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Calcio, Italia chiamata all'impresa contro il Brasile. Zambrotta: "Gara da dentro o fuori"

Zambrotta lancia la sfida al BrasileScoramento, delusione, amarezza. Sono queste le sensazioni che circolano nell'ambiente azzurro dopo la clamorosa sconfitta rimediata contro i Faraoni che ha complicato notevolmente i piani del gruppo azzurro. Se per gli egiziani si riapre il discorso qualificazione, per la nazionale italiana si complica maledettamente. Oggi si riflette, in casa Italia, sui motivi di tale ko, sulla poca "presenza" in campo dell'undici di Lippi, sulla poca lucidità e precisione dei campioni del mondo e si cerca di recuperare energie e morale in fretta, perchè tra poche ore ci saranno Kakà e compagni da affrontare.

Domenica sera, contro il Brasile, sarà gara da dentro o fuori. La qualificazione passa per una grande prova contro i sudamericani di Carlos Dunga. Gianluca Zambrotta, uno dei "vecchietti" del clan azzurro, lancia la sfida ai verdeoro, soprattutto dopo che Marcello Lippi ha alzato la voce negli spogliatoi. "Il Brasile è la partita del dentro o fuori, è una gara difficile, abbiamo perso a febbraio con loro e vogliamo cancellare quella sconfitta - ha affermato - Bisogna arrivare tranquilli e cercare di fare il meglio. Lippi ci ha strigliato, ci ha tirato le orecchie, sa cosa possiamo fare ed era deluso. Ma ha visto anche la reazione".
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Calcio, Wenger sulla sconfitta: "Troppi giovani? Facile dirlo dopo"

L'Arsenal non è stato sconfitto. E' stato letteralmente annientato dal Manchester nella semifinale di ritorno della Champions League. Tanto che dopo venti minuti, all'Emirates, la gara era sostanzialmente finita (due a zero per i Red Devils, reti di Park e Cristiano Ronaldo). Dunque, è tempo di riflessioni in casa dei londinesi e di comprendere i motivi di tale débacle. Il tecnico francese dei Gunners, Arsène Wenger rimugina sulla sconfitta dell'Emirates e risponde secco: "E' stato un rischio schierare così tanti ragazzi? Facile col senno di poi".

L'alchimista dell'Emirates ha visto infrangere sull'ultimo ostacolo, scoglio insuperabile rappresentato dal super Manchester di Sir Alex Ferguson, il sogno dei suoi ragazzi di approdare alla finale di Roma. La critica che è piovuta sul capo del transalpino è proprio questa, ovvero di essersi affidato ad un team composto in maniera prevalente da giovanotti freschi ma poco esperti che sono stati travolti dai navigati fenomeni di Alex Ferguson. Un'opinione, abbastanza diffusa ma che il tecnico sconfitto prova a controbattere: "Forse è stato un azzardo giocare con tutti questi giovani contro una squadra esperta come lo United? Magari sì, ma detto col senno di poi è facile: d'altro canto, non avevamo altre opzioni difensive, e nessuna alternativa ai giocatori che ho schierato in campo. L'errore di Gibbs? Non è stato il solo elemento a determinare la sconfitta. Comunque ora è inutile stare a riparlare e a ripensare a questa disfatta. Barca-Chelsea? La guarderò senz'altro, è una sfida di grande fascino e prestigio, mi interessa nonostante ormai non ci riguardi più direttamente. Cosa succederà a Londra? Il calcio è del tutto imprevedibile, difficilissimo immaginare cosa potrà accadere a Stamford Bridge. Prendiamo la partita di oggi: chi mai di noi avrebbe immaginato di trovarsi sotto di due reti in casa contro il Manchester dopo meno di 15 minuti, quando avevamo impostato una gara d'assalto?".
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Fiorentina. La Curva Fiesole contro i giocatori: "Basta discoteche"

(Lo striscione di protesta degli ultras viola. Fonte: Sportmediaset)
La rabbia dei tifosi nei confronti dei calciatori
La sconfitta con l'Udinese ha fatto davvero male. Ed esplode la rabbia dei tifosi viola, soprattutto di quelli più "caldi" (la curva Fiesole). In un finale di stagione nel quale occorre dare tutto per poter raggiungere un traguardo importante come è il quarto posto, ultima piazza valevole per l'ingresso nella Champions (previo il superamento di un preliminare), queste prestazioni non sono davvero inammissibili. Poca grinta, poca determinazione e un gioco che, sinceramente, ha lasciato a desiderare. Tra le squadre che stanno lottando per aggiudicarsi un posto nell'Europa che conta è innegabile che la Fiorentina sia la squadra che giochi il calcio meno bello.

Inevitabile, perciò, la delusione, l'amarezza della tifoseria gigliata che manifesta con grande vigore e attraverso uno striscione la propria rabbia per le prestazioni dell'undici viola. "19-4-09 Vergogna! Pretendiamo rispetto per la nostra città. Basta discoteche e più serietà". Questo lo striscione appeso dai tifosi della Fiorentina nei pressi dell' ingresso principale dello stadio Franchi dopo la sconfitta con l'Udinese, che ha impedito ai viola di superare il Genoa al quarto posto. Lo striscione, firmato Curva Fiesole, cuore della tifoseria viola è apparso la scorsa notte, per criticare il gruppo di Prandelli. Un messaggio chiaro e forte quello mandato dagli ultras ai calciatori della Fiorentina e un ambiente, quello toscano, che s'infiamma sempre di più, a pochi giorni da una sfida decisiva per le sorti legate al raggiungimento della quarta piazza. Infatti, sabato al Franchi arriverà la Roma di Spalletti, vittoriosa contro il Lecce e decisa a strappare punti Champions in terra toscana. 
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Bologna. Mihajlovic esonerato, in arrivo Papadopulo

E' finita l'avventura dell'ex nerazzurro Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Bologna (terzultimo a quota 26). Stanotte, dopo una riunione dei vertici societari felsinei, la presidentessa, Francesca Menarini, ha voluto dare una scossa ed ha optato per un cambio tecnico.

Decisiva, ai fini dell'esonero (che comunque era nell'aria), la pesante sconfitta rimediata dal Bologna, sabato pomeriggio, in casa, da uno scatenato Siena vittorioso per 4 a 1. Dalle 9 di questa mattina, si aggira a Casteldebole Giuseppe Papadopulo, il quale sta per incontrare i dirigenti rossoblu proprio per definire i dettagli dell'incarico di allenatore del Bologna che, con tutta propabilità, sarà lui ad assumere. Se si troverà l'accordo sia sull'ingaggio che sulla durata del contratto, toccherà al 62enne pisano di Casale Marittimo il compito di divincolare i rossoblu dai bassifondi della classifica ed evitare una retrocessione che sarebbe disastrosa.
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Ancelotti stuzzica lo "Special One": "Tutti felici per l'eliminazione dell'Inter? Si chieda perchè".

(Carlo Ancelotti parla della débacle italiana in Champions)
La stoccatina è arrivata e la luce verde significa che il bersaglio è stato colpito. Il tecnico rossonero, Carlo Ancelotti, al "Corriere dello Sport", lancia una frecciata velenosa al collega interista, Josè Mourinho e parla della débacle italiana in Champions.

Il problema è l'approccio alla partita. Italiani più timorosi, inglesi più spensierati. Questa è la causa che Carlo Ancelotti individua come responsabile alle "figuracce", che abbiamo tutti visto e vissuto, nei due giorni di Champions League. "E' un problema di mentalità", ribadisce il mister rossonero, il quale può vantarsi di essere stato l'ultimo a piegare il Manchester United. Chi invece all'Old Trafford ci ha lasciato le penne è Mourinho con la sua Inter e, proprio al collega interista, Ancelotti lancia una stoccata niente male, rispondendo, in sostanza, alle dichiarazioni dello Special One (che parlava di "Italia felice" per l'eliminazione dei nerazzurri), rilasciate a caldo dopo l'eliminazione dalla Coppa, rimediata in terra inglese: "Sono tutti felici dell'eliminazione dell'Inter? Si chieda come mai...". Come dire, che qualche attacco, Mourinho, se lo cerca, con il proprio modo di parlare e di agire. Speciale, forse, ma sicuramente non perfetto: "E' normale che qualcuno sia contento dell'eliminazione dell'Inter, è accaduto anche lo scorso anno con il Milan. Normale, anche se non sportivo". Ed aggiunge: "L'Inter aveva tutte le credenziali per andate più avanti degli ottavi di finale - spiega il tecnico rossonero -. Il suo problema è che ha trascurato i vantaggi del primo posto nel girone iniziale. Avrebbe avuto meno possibilità di affrontare squadre come il Manchester. Di sicuro questo aspetto l'ha penalizzata...".
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Spalletti deluso per il risultato ma fiero dei suoi: "Fuori a testa alta".

Luciano Spalletti è fiero dei suoi calciatori. La Roma ha dato tutto, ha combattutto contro infortuni ed acciacchi vari, la lottato, ha segnato con Juan recuperando il passivo dell'andata, ha sofferto, sorretta dalla voglia di regalare ai tifosi una notte "magica". E ci è sicuramente riuscita, nonostante l'addio alla competizione europea. Dopo sedici rigori ha perso la sfida, per quanto riguarda la qualificazione, ma non quella sul campo, dove meritava di più rispetto agli inglesi dell'Arsenal.

"Dopo una serata come questa, dobbiamo essere fieri: usciamo dalla Champions a testa alta". Ne è convinto Luciano Spalletti, tecnico di una Roma che ha disuptato una grande partita e ha messo il cuore oltre l'ostacolo, non riuscendo però ad ottenere il pass per i quarti di finale. Un passaggio del turno che, per quanto visto, sarebbe stato ampiamente meritato. A gioire sono gli inglesi di Arsène Wenger, i quali trionfano ai calci di rigore, dopo aver ftto vedere ben poco nei tempi regolamentari ed aver rischiato (se Baptista avesse colpito bene a dieci minuti dalla fine) l'eliminazione. La sconfitta della Roma e quella dell'Inter si aggiungono a quella di ieri dell Juventus. Una catastrofe per il tricolore e, dagli studi di Sky è inevitabile la sollecitazione per Spalletti: E' un'Italia zero titoli?: 'Si', e' vero, zero titoli - ha risposto il mister capitolino, riecheggiando l'accusa di Mourinho nei giorni della polemica di campionato - ma a me dispiace per l'Inter e anche per la Juve".
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Della Valle accusa la squadra."E' mancato il cuore".

(Diego della Valle, numero uno dei viola)
Non ha usato mezzi termini il presidente della Fiorentina, Diego Della Valle. La sconfitta rimediata in casa contro il Palermo (o-2, Miccoli e Simplicio) ha mandato su tutte le furie il numero uno dei viola che ha visto, nella prestazione dei toscani, la mancanza di tre "attributi" fondamentali: impegno, passione e tenacia.

Cos'è mancato alla Fiorentina domenica contro il Palermo? "Il cuore". Ecco la risposta alla brutta sconfitta casalinga di campionato, rimediata contro la squadra siciliana. Diego Della Valle si scaglia contro i calciatori viola e avverte: mai più prestazione di questo genere: "Noi siamo entrati nel calcio anche per vedere trasposti in campo alcuni valori: l'impegno, la passione, la tenacia. Sulla partita col Palermo, in questo senso, avrei qualcosa da ridire. Non voglio vedere altre partite così". E' davvero infuriato il massimo dirigente gigliato e non lo nasconde affatto: "Non è tollerabile giocare senza cuore. Come tifoso, voglio capire cosa vogliono fare questi giocatori da grandi: ma lo voglio capire in un paio di settimane". Ma non è solo il presidente a manifestare rabbia e delusione per la partita di campionato. I malumori arrivano anche dal pubblico che ha fischiato sonoramente la squadra durante il match e, a tal proposito, Della Valle sta dalla parte dei supporters: "I fischi ci stanno, eccome. Non sono giustificate le proteste violente o quelle legate a piccole operazioni di stampa locale, a cui si è anche riferito recentemente il nostro allenatore. Le proteste sane della tifoseria civile vanno prese in modo positivo". In chiusura, infine, Della Valle, esulando per un attimo dalla bruciante sconfitta di campionato, fa i "conti in tasca" ai club calcistici: "Molti sponsor ridimensioneranno i loro budget, le spese per la pubblicità. Prima o poi bisognerà parlare di abbassare i costi. Ci vuole un'intesa a livello europeo: bisognerà trovare la quadra, perché questi costi non hanno nessun senso se pensiamo ai sacrifici che compiono i comuni appassionati". Questo è il pensiero di Diego Della Valle.
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(video gol) Fiorentina - Ajax 0-1. Il catenaccio olandese irretisce i viola. Colpo di Van Basten e qualificazione compromessa per i toscani.


(ecco la rete di Bakircioglu. L'Ajax sbanca il Franchi)

Fiorentina (4-3-3): Frey; Zauri, Dainelli, Gamberini, Pasqual; Montolivo, Felipe Melo, Gobbi (13' st Kuzmanovic); Semioli (13' st Jovetic), Gilardino, Mutu. A disp.: Storari; Kroldrup, Vargas, Donadel, Almiron. All.: Prandelli.
Ajax (4-3-3): Stekelenburg; Van der Wiel, Oleguer, Vermaelen, Schilder (32' st Sno); Anita, Lindgren, Emanuelson; Bakircioglu, Suarez, Sulejmani (13' st Leonardo). A disp.: Vermeer, Silva, Martina, Sarpong. All.: Van Basten.
Arbitro: Fernandez (Spa).
Marcatori: 15' st Bakircioglu (A).

Brutta sconfitta, per i viola, nell'andata dei Sedicesimi di Coppa Uefa. La Fiorentina cede in casa, per uno a zero, contro una cinica Ajax che torna in Olanda con un ottimo risultato e mezza (o forse più) qualificazione in tasca. Decisiva la rete di Bakircioglu, siglata al 15' della ripresa (bella conclusione di collo su assist di Leonardo). I viola reagiscono e sfiorano il pareggio più volte, con Mutu, Kuzmanovic e Gilardino, ma alla fine è l'Ajax a sorridere. Alla vigilia aveva messo le mani avanti Van Basten (grande centravanti rossonero, nel suo glorioso passato da calciatore) il quale aveva elogiato la Fiorentina e il suo stato attuale, affermando anche che, contro la sua "giovane squadra", la squadra di Prandelli era superiore, almeno in questo momento, come elementi ed esperienza di base. E invece, con una gara a dir poco "trapattoniana", soprattutto nella prima frazione, l'Ajax se ne torna a casa con una vittoria fondamentale e un prezioso gol segnato in trasferta che da abbastanza tranquillità in vista del match di ritorno. Il risultato di stasera costringerà i viola all'impresa in terra olandese. Ma la testa è già al campionato e a quella Champions da difendere.

GLI ALTRI RISULTATI DI COPPA UEFA:
Shaktar Donetsk-Tottenham 2-0
Copenhagen-Manchester City 2-2
Olympique Marsiglia-Twente 0-1
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(highlights) Sampdoria - Metalist 0-1. Senza Pazzini i blucerchiati cedono agli ucraini. Ora servirà l'impresa.


(highlights di Sampdoria - Metalist)

Passo falso, in casa, per i blucerchiati, che rimediano una pesante sconfitta, contro gli ucraini del Metalist (rete decisiva, al 48', di Olynyk) e ora dovranno compiere l'impresa in terra russa. Nel concitato finale, proteste della Sampdoria per un rigore non concesso dal direttore di gara (fallo di mani).

La Samp esce sconfitta, dal Marassi, per uno a zero. A violare il fortino blucerchiato sono gli ucraini del Metalist Kharkiv, nell'andata dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa. Di Oliynyk (48') il gol che decide il match. Passo falso dei blucerchiati, privi di Pazzini (assenza non da poco), che cedono ad un avversario ostico e determinato, piu' pericoloso nella prima frazione e in vantaggio nei minuti di recupero. Nella ripresa la Samp è decisamente piu' aggressiva, e crea molti pericoli alla retroguardia avversaria con Cassano e Palladino che, al 92', reclama un rigore per mani in area ucraina. Ma l'arbitro non ravvede gli estremi e decreta la vittoria finale del Metalist. Ora, per i ragazzi di Mazzarri, il passaggio del turno si complica enormemente. Servirà, infatti, un'impresa nel gelo dell'Ucraina.
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A tutta velocità per le vie di Como. Mourinho si rifugia nella sua villa e non accetta il "Tapiro d'Oro" da Staffelli.

                               Ecco il famoso tapiro d'oro

Dopo la pesante débacle rimediata in quel di Bergamo, Jose Mourinho, amareggiato e soprattutto molto arrabbiato per la prestazione dei suoi giocatori, non era stato per nulla tenero nei loro confronti e si sarebbe espresso con parole di fuoco (in sostanza avrebbe definito l'Inter "una squadra di pippe" e sminuito i campionati vinti nel recente passato "Uno scudetto lo avete vinto in segreteria, il secondo perchè non c'era nessuno e il terzo all'ultimo minuto"). Staffelli, storico inviato di "Striscia la Notizia", popolare e quotidiano tg satirico serale di Canale 5, ha cercato di consegnare al coach portoghese il "tapiro d'oro" (curioso premio modellato a forma del simpatico mammifero sudamericano, che viene consegnato, di volta in volta,  a chi è particolarmente "attapirato", neologismo entrato ormai nell'uso quotidiano per identificare lo stato d'animo di una persona profondamente avvilità per un episodio o evento a lui sfavorevole) prendendo spunto per la "premiazione" proprio dalla notizia che Mourinho, dopo il ko contro l'Atalanta, si sarebbe scagliato contro i giocatori offendendoli con parole pesanti che abbiamo evidenziato prima. Ma, sfrecciando ad alta velocità nelle vie di Como, cambiando anche macchina in corsa, ed evitando qualsiasi contatto con l'instancabile inviato (che ha anche, all'inizio del servizio, aspettato per tre ore davanti alla sua villa, prima d'iniziare, a partire dalla tappa rappresentata da Appiano Gentile, una rincorsa a Mou che, alla fine, si è rivelata infruttuosa), il mister interista si è rifugiato nella sua lussuosa dimora e non ha rilasciato dichiarazioni a Staffelli. Uno show da Special one o da maleducato?
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All'indomani della pesante sconfitta di Bergamo, Moratti bacchetta Mourinho: "Impossibile vedere un'Inter peggiore". Prime crepe?

              Un presidente interista Moratti, decisamente perlesso

Premesso che la squadra nerazzurra è sempre la regina della Serie A, con tre punti di vantaggio sulla Juventus, sicuramente il tonfo di domenica ha lasciato il segno alla Pinetina. In casa Inter, il giorno dopo la pesante débacle bergamasca, è tempo di analisi e di processi. Sul banco degli imputati finisce Mourinho, e il giudice "ad hoc" e è Massimo Moratti. L'atteggiamento del tecnico portoghese, avuto nel dopopartita del match di campionato, perso per tre a uno contro i ragazzi di Del Neri ("un disastro, qualcuno pagherà","Chi fa male sta fuori, chi non risponde bene esce", alcune delle pesanti parole proferite dal mister lusitano),  non è piaciuto al presidente interista il quale non vuole assolutamente che si accampino scuse: "Fa tutte le scelte che vuole e noi le avalliamo - ha detto - Se queste dovessero essere scuse non sono accampabili. Anche sulla preparazione invernale ha deciso tutto lui. Impossibile vedere un'Inter peggiore. Promuovo solo Adriano". Acque agitate, dunque, in casa Inter e Moratti, e prime scintille, tra il sergente di ferro, Jose' Mourinho" e il patron nerazzurro che, questa volta, ci va giù pesante: "Fare peggio di così è impossibile". E ha ragione, perchè la squadra vista a Bergamo era davvero molle e irriconoscibile. Il messaggio rivolto a Mourinho è chiaro e forte. Che non sia più "special one" agli occhi di Moratti?.
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