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Calcio, Lazio: Reja è il nuovo allenatore. Esonerato Ballardini

reja-lazioVia Ballardini, l'udicesimo cambio tecnico di questa stagione avviene in casa della Lazio, dove il "sergente buono" Edy Reja ha accettato, dopo qualche tentennamento, l'offerta del presidente biancoceleste Claudio Lotito (300mila euro fino a giugno e 700mila per la prossima annata).

Tenace e testardo, schietto e dal grande polso, il goriziano Reja (ex Napoli) lascia l'Hajduk Spalato e riabbraccia l'Italia e la Serie A, sulla sponda biancoceleste del Tevere, al posto di Ballardini.
Risollevare la Lazio, terzultima in campionato con 22 punti (4 vittorie, 10 pari e 9 sconfitte), non è sicuramente un impegno semplice, ma siamo certi che l'allenatore friulano saprà calarsi alla grande nella "polveriera che lo attende (ieri, un migliaio di tifosi hanno contestato fortemente la società, prendendosela anche con un cancello nel centro sportivo di Formello).
"Ho deciso, vado alla Lazio. Non è stata una decisione facile ma, dopo averci pensato a lungo, ho scelto di tornare a casa. I giocatori della Lazio li conosciamo bene: sono bravi, il valore c'è , è una squadra che merita, e sono contento di avere preso questo incarico", ha dichiarato Reja, che oggi dirigerà la prima seduta di allenamento.
Chiudiamo con una curiosità. Reja torna in Italia a distanza di quasi un anno dall'esonero dalla panchina del Napoli, avvenuto - vuole il caso - nel marzo 2009 proprio contro la Lazio. Un segno del destino?
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Calcio, Lazio: Ledesma ci ripensa: "Pronto a giocare"

Ledesma-lazioUna mano non può che essere di aiuto in un momento così difficile, come quello che sta vivendo la Lazio, fuori dalle coppe e terzultima in campionato.
La mano, inoltre, è quella tesa del centrocampista argentino Cristian Ledesma che, su Lazialità.it, si dice pronto a tornare in campo con la maglia biancoceleste.

"Se la società vuole - ha confidato l'argentino - sono pronto a scendere in campo. In questo momento è necessario dare una mano alla Lazio. Bisogna uscire da questa situazione difficile. Poi penseremo al contratto. Se vogliono io sono pronto".
Insomma, a venire in aiuto è proprio uno dei giocatori più al centro di discussioni, quel Cristian Ledesma che è salito agli onori della cronaca per la querelle sul contratto e le tante discussioni avute con il presidente Lotito (arrivando a chiedere la rescissione del contratto).
Vicinissimo ad accasarsi all'Inter, il trasferimento è poi saltato e, ora, il giocatore sotterra l'ascia di guerra per aiutare una Lazio in crisi nera.
Un segnale importante, di riappacificamento, da parte di un giocatore di qualità, che può dare una mano importante al centrocampo biancoceleste e contribuire alla risalita in Serie A.
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Calcio, Lazio: Ballardini traballa, pronto Reja

Reja-LazioIl futuro di Ballardini è sempre più lontano dalla Lazio.
In queste ore aumentano sempre più le voci di un possibile ingaggio, da parte della società capitolina, di Reja, ex Napoli. Un sergente di ferro per poter dare una sterzata secca al disastroso campionato dei biancocelesti.

La pesante sconfitta, rimediata nello scontro diretto con il Catania (gol vittoria del neoacquisto Maxi Lopez), e il terzultimo posto in classifica stanno convincendo Lotito a procedere al cambio tecnico.
La gestione Ballardini non ha dato gli esiti sperati, anzi ha determinato un'involuzione nel gioco della squadra biancoceleste che si ritrova a lottare per non andare in Serie B.
Per questo, il patron biancoceleste si sta guardando in giro in cerca di un sostituto che possa rialzare il capo a quest'Aquila ferita. Il candidato numero uno è Reja, attualmente alla guida dell'Hajduk Spalato.
Mentre l'allenatore si trincera dietro un secco no comment: "Non posso commentare queste voci, sono un tesserato dell'Hajduk Spalato", siamo convinti che il ritorno in Italia dell'ex coach degli azzurri è ad un passo.
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Calciomercato Inter: Saltato Ledesma, ecco Manuel Fernandes

Niente Cristian Ledesma. L'intesa tra Lotito e Moratti, nonostante diversi incontri, non c'è stata, per cui l'argentino, almeno per ora, resta in biancoceleste (c'è tempo fino alle 19 di lunedi per poter trovare una nuova destinazione).
Incassato il no per il sudamericano, l'Inter si è tuffata subito sul mercato internazionale e ha chiuso per il centrocampista del Valencia, Manuel Fernandes. Il mediano portoghese arriva dalla Spagna con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro.

Il dopo Vieira si chiama Manuel Fernandes. Il centrocampista, nato a Lisbona nel febbraio 1986, è il nuovo colpo di mercato del club nerazzurro.
Un blitz inatteso quello della società milanese che si assicura un ottimo centrocampista, giovane ma già dalla buona esperienza e dalle ottime doti atletiche e tecniche. E' un centrocampista mancino che fa del dribbling e della dinamicità le armi migliori.
Nella sua carriera, prima di approdare al Valencia, ha indossato la maglia del Benfica, agli inizi, e poi quelle delle inglesi Portsmouth e Everton.
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Calcio, Serie A: Pandev vince il ricorso ma Lotito annuncia: "Questa storia non finisce qui"

Pandev-vince-il-ricorsoRicorso accolto, Pandev è libero di poter scegliere una nuova squadra in Serie A e Lotito è costretto a pagare le spese legali. Questo è quanto emerso dalla sentenza emessa dal Collegio Arbitrale sul lodo riguardante il giocatore macedone, separato in casa con la Lazio. "E' stato accolto il ricorso di Pandev al collegio arbitrale della Lega calcio, che ci ha dato ragione. Il contratto di Goran con la Lazio è stato quindi risolto e il club è stato condannato a pagare come risarcimento danni 160mila euro più le spese legali". Ad annunciare l'esito positivo della vicenda, per il suo assistito, è l'avvocato di Pandev, Mattia Grassani, con la copia della sentenza in mano.

Una sentenza importante, ma annunciata, quasi scontata. Pandev vince la sua battaglia legale con il club laziale. Ora è libero di accasarsi altrove, nel campionato di Serie A. E Lotito come l'ha presa? Male, naturalmente: "La sentenza era già scritta, altrimenti non avremmo chiesto la ricusazione del Presidente del Collegio arbitrale" ha dichiarato polemicamente il patron della Lazio che si vede sfuggire un giocatore a parametro zero: "Io resto tranquillo - ha aggiunto Claudo Lotito- posso dire solo che questa storia non finisce qui. Vedremo poi alla fine chi la vincerà". Insomma, il presidente biancoceleste insiste, ma intanto per il fuoriclasse macedone si fa avanti deciso Mourinho. Infatti, potrebbe essere l'ex biancoceleste il sostituto di Eto'o che, alla ripresa del campionato di calcio di Serie A, sarà impegnato per un mese in Coppa d'Africa.
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Calcio, Ledesma dice addio alla Lazio

Ledesma-calciatore-LazioDa un possibile riavvicinamento alla definitiva rottura. L'argentino Cristian Ledesma rompe (e questa volta definitivamente) con la Lazio e chiede la rescissione del contratto, preparandosi dunque a salutare la capitale e il club di Claudio Lotito.

Il calciatore sudamericano, nativo di Buenos Aires (classe 1982), stanco di aspettare il reintegro in rosa, ha spedito in Lega (al Collegio Arbitrale) il suo ricorso, comprensivo di risarcimento danni. Dopo il macedone Pandev, insomma, un altro dissidente in casa Lazio usa le "maniere forti" e rivendica i propri diritti.
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Calcio, squadre: Pandev il ribelle: "Voglio un grande club". Ipotesi Inter?

Pandev e la Lazio sempre più lontaniPandev e la Lazio sono ormai ai ferri corti. Il rapporto con la società, e soprattutto con il suo numero uno, Claudio Lotito, è ampiamente deteriorato e il giocatore è sempre più lontano dalla Lazio e dalla Capitale. Il giocatore rischia, inoltre, di perdere un anno, se i fatti dovessero continuare ad essere quelli attuali. Una lunga stagione in panchina, è necessario davvero?

E' lo stesso giocatore macedone a manifestare l'idea di lasciare la squadra biancoceleste, ora che è stato anche escluso dalla lista per l'Europa League (insieme all'altro ribelle Ledesma): "Il mio desiderio - ha spiegato alla tv macedone 'Telma' - è quello di andare a giocare in un grande club, più importante della Lazio. Non voglio più avere a che fare con Lotito, che negli ultimi due anni mi ha creato mille difficoltà per il rinnovo. Ora rispetterò il contratto fino a giugno e nella prossima estate deciderò da solo il mio futuro". La risposta del Presidente è sempre la stessa: nessuna deroga. Lotito va avanti per la sua strada con la speranza che la fortuna avuta in questo avvio di stagione, nella Serie A di Calcio, continui ad assisterlo. "Non ho fatto nessuna promessa - ha detto il numero uno biancoceleste - ma avevo solo dato la disponibilità di rinforzare un reparto, pur sapendo di avere una squadra già competitiva. Ho sempre detto che ho uno spirito venatorio. Se devo prendere un passero mi tengo gli uccelli che ho in gabbia. Non rientra nel mio costume prendere tanto per prendere o per far contenta la piazza. Cominciamo a rivalutare i giocatori che abbiamo in rosa, adesso c'è un bel equilibrio, una bella intesa. Alcuni giocatori non hanno accettato dei trasferimenti, perché stanno troppo bene. Purtroppo non possiomo costringerli ad andare via. Quelli che volevano andare via non hanno trovato nessuno che li prendesse". Insomma, la situazione non è assolutamente facile. Ma quale possa essere il futuro dell'attaccante è ancora tutto da decidere. Squadre di calcio interessate a lui non mancano ma si tratta ancora di mere idee e non di solide realtà. Un'ipotesi che si sta sempre più facendo strada è quella che vorrebbe il calciatore alla corte di Mourinho e di una delle squadre di calcio più importanti d'Italia, una soluzione che sarebbe certamente gradita a Pandev che ha voglia di giocare, e non di restare a guardare in panchina nella Serie A. Il portoghese non ha mai nascosto il suo apprezzamento per il fuoriclasse macedone, che inoltre conosce già molto bene i terreni della Pinetina. Per il macedone si tratterebbe infatti di un ritorno, dopo l'esperienza con la Primavera nerazzurra.
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Calcio, Serie A: La Fiorentina presenta De Silvestri. L'ex laziale se la prende con Lotito: "Via da Roma per lui"

La gioia di una nuova esperienza professionale, nella Serie A di Calcio, si mescola con l'amarezza di "essere stato costretto" a lasciare la propria città e la squadra da sempre amata per poter trovare nuova linfa in un altro club. Questo mix di emozioni affolla la testa e il cuore del difensore, ex biancoceleste, Lorenzo De Silvestri. Oggi è il giorno della sua presentazione con la Fiorentina, la squadra che lo ha prelevato dalla Lazio battendo la concorrenza di molte società, il Milan e il giocatore lancia frecciate velenose al suo ex presidente, Claudio Lotito: "Dopo nove anni vissuti alla Lazio è stata dura venire via, ma voglio precisare che io non sono andato via da questa società ma dal suo presidente: per via di questa persona la voglia di restare ormai era poca".

Parole dure, che lasciano il segno. Il calciatore, dunque, non risparmia anzi accusa duramente il patron laziale, ritenendolo unico responsabile dell'addio. Poi, dopo aver colpito Lotito, riserva paroli più belle dolci per la nuova esperienza che si appresta a vivere nella Serie A di Calcio con la maglia dei viola: "Ho deciso di venire alla Fiorentina perché mi hanno fatto capire che mi voleva, a cominciare da Corvino e poi volevo un progetto serio". Ma l'astio nei confronti del presidente biancoceleste non fatica a riemergere. Il giocatore, però, nel corso della presentazione alla stampa, ha aggiunto di non "poter spiegare tutto, altrimenti rischio il deferimento. Il presidente della Lazio ha anche sbagliato a definirmi mercenario, tengo a precisare che per venire qui ho lasciato due mensilità; mi auguro che Lotito le destini in beneficenza, mi informerò e vi farò sapere". Un De Silvestri davvero infuriato...
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Calcio, Lotito contro De Silvestri e Pandev

Lotito contro Pandev e De Silvestri

In casa Lazio, ci sono molte situazioni da sbrogliare, e al più presto. Due su tutte, quelle che riguardano il difensore romano De Silvestri e l'attaccante macedone Pandev. Sono alcuni dei giocatori "scontenti" e che da tempo hanno fatto richiesta al presidente Lotito di essere ceduti. Chi per un verso (il giovane difensore è stufo di fare panchina ed è desideroso di trovare più continuità), chi per un altro (il forte attaccante ha voglia di nuovi stimoli), a Formello non si respira un'aria salutare.

Ma il patron biancoceleste va avanti per la sua strade e risponde con parole dure ma chiare e decise: "De Silvestri ha chiesto di essere ceduto - ha affermato Lotito intervenendo a Radio Radio -. Noi abbiamo messo tutti nelle condizioni di poter giocare, poi le scelte le fa il campo. Le persone che hanno attaccamento si mettono in competizione, cercando di sovvertire le gerarchie. Ma non è il suo caso. Quindi benissimo, portasse una squadra che lo vuole comprare. Il giocatore vuole essere mandato a giocare da un'altra parte e con tutto il rispetto deve essere pagato il giusto. Il prezzo lo fa il mercato, qui non esiste alcun fenomeno, ci sono persone che vogliono far apparire alcuni valori, in realtà portano avanti solo il loro interesse personale". Per quanto riguarda il difensore, sembra esserci sempre di più l'interessamento del Genoa, anche se la trattativa con preziosi non è semplice: "Trovare un incontro è anche la mia volontà. Vedremo di studiare con il Genoa delle combinazioni che possano soddisfare le esigenze di tutti". Per il macedone, invece, è ancora tutto in alto mare (anche se nei giorni scorsi si era fatta strada l'ipotesi Napoli) e i rapporti tra il giocatore e Lotito sono sempre più tesi: "Alla fine la società può anche decidere di perdere il giocatore e di non farlo giocare, se esiste il gioco duro la Lazio farà il gioco duro, ma quello vero. Pensano di minacciare con la scusa della scadenza del contratto, ma io ti inchiodo alla panchina dell'Olimpico per un anno! Non è che siamo noi inadempienti, il problema è legato a uno che è stato contattato un anno prima da un'altra società che è pronta a garantire una commissione al procuratore". Situazione difficile da risolvere, speriamo non si arrivi allo scontro...
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Calcio, La Lazio riparte da Davide Ballardini. Biennale per l'ex rosanero

Ballardini alla LazioDelio Rossi appartiene già al passato. Ora, dopo l'ufficializzazione dell'ingaggio da parte della società biancoceleste, il presente e il futuro della Lazio, almeno per i prossimi due anni, si chiama Davide Ballardini. Ottimo colpo, quello messo a segno da Claudio Lotito, visto che, il ravennate, classe 1964, che ha appena concluso la stagione alla guida dei rosanero, era uno dei mister più preparati ed appetiti sulla piazza. Ballardini ha firmato un contratto biennale a 750.000 euro all' anno.

Stamattina è stato ufficialmente presentato, nella sede della società laziale, il nuovo mister che dovrà rilanciare la Lazio. Questo il messaggio ai tifosi biancocelesti: "La Lazio deve avere chiaro un obiettivo: essere sempre competitiva. E' un dovere, in qualsiasi manifestazione". Parlando del suo metodo di lavoro, ha poi aggiunto: "Importanti sono i principi del gioco e le qualità dei giocatori. Poi viene la disposizione in campo, la veste tattica. Dire ora come giocherà la Lazio non sarebbe giusto. Ma ho già le idee chiare su come esaltare le qualità dei miei uomini. Zarate? Deve ancora crescere molto. Però ha già qualità fuori dal comune".
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Calcio, Ledesma dice addio: "Voglia di una grande".

Ledesma lascia la LazioDelio Rossi, Pandev, e ora Christian Ledesma. La Lazio perde un altro pezzo. Il centrocampista argentino (dal 2006 alla Lazio, 97 gare disputate e sette reti segnate) è l'altro aquilotto a lasciare la capitale per tuffarsi in una nuova avventura, magari con una big della Serie A (Juventus ?). Stamattina, a Formello, c'è stato l'incontro decisivo: il presidente biancoceleste Claudio Lotito e il procuratore dell'argentino Vincenzo D'Ippolito hanno parlato della situazione attuale del calciatore sudamericano, optando per l'interruzione consensuale del rapporto: "Ledesma nella prossima stagione non giocherà nella Lazio - ha spiegato D'Ippolito -. Pur avendo deciso col calciatore di non ricorrere all'articolo 17 per riconoscenza verso la Lazio, abbiamo concertato con Lotito che Christian verrà ceduto a un prezzo concordato".

La Lazio, quindi, ha accettato di incassare meno di quanto richiesto in precedenza ad alcuni club interessati (25 milioni di euro) e meno del suo valore di mercato che si aggira intorno ai 18. Ma cosa c'è dietro questa scelta di abbandonare la Capitale e la società laziale? "Siamo d'accordo con Lotito - ha proseguito D'Ippolito - che verranno chiesti 15 milioni, ma anche che si farà di tutto per agevolare la cessione. La Lazio ha fatto una proposta di adeguamento da top player, la stessa offerta più o meno formulata a Pandev, vale a dire una cifra intorno al milione e mezzo di euro, ma Ledesma, al pari di Pandev, vuole andar via per cercare nuovi stimoli i un'altra piazza". La scelta di Ledesma è quindi dettata dalla consapevolezza di poter ambire al salto di qualità e di giocare in una grande: "Su di lui ci sono due squadre italiane e due spagnole, continua D'Ippolito. Le società iberiche sono in stand-by, perché abbiamo evitato l'articolo 17. In Italia sono interessate Inter e Juventus. I nerazzurri, però, devono prima cedere Vieira, mentre i bianconeri si faranno avanti solo se non prenderanno D'Agostino", ha concluso il procuratore del centrocampista argentino.
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Calcio, Trezeguet a un passo dall'addio. In arrivo Goran Pandev

Trezeguet, addio JuventusIl mercato della Juventus, tra arrivi e partenze, è sempre in fermento. E' vicinissimo, infatti, l'addio di David Trezeguet. Il franco-argentino ha chiesto espressamente di essere ceduto, tramite il suo procuratore, Antonio Caliendo, e la società è decisa ad accontentarlo. Entra dunque nel vivo un'operazione da circa dieci milioni di euro, che permetterà alla società bianconera di rientrare in parte dei soldi spesi per accaparrarsi il fuoriclasse brasiliano Diego, e che darà la possibilità all'attaccante di poter trovare nuovi stimoli e continuità in un altro club. Lione (solamente nel caso in cui dovesse partire Benzema), Marsiglia e Roma sono pronte all'acquisto. la cessione di Trezeguet verrebbe poi rimpiazzata con l'arrivo a Torino del macedone Pandev, il quale ha definitivamente chiuso con la società biancoceleste, dopo cinque anni di permanenza nella capitale, nonostante Lotito ancora non sia totalmente convinto della cosa.

In partenza non solo il puntero ma anche il portoghese Tiago, deludente scommessa dell'ex tecnico Ranieri, nel mirino dei francesi del Marsiglia, e Poulsen, anche se il danese ha, in queste ore, rifiutato l'opzione Fenerbahce. Ma si troverà una squadra disposta ad accogliere il centrocampista che non ha lasciato sicuramente tracce importanti nel club di Cobolli Gigli. Ritornando a Trezeguet, come abbiamo detto, tra le squadre pronte ad accoglierlo a braccia aperte c'è anche la Roma di Spalletti, ma il problema principale è la richiesta economica della Juventus. Dieci milioni di euro sono, in questo momento, troppi per i capitolini. Insomma, ancora tutto da definire il futuro del centravanti, anche se pare ormai assodato che sarà lontano dalla Mole. Ceduto Trezeguet, dunque, via libera all'arrivo del macedone dalla Lazio, per una trattativa che potrebbe chiudersi in un attimo. L'accordo con Pandev è già stato trovato e Lotito ha già preso atto della volontà del giocatore di abbandonare Roma.
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Calcio, Rossi saluta la capitale. Stasera l'ultimo incontro con Lotito

Rossi annuncia l'addio alla LazioSe Pandev ha comunicato, già da parecchio tempo, la volontà di cambiare aria, e di trovare nuovi stimoli da un'altra parte, ma è ancora in stand by, a scuotere ancora di più Formello e dintorni è l'addio annunciato da Delio Rossi: "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio". Si conclude dunque l'avventura in biancoceleste del tecnico romagnolo ma finisce, soprattutto, nel peggiore dei modi, il braccio di ferro tra tecnico e presidente.

Neanche la conquista della Coppa Italia (quinta per la società capitolina, ndr) e l'ingresso, conseguente, in Europa League (dove sarà in compagnia di Genoa e Roma, ndr), ha convinto il numero uno biancoceleste a formulare una nuova offerta all'allenatore che, dunque, ha deciso di preparare le valige e cercare fortuna altrove. La scelta è definitiva, indietro non si torna. Ma chi sarà il nuovo tecnico biancoceleste? le voci sono tante: Un giorno è Ballardini, l'altro è Zenga, sicuramente non lo sarà più Delio Rossi come dichiarato da lui stesso a Stadionews: "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio. Questa sera incontrerò il presidente Lotito e gli comunicherò la mia decisione. Domani, molto probabilmente, convocherò una conferenza per comunicare alla stampa la mia decisione". Il walzer delle panchine continua. Sarà un'estate focosa da questo punto di vista.
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Pandev, addio Lazio?. Lotito frena

Un paio di settimane fa, il presidente della Lazio, Claudio Lotito si è incontrato con il il suo procuratore per farlo riflettere, ma lui è irremovibile. Parliamo del fuoriclasse macedone Goran Pandev che ha ormai preso la decisione di andarsene dalla Lazio. L'avventura all'ombra del Cupolone, con la maglia biancoceleste, sta per terminare, nonostante il presidente Lotito continui a smentire questa ipotesi. "Goran ha espresso la sua volontà alla società, che ha capito, ma ovviamente non intende svendere il suo capitale - ha detto l'agente del calciatore laziale, Leonardo Corsi, a Teleradiostereo - Se ci sarà una squadra pronta a soddisfare la Lazio dal punto di vista economico verrà lasciato andare, dopo aver dato tanto, ma anche ricevuto molto. Tutto nell'ambito di un rapporto ottimo e di stima reciproca, come è sempre stato in questi anni». Ma da dove nasce questa decisione? Non certo da motivazioni di carattere economico, ma dalla voglia di mettersi in discussione in un ambiente diverso (o forse dal fatto che per riscattare Zarate serviranno tanti soldini, e quindi un sacrificio importante per rientrare dall'inevitabile dispendio economico?).

Così si esprime il procuratore, in relazione alla scelta del suo assistito: "Probabilmente in questi ultimi 3-4 mesi si è molto interrogato con la propria fidanzata, per capire soprattutto se aveva voglia di rinnovare il contratto. Diciamo che la decisione non era legata a questioni economiche, anche perché il presidente ha fatto di tutto da questo punto di vista, tuttavia è dipesa da questioni sportive, dalla voglia di cambiare e di mettersi in discussione in un ambiente diverso, dopo tanti anni in cui è stato una certezza in un determinato club. Questi stimoli sono quelli che ha in mente quando parla di queste cose. Detto tutto questo bisogna trovare una squadra che soddisfi la Lazio. Squadre interessate ce ne sono, ma per ora non ci sono offerte concrete. Nel momento in cui arriveranno, verranno fatte delle valutazione tecniche dal giocatore stesso. Forse, in questa stagione Goran ha perso un po' di stimoli in campo, credo di poter dire che dal punto di vista del gioco non si è divertito come negli ultimi anni, soprattutto nella fase finale. Standogli vicino penso di aver capire questo. Sono tutte componenti legate al fatto che dopo cinque anni i rapporti si possono logorare». Quindi, dopo cinque anni di amore incontrastato, l'avventura di Pandev con la Lazio sembra avviarsi alla conclusione, ma Lotito non ha intenzione di cedere il giocatore: "Non vorremmo arrivare allo scontro, perché sinceramente credo che il presidente abbia capito la sua posizione - afferma l'agente del macedone - Poi Lotito, ovviamente, prenderà in considerazione solo determinati tipi di offerte, ma non abbiamo paura dello scontro". Si prevedono tempi lunghi, però: "Siamo pronti e preparati. Goran non ha mai puntato i piedi, capisce tutte le esigenze, quindi è pronto ad aspettare che le componenti trovino un punto di incontro. Non vuole penalizzare la Lazio, ma anche lui vuole essere capito". Insomma, Lotito non vuole cedere il giocatore se non in presenza di un'offerta "sostanziosa", il calciatore vuole andare via e il procuratore afferma di non volere lo scontro ma poi ammette di essere pronto nell'eventualità che accada. Una situazione non semplice...
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Coppa Italia, Juventus-Lazio: Bianconeri chiamati alla rimonta. O sarà "titoli zero"

(Claudio Ranieri, tecnico della Juventus)
Claudio Ranieri in bilicoSe la Juventus non vuole terminare la stagione con "titoli zero", e dare, così, ragione a Mourinho e alla sua "polemica" previsione, stasera deve impegnarsi, e parecchio, all'Olimpico di Torino, per rimontare, nella semifinale di ritorno della Coppa Italia Tim, una Lazio cmpletamente rinata, dopo un periodo di appannamento e strigliate furenti del presidente Lotito, grazie ai due successi consecutivi, ottenuti nel derby e nella trasferta ligure, al Ferraris col Genoa. Da Coppa snobbata, la cara Coppa Italia assume una valenza importante soprattutto per i bianconeri, che hanno fallito in Champions e che, ormai, hanno praticamente detto addio anche allo scudetto (dieci punti di svantaggio dall'Inter sono decisamente troppi da rimontare). Ma non sarà importante solo per la Juventus e Ranieri (in bilico la permanenza a Torino, nonostante le smentite ufficiali), ma anche per i biancocelesti e il loro tecnico, Delio Rossi. Il feeling tra l'allenatore laziale e l'ambiente societario non sembra più idilliaco come qualche mese fa. Dunque, sarà importante dare il massimo, senza pensare a cosa sarà ma solamente ad ottenere il pass per la finale, nella quale giocarsi le proprie possibilità di vincere il trofeo.

Come abbiamo detto, la Lazio arriva all'appuntamento con sei punti conquistati, in campionato, nelle ultime due giornate, mentre la Juventus è reduce da un punto in due gare (sette reti subite, soprattutto) e soprattutto dalle polemiche nate dai cori razzisti a Balotelli, che hanno portato il giudice Tosel alla decisione di far giocare a porte chiuse i bianconeri, nel prossimo impegno di campionato (contro il Lecce, ndr). Momenti, dunque, differenti, quelli vissuti dalle due società, e dalle squadre, ma la voglia di vincere è uguale da entrambe le parti. Ranieri assicura impegno massimo: "La Coppa Italia è un nostro obiettivo e vogliamo raggiungerlo - ha detto il coach della Juventus - Ma pensiamo al presente: prima dobbiamo arrivare in finale". Contro un'avversaria tosta: "Affronteremo un'avversaria molto carica che quest'anno ha avuto un andamento altalenante. Veniva da tre sconfitte di fila, ma poi ha vinto il derby e ha espugnato il campo del Genoa, riuscendo a fare la partita che non è riuscita a noi la settimana scorsa. Sarà sicuramente una gara difficile e combattuta. Ho visto la partita di Marassi: hanno giocato bene, aggredendo l'avversario, con un po' di fortuna nei momenti iniziali in cui Muslera ha salvato il risultato. Sono una squadra in forma, sarà una partita difficile, molto combattuta, ma siamo pronti. Mourinho vuole incontrarci in finale? Intanto battiamo la Lazio, poi vedremo". Queste le parole di Ranieri, a poche ore da una sfida, nella quale dovrà fare a meno di molte pedine importanti, soprattutto in difesa. Legrottaglie è in dubbio (febbre), Grygera ha qualche acciacco, mentre Chiellini dovrà restare per quasi un mese, e Zebina non è stato neanche convocato. Spazio, dunque, a Mellberg, mentre se non recupera Legrottaglie, sarà Ariaudo il compagno dello svedese nel ruolo di centrale. In zona mediana, invece, è il ceko Nedved a mettere in ansia Ranieri. Rientra Camoranesi; Tiago e Marchisio saranno i centrali di centrocampo. In attacco capitan Del Piero e Vincenzo Iaquinta saranno la coppia-gol chiamata a far male alla difesa degli aquilotti. Amauri ancora out, Trezeguet è costretto all'ennesima panca di questa stagione tormentata.

(Delio Rossi, mister biancoceleste)
Delio Rossi carica la Lazio
Passando a Formello e dintorni, Delio Rossi anche non è sicuro della conferma per la prossima stagione, e la vittoria della Coppa Italia (che sarebbe la quinta per la società biancoceleste) potrebbe essere il punto decisivo, a favore del tecnico romagnolo, per fugare qualsiasi dubbio nato nella testa del presidente Claudio Lotito. Ecco cosa ne pensa il mister laziale: "Con la Juventus sarà una partita delicata ma non l'ultima dell'anno - ha detto- . Quindi non si può dire che si tratta di una partita che salva la stagione, i bilanci si fanno alla fine, quelli parziali non contano. Questa partita vale per la Lazio, non per il mio futuro. Non credo che si possa legare il futuro di un tecnico a una partita. Bisogna guardare l'andamento nel lungo periodo, altrimenti è sbagliata qualunque valutazione. Io comunque voglio restare. A Roma sto bene anche perchè è una città solare e a me non piacciono quelle tristi. Per questo non andrò mai ad allenare in certe piazze all'estero". Insomma, voglia di Lazio e della capitale, per delio Rossi, ma i conti si fanno in due e, quindi, occorrerà aspettare la fine del campionato per capire se sarà ancora lui, il prossimo anno, a guidare la Lazio. Intanto, c'è da difendere il due a uno dell'andata, ma Rossi non vuole una mentalità "da pareggio": "Dobbiamo giocare partendo dal presupposto che è come se fossimo sullo 0-0 . Questa è una partita secca, non conta l'andata, è una gara come il derby, come la trasferta di Genova e va giocata con quella stessa intensità. Loro saranno arrabbiati, ci terranno tantissimo, sono abituati a vincere e sono superiori a noi ma io voglio che la Lazio giochi da Lazio". Pochi dubbi di formazione. Pandev infortunato, la coppia d'attacco sarà composta da Rocchi e Zarate (due gol nelle ultime due gare, di cui l'ultimo decisivo per il successo in terra genovese), l'interrogativo principale è: Mauri o Foggia? Il tecnico deciderà sulla sirena. Di una gara che si annuncia vibrante. Godiamocela, manca poco...
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Calcio. Lotito bacchetta i giallorossi: "Non tutti sono in grado di accettare la sconfitta"

Cadute di stile e incapacità di accetta la sconfitta. E' con queste parole, molto chiare e decise, che il presidente biancoceleste Claudio Lotito descrive l'atteggiamento avuto dalla Roma e da Spalletti durante e dopo il derby vinto per 4 a 2 dall'undici laziale nel sabato calcistico.

Al numero uno della formazione laziale non sono piaciuti gli episodi di nervosismo, in particolare di Philippe Mexes e Panucci, espulsi dall'arbitro Morganti, ma anche di altri calciatori romanisti che, nel corso dell'incontro, hanno "acceso" delle piccole risse sedate subito dal direttore di gara che ha messo mano al taschino sventolando cartellini in copiosa quantità. Inoltre, si è soffermato sull'episodio della lite verbale intercorsa tra Spalletti, tecnico della Roma, e il dirigente accompagnatore, ed ex calciatore della Lazio, Tare. "Non tutti sono in grado di accettare la sconfitta". Questa è la frecciata che il patron biancoceleste scaglia direttamente, e senza tanti fronzoli, al quartier generale giallorosso di Trigoria. Ma non è finita qui, infatti Claudio Lotito ha poi rincarato la dose, parlando del battibecco che ha coinvolto il mister toscano della Roma: "Non mi sono piaciuti questi episodi in una giornata di lutto nazionale. Ci sono state delle cadute di stile, con atteggiamenti che potevano essere risparmiati".
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Calcio. Lotito rinnova la fiducia a Rossi ma tuona: "Se perdiamo ancora ritiro"

Claudio Lotito è scatenato. Stanco delle figuracce rimediate dalla sua Lazio esce iun campo con voce decisa e chiede ai propri calciatori una reazione d'orgoglio, soprattutto in vista del derby, appuntamento clou del sabato pomeriggio in Serie A.

Il derby. Una gara fondamentale per i giallorossi, impegnati nella rincorsa al quarto posto, ma importante anche per i biancocelesti, in cerca invece di riscatto dopo le ultime opache prove registrate in campionato. Il presidente non ci sta a fare la vittima sacrificale della lupa giallorossa e tiene alta la concentrazione, "minacciando" ulteriori giorni di ritiro nel caso in cui l'esito della gara dovesse essere negativo: "Ci sto mettendo tutto l'impegno per dare una scossa alla squadra. Mi auguro che i calciatori abbiano ritrovato la serenità, la voglia di combattere e di dimostrare ai tifosi sacrificio e determinazione. Altrimenti si proseguirà col ritiro". Infine, una parola per la guida tecnica e le voci, che circolano sempre con più insistenza, di un possibile cambio. Anche su quest'argomento, la risposta del patron laziale è chiara e decisa: "Voci destituite di fondamento". Delio Rossi, insomma, per adesso è ancora il timoniere di questa squadra. La scossa del Presidente, dunque, è arrivata, ora bisognerà vedere se ci sarà la risposta dei calciatori sul prato dell'Olimpico. Altrimenti, in caso di sconfitta, si salvi chi può...
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Lazio. Lotito su Macheda: "Abbiamo fatto di tutto per trattenerlo". Dopo Petrucci, anche il laziale veste inglese. Fuga di talenti?

La rete del giovane romano, che ha regalato la vittoria al Manchester United, ex Lazio, Federico Macheda, ha fatto il giro del mondo e a parlarne, in queste ore, è uno dei diretti interessati, ovvero il patron biancoceleste Claudio Lotito. Il numero uno della Lazio usa toni forti contro il Manchester, più volte "diffidato" dalla società romana.

Che storia. Abbiamo vissuto in diretta, durante il lavoro di questo weekend, l'impresa realizzata da questo giovane romano. E le immagini le ha viste anche Lotito, il quale esprime tutta la rassegnazione per aver provato a trattenere un calciatore "in erba" ma con colpi da fuoriclasse. "Abbiamo fatto di tutto per trattenere Macheda". Queste le parole di Claudio Lotito sul talento del Manchester United cresciuto nelle giovanili della Lazio. 'Sapevamo che era un grande giocatore - ha spiegato il patron biancoceleste - abbiamo diffidato piu' volte il Manchester per impedire quello che e' accaduto. Purtroppo le normative non consentono di poter contrattualizzare giocatori sotto i 16 anni'. Il Manchester ne ha approfittato e ha piazzato il colpo, il secondo dopo aver strappato Davide Petrucci alla Roma (classe '92, 14 reti nell'ultima stagione agli Allievi Nazionali dei giallorossi, prima della "fuga" in Inghilterra), ingaggiato per 120 mila euro a stagione, il massimo per cui può firmare un minorenne. La Roma aveva risposto con 1600 euro, il minimo federale. Oltre al contratto principesco i Red Devils hanno dato un lavoro al padre del giocatore (si dice giardiniere) e una sistemzaione alla famiglia. Insomma, una fuga di talenti, che incomincia a diventare preoccupante. Il presidente laziale dice di aver fatto tutto per trattenerlo, ma è stato veramente così?.
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Lotito difende Carrizo e striglia la Lazio: "Voglio nove finali"

Claudio Lotito prova a strigliare i giocatori della Lazio per un finale di stagione positivo. Al Presidente non è andato giù il trend registrato nell'ultimo periodo e vuole una squadra "arrabbiata", che dia il massimo e che mostri di essere veramente "squadra", altrimenti crediamo che a fine stagione ci sarà una vera e propria epurazione.

La parentesi della Nazionale è terminata, tra poco ci si ritufferà nel campionato. E Lotito vuole vedere una Lazio totalmente diversa. "Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite". Il presidente vuole grande concentrazione, quando mancano nove partite alla fine del torneo: "Abbiamo una squadra che deve dimostrare il proprio valore, ritengo che abbia delle grandi potenzialità. Ora dobbiamo portare a casa risultati importanti, ci sono nove gare da giocare ed è come se fossero nove spareggi". Nove finali, è questo l'approccio che la squadra biancoceleste deve avere in questo caldo finale di stagione, nel quale ci sarà spazio anche per il derby capitolino. Ci vuole un approccio importante, caratterizzato da grande grinta e determinazione. E' decisamente stufo di vedere una squadra "moscia", senza carattere, spesso in balia degli avversari, come nel caso del match casalingo perso contro il Chievo. Ci vuole un'inversione di rotta. Ma non è solo il campionato l'unico cruccio per il patron laziale. Lotito dice la sua sul "problema Carrizo": "Il giocatore ha grandi doti e personalità, ma ha un problema di adattamento al calcio italiano, che rispetto a quello argentino ha degli aspetti tecnici superiori. In Sudamerica non ci sono neanche i preparatori dei portieri, invece in Italia la tecnica conta molto".
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La Lazio è in crisi ma Lotito rilancia: "Questo club diventerà una superpotenza europea".

Claudio Lotito, Presidente della Lazio
Non sta vivendo un periodo facile in campionato, la Lazio di CLAUDIO LOTITO. I risultati scarseggiano, la contestazione a squadra e società è in sensibile aumento, e domenica gli aquilotti saranno in quel di Firenze contro una squadra in crescita e con un Mutu strepitoso al rientro. Ma, nonostante il periodo buio, il Presidente biancoceleste rilancia le azioni laziali e, non nuovo a uscite forti e stravaganti, anche questa volta l'ha sparata una delle sue.

Questo club e questa squadra avranno una forza nel tempo tale da non temere nessuno sia in termini economici che in termini calcistici”. Et voila l'esordio di quello che rappresenta un vero e proprio proclama di guerra. Parole di Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss per parlare, naturalmente, della sua amata Lazio. Il patron, dopo aver agitato le acque con questa battuta, ha poi proseguito spiegando il progetto riguardante il club romano: “Vogliamo rilanciare questo club a livello internazionale e ci stiamo battendo per farlo anche attraverso la gestione dello stadio. Ma per fare le cose ci vuole del tempo, non dimentichiamo in che condizione questo club è stato preso e in che condizione è adesso e che prospettive future ha: non ho venduto nessun giocatore, anzi, li ho mandati in prestito proprio perchè non voglio depauperare il patrimonio economico e sportivo di questa società. Voglio accrescere questo patrimonio con una gestione sana e trasparente. E mentre in passato scappavano tutti da qui, c'era una diaspora, oggi tutti i campioni vogliono la Lazio”. Sicuramente, i tifosi biancocelesti dovranno ringraziare, vita natural durante, Claudio Lotito che, nel luglio del 2004, partecipò all'aumento di capitale, salvando la società capitolina dall'incubo dei debiti. Fu l'inizio di una lenta ma corretta opera di risanamento, tanto che la prima battuta di Lotito, dopo aver preso in mano le redini della Lazio, divenne famosa e fece capire che non sarebbe stata un'operazione semplice ("Ho preso questa squadra al suo funerale e l' ho portata in condizione di coma ancora irreversibile"). Questo, dunque, gli va dato atto e non può essere dimenticato. E' stato un periodo difficile, si è temuto il peggio, ma tutto ormai è un ricordo offuscato e Lotito, ora, è pronto a sferrare l'attacco. Far diventare la sua Lazio una "superpotenza europea", un'operazione sicuramente non semplice, anzi decisamente complicata, ma la passione del presidente laziale non mancherà. A mancare, però, e sono strettamente correlati alla salute di un'azienda, sono i risultati e, anche su questo argomento, riportiamo la battuta sullo stato di forma in cui versa la Lazio, reduce da tre sconfitte tremende in campionato: “Abbiamo attraversato un periodo dove non abbiamo raccolto – conclude Lotito – nonostante la squadra fosse la stessa e avesse dimostrato precedentemente la possibilità di ottenere determinati risultati. Mi auguro che sia una parentesi di questo momento e che la squadra faccia un attimo di riflessione per rendersi conto delle proprie potenzialità e abbia la consapevolezza dei propri mezzi per poterli esprimere sul campo al cento per cento”. Insomma, rimbocchiamoci le maniche e guardiamo con ottimismo al futuro. Questo il messaggio di Lotito che promette battaglia e, conoscendo il personaggio, non mancherà di stupirci con effetti (e parole) speciali.
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