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Wenger corteggiato dal Real assicura: "Resto all'Emirates"

Wenger assicura che resterà all'ArsenalWenger rilancia. Il flop in campionato e in ambito europeo non abbatte il transalpino che ricarica le batterie in vista della prossima stagione, nella quale si vede sempre all'Emirates, sulla panchina dell'Arsenal. I tifosi sono decisamente scontenti dell'andazzo generale, la squadra non raccimola trofei da ormai quattro anni, e il tecnico non è più così simpatico, ma Wenger prosegue per la sua strada, continuando a credere nel progetto Arsenal.

In aggiunta a tutto ciò, in queste ore si fa sempre più insistente la corte del Real Madrid e di Florentino Perez che avrebbe individuato, nel 59enne francese, il tecnico del rilancio, in campionato e in Europa, delle merengues. Insomma, cedere alla corte delle prestigiosa squadra spagnola e accontentare, in tal modo, anche la tifoseria (che ormai non lo vede più di buon occhio), oppure dimostrare ai sostenitori e a tutto l'ambiente londinese che la prossima stagione sarà quella del riscatto? Wenger sembra avere le idee chiare: "La proposta del Real è molto interessante - ha affermato in un intervento sul Daily Mail - ma non ho nessuna intenzione di lasciare l'Emirates". Una dichiarazione che fa il paio con quella del presidente Peter Hill-Wood che ha "confermato" l'allenatore sulla panchina dei Gunners almeno fino alla scadenza del contratto (giugno 2011). Dunque, a meno di clamorose novità dell'ultima ora, Wenger avrà un'altra chance di riportare l'Arsenal a lottare per i vertici, in Premier, e soprattutto a competere per i traguardi più prestigiosi in ambito europeo.
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Calcio, Wenger sulla sconfitta: "Troppi giovani? Facile dirlo dopo"

L'Arsenal non è stato sconfitto. E' stato letteralmente annientato dal Manchester nella semifinale di ritorno della Champions League. Tanto che dopo venti minuti, all'Emirates, la gara era sostanzialmente finita (due a zero per i Red Devils, reti di Park e Cristiano Ronaldo). Dunque, è tempo di riflessioni in casa dei londinesi e di comprendere i motivi di tale débacle. Il tecnico francese dei Gunners, Arsène Wenger rimugina sulla sconfitta dell'Emirates e risponde secco: "E' stato un rischio schierare così tanti ragazzi? Facile col senno di poi".

L'alchimista dell'Emirates ha visto infrangere sull'ultimo ostacolo, scoglio insuperabile rappresentato dal super Manchester di Sir Alex Ferguson, il sogno dei suoi ragazzi di approdare alla finale di Roma. La critica che è piovuta sul capo del transalpino è proprio questa, ovvero di essersi affidato ad un team composto in maniera prevalente da giovanotti freschi ma poco esperti che sono stati travolti dai navigati fenomeni di Alex Ferguson. Un'opinione, abbastanza diffusa ma che il tecnico sconfitto prova a controbattere: "Forse è stato un azzardo giocare con tutti questi giovani contro una squadra esperta come lo United? Magari sì, ma detto col senno di poi è facile: d'altro canto, non avevamo altre opzioni difensive, e nessuna alternativa ai giocatori che ho schierato in campo. L'errore di Gibbs? Non è stato il solo elemento a determinare la sconfitta. Comunque ora è inutile stare a riparlare e a ripensare a questa disfatta. Barca-Chelsea? La guarderò senz'altro, è una sfida di grande fascino e prestigio, mi interessa nonostante ormai non ci riguardi più direttamente. Cosa succederà a Londra? Il calcio è del tutto imprevedibile, difficilissimo immaginare cosa potrà accadere a Stamford Bridge. Prendiamo la partita di oggi: chi mai di noi avrebbe immaginato di trovarsi sotto di due reti in casa contro il Manchester dopo meno di 15 minuti, quando avevamo impostato una gara d'assalto?".
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Calcio, Wenger duro: "Loro hanno avuto più coraggio di noi"

Wenger lucido sulla sconfittaLa sconfitta è ancora rimediabile. La Champions non è definitvamente compressa. Ma, dopo aver visto la gara, sotto gli occhi di tutti rimane la grande prestazione del Manchester (soprattutto nella prima mezzora di gioco) e quella invece timorosa un'Arsenal schiacciato dalla corazzata di Ferguson. Un pensiero, questo, sul quale non ha nulla da ridire lo sconfitto, Arséne Wenger. La disamina del coach dell'Arsenal è chiara: "Lo United ha meritato, al ritorno dovremo cambiare".

Non si nasconde dietro un dito il francese dei Gunners, Arsene Wenger, che nel dopopartita regala momenti di grande onestà intellettuale. Una lezione di sportività: "Ci hanno dominato dall'inizio alla fine. L'unica notizia positiva, in una serata come questa, è il risultato: lo 0-1 ci permette di giocarci ancora tutte le nostre chances nel ritorno all'Emirates. Certo è che stasera lo United ci ha sovrastato sotto il profilo del ritmo, della determinazione, della spinta anche emotiva. Il ritorno fra sei giorni? Contiamo di recuperare Van Persie, ma bisognerà lavorare sull'approccio: stasera l'abbiamo totalmente toppato e a Londra dovremo averne uno molto più positivo. Dovremo attaccare e risolverci a essere assai più propositivi. Cosa ci è mancato dal punto di vista tecnico? Ripeto, ancor prima che su disquisizioni tecniche il discorso deve essere impostato su basi psicologiche e mentali: abbiamo il dovere rivedere il nostro atteggiamento, la filosofia con la quale abbiamo affrontato l'incontro e siamo scesi in campo. Certo, ci sono ancora 90 minuti per fare la storia di questo club. Comunque, non possiamo abbozzare un'analisi di questa partita senza concedere il giusto tributo allo United, a cui vanno riconosciuti grandi meriti. Oggi i Red Devils erano più aggressivi di noi e ci hanno schiacciati con personalità, costringendoci costantemente nella nostra metà campo'. Grande fair play, applausi a Wenger.
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Spalletti pratico: "Bel gioco? L'importante è centrare la qualificazione".

(Spalletti in un momento di esultanza. Spera che si possa ripetere domani)
Come il collega interista Mourinho, anche il toscanaccio della Roma, Luciano Spalletti è carico e, pur manifestando il doveroso rispetto alla compagine inglese, non teme la forza dell'Arsenal. Il tecnico capitolino ha fiducia nei propri calciatori e, nonostante gli infortuni che hanno tormentato la stagione dei giallorossi e condizionano le scelte di formazione, è pronto ad affrontare l'undici di Arsène Wenger.

"E' sicuramente un passaggio fondamentale della stagione, ci arrivo carico". E' la vigilia della Champions e il tecnico giallorosso Luciano Spalletti è consapevole dell'importanza del match con l'Arsenal, ma soprattutto del fatto che, per recuperare lo svantaggio dell'andata, ci vorrà una grande Roma. Una squadra, quella capitolina, che si presenta alla sfida con parecchi problemi di formazione e molti giocatori, importanti, out per infortunio. Perrotta, Cicinho, Cassetti sicuri assenti per probemi muscolari vari, De Rossi è squalificato, Panucci non ci sarà perchè non è stato inserito nella lista Champions, i due centrocampisti Aquilani e Pizarro sono in dubbio, e Francesco Totti?: "Totti? Bisognerà valutare bene, non solo per quanto riguarda le sue condizioni, ma anche per un discorso d'insieme della squadra". Il capitano, stando alle ultime notizie, è tra i convocati ma soffre ancora per i problemi al ginocchio e la sua presenza in campo nella sfida di domani sera è in dubbio. Domani mattina, gli ultimi test saranno decisivi per capire di più su chi affronterà questa gara che rappresenta un match importante per la squadra e per la società (soprattutto in termini economici). Sarà importante anche per Spalletti, la cui permanenza nella capitale è legata anche (o soprattutto) all'esito di questa sfida, ma l'allenatore di Certaldo la pensa in maniera diversa: "Se dopo quattro anni assieme deve essere il risultato di una partita a determinare il futuro, allora vuol dire che ci siamo conosciuti poco e abbiamo dato poco alla causa". Infine, un pensiero semplice ma condivisibile. Lo spettacolo stavolta non conta: la Roma vuole i quarti a tutti i costi. "Non mi interessa abbinare il bel gioco al risultato: voglio andare dritto all'obiettivo" afferma perentorio il tecnico. Spalletti, insomma, si allinea a Mourinho, almeno questa volta. Carichi e pronti per una notte da ricordare.
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Wenger predica attenzione: "La Roma non verrà qui a preggiare".

(Arsène Wenger, tecnico dell'Arsenal)
Ha ricevuto i complimenti da Francesco Totti, un attestato di stima dal capitano romanista che precede di poche ore la sfida di andata degli ottavi di Champions League. Arsène Wenger, tecnico francese dell'Arsenal ringrazia ma ha altre cose a cui pensare. In queste ore, il tecnico dei Gunenrs tiene a rapporto la sua squadra e predica attenzione. Non vuole assolutamente che i suoi giocatori abbiano cali di concentrazione e, anzi, pretende il massimo impegno, perchè non si aspetta, all'Emirate Stadium (il nuovo impianto, che sostituisce il vecchio Highbury), una Roma guardinga, ma una squadra spregiudicata e che punta decisa a giocarsi le proprie carte.

Arriva la Roma e in terra inglese non si riesce a sorridere pienamente. L'Arsenal non si presenta nelle migliori condizioni alla sfida con i giallorossi, ma Wenger sa come affrontare l'undici di Luciano Spalletti: "Non credo che la Roma verra' qui per un pareggio senza reti, penso che giocheranno all'italiana, provando a colpirci in contropiede perche' sanno che un gol in trasferta darebbe loro un'ottima chance. Noi dovremo invece essere attenti in difesa e segnare - ha affermato l'allenatore francese - In Italia pensano che le partite del calcio inglese siano molto aperte ma la partita contro il Sunderland dimostra che non e' cosi'. Sento che quest'anno alcune squadre abbiano fatto dei passi indietro, c'e' un approccio molto cauto e in poche giocano con due attaccanti". Insomma, c'è un cauto ottimismo ma anche molta tensione, in casa dei Gunners, alla luce anche del fatto che mancheranno pezzi importanti nello scacchiere dei londinesi. Infatti, dalle ultime news sulla formazione, il tecnico francese avrà a disposizione Abou Diaby, fuori dalla sfida di gennaio contro il West Ham, ma dovrà fare a meno di pedine fondamentali come il nazionale spagnolo Fabregas, Walcott, Rosicky e Adebayor, Eduardo e anche Mickael Silvestre. Insomma, se la Roma è incerottata, cosa dovrebbe dire l'Arsenal?.
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Una Roma incerottata nella tana dell'Arsenal. Totti sugli inglesi: "il loro punto di forza è Wenger".

Tanti acciacchi, per la Roma che, battuto il Siena a fatica, si prepara alla difficile trasferta londinese di Champions, contro i Gunners di Arsène Wenger. Si saprà più stasera, dopo l'allenamento di rifinitura che servirà a verificare lo stato di salute dei vari Juan, Vucinic etc..., su chi sarà tra i sicuri protagonisti dell'importante doppia sfida europea. Uno di questi sarà sicuramente Francesco Totti (prima volta all'Emirate Stadium, ma nel 2002-2003 giocò nel vecchio Highbury, e fu espulso per un colpo a Keown) che rilascia qualche battuta, alla vigilia del match.

L'Arsenal. Squadra difficile da affrontare. Ma le paure, in casa romanista, vengono dalla situazione degli infortunati e acciaccati vari. La Roma che domani contenderà all'Arsenal l'accesso ai quarti di finale della Campions e' arrivata, in queste ore, a Londra. Nella comitiva (22 i convocati per la trasferta inglese) anche Juan e Vucinic, oltre a Cicinho, Tonetto e Aquilani, tutti reduci da piccoli o grandi problemi muscolari. In Inghilterra, i giallorossi hanno trovato una temperatura simile a quella di Roma. In serata. il tecnico toscano Luciano Spalletti fara' sostenere una seduta di rifinitura, che sarà fondamentale per capire chi sara' a disposizione tra quelli che sono reduci da malanni fisici. Qualche battuta, a poche ore dalla gara, arrivano dal capitano giallorosso Francesco Totti il quale, anche se non in condizioni ottimali, stringerà i denti per scendere in campo e guidare i compagni contro i Gunners: "L'Arsenal ha assenze importanti, è vero, ma oossono sempre contare su van Persie, un gran giocatore - ha detto Totti -. Bendtner poi è un giovane forte, molto forte. E non va dimenticato che pure a noi mancheranno alcuni calciatori importanti". Secondo Totti, poi, "il vero punto di forza dei Gunners è l'allenatore, Wenger".
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Colpo Arsenal. Dallo Zenit arriva Arshavin, il genietto di San Pietroburgo

    Andrei Arshavin. Dallo Zenit all'Arsenal. Parte l'avventura europea

Nato in Russia, nella Leningrado di allora, oggi San Pietroburgo dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, il 29 maggio 1981, è indubbiamente la stella della nazionale russa. Ora è anche, ufficialmente, un giocatore dell'ARSENAL che lo ha prelevato dalla società russa dello ZENIT SAN PIETROBURGO per una cifra che sfiora i 13 milioni di euro. Arriva alla corte di Wenger (contratto fino al 2012) e dei Gunners, dopo otto stagioni trascorse allo Zenit, squadra della sua città natale, Il genietto ANDREI ARSHAVIN, mezzapunta/attaccante ambidestro, veloce e tecnico folletto russo che si è imposto come uno dei migliori giocatori di Euro 2008 (in Austria e Svizzera) grazie al suo talento e alla sagacia tattica del maestro Hiddink.




(Conosciamo meglio Andrei Arshavin grazie a questa clip)


LA SCHEDA DI ANDREI ARSHAVIN:

Ruolo: attaccante
Posizione: sinistra destra
Piede di calcio: destro
Nazionalità: Russia
Nato il: 29/05/1981
A: San Pietroburgo
Altezza: 173 cm
Peso forma: 70 Kg
Carriera
# Stagione Squadra Cat. P. G.
1 2008-09 (feb) Arsenal A - -
2 2008 Zenit A 27 6 10
3 2007 Zenit A 30 10
4 2006 Zenit A 28 7
5 2005 Zenit A 29 9
6 2004 Zenit A 28 6
7 2003 Zenit A 27 5
8 2002 Zenit A 30 4
9 2001 Zenit A 29 4
10 2000 Zenit A 10 0
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