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Calcio, Messi insaziabile. Suo il Fifa World Player. Ma l'Argentina lo accusa: "Non sei uno di qui"

Lionel Messi si è aggiudicato il premio Fifa come miglior giocatore dell'anno. E' lui il più bravo di tutti per i tecnici chiamati a votare. E', soprattutto, la conclusione di un anno memorabile per il calciatore del Barcellona: sei titoli con il club (l'ultimo, il Mondiale per Club, sabato scorso), il Pallone d'Oro, la qualificazione agli ottavi di champions, il primo posto nella Liga. Un anno da 10. Alla Kongresshaus di Zurigo spettacolo ed emozioni, con la voce di Laura Pausini e i cinque finalisti: tre del Barcellona (Messi, Xavi, Iniesta) e due del Real (Cristiano Ronaldo e Kakà). Poi le votazioni e il risultato. La Pulce straccia tutti, conquistando 1073 punti contro i 352 di Cristiano Ronaldo e succede proprio al portoghese nella storia di questo riconoscimento. Tanta felicità, ma dietro l'amarezza per le critiche e le accuse che arrivano dai tifosi argentini (scottati dal gol in finale con l'Estudiantes). E anche un soprannome..."El Catalan"...

Un genio, dotato di una classe immensa. Uno spettacolo vederlo correre e deliziare tutti nelle sue prestazioni sui campi da calcio (addirittura per Maradona "guardare Messi è meglio che fare sesso"). Fantasia e tecnica al servizio di 1 metro e 69. Inevitabile certificare la sua bravura. Dopo aver conquistato, tre settimane fa il Pallone d'Oro, ecco che arriva anche il Fifa World Player. Ha vinto tutto Leo Messi ma non è completamente felice. Infatti, dall'Argentina arrivano accuse pesanti: "Non è uno di qui, è uno di li (alludendo al club catalano, ndr)". Insomma, dalla sua patria, dalla terra che lo ha visto nascere (è di Rosario, l'Argentina "operaia") arrivano strali velenosi e dritti dritti in fondo al cuore. La colpa? il gol, decisivo, segnato di petto in finale ad Abu Dhabi, che ha tolto il Mondiale per Club all'Estudiantes, una storica squadra argentina. Mentre, con l'Albiceleste, sempre a detta dei tifosi, lui non è ancora stato decisivo. Messi non ci sta e ribatte "Non li capisco proprio, i miei connazionali. Vero, in Nazionale non sono ancora stato decisivo come nel Barça, ma questo è un altro discorso. Io ce l’ho messa tutta, sempre. Stasera, a Barcellona, la seleccion di Maradona affronterà in amichevole la Catalogna, io non giocherò ma tiferò Argentina, naturalmente. Continuano a considerarmi "uno di qui", e non "uno di lì", forse perché me ne andai bambino, forse perché a certi livelli ho giocato solo in Europa. Non credo che sia una colpa. Avevo gravi problemi fisici, non crescevo in altezza, il Barcellona mi pagò vitto, alloggio e cure. Il Barça, non il River Plate o il Boca Juniors". Che amarezza. Criticare Messi è veramente un colpo al cuore.
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Calcio, Euro 2012: A Kiev presentati Logo e Slogan ufficiale

Euro 2012-logoAncora manca tanto tempo ma già siamo in grado di fornirvi le prime chicche al riguardo. Nel corso di una bellissima cerimonia, che ha avuto luogo oggi a Kiev, nella capitale ucraina, sono stati presentati il logo e lo slogan ufficiale di UEFA EURO 2012.

La manifestazione calcistica, in programma tra due anni in Polonia e Ucraina ha già il suo Logo (che potete osservare nella foto). Tanto colore, un pallone e i fiori (uno rosso e bianco l'altro giallo e blu, che riprendono i colori nazionali delle due nazioni ospitanti). Questo dunque il simbolo principale dell'evento che, nella giornata odierna, ha messo le sue prime radici. Ad assistere alla cerimonia, il Presidente Uefa Michel Platini e i numero uno della Federcalcio polacca, Grzegorz Lato, e di quella ucraina, Grigoriy Surkis. In aggiunta, naturalmente, i rappresentanti delle otto città sede del torneo, nonché del presidente ucraino Viktor Iushenko e del premier Iulia Timoshenko. Detto del logo, passiamo allo slogan che rappresenterà la manifestazione sportiva. lLo slogan recita "Facciamo insieme la storia", un riferimento, secondo la Uefa, al fatto che per la prima volta i Campionati Europei di calcio vengono organizzati in Paesi dell'Est ex comunista.
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Calcio, risultati: La Juventus non va oltre il pari con il Nancy nel "Platini day"

Juve, pari col nancyMentre i nazionali faticano a Pinzolo, il resto del gruppo scende in campo per la seconda amichevole stagionale. E' stato il "Platini day", con la Juventus che alle 12 ha raggiunto l'aeroporto di Nancy, poi l'arrivo nella città di Joeuf (città natale dell'ex calciatore bianconero e ora presidente dell'Uefa, Michel Platini). Lì si è svolto il secondo test per i zebrati di Ciro Ferrara. Contro il Nancy, discreta squadra che si propone come sorpresa della Ligue 1, i risultati di calcio per la Signora sono stati dolci a metà. Si è vista una Juve buona a tratti, ma che ha faticato anche per il carico di lavoro di questi giorni, che si è fatto sentire. E alla fine, i bianconeri - privi dei nazionali - non sono andati oltre l'uno a uno.

Dopo una buona partenza (rete di Amauri all'ottavo del primo tempo), Del Piero e compagni hanno faticato e subito il pareggio allo scadere del primo tempo, che di fatto ha deciso l'incontro. La difesa bianconera (soprattutto Zebina, che ha festeggiato così e così il 31esimo compleanno) ha sofferto molto le iniziative dei francesi, e soprattutto dello scatenato Dia. Le note migliori da Zanetti, in cabina di regia, dal portoghese Tiago che è sembrato un altro (rispetto alla deludente stagione passata, quando in panchina c'era Ranieri) e soprattutto si è calato subito alla grande nel rombo che vuole il tecnico juventino (ha colpito anche un palo), e dal brasiliano Amauri, letale cecchino, mentre il capitano, dopo la firma sul rinnovo del contratto, ha visto poco la porta, anche se è andato spesso alla conclusione. Insomma, i risultati di calcio di quest'oggi, per il casato bianconero sono discordanti. Note positive e negative, ma in fondo siamo ancora alle prime sgambate ed era la Juve B...
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Calcio, Platini si scaglia contro le spese pazze del Real: Pronte "nuove regole"

Platini contro le spese pazze del RealLa furia Real sul mercato internazionale e le cifre folli, decisamente insensate in alcuni casi (come i 93 milioni spesi per Cristiano Ronaldo), sborsate da Florentino Perez, un personaggio che ha sempre avuto manie di grandezza, hanno provocato la reazione di Michel Platini, attuale presidente dell'Uefa. Il francese ha detto "basta". Stop alle spese folli per un calcio "più giusto e trasparente".

Dopo le bordate verbali ecco i fatti sottoforma di presa di posizione ufficiale dell'organo calcistico europeo, che annuncia "nuove regole" per limitare le spese incontrollate. Il primo punto del progetto riguarderà il fatturato come indicatore per definire, per ogni club, un salary-cap e un limite di spesa sul mercato. Questo sarà importante per poter "calmierare" i vari presidenti "paperoni" sempre pronti a sborsare pur di accaparrarsi i migliori giocatori. "Il calcio -si legge in una nota emessa al termine della riunione, tenutasi a Vilnius (capitale della Lituania, ndr)- dovrebbe premiare i club che vivono grazie alle proprie risorse. Le societa' devono ridurre le spese. Ingaggi e trasferimenti dovrebbero essere proporzionati al fatturato". E' importante, e viene ribadito dall'Uefa, l'affermazione del principio basilare del "fair play finanziario". "I club dovrebbero investire nei settori giovanili e utilizzare i giocatori formati nel vivaio per rinforzare le squadre. La Uefa e le societa' si sono impegnate a collaborare sul tema del fair play finanziario per ridurre le spese eccessive e per promuovere investimenti per il benessere duraturo del club". Questo l'input fondamentale lanciato ai presidenti e alle società calcistiche, in primis quelle sempre pronte ad "ammazzare" il mercato e a diventare grandi sborsando cifre mostruose, spendendo e sperperando senza nessun limite cifre insensate e illogiche soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo a livello internazionale.
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Calcio, Diego si sente già bianconero: "Juve, vinciamo insieme

Diego parla già da bianconeroE' stato il grande assente nella finale di Coppa Uefa, vinta dallo Shaktar di Mircea Lucescu. Il suo Werder ha sofferto molto e alla fine è stato piegato. E' mancata la luce che solo lui è capace di dare. Ora, passato anche quest'appuntamento è tempo di chiarire il futuro e prendere una decisione definitiva. Diego, fantasista brasiliano del Werder Brema, la sua scelta l'ha fatta: "Juve, vinciamo insieme...Nei prossimi giorni sarà tutto definito. E' un grandissimo club che punta sempre al massimo, come me".

Manca ancora l'ufficialità ma Diego, con queste parole, fa capire di aver scelto il club bianconero. Dal Werder alla Juventus per compiere quel salto di qualità che possa permettergli di ottenere i successi e i trionfi che, onestamente, merita, visto cosa è capace di fare con la palla tra i piedi. E' un grandissimo giocatore, uno di quelli capaci di cambiare volto alla partita in un attimo. In questi giorni, tra le mani, ha una maglietta verde del suo Werder ed una medaglia d'argento che Michel Platini gli ha consegnato, simbolo del secondo posto in coppa Uefa (l'unico suo rammarico è stato non aver potuto aiutare i compagni a vincerla). Ironia della sorte, quasi fosse un passaggio delle chiavi del gioco della Juventus. Passato contro futuro bianconero. Sarà così, il matrimonio è vicino.
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Uefa. Platini annuncia la sospensione delle gare in caso di cori razzisti

A Roma per la cerimonia di consegna della Coppa della Champions League (la finale si disputerà il 27 maggio all'Olimpico), Michel Platini, presidente dell'Uefa, interviene con fermezza sull'episodio di razzismo accaduto a Torino durante il match di campionato tra Juventus e Inter: i cori vergognosi, dei quali è stato fatto oggetto l'attaccante di colore dell'Inter, Mario Balotelli.

Dopo le varie condanne, decise, arrivate dai vertici societari della Juventus e da altri esponenti del mondo del calcio (Abete, Campana e Matarrese), e dopo la decisione del giudice sportivo Tosel di squalificare per un turno il campo bianconero (gara a porte chiuse contro il Lecce), arriva anche la voce altisonante del francese (tra l'altro ex bandiera, da calciatore, della Juventus). L'Uefa sospendera' le partite in caso di cori razzisti. Lo ha annunciato Michel Platini: "Ci vorrà coraggio - ha detto - ma la decisione d'ora in poi e' di fermare le partite in caso di cori razzisti per 10' e in caso continuino nonostante gli annunci di chiuderle'. Una decisione importante, ma sarà utile alla causa? Cosa ne pensate?
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Platini dice no alla moviola in campo.

No alla moviola in campo. E' chiara la presa di posizione del Presidente dell'Uefa riguardo all'ausilio dello strumento tecnologico per poter dare manforte all'arbitro, almeno nei casi più complicati. Meglio due fischietti in più. Questo il pensiero di Michel Platini.

"Il giorno in cui ci sarà il video, io saluterò il calcio". Un rifiuto netto arriva, in queste ore, dalla presidenza dell'Uefa, e dalla viva voce del suo numero uno, il francese Michel Platini che agggiunge: "Quando giocavo io non c'era la televisione, l'arbitro decideva tutto - ha spiegato Platini -. Poi sono arrivate le telecamere e hanno fatto vedere gli sbagli degli arbitri. Aggiungendo due arbitri sulla destra di ciascuna porta, sara' possibile aiutare il direttore di gara centrale a prendere una decisione". Ma siamo veramente sicuri che l'aggiunta di due arbitri possa veramente aiutare a ridurre gli "sbagli" dei direttori di gara, o comunque aiutare il principale referee ad avere meno abbagli (in casi particolari naturalmente, come gol fantasmi) e, di conseguenza a fare in modo che non esplodano le continue polemiche che agitano gli animi e forniscono pane quotidiano alle varie tribune sportive?
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Platini punzecchia Mourinho: "In Champions conta più la squadra che il tecnico"

(Michel Platini, Presidente dell'Uefa)
Platini punzecchia MourinhoMourinho l'uomo giusto per vincere la Champions in nerazzurro? Per molti, compreso Moratti, è così anche se quest'anno è andata male. Ma secondo Michel Platini, presidente dell'Uefa, per ottenere dei successi a livello europeo, è molto più importante il gruppo che la guida. Insomma, dal francese una stoccata velenosa allo Special One...

Non c'è pace per il tecnico portoghese dell'Inter. L'ennesima punzecchiatura, arriva, in queste ore dal vertice dell'Uefa, ovvero dall'ex bandiera juventina, Michel Platini il quale punzecchia Josè Mourinho: per trionfare nella Champions e' piu' importante avere una buona squadra che un grande tecnico. Questo in sintesi il pensiero del francese, al quale era stao chiesto se lo "Special One" fosse davvero la persona giusta per poter regalare all'Inter il successo in Europa. Ecco la risposta completa ed esauriente del francese : "Il mestiere dell'allenatore e' molto difficile, lo capisco. Ma, per me, avere una grande squadra ti fa avere piu' chances di vincere rispetto ad avere un grande allenatore".
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Platini tuona: "Se un ragazzo vale 150 milioni di euro è ridicolo". L'obiettivo è evitare nuovi "casi Kakà

                     Michel Platini, dal 2007 Presidente Uefa

MICHEL PLATINI è alle prese con un problema di non facile soluzione. Nella vicenda Kakà, anche se si è conclusa con un nulla di fatto e il giocatore è rimasto al Milan, a sconvolgere e a sollevare un polverone, a livello internazionale, sono state le cifre mostruose "sparate" dallo sceicco arabo per acquistare il fuoriclasse rossonero. Proprio sulla base di questo recente episodio è stato lanciato l'allarme dall'attuale presidente Uefa. Ascoltiamolo.

In queste ore sta studiando nuove regole che possano permettere di evitare, in futuro, casi simili a quello che ha coinvolto direttamente Ricardo Kakà. "Il calcio è uno sport e non un prodotto", questo il grido lanciato dal Presidente dell'Uefa MICHEL PLATINI che individua subito la radice del problema: livellare le possibilità economiche dei club europei. Ma come si può raggiungere questo obiettivo? Sicuramente, attraverso l'individuazione di norme precise che possano "calmierare" la compravendita di calciatori. Lo ha affermato dopo una riunione a Londra, con parole importanti ma anche pesanti: "Se un ragazzo costa 150 milioni di euro - ha affermato Platini- e' ridicolo da un punto di vista finanziario, sociale e sportivo. Per questo dobbiamo fare qualcosa". Non possiamo che condividere l'allarme lanciato dal francese, ma speriamo che si concretizzi in regole precise e non rimanga una mera esternazione, vocale, che lascia il tempo che trova.
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