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Doping: Ecco gli atleti "beccati" dai controlli del Cio

Pian piano il puzzle si ricompone. Passa il tempo e si allunga di nomi la lista degli atleti che sono risultati positivi ai controlli antidoping del Cio, effettuati di nuovo sui campioni relativi alle Olimpiadi di Pechino 2008. Dopo il nostro Rebellin, tra i coinvolti in questi gravi fatti illeciti ci sarebbe un altro ciclista e, a quanto rivela l'agenzia tedesca Dpa, dovrebbe essere il tedesco Stefan Schumacher.

Ma la lista non finisce qui, infatti compare nell'elenco dei "colpevoli" anche Rashid Ramzi atleta del Bahrain, oro Olimpico Maschile nei 1500 metri. Se le controanalisi ribadiranno la condotta antisportiva e illecita dell'atleta, sarà modificato anche l'ordine d'arrivo e l'oro tolto a Ramzi sarà assegnato al keniano Asbel Kipruto Kiprop, mentre il neozelandese Nick Willis e il francese Meddi Baala saranno rispettivamente argento e bronzo nel rivoluzionato ordine di arrivo. Aspettiamo ancora, per sapere gli altri sportivi coinvolti in questa bruttissima vicenda.
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Doping: La delusione di Chiappucci: "Credevo che Rebellin fosse uno dei più seri"

Sorpresa, amarezza, delusione. Alcune delle sensazioni che avvolgono il ciclismo in questo momento di grande difficoltà dopo lo scandalo doping che incrimina uno dei miti per tutti gli appassionati di questo sport e, in generale, per gli sportivi italiani. Davide Rebellin, medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino del 2008 è risultato positivo al Cera, l'Epo di terza generazione. Dopo aver ascoltato l'incredulità di Bresughin, ecco la sorpresa e l'amarezza che emrge dalle dichiarazioni di Claudio Chiappucci in merito al caso di doping del collega.

L'ex ciclista è intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss e si è così espresso: "Mi dispiace per Rebellin perché era colui che ritenevo tra i più seri. Ho una bella immagine di lui, è uno dei corridori più longevi di questi anni. La sua è stata una leggerezza che non avrebbe dovuto fare, non trascurerei tuttavia che queste cose succedono anche negli altri sport. Ci sono stati anche casi nel calcio, ma nel ciclismo tutto ha più risalto, la tecnologia va avanti di pari passo con i controlli". Parole dure...che lasciano il segno, ma che non possiamo che condividere. Aspettiamo comunque le controanalisi per emanare i definitivi verdetti.
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L'avvocato della Manaudou precisa: "stato di saturazione e dolori intensi". E la nuotatrice francese si prende una pausa: "E' bello alzarsi la mattina e non pensare al nuoto".

               Laure Manaudou, ha voglia di riposarsi

"Stato di saturazione e dolori intensi", ha precisato l'avvocato. Questi sono alcuni dei motivi che, ribaditi anche dalla stessa sportiva, hanno convinto la nuotatrice francese LAURE MANAUDOU a prendersi una pausa. Fallite le Olimpiadi di Pechino, l'atleta transalpina annuncia dalle pagine dell'Equipe, quel break che avrebbe dovuto prendere subito dopo i giochi e, probabilmente, partirà per gli States col nuovo fidanzato e velocista, FRED BOUSQUET.

"Non voglio pensare a nulla". Una frase che lascia il segno, ma che mostra con chiarezza la voglia di isolarsi (dal nuoto, nel caso della sportiva in questione) e dalle altre pressioni di una vita frenetica, e di vivere un periodo di riposo totale, insieme al suo nuovo amore Fred Bousquet. Quando ci si sente soffocati da una situazione, si scappa. Accade nell'amore, ma anche nel lavoro, soprattutto nel caso in cui si è oggetto di continue sollecitazioni esterne, da parte di stampa e tv, e si è anche fragili dal punto di vista caratteriale. E la nuotatrice francese ha deciso di scappare, di riposarsi, di ricararsi e di ripartire poi, quando si sentirà davvero pronta, per ritornare a essere quella ragazza fiera, aggressiva e sicura di sè, che avevamo ammirato (soprattutto quando era legata al nuotatore italiano Luca Marin). Dopo le dichiarazioni rilasciate dall'avvocato, tocca a Laure Manaudou prendere parola e raccontare la scelta di una pausa. Dalle pagine dell'Equipe la nuotatrice francese si definisce "liberata" dalla decisione presa e racconta i motivi di una scelta dolorosa, ma allo stesso tempo necessaria. "E' bello alzarsi la mattina e non pensare al nuoto", ha detto la nuotatrice francese, con grande soddisfazione. Sembra davvero un'altra, diversa, e d'altronde il 2008 è stata un'annata difficile per lei: e sulle Olimpiadi di Pechino ammette: "Nel mio intimo sapevo che non sarebbe andata bene" ed aggiunge."Quella pausa che avrei dovuto prendere dopo i Giochi la prendo ora". Mancanza di stimoli, i dolori alla testa e alla schiena, ma soprattutto uno stato di saturazione generale, ormai insopportabile, hanno convinto la francese a dire "stop" e a coltivare, per ora, solamente un pensiero: quello di "riposare, viaggiare e non pensare a nulla". Allora, buon riposo Laure.
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