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(video gol) Calcio, Amichevoli internazionali: Olanda-Usa 2-1. Kuyt-Huntelaar, sorriso orange


(video gol highlights)

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(video gol) Calcio, risultati: Milito stende il Milan. L'Inter vince il derby d'America

Milito vince il primo derbyIl giovane Leonardo perde la prima battaglia contro l'esperto e titolato Mourinho. La prima stracittadina, vissuta nell'aria statuintense del Massachussets, a Foxborough, vede l'Inter sorridere, grazie al due a zero inflitto ai "cugini" rossoneri. Questi i risultati di calcio del primo derby milanese. Protagonista dell'incontro l'argentino Diego Milito, autore della doppietta decisiva (al 4' e al 75') che regala al portoghese la prima vera soddisfazione dell'annata, in attesa delle gare che contano sul serio.



(Inter-Milan 2-0. Doppietta di Milito)

Senza i vari Ibrahimovic, Kakà e Maldini, i primi due sono volati in Spagna (il primo a Barcellona, l'altro a Madrid) in cerca di nuove emozioni e trofei, il terzo invece ha lasciato il calcio dopo una strepitosa carriera vestita di rossonero, va in scena il primo scontro tra lo "Special One" e il giovane neotecnico del Milan. I risultati di calcio parlano chiaro. Per Leonardo c'è ancora molto da lavorare, in casa Milan, per l'Inter invece, Milito sembra già indossare i panni di Ibra e del leader dell'attacco interista. Un match che, in ambito internazionale, mancava da 40 anni e che ha visto trionfare la squadra nerazzurra, al termine di una gara non esaltante e che poteva offrire, senza dubbio, di più al pubblico americano. Mourinho manda in campo la coppia Milito-Balotelli, un misto di forza fisica, tecnica e fiuto del gol, con il serbo Stankovic nel ruolo di suggeritore. Leonardo risponde con Nesta e Thiago Silva centrali, e Ronaldinho titolare ma soprattutto punto di riferimento principale nell'attacco rossonero, formato da Pato e Borriello. Proprio da un iniziativa personale del "Principe" nasce il vantaggio dell'Inter: fuga in velocità dell'argentino che entra in area dalla sinistra al 4' e trafigge Kalac, sul primo palo, dopo aver disorientato l'americano Onyewu. Milan pericoloso proprio grazie a Dinho che, sui calci piazzati, mette i brividi al portiere interista, mentre il "Papero" non riesce quasi mai a liberarsi per il tiro, mostrando ancora di essere qualche passo indietro rispetto ai compagni. L'ultimo tentativo rossonero di ristabilire la parità lo ha confezionato al 75' Flamini, con un destro potente alzato sopra la traversa dal fortissimo estremo difensore brasiliano Julio Cesar. Una manciata di secondi dopo, ancora Milito, in contropiede, chiude i giochi, mettendo a segno il punto del due a zernito l'incontro di calcio, e a risultato acquisito, i complimenti di Moratti: "Milito ha confermato di avere le caratteristiche per cui lo abbiamo ingaggiato: è un goleador vero". Lui ringrazia e racconta: "Ho esultato parecchio dopo i gol perché segnare mi rende felice, è il mio mestiere: sono un attaccante e quando la palla va in porta è bello. Mi trovo già a mio agio nell'Inter perché sono stato accolto benissimo, mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno, non ho avuto problemi di inserimento. Inoltre giocare al fianco di certi campioni rende tutto più facile".

RISULTATI DI CALCIO
MILAN-INTER 0-2
Milan (4-3-1-2): Kalac; Zambrotta (63' Oddo), Onyewu (63' Nesta), Thiago Silva, Jankulovski (63' Antonini); Gattuso (68' Flamini), Pirlo (46' Abate), Ambrosini; Ronaldinho (68' Odu); Borriello (46' Zigoni), Pato. A disp. Storari, Kaladze, Inzaghi, Favalli, Di Gennaro, Strasser, Albertazzi. All. Leonardo.
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar (85' Toldo); Maicon (69' Santon), Lucio (77' Materazzi), Chivu (73' Cordoba), Zanetti (91' Obi); Muntari (77' Burdisso), Cambiasso (87' Destro), Thiago Motta (62' Vieira); Stankovic (85' Krhin); Milito (77' Quaresma), Balotelli (69' Mancini). A disp. Orlandoni, Belec. All. Mourinho.
Arbitro: Gonzales.
Marcatori: 4' e 75' Milito (I).
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Calcio, il Milan pesca negli Usa. Ingaggiato a parametro zero Onyewu

Onyewu, primo colpo rossoneroFinalmente, il Diavolo inizia a muoversi sul mercato. Dopo settimane d'immobilità ed operazioni in uscita (clamorosa quella di Kakà, ceduto per 64 milioni al Real Madrid), il club rossonero completa il primo acquisto. Probabilmente sull'onda di quanto visto alla Confederation Cup, Il Milan ha ingaggiato Oguchi Onyewu, difensore centrale americano ma con passaporto belga.

Il centrale, 27 anni, pilastro dello Standard Liegi (con il quale ha vinto il campionato per due anni di seguito), in scadenza di contratto e con la valigia in mano, non ha esitato nemmeno un attimo e ha accettato da subito l'offerta del club rossonero, lanciandosi con grande entusiasmo nella nuova avventura, dopo aver disputato un'ottimo torneo, in Sudafrica, con gli Usa sconfitti in finale dal Brasile dell'ex Kakà . I rossoneri lo prelevano così a parametro zero, battendo alcune società inglesi che avevano adocchiato, con grande interesse, il mastodontico difensore. Grande potenza fisica, senso della posizione, ma un pò di lentezza dovuta alla sua mole, queste le caratteristiche principali del primo acquisto rossonero.
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(video gol) Confederation Cup: Brasile-Usa 3-2. L'illusione americana dura un tempo. Poi "O Fabuloso" e Lucio mandano in estasi i Samba Boys


(Brasile-Usa 3-2)

STATI UNITI (4-4-2): Howard; Spector, DeMerit, Onyewu, Bocanegra; Dempsey, Clark (dall'88' Casey), Feilhaber (75' Kljestan), Donovan; Davies, Altidore (75' Bornstein). Ct: Bob Bradley.
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Luisao, Lucio, Andre Santos (66' Daniel Alves); Felipe Melo, Gilberto Silva; Robinho, Kaka, Ramires (66' Elano); Luis Fabiano. Ct: Carlos Dunga.
Arbitro: Martin Hansson (Svezia).
Marcatori: 10' Dempsey, 27' Donovan (S), 46' e 74' Luis Fabiano, 84' Lucio (B).

Il sogno americano, cullato per 45 minuti, grazie al due a zero firato da Dempsey e Donovan, va in frantumi clamorosamente nella ripresa, quando il Brasile reagisce alla grande e recupera il doppio svantaggio, mettendo poi il sigillo finale con Lucio. Il Brasile di Dunga batte 3 a 2 gli americani e si aggiudica la Confederation Cup. Come abbiamo detto, primo tempo sontuoso degli States. Difesa perfetta quella dei ragazzi di Bradley, annullati "O Fabuloso", Luis Fabiano, e Robinho, Kakà nervoso e spesso inconcludente. Gli Usa ne approfittano e piazzano il doppio colpo, prima con una girata pazzesca di Dempsey che prende in contro tempo Julio Cesar, poi con il contropiede micidiale finalizzato alla grande da Landon Donovan. Il resto è tutto nei guanti di Howard, decisivo in alcune occasioni create dai sudamericani, protesi in avanti alla ricerca della rete della speranza. Invece, il primo tempo, si chiude sul clamoroso due a zero per gli Usa. La ripresa è tutta un'altra storia. Dopo appena 40 secondi, entra finalmente in partita Luis Fabiano e con una stoccata al volo fa secco il portiere dell'Everton. Gara riaperta. Il Brasile insiste, macina gioco e crea occasioni su occasioni. In una di queste arriva il pareggio (dopo l'ennesimo caso di "gol fantasma", nell'occasione con un colpo di testa di Kakà). Ancora "O Fabuloso", questa volta di rapina, insacca di testa, dopo la traversa colpita in precedenza da un compagno. 2 a 2!. Gli Usa sono come un pugile frastornato dai colpi dell'avversario, alla corda!. E a 6 minuti dalla fine, si completa l'opera dei "Samba Boys". Il colpo di testa di Lucio è imprendibile. Così come il Brasile che mette il sigillo finale alla contesa. Usa rispediti al mittente, ma con l'onore delle armi, Brasile vincente!!!
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Calcio, Confederation Cup: Stasera l'ultimo atto. Sarà riscatto americano o anche gli Usa balleranno la "samba"?

Bradley e gli Usa sfidano il BrasileStasera è Brasile-Usa. A Johannesburg, ore 20 e 30, va in scena l'ultimo atto della Confederation Cup. E' un epilogo inatteso, che in pochi ci aspettavamo alla partenza di questa manifestazione sudafricana, e in pochi speravamo confidando negli azzurri di Marcello Lippi.

E invece il campo ha dato questo responso, chiaro e preciso. Se da una parte era preventivabile che una formazione così forte e talentuosa come il Brasile potesse arrivare fino in fondo, certamente non lo avremmo mai pensato degli Usa di Bob Bradley. Discreta formazione, abbastanza organizzata, qualche elemento di buono spessore, ma insomma in pochi avremmo puntato sulla squadra statunitense in finale. E invece gli americani, dopo una partenza davvero disastrosa, con due sconfitte in altrettante gare nel girone eliminatorio (3 a 0 proprio con il Brasile e 3 a 1 con l'Italia), si sono rialzati, e confidando nel celebre motto obamiano "yes we can", hanno riacciuffato la qualificazione battendo per tre a zero i Faraoni egiziani. Italia travolta, con lo stesso punteggio, dal Brasile e fuori dalla competizione. A passare proprio gli americani che, ottenuta la qualificazione, sull'onda di una forma cresciuta con il passare dei giorni, e di un entusiasmo pazzesco, hanno realizzato il vero e proprio "dream": battere la Spagna dei records. Incredibile flop spagnolo ma mostruosa impresa della nazionale di Bradley contro i vari Xavi, Torres, Villa etc.... Un due a zero senza possibilità di replica. Furie Rosse rese mansuete e americani in finale. Dall'altra parte, invece, un Brasile stanco e svogliato ha conquistato la quarta finale di Confederation Cup con il minimo sforzo e, sostanzialmente, in maniera immeritata. Kakà, Luis Fabiano, Robinho, più che ballerini di samba, sembravano esperti in "lenti" stile "ballo del mattone". Al contrario, i padroni di casa del Sudafrica hanno disputato una gara ottima, sfiorando più volte la rete, e solo un Julio Cesar da brividi e l'imprecisione di Mokoena e compagni non ha portato i "Bafana-Bafana" a realizzare il loro sogno e quello di Nelson Mandela, seduto in tribuna ad assistere all'incontro. Brasile in finale con la mossa di Dunga: Dentro Daniel Alves ed è il Campione d'Europa (con il Barcellona) a firmare l'uno a zero che decide il match, su calcio piazzato all'87'. Questo è quanto. Ora si "ripete". Nel clan statunitense si crede all'impresa e c'è soprattutto voglia di vendicare il tris di colpi ricevuti nel girone eliminatorio. Il Brasile, invece, è a caccia del trofeo e se torna a ballare la "samba" c'è veramente poco da fare.

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Calcio, Bradley esalta l'impresa con la Spagna: "E' stata una grande serata"

Bradley mata la SpagnaChe impresa. I pronostici erano, alla viglia, tutti dalle parti dell'undici di Del Bosque. I campioni d'Europa erano attesi da una passeggiata "di salute", contro gli Stati Uniti di Bradley, già entusiasti e soddisfatti di aver conquistato la qualificazione in un girone che contava Brasile e Italia. Ma, come si dice, "l'appettito vien mangiando" e, dopo aver travolto tre a zero l'Egitto e aver guadagnato la sfida con i campioni d'Europa, si compie il miracolo. Gli Usa "matano" la Spagna e volano in finale di Confederation Cup!.

L'artefice dell'impresa di Bloemfontein è il commissario tecnico Bob Bradley, 51enne nativo del New Jersey, che a fine partita non trattiene la soddisfazione: "Per noi è una grande serata. Avevamo molto rispetto per la Spagna che è una grande squadra, ma sapevamo di avere una possibilità ed eravamo fiduciosi. Sapevamo che avremmo potuto mettere in difficoltà i nostri avversari con la velocità nel reparto offensivo e con gli inserimenti dei centrocampisti. Abbiamo cercato di fermare Xavi, di impedirgli di giocare e di fare i suoi temibili passaggi in profondità. E' stato un vantaggio trovare presto il gol, poi la Spagna ha premuto ma noi abbiamo tenuto. Il nostro successo è la testimonianza dei miglioramenti dei nostri giocatori e del nostro calcio in generale". Che impresa...e se fosse davvero una finale atipica? Stasera Brasile-Sudafrica, altra sorpresa in vista?
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(video gol) Confederation Cup: Spagna-Usa 0-2. Il sogno americano si avvera. Furie Rosse fuori. I ragazzi di Bradley vanno in finale


(Spagna-Usa 0-1. Altidore)


(0-2. Dempsey)

SPAGNA (4-4-2) - Casillas; Sergio Ramos, Puyol, Piqué, Capdevila; Xavi, Fabregas (68' Cazorla), Xabi Alonso, Riera (78' Mata); Torres, Villa. All.: Vicente Del Bosque.
USA (4-4-2) - Howard; Spector, Onyewu, Bocanegra, Demerit; Dempsey (88' Bornstein), Clark, Bradley, Donovan; Davies (69' Feilhaber), Altidore (83' Casey). All.: Bob Bradley.
Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay).
Marcatori: 27' Altidore/U, 74' Dempsey/U.

Impresa americana. Bradley imbriglia il gioco dei Campioni d'Europa, Altidore e Dempsey li mandano al tappeto. Gli Usa, dati per spacciati dopo la doppia sconfitta, rimediata contro l'Italia e il Brasile, dapprima conquistano la qualificazione alle semifinali travolgendo i Faraoni per tre a zero, poi realizzano il loro sogno: battere le stelle spagnole e conquistare la finale della Confederation Cup. Lo "Yes we can" obamiano, ripetuto più volte nello spogliatoio statunitense, ha avuto un'efficacia incredibile. Sulla carta, doveva essere una gara senza storia. Da una parte la Spagna dei record, con le 15 vittorie consecutive, dall'altra gli Usa, dove il "soccer" è al quinto posto a livello di sport nazionali. Il campo ha detto altro, gli Usa hanno vinto con merito. Spagna "matata". Come a dire, non vince sempre il più forte, per questo il calcio è così bello...
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(video gol) Confederation Cup: Brasile-Usa 3-0. Show della Seleçao, out gli Usa.


(Brasile-Usa 1-0. Felipe Melo)


(2-0. Robinho)


(3-0. Maicon)

BRASILE: Júlio César; Maicon, Miranda,, Lúcio (25'st Luisao), Kléber, Gilberto Silva, Felipe Melo, Elano, Kaká (20'st Julio Baptista), Robinho, Luís Fabiano (20'st Nilmar). In panchina: Gomes, Juan, Victor, Daniel Alves, Kleberson, Josuè. All.: Dunga.
USA: Howard, Spector, DeMerit, Onyewu, Bornstein, Dempsey, M. Bradley, Kljestan, Beasley (1'st Casey), Donovan, Altidore (15'st Filhaber). In panchina: Guzan, Boccanegra, Wynne, Pearce, Califf, Adu, Clark, Torres, Davies, Robles. All.: Bradley.
ARBITRO: Busacca (Svi).
MARCATORI: 7' Felipe Melo; 20' Robinho; 62' Maicon (B).
ESPULSO: 12'st Kljestan (U) per gioco falloso.

Dopo venti minuti di gara, incontro già chiuso, a Pretoria, tra Brasile e Usa e qualificazione assicurata, alle semifinali della Confederation Cup, per i ragazzi di Dunga. Finisce tre a zero per i brasiliani, gli Usa sono fuori dalla competizione, dopo aver perso anche con l'Italia. La nazionale verdeoro strapazza, soprattutto nel primo tempo, la squadra di Bob Bradley, con le accelerazioni di Kakà (un pò impreciso nelle conclusioni), le fughe e i cross di Maicon, e la praticità in attacco di Robinho. In ombra, invece, il "fabuloso" Luis Fabiano. Proprio da un cross del terzino interista, al 6', nasce il vantaggio dei sudamericani. Felipe Melo prende il tempo al proprio marcatore e di testa, da pochi passi, non lascia scampo al portiere americano. Aql 20', invece, L'erroraccio di Beasley, che controlla male in area del Brasile, sugli sviluppi di un corner a favore degli statunitensi, permette ai verdeoro di partire in contropiede, tre passaggi ed è rete. Straordinaria ripartenza dei brasiliani: Kakà serve nello spazio il numero sei Ramirez che fugge via, entra in area, e, con grande altruismo, serve l'accorrente Robinho, il quale batte Howard da pochi passi. Letale. Nella ripresa, primi minuti a favore degli statunitensi che provano a reagire e a riaprire il match, ma è solo un fuoco di paglia che si esaurisce subito, strozzato dalle ripartenze dei più titolati avversari. Dapprima Kakà fallisce di poco il tris, bravo Howard nella circostanza, poi è Maicon, dopo uno scambio corto in velocità con Ramirez, a far secco l'estremo difensore americano, con gli Usa ridotti in dieci dal 12' per l'espulsione di Kljestan.
Grandissima gara quella disputata dal nerazzurro, padrone della fascia destra. Gli americani colpiscono due legni ma non danno mai l'impressione di crederci davvero e chiudono, qui, la loro avventura sudafricana. Brasile primo (con differenza reti + 4), all'Italia la risposta stasera, contro i Faraoni. In attesa della spettacolare sfida di domenica sera.
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Calcio, Giuseppe Rossi lancia la sfida alla Spagna: "E' forte ma noi possiamo giocarcela con tutti".

Rossi lancia la sfida alla SpagnaLippi lo manda in campo, durante la seconda frazione di gioco, e lui ripaga la scelta del tecnico realizzando, con un grandissimo sinistro in corsa, il punto del pari. Poi, a dimostrazione del felice impatto sul match, si toglie la soddisfazione anche di un'altra rete, quella che chiude l'incontro sul tre a uno. L'"americano" Giuseppe Rossi è stato il grande protagonista ieri sera, nel match di esordio dell'Italia, nella Confederation Cup, contro gli Usa di Bradley.

Gara complicata, per nulla facile, con una superiorità numerica (avuta dall'Italia, a partire dal 33' del primo tempo, per l'ingenuità di Clark, allontanato dal cileno Pozo per un fallaccio ai danni di Gattuso) sfruttata solo nei secondi quarantacinque minuti, e proprio grazie ai guizzi di questo folletto (e dalla bordata dalla distanza di De Rossi). "Sono contento per il risultato, tre punti importanti e una doppietta che mi fa molto piacere". Questa la soddisfazione dell'attaccante del Villareal che ha subito pronta una dedica speciale: "Una dedica? Alla mia famiglia, in America. E' stato un match difficile, contro una squadra tosta, che corre e lotta molto. Nella ripresa però loro erano più stanchi. La Spagna? E' forte, ma pure noi lo siamo e possiamo giocarcela con tutti". La sfida alle Furie Rosse è lanciata. Sarà difficile, ma i Campioni del Mondo non devono temere nessuno, questo è l'input lanciato dal ragazzo del New Jersey. L'attaccante, poi, proseguendo nell'intervista, evita qualsiasi discorso sul mercato (per ora resta agli spagnoli del Villareal, ma c'è in agguato la Juventus su di lui) e pensa solo a dare il massimo per poter aiutare la Nazionale ad arrivare fino in fondo in questa manifestazione: "Sono concentrato su questa coppa ed al mercato non penso, voglio dare il massimo per la squadra e fare il meglio". I primi tre punti sono stati incamerati, ora sarà ancor più difficile contro l'Egitto, che ha impegnato non poco il Brasile, e infine domenica sera sarà match spettacolo contro l'undici di Carlos Dunga: "Sono due squadre toste sia Egitto che Brasile. Ora abbiamo due giorni di riposo e poi speriamo di fare questi tre punti".
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(video gol) Confederation Cup: Italia-Usa 3-1. Azzurri male per un tempo poi si scatenano. L'uomo in più e Giuseppe Rossi sono decisivi


(Italia-Usa 0-1. Donovan su rigore)


(1-1. Giuseppe Rossi)


(2-1. De Rossi)


(3-1. Ancora Giuseppe Rossi)

ITALIA (4-3-3) - Buffon; Zambrotta, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Gattuso (56' Rossi), Pirlo, De Rossi; Camoranesi (56' Montolivo), Gilardino (69' Toni), Iaquinta. All.: Lippi.
STATI UNITI (4-2-3-1) -
Howard; Spector, Demerit, Onyewu, Bornstein; Bradley, Clark; Dempsey, Feilhaber (72' Beasley), Donovan; Altidore (66' Davies). All.: Bradley.
ARBITRO: Pablo Pozo (Cile).
MARCATORI: 41' rig. Donovan (S), 58' e 94' Rossi, 72' De Rossi (I).
ESPULSO: 33' Clark (S).

Anche gli azzurri esordiscono con una vittoria nella Confederation Cup, ma non è stata una gara semplice contro gli Usa di Bradley. L'Italia di Lippi parte male, contratta. Nè Iaquinta, nè Gilardino riescono a pungere, ma soprattutto Pirlo non si vede e se non si vede lui la luce è davvero fioca in questo gruppo che ha, a mio avviso, bisogno di un "rinnovamento". Poi al 33' Clark si fa espellere per un brutto intervento su Ringhio Gattuso (l'arbitro cileno Pozo tira fuori il rosso senza troppi tentennamenti) e per gli azzurri sembra davvero in discesa la strada. Ma, invece, poco dopo, sono gli statunitensi a passare in vantaggio. Giorgio Chiellini, in giornata no, commette un'ingenuità non da lui. Colpisce nettamente con un calcio Jozi Altidore e provoca il calcio di rigore che permette agli Usa di andare in vantaggio. Landon Donovan non fallisce ed è uno a zero per gli americani. La ripresa sarà un'altra storia. Facilitati dall'uomo in più, sfruttato in maniera più incisiva, e dall'ingresso determinante di Giuseppe Rossi, l'Italia ribalta il risultato. L'"americano" (è nato nel 1986 nel New Jersey) combina uno scherzetto a Bradley e con un gran sinistro in corsa pareggia i conti. Impatto davvero fantastico per il piccolo folletto del Villareal. Il vantaggio è invece merito di De Rossi. Il forte centrocampista giallorosso fa partire una gran staffilata dalla distanza che inganna il portiere americano. E' due a uno per l'Italia. gara, ora, in discesa. Gli Usa in dieci non riescono a reagire e alla fine ancora Rossi chiude i giochi siglando il tre a uno. Grande sinistro, palla colpita di controbalza sull'assist fantastico di Pirlo (salito in cattedra nella ripresa, bravo anche Grosso, male Legrottaglie e Chiellini, malissimo Gilardino e Camoranesi, Gattuso è ancora in ritardo di condizione) ed è rete!. Bene dunque, a metà...bisogna dare di più...
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Lippi accende i riflettori sulla Confederation: "Col Brasile affascinante, ma Italia-Usa è fondamentale"

Lippi accende i riflettori sulla Confederation CupUna settimana e prenderà via la Confederation Cup, collaudo importante prima dei Mondiali sudafricani del prossimo anno. L'Italia ci arriva dopo il test "sperimentale" disputato, e vinto, per tre a zero, contro l'Irlanda del Nord. Ci arriva con la fiducia e l'entusiasmo di un gruppo che ha voglia di dare il massimo e arrivare fino in fondo. Ogni manifestazione è importante e fa sempre bene vincere e consolidare i "punti di forza", come ha detto il tecnico di Viareggio. La prima gara, contro gli Usa, sarà fondamentale.

Lo dice Marcello Lippi che accende i riflettori sulla sfida con la compagine statunitense, a pochi giorni dal fischio d'inizio: "La partita più importante sarà la prima", ha detto il coach azzurro al sito ufficiale della Fifa. Vincere il primo incontro, in un gironcino a tre che comprende il Sudafrica, ospitante, e il Brasile, sarebbe fondamentale per potersi proiettare già alla fase successiva: "Se il primo match andrà bene, gli altri verranno di conseguenza. Se andasse male invece sarebbe tutto più difficile. Ma non voglio star qui a parlare dei nostri avversari: penso alla mia squadra". Gli Usa, dunque, saranno il primo avversario del torneo, il primo ostacolo da superare, ma senza dubbio la gara di maggior richiamo, e fascino, sarà quella che vedrà opposti gli azzurri al Brasile: "E' normale che ci sia grande interesse perché il Brasile attualmente è la squadra più forte del mondo e noi siamo i campioni in carica", ha detto Marcello Lippi. Impossibile fare confronti tra verdeoro e azzurri: "Che differenze ci sono tra noi e loro? Il Brasile è molto forte, quando attacca è rapidissimo. E' una squadra molto pericolosa. Il nostro modo di giocare è molto diverso, non si possono fare paragoni". Infine, il mister dell'Italia dice la sua sull'approccio dell'Italia a questa manifestazione: "Per noi tutti i tornei sono importanti. Ci aspettiamo di disputare delle ottime partite in Sudafrica, vogliamo crescere come squadra e come gruppo di lavoro". Insomm,a è un collaudo importante. Questo è un gruppo che porta sul petto un campionato del mondo vinto tre anni fa e che, il prossimo anno sarà chiamato a difendere, dunque quale prova generale più importante di questa?
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Mondiali: Zona Concacaf. Ancora vincenti gli States. L'Honduras batte il Messico

Risultati:
Usa-Trinidad e Tobago 3-0
Honduras-Messico 3-1
Costa Rica-Salvador 1-0
Classifica: Usa 7 punti,Costa Rica 6, Honduras 4, Messico 3, Salvador e Trinidad e Tobago 2.
Le prime 3 del girone si qualificano direttamente per i Mondiali, la quarta disputera' uno spareggio con la quinta classificata del girone sudamericano.
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Bambole voodoo per battere gli Stati Uniti. Dopo 10 anni di sconfitte i messicani fanno ricorso alla magia nera.

                 Ecco l'arma segreta del Messico per battere gli Usa
                                  (fonte: http://www.straitstimes.com/)

Si avvicina la prima partita della fase finale di qualificazione per la Coppa del Mondo 2010, a Columbus nell'Ohio, l'11 febbraio prossimo, e valevole per il gruppo delle squadre appartenenti alla zona CONCACAF (organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio del Nordamerica, Centroamerica e dei Caraibi). A sfidarsi saranno Messico e Usa, rivali storiche e vicini di casa, e proprio da Città del Messico, mentre i fan sono in trepidante attesa per il sentito match, arriva l'ennesima divertente stranezza legata al mondo del pallone.


Tutto è nato, e si sta propagando a macchia d'olio, da un annuncio pubblicato dal quotidiano sportivo messicano "Record" proprio nella giornata di ieri:

"Aiutate a interrompere la striscia di sconfitte, così il Messico andrà avanti"

Nulla di strano, direte voi. Se non altro che, e qui viene il divertente, sotto l'annuncio vengono aggiunte delle insolite istruzioni per come aiutare, in modo effettivo e partecipativo, il Messico a vincere contro il "nemico" americano. I lettori e i fans messicani sono invitati dal quotidiano a ritagliare la pagina stessa e a rivolgersi ad un negozio di elettronica del luogo, precisamente "Radio Shack", per farsi consegnare una bambola voodoo che presenta una chiara somiglianza con i giocatori della nazionale americana. La speranza è proprio quella che un pò di magia nera possa aiutare il Messico a  rompere un decennio di sconfitte, rimediate negli incontri disputati contro il vicino del nord. Addirittura viene mostrato, a uso e consumo di tutti i lettori, come "punzecchiare" e "tagliuzzare" la bambola che perde l'imbottitura e strilla come se fosse umana. Insomma, un ricorso totale alla magia nera per i messicani che, da dieci anni a questa parte, non sanno più cosa fare per sconfiggere la nazionale statunitense. "Abbiamo cercato di metterci nei panni di un gruppo di giovani raccolti intorno al televisore a tifare per il Messico e provare a inventare qualcosa che possa portare beneficio alla nazionale". Questa la spiegazione, data dal quotidiano, circa la strana e divertente idea avuta.  Inoltre, Daniel Paz, marketing manager per il giornale, ha dichiarato alla Associated Press che la promozione è nata dal tentativo di rendere più divertente la rivalità di gioco per gli appassionati del futbol. "Si tratta di un giocattolo" ha ribadito lo stesso Paz che ha poi aggiunto: "Non c'era assolutamente l'intenzione di fare qualcosa di grave e sbagliato".   E ben 10000 bambole sono state prodotte per poter coinvolgere più gente possibile e fomentare un ambiente già carico di suo in vista dell'incontro calcistico. Ma non è finita qui, infatti, si pensa già al futuro e sono stati previsti anche piani per espandere la promozione ed includere effigi CONCACAF che rappresentino le altre nazionali finaliste: Costa Rica, Honduras, El Salvador e Trinidad e Tobago. Incredibile, ma vero.
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