Maradona è stato ed è spesso colpevolizzato per l'andamento tentennante dell'Argentina, qualificatasi in extremis, nonostante i tanti campioni presenti nell'undici sudamericano, ai Mondiali sudafricanisulla sirena (decisivo il goldi Bolatti contro l'Uruguay). Poco gioco e tanta confusione. Insomma, ai tifosi e agli addetti ai lavori non piace la gestione tecnica di Dieguito. In queste ore, però, arriva da Citta' del Messico una voce fuori del coro. A difendere l'ex Pibe de Oro è un altro mito del calcio che, con l'argentino, ha sempre rappresentato binomio di scintille. Si tratta del brasiliano Pele'. Da Citta' del Messico, dove si trova attualmente, Pele' interviene in difesa del Ct argentino Maradona. Per una volta, il campione brasiliano spezza una lancia in favore dell'argentino con il quale ha battagliato spesso e volentieri: "Maradona non ha responsabilità per le difficoltà della Seleccion nelle qualificazioni mondiali. Diego è al suo primo incarico da allenatore, la colpa è del presidente Grondona e degli altri dirigenti federali che lo hanno scelto senza considerare la mancanza di esperienza". Questa l'opinione del carioca che, dunque, colpevolizza la dirigenza, rea di aver scelto un leader carismatico come Diego, privo però dell'esperienza necessaria per poter guidare l'Albiceleste. Ma Pele' non si ferma qui. Infatti nel prosieguo dell'intervista parla anche del girone del Brasile ai Mondiali: "Il girone con Brasile, Costa D'Avorio, Portogallo e Corea del Nord, è un raggruppamento molto duro".
Incredibile Maradona. E non per uno dei suoi grandi gesti tecnici che facevano la differenza in campo. Ma per una doppia svista clamorosa - nella sua dura avventura da Ct - mentre era impegnato a stilare la lista dei convocati per l'amichevole in programma il prossimo 10 febbraio con la Giamaica. Il suo soprannome, che lo rese celebre, fu "Pibe de Oro", perchè con quel piedino e quella classe cristallina riusciva a compiere di tutto. Ma con la mano non si è dimostrato altrettanto abile, almeno sul tavolo da lavoro. Infatti, mentre si trovava a compilare la lista dei convocati per l'amichevole con la Giamaica, Maradona ha prima chiamato 4 elementi dell'Estudiantes impegnati in CoppaLibertadores proprio il giorno successivo all'amichevole. Poi, non contento, ha errato nuovamente dimostrando di essere in giornata "negativa". Infatti, ha aggiunto alla lista Pereyra appena operato e destinato a rientrare sui campi di calcio solamente il 14 febbraio prossimo. Alla fine, ha rimediato convocando Bieler e chiudendo finalmente la lista dei convocati.
Dopo aver conosciuto il miglior portiere del 2009 (Casillas) e quello degli ultimi 20 anni (Gianluigi Buffon) ora passiamo all'attacco e ai goleador. Secondo la classifica stilata dall'Iffhs, È Edson Arantes do Nascimento Pelè il miglior bomber della storia del calcio ( sono considerati i gol segnati dal 1888-1889 al 2009). Il "Pibe de oro", Diego Armando Maradona è soltanto 97° in graduatoria. E' il brasiliano Pelè il più grande di tutti. "O ReI" comanda la speciale classifica di goleador con 541 gol in 560 partite tra Brasile e Stati Uniti tra il 1957 e il 1977. Sul secondo gradino del podio JosefBican, con 518 gol in 341 gare, e terzo Ferenc Puskas, con 511 reti in 533 partite. Questo il podio, sul quale non vediamo Diego Armando Maradona il quale, con 259 reti in 490 partite tra Argentina, Spagna e Italia, si ritrova addirittura al 97° posto. Dettano legge i brasiliani, con il quarto posto di Romario (489 realizzazioni in 612 gare tra il 1985 e il 2007) e il nono di Arthur Antunes Coimbra Zico che tra Brasile, Italia e Giappone ha messo a segno 406 reti in 596 gare. Chiude la top ten Gerhard Muller con 405 gol. Scorrendo la classifica, dobbiamo arrivare al 40° posto per trovare il miglior italiano. E' il laziale Giorgio Chinaglia che tra Serie A e Usa (1969-1983) ha segnato 319 reti in 429 partite. 66/esimo posto per un'altra bandiera biancoceleste, Silvio Piola (290), 80/esimo GiuseppeMeazza (268), 136/esimo Angelo Schiavio (243) e 282/esimo Roberto Baggio (206).
(Uruguay-Argentina 0-1. Bolatti) Visione di gioco e forza atletica. Ecco le due caratteristiche fondamentali del 25enne centrocampista argentino Mario Bolatti, il terzo colpo dello scintillante mercato della Fiorentina (che ha versato 3,5 milioni nelle casse del Porto per la compartecipazione). Dopo aver rinforzato la difesa con il brasiliano Felipe (dall'Udinese per 9 milioni) e aver acquistato la giovane stella serba Ljiajic, uno dei maggiori talenti dell'Europa dell'Est, arriva al Franchi il "Gringo" dell'Huracan. Mario Bolatti, elegante centrocampista di 189 centimetri, si presenta come un ‘5 argentino’ vecchio stile, con ottime capacità di recuperare palla e abile nei passaggi corti. Potrebbe essere, nello scacchiere di Prandelli, il Felipe Melo della scorsa stagione, e regalare gol, spunti importanti e grande fisicità al fianco di Montolivo. Indimenticabile, per lui e per il Ct Maradona, il 14 ottobre 2009. Alla sua terza presenza in nazionale, realizza il gol (nel video)he consente alla Seleccion di vincere 1-0 in Uruguay e di qualificarsi così alla fase finale dei Mondiali 2010 in Sudafrica.
L'Argentina di Maradona è stata domata. 4-2 il risultato a favore della rappresentativa della Catalogna guidata da Johann Cruijff. Questo, insomma, è stato l'esito dell'amichevole disputata a Barcellona. Assenti Messi, premiato con il Fifa World Player ed esonerato da quest'impegno, ma soprattutto il ct dell'Albiceleste, Maradona, che, squalificato, ha assistito alla gara come un semplice spettatore. Un match spettacolare che ha visto trionfare la selezione catalana. I gol, che hanno determinato il risultato finale, sono stati siglati da Sergio Garcia (44'pt), Bojan (10'st), Sergio Gonzalez su rigore (25'st) e Hurtado (31'st), mentre tra i sudamericani sono andati in gol Javier Pastore (trequartista del Palermo di Delio Rossi) e il talentuoso Di Maria. Maradona, squalificato due mesi dalla Fifa per turpiloquio, ha dovuto lasciare il ruolo di mister al secondo, Hector Enrique. Ma non solo, infatti non ha potuto presenziare all'allenamento e neanche salire sul pullmann con i propri pupilli. Uno spettatore qualunque....
(Lo sfogo di Maradona al termine della gara con l'Uruguay) Maradona non ritratta, anzi, rilancia. Il Ct dell'Argentina non chiede scusa per l'invito "a sfondo sessuale" rivolto ai giornalisti, nella conferenza stampa approntata al termine della gara vinta contro l'Uruguay. Il Pibe de Oro, protagonista del "duro" sfogo ha chiarito il suo pensiero a Radio Continental: "Non ho nulla di cui scusarmi. I giornalisti non aspettavano altro che l'eliminazione della Seleccion...". Il tecnico argentino, però, ora, è sotto indagine della Fifa e rischia un lungo stop: in arrivo 5 turni di squalifica. Insomma, come potete ascoltare voi stessi nel video, l'allenatore della nazionale albiceleste continua per la sua strada ("O rosso o nero, grigio mai", questo il motto di Dieguito), e non ritratta le parole "indelicate" espresse nel dopogara. Ah si...un piccolo passo indietro c'è, ed è dovuto: "Anzi, con qualcuno mi scuso, con le donne...". Spettacolare come sempre...
Domani sera, in uno dei due anticipi saturnini della Serie A, grande sfida all'Olimpico di Torino. La Juventus di Ferrara, chiamata al riscatto dopo la batosta di Palermo (2 a zero per i siciliani al termine di un match ampiamente dominato), ospita la Fiorentina di super Gilardino, autore di una spumeggiante prova in Nazionale. Il biellese ha realizzato una strepitosa tripletta che ha permesso all'Italia di ribaltare il doppio svantaggio subito contro Cipro (e rimanere quindi imbattuti nel girone) in un match (l'ultimo) comunque ininfluente per il discorso qualificazione e con una squadra largamente sperimentale.
Il tecnico bianconero, parlando di chi scenderà in campo nel match di Serie A, saluta, con grande felicità, il rientro di "Momo" Sissiko. Anche se non ha i 90 minuti nelle gambe, il gigante d'ebano è una pedina fondamentale ritrovata in un centrocampo martoriato dagli infortuni: "E' un giocatore molto importante per noi ma non giocando da sei mesi ovviamente non può giocare tutti i 90'. Contro la Fiorentina dovremo ritrovare grinta e umiltà che poi sono le qualità che ci contraddistinguono". Predica dunque concentrazione, determinazione, grinta, e soprattutot umiltà, il mister juventino. Importante, non sottovalutare l'ostacolo viola, insidioso sulla carta e non solo. Ma Ciro non ha parlato solamente di Serie A e di Fiorentina. Sulle dichiarazioni polemiche di Lippi e Maradona il tecnico bianconero dice la sua: "Mi piace vedere un ct che difende i suoi giocatori". "Si tratta di due persone a cui sono profondamente legato - ha detto Ferrara - e per questo motivo non voglio soffermarmi troppo su quello che hanno detto in settimana". Infine, la replica al mister della squadra toscana, CesarePrandelli, che ha dichiarato di aver aumentato la qualità del centrocampo con la cessione di Melo e l'acquisto di CristianoZanetti proprio dalla compagine torinese: "Noi siamo soddisfatti di ciò che abbiamo fatto. Certo, le cifre investite sono diverse ma si trattava di due operazioni distinte. E' legittimo che la Fiorentina difenda le sue mosse di mercato. Noi con Melo abbiamo fatto una scelta di prospettiva".
E' arrivato da poco alla Juventus ma già si è integrato alla perfezione e con il suo talento e la sua grinta si è ritagliato un posto importante, da leader della squadra torinese. Impatto devastante, nella Serie A di Calcio per Diego da Ribas Cunha, per tutti Diego, fuoriclasse brasiliano prelevato dal Werder Brema in estate. Doppietta all'Olimpico (due gol di pregevole fattura), contro la Roma, nella seconda giornata in Serie A. Calcio sfavillante da parte del brasiliano, un campione vero. Un folletto dai piedi deliziosi, che si è mostrato già importante cecchino in fase realizzativa (basta vedere i gol segnati ai giallorossi). Il calciatore, paragonato addirittura a Maradona, ringrazia: "E' un grande piacere essere paragonati a Maradona, devo fare molto per giocare come lui". Che il brasiliano fosse un grande giocatore non lo scopriamo di certo adesso, ma una partenza così lanciata, nella Serie A di Calcio, ha sorpreso tutti quanti nell'ambiente bianconero: 2 gol e un assist in due giornate di campionato, mica male vero?. Ai microfoni di Sky il fantasista descrive la sua emozione con la Juventus: "Sono molto contento e devo tutto questo ai miei compagni, all'allenatore e a tutti i tifosi della Juventus. Fin dai primi giorni mi hanno aiutato molto e hanno fatto in modo che potessi lavorare nelle migliori condizioni. Adesso, voglio restituire tutto questo sul campo. Sono molto contento e devo tutto questo ai miei compagni, all'allenatore e a tutti i tifosi della Juventus". Così il brasiliano, che ha poi aggiunto: "Noi abbiamo l'obiettivo di vincere, di vincere un titolo. Non siamo preoccupati per l'Inter, che noi rispettiamo molto perché è una grande squadra. Siamo concentrati sul nostro lavoro, sui nostri giocatori, sul nostro sistema di gioco, ed è con questo spirito che andiamo ad affrontare la stagione". Siamo solamente all'inizio di una grande avventura nella Serie A per Diego...sarà un inverno di gol a raffica?
Perso un fuoriclasse, o comunque un giocatore di grande talento e qualità, il Lione ne trova subito un altro. E' di poche ore fa la notizia dell'ingaggio dell'argentino Lisandro Lopez. L'attaccante, costato 24 milioni di euro, arriva dal Porto e prende, dunque, il posto del franco-algerino Benzema, ceduto al Real Madrid.
Lo ha annunciato il club francese, che quindi ottiene il "si" di uno dei pezzi pregiati del mercato europeo. Dopo quattro stagioni trascorse nel club portoghese, Lisandro Lopez, 26 anni di Buenos Aires, buona potenza fisica, gran velocità e ottimo tiro (ambidestro),arriva nella Ligue 1 col compito, non semplice, di sostituire la stella della nazionale transalpina, finita a Madrid nell'operazione di rilancio del club spagnolo, firmata da Florentino Perez. Il puntero ha cominciato la sua carriera in patria nel Racing, dopo tre anni è passato al Porto: due anni fa ha segnato 24 reti in 28 partite e quest'anno 10 rete in 28 gare oltre a 6 gol su 10 gare di Champions. E' nel giro della nazionale di Maradona, ma certamente è difficile che riesca a ritagliarsi un posto da titolare vista la concorrenza in attacco che lo penalizza fortemente ( Messi, Aguero, Tevez, Milito).
E' stato uno dei protagonisti della finale di Champions, nella quale ha messo la sua firma prestigiosa realizzando la rete della sicurezza e del defnitivo tracollo inglese, ma soprattutto sarà uno dei leader dell'Argentina di Maradona che deve riscattare la pesante sconfitta boliviana (1 a 6 a La Paz) e riprendere la marcia verso i Mondiali del Sudafrica. La "pulce" blaugrana, Lionel Messi, fantastico campione del Barcellona di Guardiola, chiusa in maniera trionfale la stagione con il club catalano (Campionato, coppa nazionale e Champions), ora può dedicarsi alla Seleccion e al suo mister tanto amato, Dieguito. Nel ritiro biancoceleste tiene banco l’ardito paragone tra Diego e Messi che, dopo un 2009 pazzesco, si candida per i premi più succosi di fine anno: Pallone d’Oro e Fifa World Player. Il piccolo attaccante argentino ha le idee stremamente chiare sulla questione: "Ritengo sia una mancanza di rispetto nei confronti di Maradona ogni tipo di paragone. Di Diego ce n’è stato uno solo e nessun altro potrà mai pensare di arrivare ai suoi livelli. Per me è un privilegio lavorare con lui nella Selecciòn e cercare di imparare il massimo". Una dichiarazione di grande professionalità e di rispetto verso un campione, Diego Armando Maradona, che sicuramente non può essere paragonato a nessuno dei giocatori in circolazione. Un fenomeno del calcio che nasce ogni cent'anni e forse più. Ma Messi ha delle doti che, indubbiamente, lo inseriscono tra i grandi fuoriclasse del calcio moderno. Fantasia, velocità, serpentine pazzesche con la palla incollata al piede, ottimo finalizzatore. Questo è Messi, il quale nel momento di massimo splendore preferisce restare all’interno del suo mondo che sabato lo chiama alla partita della riscossa contro la Colombia. L’attaccante, però, indossa con disinvoltura le vesti del leader ed esprime le sue preferenze: "Mi piace un attacco composto da me, Aguero e Tevez. Le due volte che abbiamo giocato insieme abbiamo vinto e ci siamo trovati bene. Si tratta di un tridente che, a dispetto delle misure, è ugualmente grande perché garantisce un altissimo livello tecnico". Qualsiasi giocatore scenderà in campo, l'Argentina deve assolutamente vincere per non lasciarsi risucchiare nella pancia di una classifica che garantisce il Mondiale sudafricano diretto soltanto alle prime quattro. La Selecciòn, dopo lo schiaffo di La Paz, si trova al confine dietro a Paraguay, Brasile e Cile e quindi tra sabato con la Colombia e mercoledì a Quito con l’Ecuador è condannata a centrare il bottino pieno per non perdere il treno che porta ai Mondiali del prossimo anno.
(il gol incredibile segnato da Favasulli) Non è Mascara, Non è Maradona, sicuramente non ci riuscirà più, ma la prodezza (involontaria o voluta, non si saprà mai) realizzata da tal Favasulli, ieri, nel match che la Cavese ha disputato contro la Juvestabia (Prima divisione), ha qualcosa dell'incredibile. Potete osservare, da un lato la felicità del giocatore, e dall'altra l'incredulità del portiere della Juve Stabia,Soviero, che rimane immobile, incredulo per la traiettoria beffarda del pallone che termina la propria corsa in fondo al sacco. Prima opzione. Un gol da extraterrestre, "alla Maradona", o, rifacendoci ai tempi attuali, "alla Mascara", un calciatore che in fatto di reti straordinarie è esperte (basta vedere quello segnato nel derby con il Palermo o nell'ultimo match contro l'Udinese). Seconda opzione. Semplicemente una rete involontaria, insomma un colpo di fortuna. E' un dilemma che non riusciremo facilmente a sciogliere, anche se è molto probabile che sia la seconda opzione quella più giusta. Per ora, comunque, c'interessa mettere in evidenza un dato certo: l'incredulità di un interdetto Soviero, portiere ex Genoa, Reggina, Salernitana, ed ora tesserato per la Juve Stabia, che ha affermato: "Quando sbaglio tendo ad ammettere l’errore ma oggi (ieri ndr) mi sono accorto che sono state abolite tutte le leggi della fisica in occasione del gol. Onestamente sarei stato più contento nel caso avessi commesso un errore mentre un gol di questo genere ha del quasi paranormale". In effetti, se osserviamo come è giunto il gol, con questo tiro-cross dalla sinistra, ci sentiamo di concordare con le parole dell'estremo difensore campano. Fatto sta che a gioire è stato questo Favasulli della Cavese, autore di un gol "del terzo tipo". Pazzesco.
(Diego Armando Maradona. Il profumo d'Argentina lo ha fatto rinascere) Diego Armando Maradona E' rinato. L'Argentina, la sua terra natia, e la nazionale, la "Seleccion" che lui ha reso grande con le sue giocate da "mago del pallone", e che ora vuole rendere grande nella nuova veste di selezionatore, è stata la scintilla che gli ha ridato la gioia di vivere. Questo è quello che traspare da quegli occhi di uomo ferito, ad un passo dal baratro, ma che si è rialzato e che è tornato a lottare. Gli sbagli, molti, che ha compiuto in passato (soprattutto la droga) sembrano di colpo cancellati dalla felicità di allenare tanti campioni, a partire da Messi per passare a Tevez e ad Aguero, fuoriclasse dell'Atletico Madrid, che gli ha "regalato" un bellissimo nipotino, avuto da poco dalla relazione con la figlia di Dieguito, Gianina. Da sportivi, è bello sentirlo parlare in questo modo: ''Ero, di fatto, morto, sono stato molto male. Ma ora sto attraversando un momento eccezionale". Ospite ad una trasmissione argentina, l'ex Pibe de Oro descrive tutta la sua felicità per aver ritrovato il dolce piacere di avere qualcosa per cui lottare e, durante la stessa, ha aperto il suo cuore: "Erano molti anni che non ero così felice, motivato, con un progetto. E ci sono i giocatori a farmi andare avanti. Per non parlare di mio nipote: è nato in Spagna ma è argentino: e spero che diventi mancino come me". "El Kun" Aguero, uno dei tanti giovani fuoriclasse del calcio attuale, e attaccante dell'Atletico Madrid, oltre a essere uno dei motivi di orgoglio del Maradona selezionatore, gli ha dato un altro grande dono, un nipotino, avuto con Gianina, la figlia del Pibe. Diego è rinato. E' risorto come la Fenice risorgeva dalle proprie ceneri, e ora sprizza energia e gioia da tutti i pori. E' così entusiasta delle emozioni che è tornato a vivere, soprattutto nella sua nuova veste di selezionatore della nazionale argentina, che ci tiene a sottolineare: "Ho dovuto reinventarmi una vita, tornare a lottare, alzarmi tutte le mattine -ha confessato il Pibe- adesso ogni tanto mi capita di alzarmi alle quattro del mattino e mi metto a fare la formazione delle squadre. Sono entusiasta di potere allenare la nazionale dell'Argentina". Uno sportivo, ma soprattutto un uomo, che è caduto e che si è rialzato. Un'impresa che merita la nostra ammirazione. Bentornato Diego.
Reti spettacolari. Eurogol. Marcature che rimarranno nella storia del calcio e in quella dei singoli autori di queste prodezze. Da Maradona ai tempi odierni, passando per i vari Vieri, Quagliarella etc... fino alla prodezza fantastica di Mascara, nel derby di ieri con il Palermo.
(Partiamo con Maradona, nel 1985, con la maglia del Napoli, nel match contro il Verona)
(Stop col destro e di collo sinistro, la palla vola nella porta senese. Grandissimo gol di Bobo Vieri)
(Recoba contro l'Empoli, nel maggio del 2004)
(gol strepitoso contro il Chievo, di Quagliarella, con la maglia della Sampdoria)
(Ieri, nel derby siciliano, eurogol, da cinquanta metri, di Beppe Mascara. Amelia incredulo)
(i gol dell'amichevole Francia-Argentina) Messi, sempre lui, ma soprattutto un collettivo davvero preparato e solido. L'Argentina di Maradona fa sul serio, anche se è solo un'amichevole, e batte due a zero la Francia di Domenech. Diego può dormire sonni tranquilli con i fuoriclasse di cui dispone. Gutierrez sfrutta un errore del portiere congoleseMandanda e al 41' lo fredda regalando l'1-0 ad un esultante Maradona. Poi è il blaugrana Messi ad incantare gli spettatori del Velodrome (di Marsiglia)e al 37' della ripresa finalizza un bellissimo contropiede, che vale il due a zero finale. Ancora imbattuto, da quando ha preso la guida dell'Argentina, il Pibe de Oro prosegue, dunque, felice questa sua avventura.
Alla vigilia dell'amichevole con la Francia, Maradona, ora selezionatore dell'Argentina, incorona Franck Ribery come il giocatore francese più forte e si aggiunge, quindi, alla folta schiera di estimatori del calciatore francese. Il 25enne, di professione esterno, dal canto suo, sta pensando seriamente di interrompere il rapporto con il Bayern Monaco (club al quale è legato fino al 2011, ndr) per lanciarsi in una nuova sfida. Alla voglia del calciatore di avere una nuova vita calcistica, ha fatto seguito l'apertura del Bayern Monaco (come potrete evincere dalle dichiarazioni del presidente Beckenbauer), alla sua cessione. La Juventus, che è da tempo una delle società più interessate al nazionale francese, fiuta l'affare e si prepara a sferrare l'attacco, per portare a Torino il giocatore (desiderato fortemenre dal tecnico bianconero Claudio Ranieri).
"Trio fantastico con Anelka ed Henry, non dovremo farli giocare" E' Franck Ribery, per il Commissario Tecnico argentino Diego Armando Maradona, il miglior giocatore transalpino. Domani, a Marsiglia, si sarà una gustosa amichevole tra Francia e Argentina e l'ex "Pibe de Oro" si lascia andare ad manifestazioni importanti, di elogio, nei confronti dell'esterno che gioca attualmente nel Bayer Monaco: "E' un gradino piu' su di tutti gli altri", ha dichiarato l'argentino in una conferenza stampa, e ha poi aggiunto: "Il trio Ribery-Anelka-Henry e' fantastico: non li dovremo far esprimere al loro meglio se non vorremo avere dei problemi". Queste le istruzioni di Maradona, ai suoi calciatori, per evitare guai grossi nell'amichevole con la rappresentativa guidata da Domenech. Le parole di Maradona, di elogio al 25enne del Bayern si aggiungono a quelle di tanti altri addetti ai lavori (France Football lo ha incoronato, nel 2007 e nel 2008, quale miglior calciatore francese) ma anche di profani del settore, che non nascondono i loro apprezzamenti per questo talentuoso giocatore che, nella grande accelerazione, tiro potente e preciso, e senso del gol, ha le sue doti migliori. Quelle che hanno stimolato l'interesse di molti club europei pronti a follie per convincerlo a lasciare la Germania. E qui viene il bello. Infatti, è di queste ore la notizia che il calciatore non è più così sicuro di voler continuare il suo rapporto professionale con il club tedesco (rispettando quindi il contratto, che scade nel giugno 2011), e pur con una doverosa premessa, s'incomincia a guardare attorno: "Sto molto bene al Bayern - ha detto al giornale Le Monde - tutti mi trattano bene e ho imparato anche il tedesco, ma non posso ignorare l'interesse dei grandi club". Una dichiarazione che fa riflettere, e riguardo alla quale si è espresso il Presidente del Bayern, Franz Beckenbauer, con delle parole che, in sostanza, costituiscono un'apertura della società bavarese alla sua cessione : "Ovviamente vorrei trattenerlo - ha detto Beckenbauer all'emittente transalpina Prémiere - faremo di tutto ma, se vorrà andare via, dovrà essere lasciato libero di farlo. In questi giorni non si possono seguire i contratti alla lettera. I giocatori hanno più potere dei club. E poi, chi non vorrebbe giocare in un grande club?". E quale sarà mai questo grande club? Sono molte le società interessate a Ribery, ma è inevitabile pensare alla Juventus che, per bocca di Ranieri, non ha mai nascosto il profondo interesse per il calciatore (che andrebbe a sostituire Pavel Nedved, decisamente a fine carriera). Ebbene, dopo un assist tale, l'operazione Ribery può uficialmente avere inizio.