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Calcio, Tramonta l'operazione Dzeko: "Resto al Wolfsburg anche se non sono contento". E il Milan vira su Adebayor

Dzeko si allonta, il Milan punta su AdebayorIeri avevamo parlato della trattativa milanista per il bosniaco Dzeko. L'operazione, che doveva portare a Milanello uno degli oggetti del desiderio del club rossonero, aveva subito un brusco rallentamento. Da trattativa partita con i migliori auspici si era trasformata in un vero e proprio giallo. Ora la situazione si è chiarita, ma non nel senso che si aspettavano i tifosi del Milan. Edin Dzeko non vestirà, infatti, la maglia rossonera. La trattativa è fallita, in sostanza, dopo che il Wolfsburg ha deciso di far rispettare l'accordo che ha con il giocatore.

"Resto al Wolfsburg, anche se non sono contento. Sono legato dal contratto", ha ammesso l'attaccante bosniaco, autore nell'ultima stagione di 34 reti che hanno contribuito alla vittoria, da parte del Wolfsburg, della Bundesliga. Il giocatore ha poi aggiunto: "L'allenatore mi ha detto che devo rimanere qui, che abbiamo grandi ambizioni per la prossima stagione sia in Bundesliga che in Champions League e che quindi i migliori giocatori devono rimanere. Tutti sanno che il Milan è la squadra dei miei sogni, ma non posso farci nulla". Insomma, nonostante la voglia di vivere l'esperienza italiana, con il Milan, il forte attaccante sarà "costretto" a restare in Germania e rispetterà il contratto con il Wolfsburg (che scade nel giugno 2011) che ha così vinto il braccio di ferro col Milan. Come premio avrà un adeguamento dell'ingaggio, che, come per Grafite, compagno di reparto, salirà a 3 milioni di euro a stagione. Tramontata, dunque, fefinitivamente, la trattativa riguardante il bosniaco, Galliani dovrà concentrare i suoi sforzi su Adebayor (stella dell'Arsenal), prima alternativa a Dzeko: anche se, in serata, l''amministratore delegato milanista ha fatto sapere di non volere arrendersi così facilmente. "Non rinunciamo a Dzeko", ha dichiarato dalla Sardegna...Staremo a vedere...ma per ora non si vede nulla dalle parti di Milanello...
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(video gol) Confederation Cup: Spagna-Sudafrica 3-2 (dts). Spettacolo nella finalina. La spuntano le Furie Rosse con Xabi Alonso


(Spagna-Sudafrica 3-2 (dts)

Spagna (4-3-1-2): Casillas; Arbeloa, Albiol, Pique, Capdevila; Cazorla, Xabi Alonso, Riera; Sergio Busquez (36' st Llorente); Villa (11' st Silva), Fernando Torres (11' st Guiza). A disp. Marchena, Puyol, Pablo Hernandez, Xavi, Fabregas, Diego Lopez, Sergio Ramos, Reina, Sergio Mata. Ct. Vicente Del Bosque.
Sudafrica (4-2-3-1): Khune; Gaxa, Booth, Mokoena, Masilela; Dikgacoi, Sibaya; Pienaar (19'st Mphela), Tshabalala (38'st Mhlongo), Modise (24'st Van Heerden); Parker. A disp. Fernandez, Davids, Mdledle, Fanteni, Moon, Khumalo, Mashego, Baloyi, Gould, Ct: Joel Santana.
Arbitro: Mathhew Breeze (Austria)
Marcatori: 28'st e 48'st Mphela (SA), 43' st e 44' st Guiza, 2'sts Xabi Alonso (SP).
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Calcio, Confederation Cup: Stasera l'ultimo atto. Sarà riscatto americano o anche gli Usa balleranno la "samba"?

Bradley e gli Usa sfidano il BrasileStasera è Brasile-Usa. A Johannesburg, ore 20 e 30, va in scena l'ultimo atto della Confederation Cup. E' un epilogo inatteso, che in pochi ci aspettavamo alla partenza di questa manifestazione sudafricana, e in pochi speravamo confidando negli azzurri di Marcello Lippi.

E invece il campo ha dato questo responso, chiaro e preciso. Se da una parte era preventivabile che una formazione così forte e talentuosa come il Brasile potesse arrivare fino in fondo, certamente non lo avremmo mai pensato degli Usa di Bob Bradley. Discreta formazione, abbastanza organizzata, qualche elemento di buono spessore, ma insomma in pochi avremmo puntato sulla squadra statunitense in finale. E invece gli americani, dopo una partenza davvero disastrosa, con due sconfitte in altrettante gare nel girone eliminatorio (3 a 0 proprio con il Brasile e 3 a 1 con l'Italia), si sono rialzati, e confidando nel celebre motto obamiano "yes we can", hanno riacciuffato la qualificazione battendo per tre a zero i Faraoni egiziani. Italia travolta, con lo stesso punteggio, dal Brasile e fuori dalla competizione. A passare proprio gli americani che, ottenuta la qualificazione, sull'onda di una forma cresciuta con il passare dei giorni, e di un entusiasmo pazzesco, hanno realizzato il vero e proprio "dream": battere la Spagna dei records. Incredibile flop spagnolo ma mostruosa impresa della nazionale di Bradley contro i vari Xavi, Torres, Villa etc.... Un due a zero senza possibilità di replica. Furie Rosse rese mansuete e americani in finale. Dall'altra parte, invece, un Brasile stanco e svogliato ha conquistato la quarta finale di Confederation Cup con il minimo sforzo e, sostanzialmente, in maniera immeritata. Kakà, Luis Fabiano, Robinho, più che ballerini di samba, sembravano esperti in "lenti" stile "ballo del mattone". Al contrario, i padroni di casa del Sudafrica hanno disputato una gara ottima, sfiorando più volte la rete, e solo un Julio Cesar da brividi e l'imprecisione di Mokoena e compagni non ha portato i "Bafana-Bafana" a realizzare il loro sogno e quello di Nelson Mandela, seduto in tribuna ad assistere all'incontro. Brasile in finale con la mossa di Dunga: Dentro Daniel Alves ed è il Campione d'Europa (con il Barcellona) a firmare l'uno a zero che decide il match, su calcio piazzato all'87'. Questo è quanto. Ora si "ripete". Nel clan statunitense si crede all'impresa e c'è soprattutto voglia di vendicare il tris di colpi ricevuti nel girone eliminatorio. Il Brasile, invece, è a caccia del trofeo e se torna a ballare la "samba" c'è veramente poco da fare.

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