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La sfida infinita tra Roma e Inter torna domani in Coppa Italia. Spalletti carica i suoi: "Roma alla pari con l'Inter"

Dentro o fuori. La formula della gara secca farà un'altra vittima, illustre, domani sera, quando si sfideranno, nei quarti di finale di Coppa Italia, i giallorossi di Spalletti e i nerazzurri di Mourinho. Momenti diversi per le due compagini, ma nonostante la sconfitta di Bergamo, il tecnico toscano mette in guardia i suoi giocatori e li sprona ad una grande gara.

"L'Inter secondo me non ha nessun problema. E io voglio pensare che la Roma sia alla pari con l'Inter". Poche ore fa, Luciano Spalletti, tecnico della Roma, si è espresso in questo modo, alla vigilia del match del Meazza contro i nerazzurri, dal quale uscirà la prima semifinalista della Coppa Italia 2008-2009. L'augurio del mister giallorosso è che la sua Roma, domani sera, riesca, per un attimo, ad accantonare il pensiero ridondante, rivolto all'importante match di campionato che ci sarà domenica prossima (la sfida champions in casa del Napoli) e possa dare tutto, in campo, per battere la compagine di Mourinho e guadagnarsi un posto in semifinale. E' una competizione alla quale la Roma ci ha sempre tenuto (e vinta ben nove volte) e, pertanto, riteniamo che anche domani sera la squadra capitolina disputerà una grande gara, al di là di quale sarà l'esito dell'incontro. Spalletti, a poche ore dal match, carica i suoi, e li incita ad una grande gara, ma nello stesso tempo, chiamato a commentare la sconfitta in campionato della capolista contro l'Atalanta, afferma: "E' venuto fuori questo risultato che non sposta di niente il valore e la forza della capolista in questo momento". Dunque, occhio a non sottovalutare un avversario che, al di là dello stop di Bergamo, rimane fortissimo e che sicuramente sarà voglioso di riscattarsi, proprio a partire dalla sfida con i giallorossi. Per quanto riguarda i protagonisti, a Trigoria bisogna fare i conticon alcune assenze importanti. Infatti, oltre al capitano Francesco Totti (pronto per il rientro record, proprio con il Napoli) mancherà il difensore Christian Panucci: "Ha un fastidio al ginocchio e il tendine rotuleo infiammato. Gli fa male e quindi non e' il caso", ha tenuto a puntualizzare il tecnico giallorosso. Panucci sarà sostituito, probabilmente, con Cassetti, mentre Cicinho, Mexes e Juan completeranno la linea difensiva. A centrocampo, sempre ipotizzando le scelte del tecnico toscano, spazio per Aquilani e il forte cileno Pizarro, con l'instancabile De Rossi (ci sarà un turno di riposo per Brighi) che anche questa sfida lo vedrà protagonista. In attacco e in porta, invece, rientri importanti. Il montenegrino Vucinic e il brasiliano Doni: "Vucinic si è allenato bene, è a disposizione e nelle condizioni di giocare subito. Doni ha ancora del lavoro da fare ma ho deciso di portarlo". Questa è la Roma che si prepara ad affrontare i nerazzurri. Sarà un grande match, spettacolare ed emozionante come le recenti sfide tra le due squadre. Lasciamo quindi spazio al campo e ai protagonisti, e ci ritroveremo qu, domani dopo la fine della gara, i per i commenti.
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Il processo di Calciopoli dura solo un'ora. Rinvio al 24 marzo per difetti di notifica, ma sei società già battono cassa chiedendo 300 milioni di euro. Paolo Trofino, legale di Moggi "Ci aspettiamo un processo normale"

Tanta attesa per nulla. Un'ora per l'appello nominale nell'aula 261 del Tribunale di Napoli e il primo rinvio, al 24 marzo. Tre difetti di notifica, tra cui quello all'ex assistente arbitrale Ambrosino hanno obbligato al rinvio, così come si vociferava già nella giornata di ieri. Dunque, per sapere quale è la verità occorrerà aspettare fine marzo, per l'inizio ufficiale del procedimento penale, ma probabilmente il 2010 per la sentenza, visto che dovranno essere esaminate oltre mille prove testimoniali, accompagnate dalla perizia sulle migliaia di telefonate: una fase che si annuncia estenuante.

Un'ora è durato il tanto atteso processo per Calciopoli. Il tempo dell'appello nominale e poi il rinvio per difetti di notifica. Ma, quei sessanta minuti di stamattina (intorno alle dieci l'apertura) sono bastati per capire che Calciopoli sarà non solo un processo volto ad accertare le imputazioni (frode sportiva ed associazione a delinquere) ma anche un processo di risarcimenti. Di parti offese che ancora non sono soddisfatte, di richieste di restituzione degli incassi perduti a causa degli illeciti sportivi, di quantificazioni economiche delle salvezze negate da una partita truccata. Roma, Atalanta, Lecce, Bologna, Brescia e la fallita Salernitana si sono costituite parte civile. L'Inter invece no (ma era abbastanza prevedibile). I club citati sono quindi ansiosi di ottenere un risarcimento che, peraltro, hanno già quantificato. In totale, oltre i 300 milioni di euro di richiesta danni complessiva, ma la cifra è destinata ad aumentare. La Salernitana ha sommato risarcimenti per cento di milioni di euro. Bologna, Brescia e Atalanta retrocessi hanno quantificato tra i 54 e i 56 milioni il danno. La Roma, che lamenta 40 pagine di torti, e il Lecce, protagonista di una decisiva gara con il Parma arbitrata da Massimo De Santis, non hanno ancora definito la loro richiesta economica. Poi, oltre a queste, in aula si sono aggiunte alla lista delle parti civili, il ministero delle Finanze  e il ministero delle Politiche giovanili (che nel 2006 era guidato da Giovanna Melandri). Poi l'avvocatura e i monopoli di Stato nonché la Rai. La tv di Stato è nell'imbarazzata situazione di aver raccontato un campionato - il 2004-2005 sotto processo - attraverso le telecronache di Ciro Venerato e di vedere un suo caporedattore, Ignazio Scardina, chiamato a rispondere di associazione a delinquere per i suoi rapporti con la corte di Luciano Moggi. Sull'altro fronte, però, un'inviata Rai, Francesca Sanipoli, chiede i danni per essere stata dequalificata per volontà dello stesso Moggi, che ne impose l'allontanamento dalle partite della Juventus. Infine la Federcalcio ha confermato la sua costituzione di parte civile, ma è contemporaneamente attaccata da Aliberti: l'ex presidente della Salernitana avanza richieste di onerosi risarcimenti per i consigli federali svolti all'epoca Carraro che portarono alla retrocessione e al fallimento del club. Molte le questioni da risolvere, innumerevoli i protagonisti di questo storico processo, che saranno chiamati a deporre, senza fine anche le prove che dovranno essere esaminate dai giudici campani. Se ne riparlerà, dunque, il 24 marzo, ma intanto, nell'attesa, riportiamo le dichiarazioni rilasciate da Paolo Trofino, legale di Moggi, il quale si è mostrato abbastanza teso: "E' ovvio che preoccupa tutta la pressione, anche mediatica, che c'é stata intorno a questa vicenda: mi ricordo che nel giorno dell'elezione del Presidente della Repubblica c'erano quattro pagine sui giornali per la massima carica dello Stato e otto pagine su Calciopoli". Poi, la conferma, da parte dell'avvocato, che l'ex Direttore Generale della Juventus sarà presente nelle prossime udienze: "Ci aspettiamo un processo normale, Luciano Moggi vuole essere un cittadino normale che affronta le accuse in aula". Ebbene, anche noi speriamo che sia un processo normale, nel senso letterale del termine. Che si applichi la norma e che venga a galla la verità per poter finalmente chiudere una delle pagine più brutte del mondo del calcio, punendo i colpevoli per le loro malefatte e risarcendo le persone e le società truffate.
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Ci siamo. Si aprono le porte del tribunale di Napoli. E' il giorno di Calciopoli.

                 Luciano Moggi, ex Direttore Generale della Juventus

Una data che molti aspettavano e anche Citysport attendeva, visto che ha seguito ogni istante della vicenda, mettendo i lettori e qualsiasi visitatore al corrente delle notizie, battute, dichiarazioni e frecciate velenose che hanno anticipato l'apertura del processo. E' il giorno di Calciopoli e, a Napoli, Moggi e altri 23 personaggi saranno giudicati per frode sportiva e associazione a delinquere.

E' il 20 gennaio e finalmente si parte. Dopo tanto parlare, è ora tempo di fatti. Sicuramente sarà lunga, se consideriamo i tempi della nostra giustizia, e di non facile soluzione per i giudici napoletani, ma noi saremo qui, pronti a documentarvi con precisione, e in tempo reale, su ogni particolare di questo importante processo che chiuderà una delle pagine più brutte della storia del calcio italiano. In terra campana, inizia il processo penale di CALCIOPOLI , lo scandalo più clamoroso che abbia mai coinvolto il mondo del pallone italiano. Tanti i personaggi che saranno giudicati, all'interno dell'aula del tribunale partenopeo. Ventiquattro gli imputati, tra i quali l'ex dg della Juve, LUCIANO MOGGI, che nell'atto di accusa dei pm FILIPPO BEATRICE e GIUSEPPE NARDUCCI è indicato come il promotore di una associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Accuse gravi, pesanti, che saranno poste al vaglio dei giudici di Napoli. Per quanto concerne la giustizia sportiva  i verdetti sono ormai storia: due scudetti tolti e la retrocessione in B alla Juve, pesanti penalizzazioni anche a Lazio, Fiorentina e Milan. Il "cuore" del processo, per quanto riguarda l'accusa, è rappresentato da migliaia di intercettazioni telefoniche che documentano contatti tra Moggi e i designatori arbitrali nonché dalla scoperta di una serie di schede sim segrete che sarebbero state fornite da Moggi ad alcuni arbitri per comunicazioni riservate. I pm Beatrice e Narducci presentano una lista testimoni composta da 108 persone. Assai più nutrita la lista dei testi che la difesa di Moggi intende chiamare a deporre in aula: 498 tra cui anche il premier Silvio Berlusconi . Oltre a Moggi, il reato di associazione è contestato agli ex designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, all'ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini, all'ex direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani, agli ex arbitri Massimo De Santis, Salvatore Racalbuto, Paolo Bertini e Antonio Dattilo, all'assistente Marcello Ambrosino, all'ex designatore dei guardalinee Gennaro Mazzei, nonché al giornalista Rai Ignazio Scardina, l'ex segretaria della Figc, Maria Grazia Fazi. Di singoli episodi di frode sportiva devono rispondere invece i dirigenti della Fiorentina Andrea e Diego Della Valle, il presidente della Lazio Claudio Lotito, il presidente della Reggina Pasquale Foti, l'ex dirigente del Milan del settore arbitri Leonardo Meani, l'ex arbitro e Pasquale Rodomonti, gli ex guardalinee Enrico Ceniccola, Silvio Gemignani, Claudio Puglisi e Stefano Titomanlio e l'amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci. Altri 11 imputati (Antonio Giraudo, Tullio Lanese, Gianluca Rocchi, Stefano Cassarà, Domenico Messina, Paolo Dondarini, Alessandro Griselli, Duccio Baglioni, Giuseppe Foschetti, Tiziano Pieri e Marco Gabriele) hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato e il processo nei loro confronti riprenderà il 9 febbraio davanti al gup Eduardo De Gregorio (www.sportmediaset.it ). Questi sono i protagonisti del procedimento penale che parte oggi. Ai giudici napoletani, dunque, il compito di sciogliere i nodi di questa matassa e di arrivare ad una sentenza che faccia chiarezza, definitivamente, in un senso o nell'altro, sulla "sporca faccenda", che ha inquinato il calcio nostrano.
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Da dramma popolare a favola dal lieto finale. Kakà: "Io amo solo il Milan"

Kakà ama il Milan e il Milan ama il calciatore brasiliano. Quando il sentimento è reciproco è difficile che si possa interrompere una storia. Questo è quello che hanno sperato a lungo oggi tifosi che non hanno mai smesso di credere nel giocatore. E il fuoriclasse brasiliano del Milan li ha ripagati rifiutando la faraonica offerta e restando al Milan, rimanendo a casa. Perchè il Milan è la casa di Ricardo Kakà. Ad una mezzora dal clamoroso colpo di scena di una partenza annunciata, riportiamo la dichiarazione d'amore del giocatore che, a Milan Channel, si è così espresso: "Non voglio niente, mi trovo bene in un posto dove le persone mi stimano e mi amano e sto qui! La mia famiglia è stata bravissima, mi ha sempre messo in condizione di scegliere io senza alcun problema, sia mia moglie che mio padre con cui non ho mai litigato. Alla fine io ho scelto col cuore come tutti mi dicevano: non è una scelta economica. Al Milan ci sono delle persone stupende, sia il Presidente, che ad esempio Leonardo che è più di un dirigente per me, è un amico davvero. Io non ho chiesto mai aumenti e non lo farò, è il Milan che si è sempre comportato benissimo con me aumentandomi il contratto quando volevano e per questo posso solo ringraziarli. Dopo la partita in tanti mi hanno sostenuto, anche disegni dei bambini, stupendo: la partita di sabato è stata bellissima... Ad esempio quando sono andato via dal San Paolo alcuni mi hanno persino contestato, qui ora sono tutti per me: sto festeggiando a casa con un paio di amici. Io sono una persona molto credente: non sempre è la strada più logica quella che Dio sceglie per noi. Il Milan non ha mai, mai, accettato nulla: ha sempre detto di no a tutti e io ho sempre spiegato a tutti di andare a chiedere dal Milan. Se il Milan ha accettato un'offerta posso averci pensato, ma poi le cose sono cambiate ed io resto qua. I miei compagni sono stati eccezionali, tutti hanno cercato di dirmi qualcosa, tanti messaggi, mi sono stati veramente vicini. Non c'è stato nessun momento in cui sono stato del Manchester City. La nostra squadra punta sempre a vincere: vinceremo anche quest'anno. Abbraccio tutte le persone, chiunque abbia mandato un messaggio per me: sono cose emozionanti che si possono capire solo dopo averle provate, grazie a tutti". Una lettera d'amore. Ma soprattutto una storia d'amore, che prosegue e, crediamo, non finirà mai.
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