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Calciomercato Inter: Saltato Ledesma, ecco Manuel Fernandes

Niente Cristian Ledesma. L'intesa tra Lotito e Moratti, nonostante diversi incontri, non c'è stata, per cui l'argentino, almeno per ora, resta in biancoceleste (c'è tempo fino alle 19 di lunedi per poter trovare una nuova destinazione).
Incassato il no per il sudamericano, l'Inter si è tuffata subito sul mercato internazionale e ha chiuso per il centrocampista del Valencia, Manuel Fernandes. Il mediano portoghese arriva dalla Spagna con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro.

Il dopo Vieira si chiama Manuel Fernandes. Il centrocampista, nato a Lisbona nel febbraio 1986, è il nuovo colpo di mercato del club nerazzurro.
Un blitz inatteso quello della società milanese che si assicura un ottimo centrocampista, giovane ma già dalla buona esperienza e dalle ottime doti atletiche e tecniche. E' un centrocampista mancino che fa del dribbling e della dinamicità le armi migliori.
Nella sua carriera, prima di approdare al Valencia, ha indossato la maglia del Benfica, agli inizi, e poi quelle delle inglesi Portsmouth e Everton.
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Calcio, Inter: Lippi salta Appiano e Moratti s'infuria: "Ci ha snobbato"

La decisione presa dal selezionatore azzurro, Marcello Lippi di "saltare" Appiano Gentile, nella serie di visite ai club che foriniscono "materia prima" alla nazionale, non è stata gradita dal presidente nerazzurro Massimo Moratti.
Il numero uno dell'Inter scende in campo e solleva la polemica, "sgridando" il coach azzurro.

Una polemica a tinte azzurre. Così può definirsi la diatriba che è sorta in queste ore tra Marcello Lippi e Massimo Moratti.
La mancata visita del commissario tecnico al quartiere generale dell'Inter (a causa della scarsa presenza di calciatori italiani), ha fatto infuriare il presidente interista.
In un intervista rilasciata su Radio Uno, Moratti ha criticato il ct azzurro per la decisione presa: "Ha fatto un errore - ha dichiarato il patron nerazzurro- perche' penso che i giocatori italiani, anche se sono pochi, come dice lui, che sono all'Inter ci siano rimasti molto male. Mi e' sembrata un po' una snobbata. Oltretutto, il fatto di andare a una settimana dal derby al Milan e non da noi sotto il profilo politico non e' stata una mossa perfetta". .
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Calcio, Inter: Moratti furioso per cambio date: "Contro la Juve gioca la primavera"

E' battaglia. Ma questa volta non sul campo per i punti in palio. Lo scontro è per le date. A sette giorni dal fondamentale derby di campionato, tra Inter e Milan imperversa già una pesante bufera. Il "casus belli" è sorto dalla richiesta della società rossonera di spostare il match, valido per i quarti di Coppa Italia con l'Udinese, fissato inzialmente per il 20 gennaio prossimo. Naturalmente, in caso di un "si" della Lega, si arriverebbe allo spostamento dei recuperi, compreso quello che riguarda i nerazzurri. E Moratti s'infuria.

L'Inter non ci sta: o si cambia data alla gara di Coppa Italia contro la Juve, inizialmente prevista per il 27 gennaio e poi spostata al 28, e cioè soltanto 24 ore dopo Milan-Udinese, o il club nerazzurro minaccia di far giocare la squadra giovanile contro i bianconeri. Questa la minaccia di Moratti: "se la situazione resta così, sarà la Primavera a giocare contro la Juventus". Una presa di posizione dura e decisa quella del numero uno del biscione ribadita anche dall'Ad Paolillo: "Calendario inaccettabile". Ma la replica del club rossonero non si è fatta attendere: "Si decida per sorteggio", questa la voce che proviene da Milanello. Insomma, la controversia non è di facile risuoluzione. Ora la parola passa al presidente di Lega Maurizio Beretta: "Se il problema è chi gioca prima allora il sorteggio potrebbe essere una giusta soluzione".
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Calcio, Inter: Balotelli rincara la dose: "Non scuso chi m'insulta"

Balotelli-fischi
Abbiamo ascoltato e letto le dichiarazioni di Mario Balotelli. Il calciatore, coperto dai fischi e insulti del Bentegodi, durante il match con il Chievo, aveva risposto duramente ai sostenitori veronesi ("Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo"). In queste ore, il colored dell'Inter rincara la dose e infiamma la polemica: "Non scuso chi m'insulta". E Moratti risponde con una sorta di "no comment". La risposta di Moratti è emblema

Un'altra stoccata. Dopo le parole a caldo del dopogara, Balotelli entra duro di nuovo sul pubblico clivense ma con una precisazione: "Non mi scuso con chi mi ha insultato, ma con quella parte di pubblico che non c'entrava niente e che ho offeso esprimendomi male perchè esasperato dai "buu" durante la partita e mentre uscivo dal campo". "Avrei dovuto precisare che quei tifosi che mi hanno fatto i 'buu' a Verona, così come in altri stadi d'Italia, mi fanno schifo - ha continuato l'attaccante nerazzurro - Perché invece di godersi sportivamente una partita non pensano ad altro che a insultarmi. Sono stanco di sentire slogan e 'buu' razzisti anche quando in campo mi comporto bene. Questo lo sfogo del calciatore che, dunque, getta altra benzina sul fuoco. Sempre in giornata, è intervenuto sulla questione anche il numero uno dell'Inter, Massimo Moratti, che si è trincerato dietro dichiarazioni di circostanza: ""E' imbarazzante commentare ed entrare in argomento". E voi, cosa ne pensate?
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Calciomercato: Pandev ha firmato per l'Inter. Sarà nerazzurro fino al 2014

Pandev-firma-InterAlle 11 e 19 è arrivata la tanto attesa firma. Goran Pandev, attaccante macedone ex Lazio, ha messo nero su bianco sul contratto che lo legherà all'Inter fino al 2014. Davvero un gran colpo di mercato per il club di Massimo Moratti.

Domenica si era sottoposto, con esito positivo, alle visite mediche. Stamattina, o meglio pochi minuti fa, ha firmato il suo nuovo contratto. Sciolto ogni vincolo con la Lazio di Lotito, il bomber macedone Goran Pandev inizia ufficialmente la nuova avventura in Serie A con i colori nerazzurri. Un colpo di mercato fantastico per l'Inter che si assicura, solamente coprendo l'ingaggio, uno degli attaccanti della Serie A più forti in circolazione. Mourinho ha, dunque, a disposizione, una freccia importante, in un periodo nel quale dovrà fare a meno del fuoriclasse camerunense Eto'o, impegnato in Coppa d'Africa. Ora, il 26enne bomber ex biancoceleste è in viaggio alla volta della Pinetina dove incontrerà Mourinho e i nuovi compagni.
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Calcio, Ibrahimovic attacca l'Inter: "Pochi erano decisivi"

Ibra, frecciate all'InterAncora una stoccata alla ex squadra. L'ennesimo messaggio agrodolce, spedito dalla Spagna all'Inter, da Zlatan Ibrahimovic, è di qualche ora fa. E crediamo che non farà piacere a Mourinho, nè a patron Moratti che tanto ha dato (in denaro e in popolarità) alo svedese che, ora, è uno dei tanti nella squadra catalana di Pep Guardiola.

Sulle pagine della rivista spagnola ”Barça”, il fuoriclasse svedese, Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “All’Inter non c’erano molti giocatori in grado di fare la differenza e, quando uno di questi pochi stava male, la situazione diventava difficile. Al Barcellona è diverso: quando qualcuno resta fuori, subentrano comunque altri calciatori in grado di fare la differenza, consentendoci di continuare a vincere. Ecco cosa contraddistingue una grande squadra. Qui ci sono stati campioni come Stoichkov, Ronaldo, Romario ed Eto’o che hanno fatto cose straordinarie; il mio obiettivo è quello di lasciare un segno proprio come loro. L’attaccante camerunense ha fatto molto bene qui e io rispetto molto la sua carriera; e’ un grande, ma prendere il suo posto non mi ha creato pressione, anzi mi fornisce uno stimolo; inoltre non credo sia fattibile il paragone fra noi due perche’ siamo molto diversi”. Un messaggio che lascia veramente allibiti. A voi, interisti e non, le considerazioni sulle parole di Ibra.
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Calcio, Serie A: Eto'o inizia l'avventura con l'Inter. Prime parole per Moratti: "E' una persona di cuore"

Eto'o inizia l'avventura con l'InterL'avventura di Samuel Eto'o con la società di Massimo Moratti e la Serie A di Calcio è partita ufficialmente. L'attaccante camerunense, arrivato all'Inter nell'ambito dell'operazione che ha portato Ibrahimovic in blaugrana, è sbarcato in questi istanti a Milano.

Nel giorno in cui, a Barcellona, vecchia patria per il colored, si presenta il fuoriclasse svedese, comincia invece da stamani per il bomber una nuova vita, in Italia con la società di Via Durini: "Sono felicissimo di essere finalmente arrivato a Milano", queste le prime parole del centravanti africano, appena arrivato all'aeroporto milanese. "Per me questa è una nuova avventura e ci tengo a sfruttarla fino in fondo. Comincia una nuova vita e mi auguro che porti soddisfazioni e successi", ha aggiunto Eto'o presentandosi, quindi, con grande entusiasmo e voglia di vincere. Il bomber ex Barcellona ha, infatti, le idee chiare sul suo futuro in nerazzurro: "Il mio primo obiettivo sarà vincere la Champions". Insomma, Ibra ha scelto di tentare l'avventura nella Liga, attratto dalla possibilità di vincere il trofeo continentale con il Barcellona, i Campioni d'Europa in carica, il camerunense arriva in Italia con la stessa fame di vittorie e con la voglia di regalare alla squadra nerazzurra quel successo che manca ormai da troppo tempo. Il ringraziamento a Moratti è doveroso: "Una persona di cuore", poi i complimenti ai suoi nuovi compagni di squadra: "Ho saputo che hanno vinto il derby in America. Sono molto felice per questo importante successo". Descrivere Eto'o è abbastanza semplice. E' un cecchino micidiale che arriva nel nostro paese e nella nostra Serie A di Calcio con un biglietto da visita niente male, a livello di gioco, qualche intemperanza caratteriale a livello umano. Parlano le cifre: 108 reti in 144 partite con la maglia del Barcellona (37 in 80 con la nazionale del Camerun) per questo ragazzo classe 1981 (cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, e poi passato al Maiorca e al Barcellona). Uno score pazzesco per questa punta di riferimento, velocissima, ficcante e micidiale sotto porta e che si è fregiata del titolo di giocatore africano dell'anno nel 2003, nel 2004 e nel 2005 (in quest'anno è stato anche secondo al Fifa World Player). Detto dei meriti dovuti alla sua abilità da calciatore, il giocatore ha sicuramente un carattere da "peperino", non facile da controllare, e anche in passato a volte ha avuto "colpi di testa" come quando le critiche di un giornalista di una radio di Yaounde valsero all'individuo, tale Philippe Bony una testata sul labbro. Insomma, qualche piccola macchia che comunque non toglie nulla ad un grande campione e, poi, non scordiamoci che si scontrerà con un tizio di nome Mourinho...in bocca al lupo Eto'o...
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Calcio, Serie A: Ibra è sempre più blaugrana. Moratti annuncia: "Trattativa ben avviata, offerta importante dal Barça"

Si susseguono, frenetiche, le voci sulla trattativa (che sarebbe la risposta clamorosa del Barcellona alla campagna trasferimenti galattica del Real) che dovrebbe portare uno dei più forti della Serie A di calcio e del mondo, Zlatan Ibrahimovic ad indossare la maglia dei Campioni d'Europa del Barcellona.

Ma andiamo con ordine. Intervistato sul sito del mensile francese So Foot il consigliere tecnico dell'Inter, nonchè grande bandiera nerazzurra, Luis Suarez ha dichiarato che ''Zlatan Ibrahimovic sara' la prossima stagione un giocatore del Barcellona. Per Eto'o all'Inter, e' fatta ugualmente''. Insomma, per quella che è stata una delle più grandi mezzale della storia del calcio, l'operazione sarebbe già conclusa e mancherebbe solo l'ufficialità da parte dei club. Di parere diverso, anche se possibilitsta è il patron nerazzurro Massimo Moratti, il quale ha affermato che la trattativa per la cessione di Ibrahimovic al Barcellona è "ben avviata" e c'è da parte dei catalani "un'offerta economica importante". Insomma, siamo ancora lontani da quanto affermato dal consigliere Suarez, ma sicuramente i presupposti per la riuscita dell'operazione sono importanti. Il patron nerazzurro ha ribadito che nell'affare entrerebbe l'attaccante camerunense Eto'o, "che non vale quanto Ibra". Gli spagnoli dovrebbero mettere sul piatto 42 milioni di euro più il cartellino del camerunese e il prestito di Hleb (riscatto obbligatorio fissato a 10,8 mln). La terza voce è quella dell'agente di Eto'o che, in sostanza, va controcorrente e smentisce in parte quanto affermato dai due precedenti personaggi: "Il Barça non è autorizzato a trattare con l'Inter a nome di Eto'o". E' quanto ha assicurato l'agente del calciatore camerunese, Josè Maria Mesalles, all'emittente radiofonica Cadena Ser. Secondo Mesalles, nessuno dell'Inter si è messo in contatto con l'attaccante blaugrana per trattare il passaggio al club di Moratti. L'agente assicura, inoltre, di non aver ricevuto "alcuna autorizzazione da Samuel Eto'o per negoziare col club italiano". Insomma, la sicurezza di Suarez, l'operazione ben avviata secondo Moratti, e la smentita del procuratore di colui (Eto'o) che dovrebbe essere usato come "merce di scambio" per portare in Spagna uno dei più forti giocatori della Serie A di calcio. Chi avrà ragione? E, soprattutto, Ibra andrà al Barcellona?
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Calcio, Jimenez in prestito al West Ham di Zola

In attesa di sapere il futuro dei pezzi pregiati dell'Inter (Ibrahimovic e Maicon), il mercato del club di Moratti prosegue e a lasciare, temporaneamente, il club nerazzurro è il cileno Luis Jimenez.

Il centrocampista, che ha avuto esperienze anche alla Ternana, Fiorentina e nella capitale, con la maglia biancoceleste, giocherà la prossima stagione nella formazione inglese del West Ham. Si è da poco conclusa infatti, con esito positivo, la riunione tra Rinaldo Ghelfi, vicepresidente dell'Inter, Rocco Dozzini, agente del centrocampista cileno, e Gianluca Nani, direttore tecnico del club londinese. L'interista se ne va dunque, in prestito, nel club allenato da Gianfranco Zola, vecchia conoscenza del calcio italiano.
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Moratti annuncia partenze "special": "Qualcuno partirà". Ibra e Maicon sotto i riflettori

Qui non si scherza più. I calciatori vanno e vengono, le bandiere non esistono praticamente più (Kakà docet). E' sempre più un calcio legato all'argent, pochi calciatori rimangono per la fede calcistica e l'amore per la società. Lo sa anche il patron dei nerazzurri, Massimo Moratti, il quale, parlando ai microfoni di Inter Channel, mette in primo piano la questione riguardante il fuoriclasse svedese, Ibrahimovic: "Non sto spingendo per vendere i giocatori, poi vediamo che tipo di offerte arriveranno. Certamente, considerato il periodo, qualcuno partirà".

Rinnovato il contratto di Materazzi, ritenuto ancora importante da Mourinho, la società nerazzurra si concentra, per ora, sulle "grane" da risolvere. Maicon si sente "trascurato", a detta del suo agente, Antonio Caliendo, il quale però ribadisce che il suo assistito non ha mai pensato di andarsene dall'Inter ("Mai detto che Maicon vuole andare via dall'Inter. Ha un grande affetto per il presidente Moratti. Certo a volte i campioni, specialmente quelli che danno tutto come Maicon, si aspettano anche un po' di attenzione. Volevo sottolineare che Maicon non è geloso del contratto di Ibrahimovic, i due sono molti amici. Ci sono club interessati, chi non vorrebbe uno come lui, ma sarà l'Inter a dovermi contattare visto che il giocatore ha 4 anni di contratto. Ancora non ho parlato con il presidente, solo con Oriali: quando il presidente lo riterrà opportuno ci incontreremo».), Ibra invece ha voglia di Champions e ritiene che, restando in nerazzurro, questo trofeo non riuscirà a vincerlo, dunque via alla ricerca di una nuova casa disposta ad accoglierlo. Ma si parte dagli 80 milioni richiesti da Moratti, una base certamente non alla portata per tutti. Un altro sulla lista di partenza, e che farebbe la felicità di molte squadre, è "El Jardinero", Cruz. Moratti, infatti, già parla al passato: "È stato un giocatore fondamentale per noi. Nelle stagioni passate è stato decisivo in molte occasioni, anche se in questa un po' meno. E' un peccato perché il tempo passa, ma giocatori così non meritano di fare le riserve per cui è giusto che possano trovare spazio in altre squadre". Insomma, il grande problema rimane sempre Ibra. I malumori del fuoriclasse svedese non accennano a diminuire e dire che sia sul mercato forse è troppo, ma neanche troppo esagerato...
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Calcio, Ibra, è derby spagnolo. Ma occhio ai Blues

Ibra lontano dall'InterLa trattativa, avviata in queste ore, che dovrebbe portare Ibrahimovic al Barcellona, prosegue ma non senza difficoltà. Difficoltà che derivano dall'intromissione, sempre più prepotente, di altre big del calcio europeo. Abbiamo detto, ieri, che Moratti ha dato lo "start" alla negoziazione partendo esclusivamente dalla valutazione di 80 milioni; questa la base per poter intavolare qualsiasi discussione (oppure 40 milioni più Eto'o, nel caso in cui i blaugrana inseriscano la contropartita tecnica, anche se il camerunense è restio ad accettare il trasferimento in Italia). Insomma, questa la base per discutere la cessione dello svedese, il quale se ne andrebbe dall'Inter per poter vincere la Champions. La volontà del fuoriclasse svedese è chiara, da tempo, e, dunque, via all'asta.

Guardiola aspetta ansioso lo svedese: "Ibrahimovic è un grandissimo giocatore. Molti calciatori, poi, quando vengono al Barcellona diventano anche più forti", queste le ultime dichiarazioni dell'allenatore campione d'Europa, ma sia i blancos di Florentino Perez, sia i Blues di Abramovich non restano a guardare. A Madrid, oltre a Kakà, arriverà un secondo fuoriclasse in attacco. Cristiano Ronaldo rimane il sogno ma le parole di Zidane ("Su Ibra ci siamo anche noi") fanno intuire che anche le merengues restano nell'ombra ma vigili e pronte ad agire per poter strappare il si dello svedese e del patron nerazzurro Moratti. A Londra, invece, ad accogliere a braccia aperte Ibrahimovic ci sarebbe Carlo Ancelotti che ha personalmente chiesto a Roman Abramovich di sondare il terreno per lo svedese. Se dovesse arrivare Ibra, Carvalho e Deco avrebbero già due biglietti con destinazione Milano...
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Calcio, Inter: Mourinho prepara la "lista della spesa": "Un difensore, un centrocampista e un attaccante"

Mourinho chiede rinforzi a MorattiCampionato finito, è tempo di bilanci e di programmare la prossima stagione. Per quanto riguarda il primo punto, se in ambito nazionale è stato trionfo, in Europa è invece stato chiaramente un flop e allora serve qualche puntello a una rosa già importante. Passando, dunque, alla seconda questione, è tempo di mercato e di trovare i calciatori giusti per dare quel più all'Inter che le è mancato in ambito europeo. La coppia Milito-Motta, arrivata dalla Genova rossoblu, ha soddisfatto solo parzialmente Josè Mourinho che non si accontenta e chiede qualche altro acquisto: "Servono ancora tre giocatori: un difensore, un centrocampista e un attaccante".

Al termine della riunione con Moratti il tecnico di Setubal, ai microfoni di Telelombardia ha scherzato sul contratto lasciandosi scappare una battuta su Carvalho, che è dichiaratamente un suo pupillo: "Il mio contratto? Nessun aumento. Carvalho? Vediamo...". Se abbiamo individuato il difensore, permangono dubbi sul centrocampista e sull'attaccante che potranno far parte dell'Inter la prossima stagione. Per il reparto mediano si fa strada, oltre a Deco, in partenza dal Chelsea, in lizza per vestire la maglia nerazzurra ci sarebbero anche Elano e il viola Felipo Melo, come ammesso dal suo agente Josè Baster: "Il contatto con l'Inter c'è stato". Passando all'attacco, mentre è attualmente in stand by l'operazione Arnautovic, nelle ultime ore si sta facendo largo il nome di Cassano, il quale potrebbe anche approvare la soluzione e fare il gran salto, visto che l'arrivo di Del Neri alla Samp non ha sicuramente trovato il sorriso del barese. Insomma, siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma sicuramente arriveranno tre stelle, per accontentare ancora una volta lo Special One. Papà Moratti è sempre pronto a sborsare...
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Mourinho chiude la porta al Real: "Resto all'Inter al 99,99%" e "annuncia" il successore di Ancelotti

Mourinho parla del suo futuroCome al solito, per nulla scontato, sempre pronto a stuzzicare e a intrommettersi nelle "case" altrui, insomma un vero e proprio "Special One". Mourinho, dopo aver trionfato anche nel calcio italiano, parla del suo futuro e chiude, almeno per ora, la porta al Real Madrid, la big europea che da tempo è in pressing sul tecnico portoghese (il quale, ricordiamo, aveva detto di essere molto invogliato dalla possibilità di chiudere il cerchio di trionfi proprio nella Liga), per poter regalare alla squadra e alla società, in fase di ricostruzione, un mister di livello mondiale, capace di far ritornare i blancos ai fasti di qualche anno fa. "Resto all'Inter al 99,9%, ma chi allenerà il Real il prossimo anno sarà un uomo molto fortunato".

La parola fine - a parte la trascurabile percentuale dello 0,1 - la mette proprio lui, José Mourinho. Il tecnico dell'Inter, intervistato da Sky, chiude le porte al Real Madrid e individua anche il futuro allenatore del Milan: "Ancelotti andrà al Chelsea e al Milan arriverà Van Basten". Ma, intanto, l'intromissione della squadra spagnola ha provocato malumori all'interno del club nerazzurro, e soprattutto al presidente Massimo Moratti nonostante Mourinho abbia affermato che "il primo a sapere qualcosa è stato il mio presidente": "Non c'è più niente da chiarire - ha sentenziato Moratti -, ho già detto quanto dovevo dire". Il presidente dell'Inter aveva precisato di aver parlato col tecnico e di aver ricevuto da lui delle rassicurazioni sulla sua permanenza sulla panchina nerazzurra. Ma, dalla reazione, sembra che queste parole non siano bastate...
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Inter, festa scudetto per tutti...tranne che per Balotelli e Maicon

Balotelli e Maicon assenti alla festa scudettoNotte di festa a Milano. L'Inter, campione d'Italia, festeggia il 17° scudetto, conquistato con due settimane di anticipo. I giocatori, appena usciti da San Siro domenica sera, dopo aver vinto la gara contro un Siena da tempo salvo (3 a 0, reti di Cambiasso, Balotelli e Ibrahimovic), si è diretta all'albergo (il Melia, ndr), che anche negli scorsi anni è stato sede di ritiri e di feste per il tricolore vinto. Tutti presenti tranne due pedine importanti: Maicon e Balotelli.

Iniziamo dal brasiliano. Per lui assenza legata ad un discorso di "mercato". Il fortissimo laterale sudamericano è tentato dal Real Madrid. Il procuratore Caliendo, ha spesso usato lo spettro di Florentino Perez per mettere paura all'Inter e a Moratti, e puntare ad un ritocco economico del contratto del terzino che scade nel 2012. Tutto ciò è risultato abbastanza vano, almeno finora, e resta il gelo tra le due parti. Così come resta questa assenza che rappresenta una nota stonata nel clima gioioso di queste ore. Altra nota stonata è rappresentata dal giovane Super Mario Balotelli che, a quanto pare, è mancato per i contrasti nati, durante la partita di domenica sera, con il compagno di reparto Ibrahimovic. Un litigio nato dal fatto che il colored aveva preferito segnare il gol del due a zero in vece che servirgli un assist, guadagno di conseguenza i rimproveri dei compagni per non aver rispettato il “patto Ibra-cannoniere”, siglato nello spogliatoio prima dell'inizio del match. E così l’attaccante dell’Under 21 ha preferito defilarsi, arrabbiato per quello che era successo e desideroso di non avere altri scontri con lo svedese che non aveva accetta to le sue scuse in campo. Al Melia, comunque, i giocatori, accompagnati dai familiari, avevano tutti la maglia celebrativa della Nike. C’erano anche il presidente Moratti, i dirigenti, lo staff tecnico e medico, il personale che lavora alla Pinetina e nella sede di Corso Vittorio Emanuele e diversi tifosi vip tra i qua li Bonolis, la Canalis e Marco Santin della mitica Gialappas. Una festa tricolore che nasconde, però, delle ombre al suo interno. Ombre alle quali si aggiungono i dubbi di Ibrahimovic...
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Ibrahimovic rovina la festa: "Futuro? Non do garanzie". Ma Moratti è convinto che resterà

Lo scudetto, la festa, i cori di felicità fino a notte fonda. Tante espressioni di gioia a Milano, sponda nerazzurra, per il quarto tricolore consecutivo conquistato con merito, ma ad Appiano e dintorni non si può festeggiare in modo completo. Ibrahimovic, 22 gol in campionato finora e una mano pesante per la vittoria del titolo, getta ombre pesanti sul suo futuro in casa Inter. In campo ha litigato praticamente con tutti i compagni. Ma, soprattutto dopo la partita, Ibra non ha dato segnali di grande miglioramento nell'umore. Anzi, non ha proprio dato garanzie sul suo futuro all'Inter: "Sul mio futuro non posso dire niente. Se Mario non segnava, lo ammazzavo". E ha poi aggiunto: "Mancano ancora due partite e faccio di tutto per vincere - ha proseguito - ma nel calcio non c'è garanzia. Nel futuro non so dove sarò, non sono certo un uomo che rimane nello stesso club tutta la vita".

Parole chiari, che aumentano i dubbi sulla permanenza del fuoriclasse. Lo svedese ha, tuttavia, anche detto che questo è lo scudetto più bello che abbia mai vinto: "C'era tanta pressione, un nuovo allenatore e dei dubbi su di lui - ha spiegato - ma Mourinho ha spiegato che ha la mentalità per vincere. Ora dobbiamo portare questa mentalità in Europa". Insomm,a Ibra si, Ibra no, Ibra forse...a smentire qualsiasi voce di un addio del campione, è il patron Moratti, entusiasta per il trionfo in campionato: "È fantastico - ha sorriso il presidente nerazzurro -. Questa è l'Inter e mi sembrava strano che in una partita così tranquilla non ci fosse qualcosa che ce lo ricordasse. Ma non credo sia così importante. Lui rimarrà, con il suo carattere fatto così". Voci contrastanti, dunque, nell'ambiente nerazzurro. Ora si festeggia, poi si vedrà...ma certo è che le parole di Ibra non sono per nulla rassicuranti...
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Moratti si "regala" lo scudetto: "Che compleanno meraviglioso"

Moratti felice per lo scudettoLa vittoria di ieri sera dell'Udinese, nell'anticipo serale del sabato contro i rossoneri, ha consegnato matematicamente lo scudetto, il diciassettesimo, all'Inter di Mourinho che si dimostra quindi un tecnico vincente alla sua prima stagione in Italia. La gioia, grandissima, pervade tutto l'ambiente nerazzurro e ad Appiano il popolo interista esplode in canti di felicità per il tricolore conquistato ancor prima di scendere in campo contro il Siena.

A gioire è soprattutto il patron Moratti che non nasconde l'entusiasmo per la "festa anticipata" e ha già pronta una dedica speciale: "Siamo stati bravi – ha dichiarato il presidente nerazzurro- perché abbiamo cambiato allenatore ma abbiamo vinto lo stesso il campionato. Siamo molto felici, è stato un bellissimo regalo. E' il mio 64° compleanno: non mi aspettavo un regalo simile da Milan e Udinese. Dedico il titolo a mio padre, al pubblico e ai giocatori che sono stati continui e questo non è mai facile. Mourinho è stato grande, devo ringraziarlo".
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Inter. I malumori di Ibra spaventano Moratti

I malumori di Ibrahimovic"Ho un contratto con l'Inter e sto bene qui. Ma allo stesso tempo vorrei provare qualcosa di nuovo. In Italia ho vinto tutto, ma c'è un momento nella tua vita, come quando ero all'Ajax, in cui dici a te stesso che vuoi provare qualcosa di nuovo". Nel giorno in cui Adriano lascia definitivamente il club (rescissione consensuale) per ritrovare la serenità perduta, in Brasile, il fuoriclasse svedese Zlatan Ibrahimovic spaventa Moratti con queste dichiarazioni rilasciate ad "Eurosport".

Dunque, non il solito tabloid inglese, ma una fonte attendibile e che merita molta attenzione. Questi segnali, lanciati sul tavolo presidenziale sono chiari. Le delusioni stagionali ricevute dalla Champions, la voglia di provare qualche cosa di nuovo ("Mi piace il calcio spagnolo, è molto divertente e tecnico e si adatta perfettamente al mio modo di giocare") dopo cinque anni di onorata militanza in nerazzurro sono due delle cause che potrebbero convincere lo svedese a cambiare aria e a intraprendere una nuova avventura. Parliamoci chiaro, potrebbe essere solamente lo sfogo momentaneo di un calciatore che vede nella Champions il primo obiettivo e, visto il fallimento di questi anni, che vorrebbe tentare di vincerla in un altro club. Ma potrebbe anche essere davvero un segnale preoccupante (e che Moratti farebbe bene ad affrontare subito) di un giocatore che sta già preparando le valigie e che, di fronte ad un'offerta da parte di tanti sceicchi che gravitano nel mondo del calcio, non esiterebbe a prenotare il primo volo disponibile. Comunque siamo ancora nel campo delle ipotesi. La cosa certa è che Ibrahimovic è un fenomeno che difficilmente si trova in giro, giovane (è nato nel 1981), dotato di colpi eccezionali, insomma un patrimonio che il club non può permettersi di perdere. E il club come reagisce? Prendiamo Mourinho. Il tecnico portoghese è convinto che sia una frustrazione passeggera: "E' deluso come tutti per l'eliminazione col Manchester, ma io lo vedo motivato. Deco nel 2003, al Porto, voleva andarsene. L'anno dopo vincemmo la Champions". E chi più di lui, che ha tutti i giorni sotto il suo sguardo il calciatore, può saperlo? Tifosi state tranquilli dunque, Mourinho ha parlato...
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Inter. Adriano rescinde il contratto: si chiude una storia durata 8 anni

(Adriano e l'Inter. E' finita la storia)
Adriano ha rescisso il contratto con l'InterAdriano lascia il calcio italiano e l'Inter (dopo una lunga esperienza in nerazzurro durata otto anni con 123 partite e 45 reti distribuite in tre periodi: 2001/2004-2007/2008-09) . "Non ho voglia di giocare, lascio l'Italia e torno in Brasile", queste le parole del 28enne calciatore sudamericano che rescinde (consensualmente) il contratto (è stato depositato in queste ore, e sembra senza alcuna buonuscita) e, almeno per ora, resterà nella sua terra. Non smetterà di giocare (come ha ammesso anche il procuratore Gilmar Rinaldi) ma almeno per il momento è chiuso qualsiasi discorso con l'Italia e il calcio europeo.

Il brasiliano torna a vedere il sole e il mare da vicino, a vivere di nuovo il calore della terra nella quale è nato e, soprattutto, a poter ritrovare la serenità e l'armonia perduta accanto alla propria famiglia. Un "brasiliano triste" (per tanti motivi di natura psico-fisica) può tornare ad essere felice solamente se ritrova quell'energia, quell'armonia e quegli stimoli che gli hanno permesso di essere acclamato dalla tifoseria interista che lo elesse, ormai tanto tempo, "imperatore". Cala dunque il sipario su una storia nata col sole, che ha regalato tante emozioni ma anche molti dolori, ritardi, assenze ingiustificate, "bizze" di un calciatore che ha perso la propria serenità e che sente di poterla trovare in Brasile, nella sua terra. Non ci resta che augurare al giocatore di tornare presto ad esserlo nuovamente...
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Moratti si coccola lo svedese ma poi ammette: "Cento milioni per Ibra? Non mi dispiacerebbe"

(I malumori di Ibra preoccupano l'Inter)
Moratti è preoccupato per i malumori di Ibrahimovic












I tormenti di Ibra preoccupano di più delle speranze di rimonta della Juventus. La vittoria di domenica e la prova di forza dell'undici nerazzurro ha rafforzato la convinzione che lo scudetto sia sempre più vicino, ma in un clima di fiducia generale, a turbare Mourinho, ma soprattutto Moratti, sono i malumori del fuoriclasse svedese Zlatan ibrahimovic, mattatore contro la Reggina con due reti, delle quali una stupenda segnata con il "cucchiaio".

I malumori del fuoriclasse svedese sono facilmente intuibili, anche se non ne parla esplicitamente. Ibra vuole lottare per la Champions e non gli basta vincere il titolo in Italia. Il patron nerazzurro Moratti prova a coccolarlo, prova a rincuorarlo, ma la sensazione, rafforzata anche da alcune battute è che non si strapperebbe i capelli se la situazione prendesse una piega negativa. In un'intervista rilasciata nelle ultime ore, il numero uno del club milanese ha affermato, a proposito dell'argomento che, in questo momento, tiene banco in casa dell'Inter: "Non credo sia un problema economico, anzi, lo escludo, nonostante quello che ho sentito in tv. Né, credo, si tratta di problemi interpersonali, i rapporti con Mourinho e con la società sono buoni. Ieri (domenica) l’ho visto al termine della partita, mi sembrava simpatico. Allora, forse, ci sarà rimasto male per quello che ho detto dopo la sconfitta di Manche ster. Ma il mio non era un di­scorso personale, era gene rale. Figuriamoci se me la prendo con lui, uno che ri tengo abbia dato ancor di più alla maglia dell’Inter ri spetto al tanto che la società ha dato a lui. Non posso davvero dirgli nulla, non riesco ad immaginare un futuro senza di lui, è par te integrante del nostro tifo". Fin qui l'attestato di stima del Presidente per un giocatore che rappresenta un patrimonio importante per il club nerazzurro. Ma, in un calcio che ormai è diventato un business, è importante affrontare in tempo i malumori di un giocatore che sta creando, in questi giorni, qualche preoccupazione all'ambiente societario e che sta gettando qualche ombra sulla propria permanenza in nerazzurra. A tal proposito, quindi, parlando del suo bomber, le parole «incedibile» e «con tratto» (fra l’altro a diversi zeri, fino al 2013 a 12 milioni a stagione) che, naturalmente, avrebbero chiuso qualsiasi discorso relativo al futuro a Milano del giocatore, il buon Moratti non le nomina assolutamente. Anzi, a conclusione dell'intervista, arriva una battuta, con il sorriso, che lascia qualche perplessità, soprattutto alla luce della considerazione e della stima dimostrata poc'anzi. Il patron interista, infatti, afferma: "cento milioni per Ibra, non mi dispiacerebbe... ". Una battuta, sicuramente, che lascia il tempo che trova, ma che stona decisamente con le parole di prima e con l'affetto mostrato nei confronti del campione. 
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634 volte Inter. Javier Zanetti eguaglia Facchetti: "Inter è casa mia".

(Javier Zanetti, capitano per la 634 esima volta)
Un capitano come pochi. Una delle poche bandiere, merce rara in un calcio ormai ricco di mercenari e pochi calciatori attaccati veramente alla maglia. Parliamo di Javier Zanetti che ha festeggiato, alla Pinetina, le 634 presenze con la casacca nerazzurra, eguagliando un altro grande del club di Appiano Gentile, ovvero Giacinto Facchetti. Una soddisfazione incredibile per un calciatore e un uomo di grande professionalità e dedizione alla causa interista. Un campione vero, insomma.

Javier Zanetti entra nella storia nerazzurra. Sono 634 le partite disputate dal giocatore che raggiunge Giacinto Facchetti. Si festeggia, alla Pinetina, il record conseguito da questo grande campione interista, nato a Buenos aires nel 1973 . Un giocatore che è arrivato in punta di piedi dagli argentini del Banfield (nel 1995, a soli ventidue anni), si è inserito alla grande ed è diventato una colonna portante della squadra milanese, oltre che capitano di tante battaglie. Uno che non ha mai mollato, neanche nei momenti difficili, e che ha sempre sostenuto, senza risparmiarsi, la causa del club interista. "Ho avuto occasioni per andarmene, ma questa e' casa mia": a dichiararlo è Javier Zanetti, che manifesta il suo amore per la compagine milanese e per una terra che è diventata una seconda casa. "Sono rimasto - ha spiegato il capitano nerazzurro - anche nei momenti difficili, sicuro che il vento sarebbe cambiato". Parole importanti, che hanno fatto piacere soprattutto al patron nearruzzo Moratti, il quale lo ha elogiato e festeggiato alla Pinetina. "Speravo che nessuno superasse mai il record di Facchetti - ha ammesso il presidente -, ma poi lo ha fatto Bergomi e ora Javier puo' inseguire il nuovo primato".
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