Incredibile Maradona. E non per uno dei suoi grandi gesti tecnici che facevano la differenza in campo. Ma per una doppia svista clamorosa - nella sua dura avventura da Ct - mentre era impegnato a stilare la lista dei convocati per l'amichevole in programma il prossimo 10 febbraio con la Giamaica. Il suo soprannome, che lo rese celebre, fu "Pibe de Oro", perchè con quel piedino e quella classe cristallina riusciva a compiere di tutto. Ma con la mano non si è dimostrato altrettanto abile, almeno sul tavolo da lavoro. Infatti, mentre si trovava a compilare la lista dei convocati per l'amichevole con la Giamaica, Maradona ha prima chiamato 4 elementi dell'Estudiantes impegnati in CoppaLibertadores proprio il giorno successivo all'amichevole. Poi, non contento, ha errato nuovamente dimostrando di essere in giornata "negativa". Infatti, ha aggiunto alla lista Pereyra appena operato e destinato a rientrare sui campi di calcio solamente il 14 febbraio prossimo. Alla fine, ha rimediato convocando Bieler e chiudendo finalmente la lista dei convocati.
L'Argentina di Maradona è stata domata. 4-2 il risultato a favore della rappresentativa della Catalogna guidata da Johann Cruijff. Questo, insomma, è stato l'esito dell'amichevole disputata a Barcellona. Assenti Messi, premiato con il Fifa World Player ed esonerato da quest'impegno, ma soprattutto il ct dell'Albiceleste, Maradona, che, squalificato, ha assistito alla gara come un semplice spettatore. Un match spettacolare che ha visto trionfare la selezione catalana. I gol, che hanno determinato il risultato finale, sono stati siglati da Sergio Garcia (44'pt), Bojan (10'st), Sergio Gonzalez su rigore (25'st) e Hurtado (31'st), mentre tra i sudamericani sono andati in gol Javier Pastore (trequartista del Palermo di Delio Rossi) e il talentuoso Di Maria. Maradona, squalificato due mesi dalla Fifa per turpiloquio, ha dovuto lasciare il ruolo di mister al secondo, Hector Enrique. Ma non solo, infatti non ha potuto presenziare all'allenamento e neanche salire sul pullmann con i propri pupilli. Uno spettatore qualunque....
Nonostante, in maniera decisamente seccata, Marcello Lippi ha provato a chiudere i vari tormentoni ("Amauri? Cassano? Basta cavolate, non me ne frega nulla", queste le parole del Ct in conferenza stampa) che circolano ormai da giorni all'interno e all'esterno del ritiro azzurro, Antonio Cassano continua ad essere l'oggetto principale delle discussioni. Siamo alla vigilia dell'amichevole di Cesena (seconda dopo quella pareggiata, a reti bianche, contro l'Olanda)che l'Italia disputerà contro la Svezia, sempre priva di ZlatanIbrahimovic (che medita un addio della nazionale, il quale sarebbe clamoroso). Il risultato conta e non conta, l'obiettivo del Ct viareggino è quello di ccompletare la rosa dei 23 da portare in Sudafrica la prossima estate. Mancano pochi tasselli da completare (6-7 elementi), poi tutte le discussioni e i tormentoni si spegneranno definitivamente. In attesa di sapere quali calciatori saranno scelti dal selezionatore azzurro, a godersi festante la convocazione azzurra è Daniele Galloppa, centrocampista del Parma (romano di nascita, cresciuto nelle giovanili giallorosse)prelevato dal Siena in estate. Inizio di campionato strepitoso per i ducali (neopromossi) e per lo stesso Galloppa, che ha attirato su di sè le attenzioni delle big della Serie A. Ma, il giovane centrocampista, preferisce pensare solo all'azzurro e si lascia scappare una battuta sul tormentone Cassano: "Se un ragazzo così forte e talentuoso come lui non viene convocato in Nazionale la colpa è solo sua...". La polemica, dunque, prosegue...
Antonio Cassano continua a regalare spettacolo, gol e fantastiche emozioni, gara ufficiale o amichevole che sia. E' sicuramente uno dei giocatori più forti della nostra Serie A di Calcio. Fantasia, tecnica, giocate da brividi, con quella maglia blucerchiata addosso che gli calza ormai a pennello. E' sempre più un leader nel gruppo doriano e con i suoi gol e le sue magie sta facendo felice il presidente Garrone e i tanti tifosi della squadra ligure. Eppure, tutto questo non basta per ottenere la tanto ambita convocazione nella Nazionale guidata da Marcello Lippi. Si vede che le prestazioni registrate nella Serie A di Calcio non bastano ancora per una maglia azzura. Ma torniamo all'argomento del nostro post, dopo questa breve ma doverosa digressione. L'ultima prodezza (un gol strepitoso) del fuoriclasse di Bari vecchia è di ieri pomeriggio, nel test infrasettimanale che la Sampdoria ha disputato e vinto nettamente contro il Rivasamba, formazione ligure impegnata nel campionato di Eccellenza. Non è la Serie A, l'avversario è quello che è, ma i colpi e i gol di Totò sono sempre eccezionali. Da registrare anche l'esordio per il neo arrivato, Nicola Pozzi. L'amichevole è terminata 12-0 per i blucerchiati: tanti gol, nel primo tempo sono andati a segno Bellucci (doppietta) e Mannini. Ma il bello arriva nella seconda parte di gara. E' infatti Cassano show: il barese realizza due gol, tra cui uno, addirittura, da centrocampo!. Una conclusione da 40 metri che fa secco il portiere avversario. Fantastico. Per la cronaca, a segno anche Pazzini (4), Tissone e Foti (2). Soprattutto il primo costituisce con Totò una coppia gol fantastica, due giocatori che si stanno mettendo in grande luce nella Serie A di Calcio.
Altri risultati di calcio, per la Roma che ha iniziato prima di tutte le altre squadre della Serie A e che sta per giocarsi l'accesso alla fase a gironi della competizione europea. Ad una settimana dalla prima sfida seria della stagione, ovvero il terzo turno preliminare della prima Europa League (la vecchia Coppa Uefa), i giallorossi offrono una buona prestazione e vincono per tre a zero contro la formazione romena del Ceahlaul, un ostacolo certamente non irresistibile ma un ottimo sparring partner in vista dell'impegno che conta davvero e che è in arrivo tra pochi giorni.
I risultati di calcio, questa volta, arridono ai romanisti che escono fuori con un bel tris, firmato da Taddei, Mexes e Greco. Segnali incoraggianti, dunque, per Luciano Spalletti. A dar fiducia al tecnico della Roma alcune buone giocate di Totti, apparso in buona forma e pronto a guidare la squadra in questa sua ennesima stagione in giallorosso. Suo l'assist per il primo gol di Mexes (nella foto)mentre e' stato lo stesso francese a fare da sponda per il raddoppio del brasiliano Taddei. Nel finale in gol anche Greco che chiude i giochi definitivamente. Parlando di formazione, il tecnico di Certaldo ha mandato in campo la coppia Totti-Okaka in attacco, supportata sugli esterni da Guberti e Taddei. Riise, invece, è stato provato nel ruolo di centrale difensivo (posizione già coperta, in situazione di emergenza, durante la stagione, con ottimi risultati). Dopo solo dodici minuti arriva il vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Totti serve Mexes che da fuori area impallina il portiere romeno. La risposta del Ceahlaul è debole e si spegne su un colpo di reni di Arthur. Al trentaseiesimo arriva il raddoppio: ennesimo corner per la Roma, calciato questa volta da Pizarro, è Taddei a trovare il pertugio giusto per mettere la palla in rete. All'inizio della ripresa Spalletti cambia metà degli effettivi, inserendo Andreolli e spostando Riise nel ruolo di terzino. La Roma insiste, dimostrando una buona tenuta fisica, e trova il tris con Leandro Greco, che batte ancora il portiere avversario, dopo uno scambio pregevole col giovane Stojan.
In visita a Milanello, e reduce dai frenetici impegni politici, dovuti al G8 organizzato in Abruzzo a l'Aquila, Silvio Berlusconi si (ri)tuffa nel calcio e nella stagione che sta per partire. C'è voglia di tornare a vincere nel clan milanista. Da Presidente e primo tifoso rossonero, arrivano i primi consigli, o meglio "comandi" per il giovane tecnico brasiliano Leonardo, proprio per evitare il flop della scorsa annata: "Il Milan deve innestare 'un'altra marcia rispetto al passato".
Ma, prima di andare a Varese, per la prima amichevole della stagione, il Premier ha aggiunto:"Occorre andare in campo e divertire, essere padroni del campo e del gioco, anche con qualche ragionevole tattica che lo scorso anno non è stata applicata. Dal punto di vista tecnico, il Milan ha giocatori che le altre squadre non hanno". Insomma, per Leonardo non sarà facile accontentare un Presidente così "manageriale"....l'esperienza di Ancelotti docet...
Come i "grandi", anche gli azzurrini di PierluigiCasiraghi chiudono la serie di amichevoli, che precedono i campionati europei di categoria (in programma in Svezia), con una bella prestazione e un poker che da morale ed entusiasmo in vista delle gare ufficiali. L'Under 21 ha battuto la Danimarca per quattro a zero: al 13' del primo tempo arriva il vantaggio grazie a "Super" Mario Balotelli (colpito in settimane da "banane" lanciate da tifosi giallorossi nei pressi di Ponte Milvio) che trova il jolly su punizione, da fuori area. Al 22' il raddoppio è invece siglato da Acquafrescache appoggia in rete, intercettando un assist di Balotelli, palla non trattenuta dal portiere danese e tap-in facile del cagliaritano. Dessenafirma il tris al 46' con un pallonetto su passaggio filtrante di Giovinco. A completare le marcature ci pensa Ranocchia a ochi minuti dalla fine.
(Italia-Irlanda 3-0) L'Italia "sperimentale" travolge l'Irlanda del Nord, con un facile tre a zero, e parte per il SudAfrica, dove si svolgerà la Confederation Cup, con fiducia ed entusiasmo. Felicità per Santon, all'esordio, così come il clivense Pellissier che bagna la sua prima presenza in nazionale con lo strepitoso gol del tre a zero. Di Foggia (con una strepitosa azione personale)e Giuseppe Rossi (si libera di sinistro e fulmina il portiere avversario)le altre firme sull'incontro. Formazione davvero inedita, con Marchetti in porta, Legrottaglie e Gamberini centrali, Santon terzino destro, Grosso invece è quello sinistro, D'Agostino in cabina di regia a centrocampo, con Gattuso e Montolivo a completare il reparto nevralgico, Rossi-Mascara-Pazzini di punta. Gli ultimi due non faranno parte del gruppo per la Confederation. E' stato un test positivo, al di là dell'avversario non irrestibile. Ora, però si fa sul serio...
Sono state diramate, dal selezionatore azzurro Marcello Lippi, le liste dei convocati per l'amichevole che la nazionale italiana sosterrà, a Pisa, contro l'Irlanda del Nord, e di coloro che faranno parte del gruppo impegnato nella Confederation Cup, ormai alle porte. Continua l'ostracismo nei confronti del barese Antonio Cassano. Non bastano le magie con la Samp per convincere Lippi a dargli una chance. Il mister di Viareggio prosegue nella sua linea di condotta e continua ad ignorare la stagione vissuta dal barese, che dunque, resta ancora una volta a casa. C'è invece la novità Santon. Un premio, dunque, per il 18enne difensore interista, fatto esordire in questa stagione da Mourinho, e che farà parte dei ventuno convocati per l'amichevole pisana, in programma sabato 6 giugno. Torna in azzurro anche "Ringhio" Gattuso, il combattente del centrocampo rossonero, reduce da un lungo infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano dai campi di calcio. Il ct azzurro, come abbiamo detto, ha anche comunicato i nomi di 13 dei 23 giocatori che parteciperanno alla Confederations Cup: la lista, per ora parziale, sarà completata entro giovedì 4 giugno.
Questa la lista dei convocati per l'amichevole di Pisa:
(Roberto Mancini ha voglia di tornare a respirare aria di calcio giocato) E' stanco di stare con le mani in mano, ma soprattutto sente una terribile nostaglia per il calcio giocato. Roberto Mancini, attualmente "disoccupato di lusso" e in una sorta d'infinita vacanza pagata dall'Inter, l'ultima società da lui allenata, scenderà in campo questa sera in un'amichevole, al Ferraris di Genova (terreno che gli è stato amico nelgli anni della mitica coppia-gol che costituiva insieme a Vialli) e l'incasso sarà devoluto alla fondazionione Borgonovo e all'associazione Gigi Ghirotti. Insieme a tante vecchie glorie e giocatori ancora in attività, il "Mancio" contribuirà alla lotta contro la Sla (sclerosi laterale amiotrofica), questo morbo ormai ribattezzato come la "malattia dei calciatori", ma il pensiero va al futuro, e la voglia di tornare ad allenare lo spinge sempre più al rientro nel calcio da allenatore. Luglio prossimo, tornerà in panchina, ma dove? Questo rimane ancora avvolto nel mistero...Ecco Mancini cosa ha detto, a proposito: "Questo periodo di inattività lo considero una vacanza - ha detto l'ex tecnico nerazzurro- più lunga del solito. A luglio comunque tornerò su una panchina, perchè la nostalgia inizia a farsi sentire". Insomma, ormai il rientro è vicino, anche se ancora non ci è dato sapere quale sarà la squadra che lo accoglierà. In campo, nell'amichevole, ci sarà Cassano, e Mancini parla anche della mancata convocazione del barese (che sta facendo le fortune, insieme a Pazzini, della genova blucerchiata) e dell'ostracismo di Lippi che non vuole sentirne e prosegue per la sua strada, un percorso che non s'incrocia con quello del campione sampdoriano: "Oltre alla tecnica, oltre al ruolo - ha detto il Mancio - c'è una sorta di idiosincrasia nei confronti della nazionale, come l'ho avuta io. Lui è però giovane ed ha ancora tante possibilità per arrivare in nazionale e convincere il Ct a chiamarlo".
Enzo Bearzot, ct italiano nel 1982 Brasile-Italia fa ancora discutere. Brucia particolarmente questa sconfitta (anche se era una gara amichevole), arrivata contro i rivali brasiliani, soprattutto per come si è prodotta. Ma, controcorrente, arriva a rincuorare l'ambiente azzurro l'autorevole voce di ENZO BEARZOT. Per lui un record speciale. L'ultima vittoria (nei tempi regolamentari) contro il Brasile rimane la sua, quella ottenuta nel 1982 nei mondiali che si svolsero in Spagna. Contento per questo piccolo record. L'ultima vittoria contro i brasiliani porta la regia di Enzo Bearzot che alterna felicità a delusione per il match amichevole dello scorso martedì: "Contento di aver battuto quel grande Brasile con una grande partita, non della sconfitta dell'altra sera. E tantomeno delle critiche, perché non ho visto un'Italia così deludente". Va controcorrente l'ex Ct azzurro, che guidò l'Italia al trionfo nei mondiali spagnoli del 1982. Secondo Bearzot, il Brasile non è stato superiore all'Italia, e ci sarà occasione per il riscatto, soprattutto quando le gare conteranno maggiormente: "Secondo me, no. Ci è stato annullato un gol regolare, poi ne abbiamo regalati due a loro. Il Brasile è forte, ma non più dell'Italia». Ma allora ci si chiede (e lo si domanda allo stesso grande uomo di calcio) come mai la vittoria è stata così "facile": "Perché sono stati più bravi a proteggere la difesa, più organizzati in mezzo al campo, per il numero maggiore di giocatori, non per la loro qualità. Per questo sono convinto che al Mondiale vinceremmo noi contro questo Brasile. Prima di tutto perché nel frattempo Lippi avrà trovato la squadra giusta, e poi perché al Mondiale li abbiamo sempre fatti soffrire, non soltanto nel 1982». Sicuramente li abbiamo fatti soffrire, ma abbiamo anche avuto molte delusione contro i carioca (per esempio la sconfitta ai rigori nella finale mondiale americano del 1994, dopo aver perso anche la finale del 1970, ndr), e anche su questo argomento, la replica dell'ex selezionatore azzurro è implacabile: "Ma nel 1970, contro il Brasile più forte della storia, a mezz'ora dalla fine eravamo sull'1-1 e avevamo avuto la possibilità di passare in vantaggio. Nel 1994 dovevamo vincere noi, perché quello era il Brasile più facile da battere. E nel 1978, dopo la finale per il terzo posto che avevamo dominato, il loro allenatore Coutinho è venuto a chiederci scusa per averci rubato la vittoria per 2-1». Insomma, il buon Bearzot difende a spada tratta l'Italia, e gli azzurri, ma anche l'operato di Lippi, che avrà modo di lavorare sul gruppo per il pronto riscatto. Ma intanto, noi rimaniamo dell'idea che nell'amichevole londinese, il Brasile è stato decisamente superiore alla nazionale italiana. Voi cosa ne pensate?
Inghilterra da rivedere. David Beckham festeggia nel peggiore dei modi il record di presenze con la maglia inglese, 108, che gli permette di raggiungere un mito come Bobby Moore. Finisce con un secco due a zero, per gli uomini di Del Bosque: un gol per tempo, prima 'El Guaje' Villa (stop al limite dell'area, palla incollata ai piedi, dribbiling e poi conclusione precisa di destro, che fredda "Calamity" James)e poi Llorente rendono il ritorno in Spagna di Capello amarissimo per l'ex tecnico del Real Madrid.
Il Brasile ci ha dato una bella lezione. Era amichevole, c'erano tanti soldi in ballo e quindi sarebbe stata una tragedia non acconsentire a quest'incontro, ma adesso affrontare i brasiliani, e con quell'undici mandato in campo ieri da Lippi, è stata la scelta più sbagliata che si potesse fare. Lanciamo la provocazione e un messaggio al Ct azzurro: meno bolliti in squadra (perchè ormai il calcio va ad un ritmo che molti azzurri non conoscono più) e un campione in più (visto quello che riesce a fare): Francesco Totti. Ho visto la gara contro il Brasile e i fatti sono che: 1) il Brasile corre da pazzi (Marcelo, Elano, Robinho, tra i migliori in campo a mio avviso); 2) Il Brasile corre più di noi. E' questo che fa preoccupare. Siamo lenti e prevedibili, ci sono troppi giocatori "bolliti" (in difesa e a centrocampoi) e nè quando c'era Gilardino, nè dopo con Toni, abbiamo messo seriamente in difficoltà la retroguardia sudamericana (eccezion fatta per il tap-in dell'ex viola, ora al Bayern, respinto alla grande da Julio Cesar, sicuramente il numero due al mondo dopo Gigi Buffon). Va bene che era un'amichevole, va bene anche che ci hanno annullato un gol regolare all'inizio (allora non sono solo i nostri ad essere inadeguati) e subito dopo lo abbiamo "preso", grazie alla sciagurata iniziativa di Pirlo (uno dei bolliti di cui parlavo) e, da quel momento in poi, siamo andati in barca, con il Brasile che remava a suo piacimento. Va bene qualsiasi scusante. Ma lo spettacolo di Londra è stato davvero triste. E la riflessione, partita a seguito dell'amichevole disputata dagli azzurri è la seguente: Come ovviare a questo, per arrivare a Sudafrica 2010?. La prima proposta, provocatrice, che lanciamo è il ritorno in azzurro di Francesco Totti. Ma cosa ne pensa Marcello Lippi? Quasi fosse stato scosso dalla premonizione del disastro incombente, ieri il CT azzurro si era così espresso prima del match, a proposito del possibile ritorno in nazionale di Francesco Totti: "Prima di privarmi del carisma e dell'esperienza di certi fuoriclasse ci penserò bene...". E lo stesso giocatore, qualche mese fa, aveva già dichiarato, esplicitamente, la sua eleggibilità azzurra: "Se Lippi mi telefonasse e mi chiedesse di andare in Sudafrica non direi subito di no. Ci penserei mille volte, solo perchè è Lippi. Con me si è comportato in maniera straordinaria. È stato un grande uomo. Con lui ho un rapporto particolare". Ebbene, perchè non richiamarlo, visto che psicologicamente, ma anche tecnicamente, abbiamo sofferto tantissimo e lui (come anche Cassano o Alex Del Piero) potrebbe regalare quella fantasia e quei passaggi-gol che darebbero una qualità diversa (maggiore) all'Italia. La voce si diffonde, e non solo romanisti, ma tifosi di tantissime squadre, e soprattutto della nazionale, vogliono che il capitano romanisti torni a guidare l'Italia. Marcello, fai questa benedetta telefonata. E poi, ricambio generazionale...please.
(Il raddoppio, alla "Mancini". Robinho è l'autore della bellissima iniziativa personale) Elano e Robinho mettono la loro firma d'autore sul successo del Brasile, ma nei primi minuti sbaglio colossale della terna arbitrale. Infatti, viene annullato, per un fuorigioco inesistente (ma bisogna ammettere che la valutazione era difficile), un gol all'Italia, realizzato da Grosso (tocco perfetto a scavalcare Julio Cesar in uscita). Comunque,nel complesso, vittoria meritata dei sudamericani (superiorità degli avversari, ammessa anche da LIppi a fine match) sulla nazionale italiana di Marcello Lippi, nell'amichevole disputata e conclusasi da poco, a Londra, nell'Emirates Stadium di Londra (terreno amico dell'Arsenal di Wenger). Il Brasile è stato più forte. In più, troppe disattenzioni difensive (disastroso Pirlo) per gli azzurri, e questi buchi difensivi sono manna dal cielo per i brasiliani, micidiali nell'approfittare di questi svarioni per battere Buffon. Bellissima la serie di finte ubriacanti dell'asso del Manchester City, Robinho, nell'occasione del raddoppio verdeoro. Cannavaro e gli altri difensori vanno in bambola e la palla sbatte sul palo prima di finire in fondo al sacco. L'Italia ci prova, ma il Brasile corre di più. Solo nel finale, Toni prova a riaprire l'incontro, ma è un super Julio Cesar, estremo difensore del Brasile e dell'Inter, a chiudere la saracinesca e a impedire all'attaccante del Bayern di segnare. Brasile superiore...almeno per questa sera...
Stasera è ITALIA-BRASILE, un'amichevole di lusso tra due grandi nazionali. In campo tanti campioni, nove titoli mondiali (5 a 4 per i verdeoro, la differenza la fa il titolo vinto ai rigori, dai sudamericani, a Usa '94) e spettacolo assicurato. Per MARCELLO LIPPI, tecnico degli azzurri, tanta emozione, a poche ore dalla sfida e c'è voglia di vincere (non accade, nei tempi regolamentari, dal 1982; in quell'occasione terminò tre a due per gli azzurri). Ascoltiamolo, mentre si gode l'attesa per questa sua "prima volta" contro i ragazzi di DUNGA. (Marcello Lippi, tecnico della Nazionale italiana)
"E' naturale che io sia emozionato: anche perché per me è una prima volta". Emozione ed eccitazione per il ct azzurro, Marcello Lippi, che vive gli ultimi istanti che precedono la sfida da sempre sognata con "il calcio fatto squadra" (questa la sua definizione della nazionale brasiliana): e dunque non si fa problemi a farci entrare nell'universo delle suggestioni di una vigilia così speciale. ''E' la sfida da sogno ed infatti - spiega - il mio unico rammarico non è per le polemiche sul caso Cesare Battisti, nelle quali è giusto intervengano altri, ma per il poco tempo che i giocatori delle due squadre hanno per recuperare dalle partite di campionato disputate ieri. Quarantotto ore sono poche, decisamente poche, per ritrovarsi al massimo a disputare un'amichevole di questo tipo". Sarà comunque "gara vera", garantisce Lippi: "altro che esibizione, quelle si fanno al circo". E così sarà, questa sera, a Londra, dove si affronteranno non solo due gloriose e importanti nazionali, ma anche tanti campioni, da ambedue le parti. Infatti, la qualità è tanta, come ammette lo stesso Lippi: "da una parte - s'inorgoglisce il tecnico toscano - ma anche dall'altra. Pensate ai mondiali: Buffon, Zambrotta, Totti, Del Piero, Pirlo, Grosso, Gattuso. Ohhh, è tanta roba...". Ma quella brasiliana, di cifra tecnica, "é la migliore del mondo": è costretto ad ammetterlo anche lui, che pure in Germania il titolo l'ha vinto. "Sì - ribadisce - loro sono i migliori, ma quando per chissà quale motivo sono venuti meno i migliori siamo stati noi. Che domani ci presentiamo davanti ai 65 mila dell'Emirates Stadium ed alle centinaia di milioni di telespettatori con una certa consapevolezza. Quella di essere i campioni in carica". Passando, quindi, ad esaminare gli undici che scenderanno i campo in serata, Lippi non si sbilancia, ma in difesa davanti a Buffon dovrebbero piazzarsi Zambrotta, Cannavaro, Legrottaglie e Grosso. A centrocampo De Rossi, Pirlo e Perrotta (o Montolivo). In avanti in allenamento il tecnico viareggino ha provato un tridente con Camoranesi, Rossi (ma è in lizza anche DiNatale) e Toni. Questa la formazione che, con tutta probabilità, dovrà tenere botta all'undici verdeoro per una sfida che si presenta, senza dubbio, come il "derby del mondo".
Niente da fare per il talento del genietto di Bari vecchia e per il Pinturicchio bianconero. Lippi lascia a casa ANTONIO CASSANO e ALEX DEL PIERO e non inserisce i due giocatori nel gruppo dei convocati per l'amichevole, di lusso, con il Brasile di Dunga, in programma martedi a Londra. Tornano invece Buffon e Pirlo.
Ecco i 23 convocati da Marcello Lippi. L'esclusione di Cassano e Del Piero è la notizia del giorno (abbastanza annunciata), ma fa piacere rivedere nell'elenco dei convocati due pilastri della Nazionale italiana. Il portierone juventino GIANLUIGI BUFFON e il regista rossonero ANDREA PIRLO. Ecco i 23 azzurri scelti da Lippi: Portieri:
Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray). Difensori:
Bonera (Milan), Cannavaro (Real Madrid), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Olympique Lione), Legrottaglie (Juventus), Zambrotta (Milan). Centrocampisti:
Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Montolivo (Fiorentina), Pepe (Udinese), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan). Attaccanti:
Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Quagliarella (Udinese), Rossi (Villareal), Toni (Bayern Monaco).
TABELLINO HANNOVER (4-5-1): Enke; Pinto (40' st Balogun), Eggimann, Fahrenhorst, Rausch; Huszti (40' st Smideback), Rosenthal (20' st Zizzo), Balitsch (25' st B. Schulz), C. Schulz, Stajner (20' st Bruggink); Forssell (1' st Hanke). All.: Hecking MILAN (4-3-1-2): Dida (1' st Kalac); Bonera (1' st Jankulovski); Senderos (1' st Hurtado), Thiago Silva, Antonini, Beckham (1' st Seedorf), Emerson, Flamini (32' st Cardacio); Ronaldinho (1' st Kakà); Shevchenko (20' st Darmian), Inzaghi. All.: Ancelotti ARBITRO: Rafati (GER) MARCATORI: 10' pt Huszti (H), 7' st Shevchenko (M), 10' st e 31' st Inzaghi (M), 29' st Hanke (H)
Nel freddo tedesco, contro un avversario modesto ma indiavolato e combattivo per tutti i novanta minuti, il Milan dimostra di essere in buona forma e, col punteggio di tre a due, s'impone contro l'Hannover in questo interessante test amichevole. Grande prestazione per l'immortale Pippo Inzaghi, a segno per ben due volte nella gara, e news positive anche dall'ucraino Shevchenko, sempre nel vivo della manovra ed autore del prezioso uno a uno (che aveva permesso ai rossoneri di recuperare lo svantaggio iniziale). Ma la notizia del giorno è stato l'esordio positivo, in difesa, di THIAGO SILVA, acquisto invernale della squadra rossonera. Il brasiliano, centrale titolare della nazionale verdeoro, si è mosso bene, dimostrando un ottimo senso della posizione, rapidità nei movimenti e anticipo sull'avversario. Insomma, segnali incoraggianti per il tecnico rossonero che, in queste ore, riabbraccia anche un grande difensore che era a rischio carriera, ossia ALESSANDRO NESTA, il quale sembra aver superato i problemi muscolari ed è tornato dalla Florida dopo le interminabili cure alle quali si è sottoposto, evitando così l'operazione, per risolvere il guaio rappresentato dalla protusione discale (in sostanza un'ernia del disco). Ora, l'ex biancoceleste è pronto al rientro. Carlo Ancelotti sarà sicuramente felice.