzurro: "Hanno scritto che ho fatto 52 presenze -ha detto a Sky Sport-, ma se fossi partito titolare sai quanti ne facevo".
Evidente la frecciatina velenosa a Mourinho il quale, almeno fino a questo momento, ha utilizzato con il "contagocce" questo attaccante dalle grandi potenzialità, ma con la testa ancora (anche giustamente considerato che deve compiere ancora 20 anni) da ragazzino.
Ma, proprio sui comportamenti, Balotelli ha detto di volere essere, come esempio per i giovani, ''un ragazzo come loro prima di tutto, e poi un calciatore. Vorrei essere corretto, pero' non rispettare sempre le regole". Incorregibile.
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Calcio, Inter: Mourinho show, attacco a Balotelli: "Mariga ha più neuroni di altri"

Mariga-InterOggi, in casa dell'Inter, è stato il giorno di McDonald Mariga (nella foto mentre si allena con i nuovi compagni.
Il centrocampista keniota, acquistato nell'ultimo giorno di calciomercato dal Parma, si è presentato alla stampa e ai tifosi.
"Con Mourinho diventerò un grande", queste le prime parole del calciatore, con la casacca dei nerazzurri addosso. La risposta di Mourinho non è stata da meno: "Giovane, intelligente ed umile", a dimostrazione della grande fiducia che il portoghese ripone nel nuovo colpo del mercato interista.
Ma, durante la presentazione dell'africano, Mourinho è esploso, colpendo ancora il giovane e discusso Balotelli (anche se non è stato nominato), parlando proprio dell'intelligenza calcistica: "Se non migliori allenandoti con Cambiasso e Zanetti, allora hai un neurone solo".

A braccia aperte. Mourinho accoglie con grande entusiasmo colui che può, con il tempo, diventare veramente il nuovo Vieira, finito al Manchester City di Mancini.
Forza, agilità, intelligenza ed umiltà. Con queste importanti caratteristiche si presenta, alla Pinetina, il centrocampista keniota McDonald Mariga.
Caratteristiche, soprattutto le ultime due, che non sono sfuggite a Mourinho il quale, con il suo solito show, ha elogiato il nuovo acquisto colpendo duramente Balotelli: "Mariga ha più di un neurone, a differenza di qualcuno che ne ha uno solo - è esploso il tecnico - stando vicino a dei campioni e prendendo esempio da loro, imparerà a essere un campione".
Precisamente, il mister di Setubal ha affermato: "Se ti alleni con Zanetti e Cambiasso e non migliori, hai un solo neurone e il nostro nuovo centrocampista ne ha milioni. Se qualcuno lavora con questo tipo di campioni e non impara sarà sicuramente perche' non ha neuroni o forse e' un po' infortunato''. A voi le opportune riflessioni.
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Calcio, Inter: Mourinho difende Ferrara: "In Italia è impossibile finire un anno"

Ferrara-contro-MourinhoE' il peggiore momento di Ciro Ferrara. Ad un passo dall'esonero: la gara di Coppa Italia con l'Inter potrebbe essere la sua ultima apparizione sulla panchina bianconera.
Ma, a spezzare una lancia a favore del tecnico juventino è, in queste ore, uno dei suoi più grandi "nemici", Josè Mourinho che afferma: "Ferrara non sta vivendo una situazione facile. Ma in Italia un allenatore che inizia e finisce il campionato sulla stessa panchina non è un tecnico, è un eroe". Sempre Special...

Mourinho difende Ferrara. Non è uno scherzo ma la solita grande performance mediatica del mister nerazzurro.
In queste ore, forse le ultime di Ciro sulla panchina della Juventus, interviene proprio il tecnico di Setubal che, con la sua Inter, sarà avversaria dei bianconeri domani nell'ultimo quarto di finale di Coppa Italia: "Io lavoro per vincere, Ferrara lavora per vincere. Tutti gli allenatori in carriera hanno momenti difficili. Lui non sta vivendo una situazione facile, in Italia un allenatore che inizia e finisce il campionato sulla stessa panchina è un eroe. Non è un allenatore".
Una tesi, quella sostenuta dal portoghese dell'Inter, che viene argomentata con dei numeri: "Da quando sono arrivato in Italia, quattro tecnici saranno rimasti sulla stessa panchina: io, Prandelli, Gasperini, Allegri. Forse ne dimentico uno o due, ma siamo pochissimi. Qualche squadra ha cambiato due volte, qualche altra ha cambiato tre o quattro volte".
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Calcio, Serie A: Gli squalificati. Due turni a Sneijder, deferito Mourinho

sneijder-squalificatoDue turni di squalifica. Gli applausi ironici di Wesley Sneijder all'arbitro Rocchi, durante il derby milanese, costano caro al fuoriclasse olandese, fermato per due settimane dal giudice sportivo.
Ma non è l'unico provvedimento preso da Tosel contro l'Inter in relazione alla stracittadina.

Oltre alla squalifica inflitta al trequartista olandese, ammonizione per Marco Materazzi, colpevole di aver festeggiato al termine della partita, in maniera decisamente goliardica, con la maschera del Presidente del Consiglio.
Infine, sia Mourinho che Paolillo, amministratore delegato dei nerazzurri, sono stati deferiti alla Commissione Disciplinare Nazionale per avere espresso dubbi sulla regolarità del campionato.
Ecco gli altri giocatori appiedati dalla giustizia sportiva, tutti per un turno: Buffon e Grosso (Juventus), Cribari e Brandao (Siena), De Lucia e Mozart (Livorno), Lucio (Inter), Larrivey (Cagliari), Doni (Atalanta), Coda (Udinese), Gastaldello (Sampdoria), Mandelli, Pinzi e Rigoni (Chievo), Meggiorini (Bari), Pazienza (Napoli).
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Calcio, Inter: Mourinho spegne le candeline: "Juve ko il mio regalo"

Mourinho-compleannoBuon compleanno a Josè Mourinho.
Il tecnico nerazzurro compie 47 anni e, dopo aver festeggiato la vittoria nel derby, si prepara oggi a vivere questa giornata lieta insieme alla società e ai calciatori ad Appiano Gentile.
Ma il pensiero va a giovedì e alla sfida di Coppa Italia contro la Juve.

"A José Mourinho gli auguri più sinceri del presidente Massimo Moratti - si legge sul sito dell'Inter- della Società, della squadra e di tutti i tifosi nerazzurri". Questi gli auguri mediatici rivolti al mister portoghese, nato a Setubal il 26 gennaio del 1963.
Festa doppia, per il mister e per la squadra che, dopo il derby stravinto contro i cugini, si ritrova a + 9 sul Diavolo rossonero.
Ma, mentre tra un brindisi e l'altro, lo "Special One" riceverà tanti bei regali, quello più grande, dai calciatori, se lo aspetta giovedì. Al Meazza, infatti, arriva una barcollante Juventus, sconfitta dalla Roma in campionato.
Sarà una sfida da brividi, che mette in palio la semifinale di Coppa Italia. E Mourinho non ha dubbi: "Per quanto riguarda il regalo preferito - si legge sul sito dei nerazzurri- l'allenatore ha già spiegato che deve arrivare giovedì sera, in occasione della gara di Tim Cup contro la Juventus al Meazza: concordiamo".
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Calciomercato: Pandev ha firmato per l'Inter. Sarà nerazzurro fino al 2014

Pandev-firma-InterAlle 11 e 19 è arrivata la tanto attesa firma. Goran Pandev, attaccante macedone ex Lazio, ha messo nero su bianco sul contratto che lo legherà all'Inter fino al 2014. Davvero un gran colpo di mercato per il club di Massimo Moratti.

Domenica si era sottoposto, con esito positivo, alle visite mediche. Stamattina, o meglio pochi minuti fa, ha firmato il suo nuovo contratto. Sciolto ogni vincolo con la Lazio di Lotito, il bomber macedone Goran Pandev inizia ufficialmente la nuova avventura in Serie A con i colori nerazzurri. Un colpo di mercato fantastico per l'Inter che si assicura, solamente coprendo l'ingaggio, uno degli attaccanti della Serie A più forti in circolazione. Mourinho ha, dunque, a disposizione, una freccia importante, in un periodo nel quale dovrà fare a meno del fuoriclasse camerunense Eto'o, impegnato in Coppa d'Africa. Ora, il 26enne bomber ex biancoceleste è in viaggio alla volta della Pinetina dove incontrerà Mourinho e i nuovi compagni.
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Calcio, Inter: Mourinho pensa alla Champions: "Se vinco non esulto"

Tra febbraio e marzo andranno in scena gli ottavi di finale della Champions League. In programma sfide pazzesche, incroci di fuoco tra Italia e Inghilterra. Manca tanto tempo ancora, ma Mourinho già ci pensa. Infatti, l'urna di Nyon ha assegnato all'Inter non una squadra qualsiasi ma proprio l'amato Chelsea.

Un risultato importante, ottenuto contro la squadra londinese, spalancherebbe le porte dei quarti alla corazzata interista. Ma il portoghese ammette che in caso di successo non esulterà: "Se vinciamo non farò assolutamente nulla - ha risposto lo "Special One" -. Sono innamorato del Chelsea, quindi non farò feste. Amo ancora questo club, e ho un grande rispetto per i suoi giocatori ed i suoi tifosi". Un'idea chiara quella del mister di Setubal che, addirittura, preannuncia un ritorno nella cara Inghilterra: "Voglio tornare in Inghilterra. Non sono il tipo di persona che riesce a nascondere i propri sentimenti. Io amo questi posti, li amo, li amo...", con una precisazione finale tuttavia... "Sono assolutamente certo che un giorno tornerò lì - ha aggiunto il portoghese -, ma non lascerei mai un club a metà stagione per andare in un altro. Quindi fino al termine della stagione in corso non c'é alcuna possibilità che io me ne vada dall'Inter".
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(video) Calcio, Mourinho contro Mazzola in conferenza: "Non è lui che mi firma gli assegni"


(Mourinho contro Mazzola)

L'Inter si prepara ad affrontare il Rubin Kazan in una gara che risulta decisiva per le sorti europee della formazione nerazzurra. L'undici nerazzurro si trova, infatti, appaiato con i russi a sei punti, dietro il Barcellona che, di punti, ne hanno 8 e saranno impegnati contro la Dinamo di Sheva, ultima a 5. C'è tensione, anche una sorta di paura di fallire l'obiettivo, soprattutto dopo la sconfitta rimediata nel derby d'Italia contro la Juventus e alla luce di un cammino europeo non particolarmente brillante. Nervoso, soprattutto, Josè Mourinho che, nella conferenza stampa pre-champions, si è rifiutato di rispondere a molte domande e ad altre ha risposto con la solita arroganza: "Non abbiamo paura del Rubin Kazan: è una buona squadra ma noi siamo migliori di loro e mercoledì vinceremo. Noi scenderemo in campo per vincere. Non voglio nemmeno parlare del prossimo turno: vogliamo solo vincere e qualificarci". Così il portoghese, stizzito per il "pressing" asfissiante della stampa sulla compagine nerazzurra. Nell'estratto della conferenza, che potete vedere, Mourinho ha poi replicato ad alcuni commenti di Sandro Mazzola, attaccando apertamente il dirigente nerazzurro. “Mazzola ha detto che se non passiamo il turno, io lascio l’Inter a giugno? Non mi interessa cosa ha fatto Mazzola in passato, voglio sapere cosa fa adesso nell’Inter. Niente? Non ha incarichi? E’ un opinionista? E allora lui non conta: non è lui che firma l’assegno”. Non staremo mica esagerando?
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Calcio, Ferrara vuole una Juve perfetta: "Solo così si può battere l'Inter"

Juventus-InterDopo le sconfitte, pesanti, con Bordeaux (in Champions) e Cagliari (in campionato), la Juventus cerca il riscatto nell'attesissima sfida con la capolista Inter. Domani sera, infatti, all'Olimpico di Torino, andrà in scena il derby d'Italia. Una sfida affascinante, ricca di campioni, e soprattutto già decisiva per i bianconeri, distaccati di ben 8 punti dai nerazzurri (35 contro 28). Nonostante il gap e le ultime deludenti prestazioni, Ciro Ferrara è fiducioso e carica i suoi in vista del big match: "È una partita bellissima e molto sentita, di altissimo livello. Rispetto al passato, abbiamo potuto lavorare una settimana con una buona tranquillità. Arriviamo preparati nella maniera giusta. Nonostante le ultime due sconfitte, il nostro è un ambiente sereno. Vogliamo fare la nostra partita e vincere".

"Per battere l'Inter serve una Juve perfetta". Ecco, secondo il tecnico bianconero, l'unico modo per poter uscire dal campo con i tre punti in tasca. Una vittoria che, se ottenuta, sarebbe fondamentale anche perchè rilancerebbe alla grande una Juventus appannata nelle ultime uscite. Ciro. Come il delitto di un famoso film del 1954 di
Hitchcock, servirà una Juventus perfetta, sia in difesa che in attacco, dove Amauri e compagni dovranno sfruttare al massimo le occasioni costruite nell'arco del match. Sarà sicuramente un incontro dalle mille difficoltà, ma dove anche Ferrara assicura: "l'ambiente è sereno nonostante le sconfitte". E ancora: "Io sono fiducioso - spiega il tecnico della Juve - perché in settimana abbiamo lavorato molto bene. Certo, incontriamo l'Inter, ma alla fine per me sono pur sempre soltanto tre punti". Chiusura di mister Ferrara sul caso Balotelli. Il tecnico napoletano è sicuro la tifoseria bianconera darà un grande segno di civiltà e non riserverà un "trattamento speciale" per il colored dell'Inter: "Mi aspetto una grandissima cornice, sappiamo l'importanza dei nostri tifosi e non mi va che passimo per una tifoseria che crea prloblemi. Sono molto fiducioso, anzi sarebbe simpatico usare l'ironia. Quando mi fratturai la gamba, i i tifosi della Fiorentina mi dedicarono tre striscioni: 'Ferrara sei propio un ragazzo in gamba', 'corri ai Mondiali' e 'salta con noi'». Un Ferrara caricato a molla e pronto a scattare...come la sua Juve. Mourinho è avvisato.
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Calcio, Lippi difende i giovani e annuncia: "A marzo le scelte definitive"

Lippi su Mourinho e NazionaleI giovani non sono bamboccioni. E' questo, in sostanza, il pensiero espresso dal selezionatore azzurro che esce allo scoperto. Marcello Lippi entra, infatti, sulla questione sollevata dal tecnico interista, Josè Mourinho, e difende in modo totale ed incondizionato i giovani virgulti del calcio moderno. Il portoghese, qualche settimana fa, aveva dichiarato che la nuova generazione di calciatori non è ancora pronta: ''E' esagerato quando sento parlare di giovani immaturi, la definizione bamboccioni non mi piace - commenta Lippi -. A me piacciono molto. Non possiamo pretendere che un ventenne oggi sia uguale a un ragazzo di trent'anni fa. Sono figli dei tempi, e anche se non hanno grandi esempi li trovo intelligenti, maturi e pieni di passione. Santon? Mi dispiace, gioca poco e per sperare di arrivare al Mondiale deve giocare un po' di più. Sulla maturità di Balotelli non metto bocca: dico solo che tutte le volte che lo vedo entrare in campo, fa cose importanti".

Lippi contro Mourinho. Queste le parole del toscano che non le manda a dire al mister dell'Inter. Ma il discorso sui giovani non è stata l'unica materia toccata dall'allenatore della Nazionale. Infatti, Lippi passa presto a parlare dell'immediato e del doppio impegno amichevole che attende gli azzurri. Contro Olanda e Svezia, la nazionale sarà impegnata in due test importanti. E il Ct viareggino non vuole che si affrontino i match con la testa al campionato: "Inizia l'avvicinamento ai Mondiali, bisogna perfezionare il gruppo. Non possiamo parlare di strada in discesa verso i Mondiali di Sudafrica 2010, anche se questo e' il primo ritiro da quando abbiamo conquistato la qualificazione. Diciamo che il percorso di avvicinamento entra nella fase decisiva, visto che abbiamo a disposizione solo altre tre partite. Nei prossimi giorni ne giocheremo due, poi torneremo in campo a marzo. Le occasioni per effettuare verifiche non sono tante, come vedete. Abbiamo lavorato con un gruppo di 30-35 giocatori, da questi usciranno i 23 che andranno in Sudafrica. Sara' difficile che qualcuno entri nel gruppo dopo l'ultima amichevole, ma non e' impossibile". Sarà dunque a Marzo che si chiarirà definitivamente ogni dubbio e si sapranno i "mondiali" che viaggeranno alla volta del Sudafrica. Inevitabile, dunque, che si ritorni al tormentone riguardante la mancata convocazione di Antonio Cassano: "Qual e' la brutta storia della sua mancata convocazione? Non lo dovete chiedere a me, ma a Garrone - replica secco Lippi -. Ma mi pare che un'ora dopo averlo detto, il presidente della Samp aveva gia' smentito'. Insomma, la telenovela prosegue...
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Calcio, Ibrahimovic attacca l'Inter: "Pochi erano decisivi"

Ibra, frecciate all'InterAncora una stoccata alla ex squadra. L'ennesimo messaggio agrodolce, spedito dalla Spagna all'Inter, da Zlatan Ibrahimovic, è di qualche ora fa. E crediamo che non farà piacere a Mourinho, nè a patron Moratti che tanto ha dato (in denaro e in popolarità) alo svedese che, ora, è uno dei tanti nella squadra catalana di Pep Guardiola.

Sulle pagine della rivista spagnola ”Barça”, il fuoriclasse svedese, Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “All’Inter non c’erano molti giocatori in grado di fare la differenza e, quando uno di questi pochi stava male, la situazione diventava difficile. Al Barcellona è diverso: quando qualcuno resta fuori, subentrano comunque altri calciatori in grado di fare la differenza, consentendoci di continuare a vincere. Ecco cosa contraddistingue una grande squadra. Qui ci sono stati campioni come Stoichkov, Ronaldo, Romario ed Eto’o che hanno fatto cose straordinarie; il mio obiettivo è quello di lasciare un segno proprio come loro. L’attaccante camerunense ha fatto molto bene qui e io rispetto molto la sua carriera; e’ un grande, ma prendere il suo posto non mi ha creato pressione, anzi mi fornisce uno stimolo; inoltre non credo sia fattibile il paragone fra noi due perche’ siamo molto diversi”. Un messaggio che lascia veramente allibiti. A voi, interisti e non, le considerazioni sulle parole di Ibra.
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Calcio, Serie A: Ferrara passa al contrattacco: "Se Mourinho non è pirla, io non sono fesso"

Ferrara passa al contrattaccoE' stato in silenzio. Ha incassato gli attacchi, le punzecchiature, i colpetti di Mourinho, di un collega che non ha mai perso occasione per tirare in ballo il tecnico rivale. Ma quando è troppo è troppo. E, alla vigilia del delicato match di Serie A, che vedrà i bianconeri di scena al Barbera contro il Palermo di Zenga, il buon Ciro Ferrara rompe il silenzio e passa al contrattacco: "Gradirei che la sfida tra Inter e Juve restasse sul campo - ha spiegato in conferenza stampa - Se Mourinho non è un pirla, io non sono un fesso".

Poche parole, ma di grande significato, quelle rilasciate del bianconero. Ma Ciro non si è fermato qui. Infatti, dopo l'ennesima insinuazione di Mourinho sui commenti della critica al pareggio della Juve contro il Bayern, il mister della Juventus ha deciso di rispondere: "Il punto di Monaco è importante. Non mi sembra sia stato enfatizzato come un capolavoro. Ognuno dovrebbe guardarsi di più in casa propria. Mourinho ogni settimana ha un pensiero per la Juve. Le critiche nei confronti di una pareggio ci possono stare, siamo nella stessa situazione e mi farebbe piacere che non venisse tirata sempre la Juve in mezzo". La risposta di Ciro è dunque arrivata. Polemica che proseguirà o chiudiamo qui e lasciamo spazio al campo?
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Calcio, Serie A: Zeman attacca Mourinho: "E' un allenatore mediocre". La risposta del portoghese: "Ma chi è?"

zeman attacco mourinhoPuò piacere o no. Questo è sicuro. Si è guadagnato tanti estimatori, con il suo modo di vivere la Serie A, con la sua franchezza e le sue battaglie (come quella contro il doping), ma anche tanti detrattori, tanti nemici che lo "odiano" ancora a distanza di anni. Ma ci mancava tantissimo, il boemo Zdenek Zeman, e il suo ritorno è stato in grande stile, con un attacco all'allenatore più "special" del campionato di Serie A. Non si sentiva più, dal dicembre 2006, dall'esonero di Lecce. Il tecnico si era lanciato nell'avventura alla Stella Rossa di Belgrado, per essere, anche in quel caso, liquidato dopo appena tre mesi. Ora, torna a farsi sentire, e lo fa lanciando staffilate a destra e manca, e colpendo Mourinho, ma anche altri giovani mister Leonardo e Ferrara, tanti big della Serie A e del calcio italiano. Insomma, un vero e proprio fiume in piena.

"Mi sento ancora un allenatore di calcio - ha detto Zeman - Io sarei anche disponibile a tornare sui campi da gioco, ma non so se oggi ci sono le condizioni. Di certo, mi divertirei ancora". Questo l'esordio del boemo che, come sempre, non si crea tanti problemi e si espone in prima persona, senza peli sulla lingua: "Penso di essere ancora bravo, bisogna chiedere alle società perchè non mi vogliono. Sicuramente sono un personaggio scomodo. E poi, oggi, tutti dicono che un tecnico deve essere un gestore di giocatori e non un maestro di calcio e non è questa la mia visione delle cose. Purtroppo, le mie dichiarazioni nel '98, oltre a quello scudetto con Roma e Lazio, le ho pagate a caro prezzo anche per la mia carriera". Una pesante accusa, quella lanciata da Zeman, che passa poi al discorso riguardante i tecnici italiani e va a colpire uno che è ora a Kazan con la squadra, per l'incontro di Champions, valido per la seconda giornata del gruppo F: "Mourinho è un grandissimo comunicatore che nasconde bene la propria mediocrità come allenatore - è il giudizio dell'inventore del 4-3-3 - Io credo che si trovi all'Inter, perché è un grande gestore di giocatori anche se è ancora più bravo a gestire i giornalisti. Certo, con lui i tifosi nerazzurri non vedranno mai un bel gioco. Detto questo la squadra di Moratti resta la grande favorita del campionato, anche se gioca malissimo, perché ha la rosa più attrezzata".). La risposta del portoghese (a mio avviso uno dei migliori mister della Serie A) non si è fatta attendere ed è stata lucida, secca, e concisa: "Non lo conosco, non so chi sia". Polemica già chiusa?
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Calcio, Serie A: Cassano sfida Mourinho: "E' il migliore ma oggi vinco io"

Oggi, nel primo anticipo della sesta giornata in Serie A, si trovano di fronte Sampdoria e Inter, a Marassi. Alle 18 e 30 non mancherà certamente lo spettacolo e nemmeno i grandi protagonisti della Serie A di Calcio. Uno di questi, Antonio Cassano, fuoriclasse dei blucerchiati, vuole continuare a stupire tutti con le sue fantastiche giocate e i gol pazzeschi (uno lo fece proprio all'Inter quando era ancora "in fasce") che fanno il giro del mondo. Avversario di turno, dei liguri, come abbiamo detto, è l'Inter di Mourinho e Cassano è pronto a sgambettare l'amico "Special": "Lui è il migliore degli ultimi vent'anni - ha detto - e l'Inter è una portaerei. Ma sono certo: vinciamo 2-1". E magari con il gol vittoria proprio a sua firma.

La stima non manca, nemmeno il rispetto. Ma oggi, FantAntonio ha voglia di compiere l'impresa insieme ai compagni. Cassano è carico. C'è un conto da saldare con un gol, come il barese ha annunciato in tempi non sospetti. Ma la Sampdoria che si prepara ad affrontare lo squadrone nerazzurro e la spaventosa coppia gol Eto'o-Milito, non è costituita solo dal campione di Bari vecchia. C'è un gruppo solido, completo, organizzato e diretto alla grande da un tecnico di Serie A preparato come Gigi Del Neri. Pazzini, Mannini, Palombo sono altri grandi protagonisti di un team che vuole continuare a navigare nelle parti alti della Serie A. Proprio per questo e passando a parlare della formazione, il tecnico dei genovesi non cambierà pressoché nulla rispetto a Firenze e continuerà a dare fiducia all'undici che ha cominciato così bene la stagione in Serie A. Una scelta, questa, che non può fare Mourinho, costretto invece a fare i conti con l'imminente turno di Champions e con la condizione deficitaria di Sneijder. L'olandese starà fuori: al suo posto ci sarà Stankovic alle spalle di Milito ed Eto'o, con Vieira ripescato in mediana al fianco dei soliti Cambiasso e Javier Zanetti. Nessuna novità, invece, in una difesa che dovrà fare i conti con lui, soprattutto, con Antonio Cassano. Il piede del barese è caldo, il gol è dietro l'angolo.
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Calcio, Lippi Infuriato: "Si parla di tutto tranne che di noi"

Lippi scuote tuttiInattesa, forse anche sgraziata nei modi, ma sicuramente una "strigliata" che ci voleva dopo tante chiacchiere e soprattutto tante polemiche sterili e inutili che hanno avuto come protagonisti personaggi importanti della Serie A di Calcio. Risuona fragorosa, impetuosa, improvvisa, dal ritiro azzurro, la voce di Marcello Lippi (un altro autogol?). Il viareggino scuote un pò tutti, addetti ai lavori e non, cercando, più che altro, di mantenere alta la concentrazione su quelle che appaiono come due sfide fondamentali per la qualificazione ai Mondiali del Sudafrica del prossimo anno.

Anzi, il tecnico vuole proprio che l'attenzione si sposti dalla Serie A di Calcio, dalle questioni di club, all'ambito nazionale, e ai match che attendono i nostri atleti: "Di noi non frega niente a nessuno". L'ira dell'allenatore, anche se nascosta con un mezzo sorriso, è evidente: "In settimana si è parlato di Cassano, di Mourinho, di tutto, ma non di come giochiamo e della gara con la Georgia di sabato. A me questo non sta bene, anche perché la partita contro la Georgia e quella di mercoledì contro la Bulgaria a Torino potrebbero già darci praticamente il visto per i Mondiali in Sudafrica". Questo lo sfogo di un Lippi messo sicuramente sotto pressione e di fronte a delle prove da dentro o fuori. Fallire potrebbe davvero creare pericoli inutili in vista del mondiale del 2010. Intanto, la squadra azzurra è arrivata a Tbilisi dopo circa 4 ore di volo da Pisa. Successivamente, i nostri ragazzi si sono trasferiti in pullman all'albergo sede del loro ritiro e alle 18 svolgeranno l'allenamento della vigilia sul prato dello stadio nazionale Boris Paichadze, dove sabato alle 22 (ora locale) è previsto l'inizio di Georgia-Italia, gara valida per le qualificazioni. Servono gol Mondiali.
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Calcio, Serie A: Cannavaro attacca Mourinho. Il portoghese replica al capitano azzurro

Cannavaro contro MourinhoL'atteggiamento dello "Special One", nella Serie A di Calcio, con le sue interviste, punzecchiature e attacchi, non gli piace affatto. E' un modo di fare presuntuoso che non gli va assolutamente giù. Dal ritiro di Coverciano, Cannavaro non le manda a dire, dunque, al portoghese dell'Inter e, anzi, lo attacca con vigore: "Di José Mourinho non mi piace che quando parla sia tutto legge. Santon? Dovrebbe fare in modo di poter giocare, altrimenti rischia il posto il Nazionale".Queste le parole del capitano azzurro.

Ma, naturalmente, la polemica innescata dal giocatore bianconero è proseguita e non abbiamo dovuto attendere molto per ascoltare la replica del mister nerazzurro. Josè Mourinho ha così replicato: "Cannavaro è ancora un giocatore, ma parla già da allenatore, ds o presidente. Così parlando, sbaglia e dimentica qualche particolare che non riguarda l'Inter". Inoltre, proseguendo nell'intervista, ha aggiunto: ''Per esempio che, considerato che nella Juve giocano lui e Chiellini, anche Legrottaglie deve valutare di cambiare squadra a gennaio, altrimenti perderà il Mondiale. E anche Giovinco, giovane di talento, anche prima dell'infortunio, ha giocato poco e quindi deve valutare bene le sue scelte per il futuro". Ma Mourinho non è stato l'unico argomento trattato dal difensore juventino, autore di un grande inizio nella Serie A di Calcio, da quando è tornato a vestire la maglia bianconera. Si è parlato, infatti, anche di Nazionale e di Antonio Cassano, un giocatore che meriterebbe sicuramente la convocazione, per quanto sta facendo nella Serie A di Calcio con la Samp, per i gol e le giocate, ma che Marcello Lippi "non vede": "Un tormentone che ci porteremo dietro per parecchio tempo. Antonio deve stare tranquillo e dimostrare quello che vale - spiega il difensore della Juventus -, è da tanto che si parla di lui, le scelte spettano al mister e bisogna rispettarle. Lui con noi si è sempre comportato benissimo, ma bisogna avere rispetto per chi è qui. Antonio è un giocatore dalle qualità straordinarie, comunque da Totti a Cassano, fino a Del Piero, la Nazionale continua ad essere aperta tutti. Le decisioni vanno rispettate. Ora abbiamo Giuseppe Rossi, è lui che ci deve far fare il salto di qualità".
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