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Calcio, Serie A: De Rossi difende Spalletti e accusa Roma: "Male con lui"

De Rossi difende SpallettiNostalgia di Luciano Spalletti. Di un mister che rimarrà per sempre nei cuori dei tifosi veri, di un allenatore che ha dato tanto alla Roma. Ora c'è Ranieri, ed è giusto seguire il nuovo corso, ma Daniele De Rossi ripensa continuamente all'ex guida tecnica. Il centrocampista, colonna della Roma nella Serie A di Calcio e della Nazionale di Marcello Lippi, al termine della gara contro la Bulgaria (vinta per due a zero, con gol di Grosso e Iaquinta), non ha nascosto la sua amarezza per il comportamento dell'ambiente giallorosso nei confronti del tecnico: "Sono dispiaciuto. Roma è una città particolare, non si è comportata bene con lui. Prima lo ha trattato come capro espiatorio - ha detto il ragazzo di Ostia - ma ora che è andato via tutti si mettono le mani nei capelli".

Una difesa incondizionata, da parte di uno dei più forti centrocampisti della Serie A (a segno contro la Juve con un gol bello quanto inutile) nei confronti dell'ex amato allenatore. Difesa anche dall'accusa di aver abbandonato la squadra, nel momento critico che stava passando la squadra nella Serie A di Calcio: "Il mister è andato via con grande dignità, convinto che non vi fossero più le premesse giuste". De Rossi non nasconde di aver trascorso il periodo più bello e importante, da calciatore, quando c'era il toscano alla guida dei giallorossi in Serie A: "Quando è arrivato Spalletti, la situazione non era molto rosea. Ha fatto un lavoro che ha sfiorato la perfezione, ha risollevato la Roma - spiega - è un allenatore a cui sono molto legato perché sotto la sua gestione sono migliorato e maturato come con nessun altro. Non ho nessun problema ad ammettere che è l'unico mister con il quale a fine carriera andrò a cena".
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Calcio, squadre: Vucinic pronto al sacrificio: "Via per il bene della Roma"

Vucinic pronto al sacrificio per il bene della RomaDa voce sta diventando, sempre più, una solida realtà, dolorosa ma necessaria per il bene della società giallorossa che ha bisogno assoluto di denaro liquido per poter rafforzare una delle squadre di calcio più importanti del panorama calcistico italiano ed internazionale. Il primo obiettivo è quello di evitare la stagione appena trascorsa, infelice sotto tanti punti di vista. Non ci sarà la Champions, ma l'Europa League, e questo naturalmente scoraggia i giocatori ad arrivare, così come quelli che ci sono, a restare, ma bisogna pensare a lavorare, e a trovare giocatori motivati che possano fare solamente il bene della squadra di calcio romanista. Il tecnico romanista, Luciano Spalletti aveva già annunciato, qualche giorno fà, che ci sarebbe stata qualche cessione, ora è lo stesso calciatore montenegrino Mirko Vucinic, attaccante di grandissimo talento ma poca continuità, almeno per quanto riguarda l'avventura finora trascorsa all'ombra del Cupolone, ma soprattutto indiziato numero uno ad abbandonare la capitale, ad annunciare il "sacrificio" per poter aiutare la squadra alla quale è tanto attaccato: "Per il bene della Roma potrei andare via": queste le parole, secce e precise, che risuonano dal ritiro giallorosso di Riscone di Brunico e che, naturalmente, non faranno piacere ai tanti tifosi giallorossi innamorati del giocatore e delle sue prodezze.

Per fare cassa, dunque, ci sarà sicuramente qualche sacrificio in casa romanista. Il primo sulla lista è proprio l'attaccante slavo, il quale sarà, quasi sicuramente la pedina che verrà ceduta alle squadre di calcio interessate per poter ottenere il denaro utile poi ad essere reinvestito sul mercato per trovare qualcuno che possa rinforzare la squadra giallorossa: "Ho firmato il rinnovo da poco e mi dispiacerebbe andar via. Ma per il bene della Roma potrei farlo, anche se per ora non ci sono state richieste. Se dovessero arrivare, ne parleremo con i dirigenti.
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Calcio, Spalletti ammette: "Ci sarà qualche uscita". Vucinic in partenza?

Spalletti ammette che ci sarà qualche cessioneLa Roma sta lavorando per presentarsi al meglio ai nastri di partenza di quella che dovrebbe (o dovrà) essere la stagione del "rilancio", dopo la deludente annata conclusa, solamente, con la qualificazione nell'Europa dalla "porta secondaria" (l'Europa League e non la Champions). Attualmente a Riscone di Brunico, nel miniritiro organizzato in Trentino, i giallorossi sudano e corrono ma l'incertezza e la confusione regna sovrana, almeno per quanto riguarda la situazione societaria. Sarà ancora impero dei Sensi oppure ci sarà qualche svolta clamorosa? Questo è ancora un quesito senza soluzione. Speriamo non per molto, visto che tra un mese e poco più si riparte. L'unico ad avere, per ora, idee chiarissime e il tecnico Luciano Spalletti, il quale si mostra perfettamente consapevole del fatto che presto potrebbe dover rinunciare a qualche elemento, in quanto se la proprietà rimane questa, ci sarà la cessione dolorosa di qualche pezzo pregiato. ''Per sopperire ai nostri problemi qualche uscita dovra' esserci''.

E' chiaro il mister di Certaldo, e l'indice cade sul montenegrino Vucinic, attaccante di classe e merce di primo valore (da tempo nel mirino del Manchester United), sicuramente il primo indiziato a partire in casa romanista: ''Se mancasse una punta - dice - dovremo trovare altre situazioni. Cerci per esempio se tiene fisicamente e' uno su cui si deve puntare''. E infine: ''mi accontento, con la fantasia e il lavoro si puo' sopperire''. Fantasia e lavoro? per un'altra stagione incolore? Speriamo che questa volta il mister abbia ragione...
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(video) L'attacco di Irti: "Non vogliono far comprare la Roma agli onesti". Duro sfogo del legale di Fioranelli


(il "J'accuse" di Nicola Irti)

Vinicio Fioranelli
insiste, non molla la Roma e il sogno di poterla compare, ma la strada sembra sempre più difficile, e soprattutto si moltiplicano gli ostacoli al Fio Group dell'agente Fifa: "Non vogliono far comprare la Roma da persone oneste": è la dura accusa di Nicola Irti, legale della società di Fioranelli che in questi giorni sta proseguendo, tra mille difficoltà, questa dura lotta per poter acquisire il club giallorosso.

"Spero non si ripeta l'era Ciarrapico - ha aggiunto Irti - cosa che invece tante persone, soprattutto i banchieri, si augurano". "Noi abbiamo dato dimostrazione dei fondi" - ha proseguito il legale, che evidenzia le sincere e giuste intenzioni, della cordata che fa capo all'agente Fifa, di dare un futuro stabile alla Roma e rilanciarla alla grande. Infine, un augurio, esteso al caloroso e bellissimo popolo romanista: "Io auguro la più grande fortuna per ciò che è stato fatto alla famiglia Sensi e a tutto il popolo giallorosso" - prosegue il legale. "Un popolo che merita una grande Roma. Una Roma che noi volevamo fare, vorremmo fare e che, fino all'ultimo, decideremo di fare". Insomma, la lotta prosegue, il sogno di Fioranelli non è ancora tramontato.
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Calcio, Spalletti elogia la dirigenza: "Sta lavorando in maniera corretta"

Spalletti elogia la dirigenzaLa speranza è che si riesca, in tempi celeri, a capire quale sarà il futuro societario della Roma. Anche perchè da una stabile situazione del club dipende, poi, il rilancio dello stesso nel prossimo campionato, che si prospetterebbe davvero difficile senza una campagna acquisti adeguata. Il tempo passa, il mercato è entrato nel vivo per tutte le società ma la Roma è con le mani legate: finchè non si risolveranno le grane societarie, non si potrà pensare ad un rafforzamento qualitativo, e quantitativo, della squadra romanista.

Ad augurarsi che si arrivi presto ad una soluzione è soprattutto Luciano Spalletti, che preferisce, però, "non entrare nel merito". L'allenatore della Roma è comunque soddisfatto del lavoro che la dirigenza sta svolgendo, anche in questo momento difficile per il club capitolino."Io sono l'allenatore della Roma e a Roma ci sono i dirigenti che stanno lavorando in maniera corretta per quelle che saranno le nostre necessità - ha affermato a Romanews - C'è una società alla quale io devo molto ed è la mia società, punto e basta. Noi abbiamo il nostro ruolo e i nostri obblighi, sappiamo bene quello che possiamo e dobbiamo fare".
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Calcio, Fioranelli non molla: "Roma ti compro io"

E' diventata un rompicapo. Nei giorni scorsi la questione societaria sembrava ad un passo dalla soluzione, ora si è di nuovo tutto complicato e se Vinicio Fioranelli, e la cordata svizzero-tedesca, non molla la presa sulla società giallorossa, sembrano essere le altre parti ad aver mollato lui. In merito alla cessione della società al gruppo capitanato dall'agente Fifa, cosa che sembrava fatta, è arrivato, nella giornata di ieri, il comunicato di Italpetroli a spezzare, forse definitivamente i sogni di gloria del gruppo Fioranelli-Flick: "Con riferimento alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione in merito all’interesse rappresentato dal Sig. Vinicio Fioranelli, per conto di una società di diritto svizzero, ad acquisire il pacchetto di controllo di A.S. Roma S.p.A., Compagnia Italpetroli S.p.A., in qualità di controllante indiretta, precisa che, ad oggi, nonostante gli sforzi profusi, non si sono realizzate le condizioni per proseguire nella valutazione di un’eventuale operazione".

Poco convincente, secondo le banche che hanno seguito l'affare, il fatto che in oltre 2 mesi di trattative Fioranelli non sia riuscito a dimostrare origine e quantità del denaro che sosteneva e sostiene di possedere. Queste le motivazioni che hanno portato al comunicato di Italpetroli. Ma Vinicio non molla e, anzi, rilancia "Quattro o cinque giorni e chiudo l'affare. Con i Sensi collaborazione piena: famiglia che merita. Ho grande rispetto per i tifosi: sono meravigliosi. Non ho alcun problema con Mediobanca: il più è fatto". Inoltre, ha aggiunto: "Sono un testardo e non sono uno che cambia idea. Volevamo la Roma, continuiamo a volerla. Siamo tuttora molto convinti che si possano mettere a posto le cose che mancano. Venerdì scorso c’era soltanto qualche dettaglio da limare, conto che si possa ancora mettere a posto la situazione". Se dovesse sfumare, comunque, l'operazione condotta da Fioranelli, si potrebbe valutare l'iniziativa dell'istituto di Geronzi. Per evitare la messa in fallimento della società controllante la Roma, lo scenario più probabile è che l'advisor Mediobanca ora si candidi per un ruolo da protagonista e subentri a Unicredit. La trattativa in questo momento è tra le due banche, perché Mediobanca, di Geronzi, vorrebbe un lauto sconto sui milioni di euro di debito che Italpetroli ha nei confronti di Unicredit. Insomma, la questione è piuttosto intrigata. Occorre aspettare qualche giorno ancora e si potrà fare più chiarezza su quale futuro societario avrà la Roma, ma bisogna sbrigarsi altrimenti poi il progetto di rilancio della Roma rimarrà solo sulla carta.
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Maldini, futuro incerto ma messaggio chiaro: "Senza Kakà la Champions è utopia"

Maldini avverte il MilanLa prima intervista da "grande ex" capitano rossonero. Paolo Maldini parla per la prima volta da quando ha svestito i panni di calciatore del Milan ed è un fiume in piena. Argini rotti, il grande campione discorre di tutto, a partire dall'evento più fresco e doloroso, l'addio di Kakà, ceduto al Real Madrid: "Kakà? Da tifoso dico che è un cambio quasi epocale, Kakà è il primo giocatore di quel livello che viene ceduto, un brutto colpo per tutti. Logico guardare ai conti ma pensare di vincere senza giocatori così è utopistico".

Un messaggio chiaro. Parole forti, quelle dell'ex capitano milanista, che arrivano dritte sul tavolo della dirigenza. Per vincere servono i fuoriclasse, e il brasiliano, appena ceduto agli spagnoli per risanare le casse del club rossonero, era uno di questi. Dunque, occorre sostituirlo con un altro "campione" altrimenti non si raggiungeranno i successi ai quali deve puntare un club così prestigioso. Parole chiare, futuro incerto, quello personale di Maldini a Via Turati: "Ancora al Milan? Sì, ma non vorrei essere uomo di facciata". "In questo momento la mia vita è la gestione della mia vita familiare - ha continuato - non ho preso impegni con nessuno. Ho ricevuto qualche proposta, di vario tipo: da sponsor storici, proposte varie. Per adesso dal Milan niente, ma credo che ci sara' tempo. Scarsa riconoscenza dal club? Non credo, l'ho detto anche a Galliani che non è detto che un grande calciatore possa diventare un grande dirigente. Il settore giovanile mi è stato proposto ma non e' la mia aspirazione, e credo che ci debbano essere persone che hanno esperienza in quel settore. Sono molto prudente riguardo al futuro perché c'é un piccolo punto di domanda legato alla mia prossima professione. Non sono preoccupato: si puo' partire in modo lento per arrivare poi a risultati migliori". Insomma, la permanenza di Maldini nel club che ha amato e che gli ha regalato i grandi trionfi sportivi è ancora molto incerta. Si aspettava anche un trattamento diverso da una parte della dirigenza, in occasione dell'episodio spiacevole che lo ha colpito, ovvero la contestazione della curva nel suo giro di addio: "Le dichiarazioni di Galliani e Berlusconi dopo le contestazione della curva? No, con Galliani non ne ho più parlato. Comunque la societa', il Milan, non credo sia identificabile in una sola persona, ha i suoi dirigenti e le sue persone. Mi aspettavo qualcosa di diverso, lo confermo. Mentre invece le parole di Berlusconi mi hanno messo a mio agio, con il cuore in pace, ha detto le cose che avrei voluto sentire". Ora, comunque è tempo di chiudere col passato e ripartire, personalmente e come gruppo Milan, dopo una stagione di alti e bassi chiusa con il terzo posto in campionato: "Quando si è ritirato Franco Baresi, io mi sono sentito perso: vedevo tutto nero. Poi, però, il Milan è ripartito. Questa squadra è sempre andata avanti alla grande: capisco il momento, ma la società andrà avanti se sara' gestita come è stata gestita sinora". Si chiude, quindi, con un Maldini fiducioso, ma che ritiene fondamentale rafforzare il club con giocatori che sappiano fare la differenza, in sostanza con altri del calibro di Kakà...
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Calcio, Pizarro "conferma" la rosa e avverte le rivali: "la Roma è pronta a ripartire"

Pizarro e la Roma, pronti a ripartireIn un periodo di grande confusione ed incertezze, soprattutto societarie, una voce chiara, stabile e decisa, volta a spronare i giallorossi ad una stagione di rivincite, dopo aver appena chiuso una stagione altamente deludente (e meno male che c'è stato l'ingresso in Europa League, altrimenti sarebbe stato completo il disastro) e a "confermare" comunque, con grande fiducia nelle potenzialità, la rosa di quest'anno, è quella del "pek" David Pizarro, elemento di grande valore del centrocampo romanista: "Spero fortemente che la rosa sia in larga parte confermata".

Quasi una richiesta, che arriva alla Roma dal "trottolino" cileno, intervistato dalla rivista ufficiale del club giallorosso. "Spero fortemente che la rosa sia in larga parte confermata, anche perchè vi assicuro che già da ora c'è fame di ripartire e di dimostrare a tutti che siamo capaci di tornare a competere ai livelli di un anno fa - ha detto il piccolo centrocampista capitolino - È nel momento difficile che si vede la compattezza di un gruppo e noi abbiamo dimostrato più volte di essere un gruppo forte". Proprio sulla difficile stagione vissuta, sulla tribolazione di un campionato che è stato chiaramente al di sotto delle possibilità insite nel gruppo giallorosso, il mediano di Spalletti ha le idee chiare: "Le responsabilità sono di tutti, ognuno di noi ha una compartecipazione nel mancato raggiungimento dei nostri obiettivi di squadra. Premesso questo, devo dire che poi ci sono state anche concomitanze sfortunate, come i tanti infortuni che abbiamo patito nel corso di tutto l'anno. La cosa importante è dimostrare di essere da Roma perchè, e non lo dico per retorica o per far contenti i tifosi, bisogna sempre onorare al meglio la maglia che indossiamo: in questo senso concludere in modo dignitoso questa stagione sfortunata raggiungendo il traguardo dell'Europa League è stato un bel segnale". Dimostrare di essere da Roma, questa è la frase che va sottolineata e dalla quale ripartire. Per tornare a incantare, col gioco che ha stupito non solo l'Italia ma anche l'Europa. Totti, Pizarro, Aquilani e Vucinic, quattro moschettieri pronti a lottare per far tornare grande la Roma...chi si unisce?
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Lavezzi vola in Argentina: "Lascio il Napoli, scelgo la dignità". Lo sfogo del Pocho in una lettera

Lavezzi è fuggito in ArgentinaLa felicità per la conclusione positiva delle tratttive che hanno portato in azzurro due dei pezzi pregiati del mercato italiano, Fabio Quagliarella (dall'Udinese) e Luca Cigarini (dall'Atalanta) passa, in queste ore, in secondo piano. A tormentare il Napoli è improvvisamente la "fuga" del "Pocho" Ezequiel Lavezzi, fuoriclasse argentino dei partenopei, il quale lascia la città campana e vola in Argentina perchè non si sente rispettato dalla società del presidente De Laurentiis. "La società mi ha mancato di rispetto, scelgo la dignità". Lavezzi parla di "momento difficile". Un giorno non esisteranno né Marino né Lavezzi, mentre resterà per sempre un grande club come il Napoli". Parole dure, quelle dell'attaccante sudamericano che si sfoga in una lettera...


Riportiamo il testo integrale di questa lettera, che rende perfettamente l'idea dell'amarezza e della delusione vissuta, in queste ore, dal calciatore del Napoli, fuggito via nella sua terra natia:

"Scrivo questa lettera ai tifosi che mi sono sempre stati vicino e che mi hanno dimostrato anche domenica il loro affetto. È un momento difficile e spero che presto la situazione si chiarisca tanto per voi quanto per me. L'unica cosa certa è che un giorno non ci saranno più nè Lavezzi nè Marino, ma resterà soltanto questa grande squadra e questa immensa città semplicemente perché il Napoli non è di nessuno, rappresenta la sintesi del sentimento della dignità dei suoi tifosi. Oggi io devo soltanto scegliere tra la dignità e la mancanza di rispetto, fedele alla educazione ricevuta scelgo senza dubbio la dignità"
La Lettera è sicuramente molto forte. Lavezzi è ferito dal comportamento della società e nonostante l'affetto dei tifosi, mostrato domenica allo stadio ("Il Pocho non si tocca"), si prende una "pausa di riflessione" e torna in Argentina. Il procuratore del giocatore, Alejandro Mazzoni, affermando che non si tratta di una "lettera d'addio", spiega così i motivi che hanno spinto l'attaccante del Napoli a lasciare in anticipo la città e a partire per l'Argentina. "Pensava di dover lasciare una spiegazione ai tifosi, che sono importanti per lui. Non ha mai detto che vuole lasciare il Napoli- ha detto l'agente ai microfoni di Sky Sport 24- c'è un'offerta vera di una squadra che gioca in Champions League e lì andrebbe a guadagnare molto più che qui. Il direttore (Marino, ndr) aveva una strategia per arrivare fino al termine della stagione ma non ha rispettato niente di quello che aveva promesso". Insomma, situazione ingarbugliata sotto il Vesuvio. Mantenere il Pocho a Napoli sarà difficile, dopo gli ultimi accadimenti. Quale sarà la società fortemente interessata al giocatore argentino?
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Angelini si dichiara: "Voglio il 60-70% della Roma". Sarà la "medicina" giusta?

Angelini vuole la RomaUno spiraglio di luce nel buio di una stagione che si avvia verso un finale di stagione di grande difficoltà e incertezza, soprattutto se si ragiona in ottica futura. La Champions è un miraggio e ora c'è anche la Uefa da difendere. Insomma, a inizio stagione non ci saremmo mai immaginati di stare qui a parlare di una Roma così in difficoltà e costretta a lottare per la Uefa!!! E invece è così e ci si interroga su quale sarà il futuro della società giallorossa. Societario, soprattutto, mettendo per un secondo da parte la questione relativa ai calciatori e al tecnico. In merito alla vicenda, qualche giorno fa ha espresso il desiderio di acquistare la Roma. Ora, pian piano, la trattativa prende corpo e i particolari affiorano. Dopo essere uscito allo scoperto annunciando il proprio desiderio di acquistare la Roma, Francesco Angelini comincia a fornire dettagli più precisi sulla sua "scalata" al club giallorosso. "Al momento il mio interesse non è entrare al 100% nella società - ha spiegato -. Piuttosto ritengo opportuno avanzare un'offerta per acquisire il 60 o 70 % del club, in modo da avere il controllo della maggioranza. Tempi? Non saranno brevi".

Alla "Signora in giallorosso", nota trasmissione in onda sull'emittente romana T9, l'industriale, operante nel settore farmaceutico, ha ribadito l'interesse a entrare nella società, ma con una quota più grande (di quel 50% iniziale), anche se ha confermato che non sarà una trattativa breve. Comunque, risalta in maniera evidente il tono delle parole di Angelini, quasi si sentisse già il padrone della società capitolina: "Quello che sta accadendo nella Roma non doveva accadere - spiega ad esempio -. Non riesco a capire come la squadra che l'anno scorso ha perso lo scudetto soltanto nell'ultima mezzora di campionato, che era settima nelle classifiche mondiali, adesso arranchi in questo modo. E non riesco a spiegarmi episodi come lo scandalo di Spalletti quest'estate (il riferimento è alla presunta trattativa con il Chelsea, ndr), o il caso Panucci. Questo da tifoso particolarmente appassionato, quale sono, mi ha lasciato scottato e con il desiderio di poter fare qualcosa". Un tifoso e un grande industriale a capo della Roma. Sarebbe un grande colpo per rialzare il morale di tifosi e giocatori. Ma la bella Rosella cosa ne pensa e soprattutto quanto ci vorrà per poter dare un volto preciso e stabile alla società romanista?. I tempi saranno sicuramente lunghi. La speranza è che l'epilogo sia positivo per la Roma e per la città che ha bisogno di una società forte e che possa competere alla grande in tutti gli ambiti sportivi, nazionale ed europeo. Grazie e alla prossima puntata...
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Calcio, Roma in ritiro. Bocche chiuse e musi lunghi a Trigoria

Momentaccio per la Roma e tutti in ritiroTutti in ritiro. A Trigoria, al Centro Sportivo "F. Bernanrdini", bocche cucite e musi lunghi. Poca voglia di parlare, poca voglia di sorridere. La sconfitta, pesante, rimediata a Firenze, che ha praticamente escluso dalla lotta per la Champions il team giallorosso, ha fatto davvero male. La scelta della società non aggrada ma è la dirigenza ad ordinare e giocatori e tecnico rispondono, come fece Garibaldi, con il famoso "obbedisco". Soprattutto a Luciano Spalletti la decisione della società di mandare tutti in ritiro a Trigoria, in questo momento di grande difficoltò per la squadra, non è per niente piaciuta. Il mister di Certaldo lo ha detto chiaramente, e non ha fatto nulla per na­sconderlo.

Comunque, stamattina c'è stato l'appello al quartier generale giallorosso, dove la Roma, se non suc­cederanno novità cla­morose, rimarrà sino a domenica mattina quando si trasferirà al­l’Olimpico per la sfida di campionato con il Chievo. Sicuramente Spalletti parlerà alla squadra, cercando di fare quadrato per superare questo momento e finire in maniera dignitosa, poi, una volta conclusa questa "maledetta" stagione, sarà tempo di bilanci (che evidentemente sono fallimentari) e di scelte (tecniche e societarie). Ci si aspetta, comunque, in uno dei prossimi, un confronto-scontro con una Rosella Sensi letteralmente imbufalita per quello che ha visto a Firenze, sia sul piano del risultato, sia su quello dei comportamenti dei suoi giocatori. Sarà una settimana davvero lunga e difficile. Che terminerà con la gara casalinga di domenica, una giornata che non sarà facile visto che si aspettano contestazioni verso una squadra che ha fallito completamente tutti gli obiettivi d'inizio stagione.
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La Lazio è in crisi ma Lotito rilancia: "Questo club diventerà una superpotenza europea".

Claudio Lotito, Presidente della Lazio
Non sta vivendo un periodo facile in campionato, la Lazio di CLAUDIO LOTITO. I risultati scarseggiano, la contestazione a squadra e società è in sensibile aumento, e domenica gli aquilotti saranno in quel di Firenze contro una squadra in crescita e con un Mutu strepitoso al rientro. Ma, nonostante il periodo buio, il Presidente biancoceleste rilancia le azioni laziali e, non nuovo a uscite forti e stravaganti, anche questa volta l'ha sparata una delle sue.

Questo club e questa squadra avranno una forza nel tempo tale da non temere nessuno sia in termini economici che in termini calcistici”. Et voila l'esordio di quello che rappresenta un vero e proprio proclama di guerra. Parole di Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss per parlare, naturalmente, della sua amata Lazio. Il patron, dopo aver agitato le acque con questa battuta, ha poi proseguito spiegando il progetto riguardante il club romano: “Vogliamo rilanciare questo club a livello internazionale e ci stiamo battendo per farlo anche attraverso la gestione dello stadio. Ma per fare le cose ci vuole del tempo, non dimentichiamo in che condizione questo club è stato preso e in che condizione è adesso e che prospettive future ha: non ho venduto nessun giocatore, anzi, li ho mandati in prestito proprio perchè non voglio depauperare il patrimonio economico e sportivo di questa società. Voglio accrescere questo patrimonio con una gestione sana e trasparente. E mentre in passato scappavano tutti da qui, c'era una diaspora, oggi tutti i campioni vogliono la Lazio”. Sicuramente, i tifosi biancocelesti dovranno ringraziare, vita natural durante, Claudio Lotito che, nel luglio del 2004, partecipò all'aumento di capitale, salvando la società capitolina dall'incubo dei debiti. Fu l'inizio di una lenta ma corretta opera di risanamento, tanto che la prima battuta di Lotito, dopo aver preso in mano le redini della Lazio, divenne famosa e fece capire che non sarebbe stata un'operazione semplice ("Ho preso questa squadra al suo funerale e l' ho portata in condizione di coma ancora irreversibile"). Questo, dunque, gli va dato atto e non può essere dimenticato. E' stato un periodo difficile, si è temuto il peggio, ma tutto ormai è un ricordo offuscato e Lotito, ora, è pronto a sferrare l'attacco. Far diventare la sua Lazio una "superpotenza europea", un'operazione sicuramente non semplice, anzi decisamente complicata, ma la passione del presidente laziale non mancherà. A mancare, però, e sono strettamente correlati alla salute di un'azienda, sono i risultati e, anche su questo argomento, riportiamo la battuta sullo stato di forma in cui versa la Lazio, reduce da tre sconfitte tremende in campionato: “Abbiamo attraversato un periodo dove non abbiamo raccolto – conclude Lotito – nonostante la squadra fosse la stessa e avesse dimostrato precedentemente la possibilità di ottenere determinati risultati. Mi auguro che sia una parentesi di questo momento e che la squadra faccia un attimo di riflessione per rendersi conto delle proprie potenzialità e abbia la consapevolezza dei propri mezzi per poterli esprimere sul campo al cento per cento”. Insomma, rimbocchiamoci le maniche e guardiamo con ottimismo al futuro. Questo il messaggio di Lotito che promette battaglia e, conoscendo il personaggio, non mancherà di stupirci con effetti (e parole) speciali.
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Panucci chiede pubblicamente scusa alla società, tifosi e giocatori. Ma a Saplletti no.

           Christian Panucci chiede ufficialmente scusa alla Roma

Vicenda chiusa definitivamente? Questo lo sapremo nei prossimi giorni, ma sicuramente il gesto che tutti volevano e chiedevano è arrivato. CHRISTIAN PANUCCI chiede scusa alla Roma, a quella società che gli ha dato tanto e alla quale anche lui, per otto anni, ha fornito il suo prezioso contributo, dando sempre il massimo e aiutando i colori giallorossi nelle situazioni di difficoltà. Da terzino o da centrale, si è sempre messo a disposizione di Spalletti, mostrando professionalità e dedizione alla maglia. Questo fino all'episodio di Napoli e al nervoso sfogo avuto nei confronti del tecnico, con il rifiuto ad andare in panchina. Il difensore della Roma, finito ai margini della prima squadra dopo quello spiacevole e sbagliato atteggiamento avuto nei confronti del mister e della squadra, accaduto il 25 gennaio scorso, ha fatto, quindi, un passo indietro cercando così di ricucire il rapporto con il tecnico Spalletti: "Chiedo pubblicamente scusa ai tifosi, alla società e ai miei compagni per il mio comportamento in occasione della partita di Napoli", ha detto il difensore, il cui contratto con la Roma scadrà il prossimo 30 di giugno. E ha poi aggiunto: "Desidero ringraziare i tifosi e i compagni che mi sono stati vicini, ma con questo non voglio esimermi dalle mie responsabilità o trovare giustificazioni al mio errore. Come sempre ho fatto nella mia vita mi assumo tutte le responsabilità e mi rimetto a disposizione della società e dello staff tecnico per questo finale di stagione'' Ora toccherà vedere come reagirà il mister giallorosso che, comunque, non viene mai nominato dal calciatore. ''In merito alle mie dichiarazioni - ha spiegato ancora il difensore - quando ho espresso il mio desiderio di andar via da Roma sono state dettate dall'eccessivo nervosismo, sono a Roma da otto anni e farò in modo di onorare i colori giallorossi fino alla fine". Tutto risolto? Aspettiamo a gioire. Per brindare alla fine di un brutto evento in casa romanista, è importante attendere il confronto, personale, con Spalletti alla ripresa degli allenamenti. Sarà lì che il giocatore dovrà chiedere scusa, ma quelle di oggi, pubbliche e sentite, sono un passo importante verso la chiusura definitiva di una spiacevole e inattesa vicenda.
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