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(highlights) Napoli - Bologna 1-1. Pari tra i fischi del San Paolo. Il botta e risposta tra Maggio e Di Vaio vale l'uno a uno.


(highlights di Napoli-Bologna)

NAPOLI (3-5-2): Navarro; Cannavaro (71' Russotto), Rinaudo, Contini; Maggio, Pazienza, Gargano, Datolo, Vitale; Denis, Lavezzi. A disposizione: Bucci, Santacroce, Montervino, Blasi, Bogliacino, Pià. All. Reja.
BOLOGNA (4-5-1): Antonioli; Zenoni, Britos, Moras, Lanna; Valiani, Mudingayi, Volpi, Mingazzini, Bombardini; Di Vaio. A disposizione: Colombo, Belleri, Terzi, Amoroso, Mutarelli, Coelho, Marazzina. All. Mihajlovic.
ARBITRO: Banti di Livorno.
MARCATORI: 19' Maggio (N), 23' Di Vaio (B).

Al San Paolo finisce tra i fischi. I tifosi napoletani manifestano, così, il loro malcontento per il pareggio ottenuto con il Bologna (che ha giocato con il lutto al braccio per la morte di Bulgarelli). Bene all'esordio Datolo, bene anche Lavezzi e Maggio ma non basta per ottenere i tre punti. Un super Antonioli e il solito Di Vaio consentono al Bologna (anche sfortunato nella ripresa, con la clamorosa traversa colpita da Bombardini) di portare a casa un punticino. Il posticipo serale del sabato si decide, in sostanza, nel primo tempo, in virtù delle reti messe a segno da Maggio e Di Vaio. Al 3' è già grande Napoli. Lancio di Datolo (prima uscita in campionato per l'argentino) per Maggio che fa da sponda per Lavezzi, tap-in a botta sicura e miracolo di Antonioli. Subito nel vivo del gioco il 24enne argentino, prelevato nelle ultime battute del mercato invernale dal Boca Juniors per 6,5 milioni di euro (contratto di cinque anni per lui). L'undici di Reja insiste e, al 19', passa in vantaggio. Lavezzi dentro per Denis il quale effettua un preciso rasoterra in area, che taglia fuori il portieren felsineo, arriva da dietro Maggio che insacca facilmente. Gli ospiti, comunque, non tardano ad offrire una reazione adeguata. Ed infatti, tre minuti dopo arriva il pari degli uomini di Mihajlovic. Diagonale di Rinaudo, non trattenuto da un incerto Navarro, Di Vaio si avventa sul pallone e ribadisce in rete (16esima rete per il capocannoniere del torneo). Il raggiunto pareggio galvanizza i rossoblu che insistono e mettono sotto assedio il Napoli, senza tuttavia trovare la rete del sorpasso. Anzi, nel finale, l'occasione buona capita a Lavezzi, ma la sua conclusione a giro viene neutralizzata da un Antonioli in forma strepitosa. Finisce qui una prima frazione molto divertente, ma si annuncia una ripresa altrettanto scoppiettante. Dopo dieci minuti, gran colpo di testa di Di Vaio, e Navarro emula il collega sfoderando un volo bello quanto redditizio. Super parata del portiere napoletano e punteggio che rimane sull'uno a uno. Al 68' Bologna sfortunato. Gran botta di Bombardini, raggiunto in area da un preciso lancio, Navarro è battuto ma la traversa salva la porta napoletana. Scampato il pericolo il Napoli prova a reagire e un gran sinistro di Datolo viene respinto alla grande da un Antoni
oli super. Il punteggio non si schioda e la stanchezza, dovuta ai ritmi infernali, invece, si fa sentire sempre di più. Infatti, nessuna delle due compagini riesce a pungere più e la gara, divertente e vibrante, si chiude sul risultato di uno a uno.
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(highlights) Lazio - Torino 1-1. Siviglia salva la Lazio. Ancora un pari per Novellino.


(Lazio 0 - Torino 1, il momentaneo vantaggio granata firmato da Abate)


(Lazio 1 - Torino 1, il pareggio dei biancocelesti, ad opera di Siviglia, di testa)


LAZIO (4-3-3): Muslera; Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Kolarov; Brocchi, Dabo (1'st Mauri), Matuzalem; Foggia, Pandev (36'st S. Inzaghi), Rocchi. A disp. Carrizo, Rozenhal, Radu, Mancini, Manfredini. All. Delio Rossi.
TORINO (4-4-1-1): Sereni; Colombo, Natali, Dellafiore, Pisano; Abate (37'st Diana), Corini (36'st Barone), Dzemaili, Zanetti; Rosina; Ventola (44' stStellone). A disp. Calderoni, Di Loreto, Bianchi, Gasbarroni. All. Novellino.
ARBITRO: Saccani di Mantova.
MARCATORI: 36'pt Abate (T), 30'st Siviglia (L).

Nel primo anticipo saturnino di Serie A, quello pomeridiano, Lazio e Torino chiudono sull'uno a uno, un pari che non serve molto ad entrambe le squadre. Non sa più vincere questa Lazio, che addirittura rischia il ko casalingo contro il Toro. A salvare i biancocelesti è il difensore Siviglia che, a un quarto d'ora dal termine della gara, trova la rete del pari, risolvendo un'azione concitata in area di rigore e riequilibra le sorti di un match scosso al 36' del primo tempo dal bellissimo destro di Abate (nazionale dell'Under 21 di Casiraghi). Per i granata, il rammarico di aver sfiorato il colpaccio. Novellino può essere comunque soddisfatto della prova dei suoi, nonostante il pareggio lasci l'amaro in bocca (quinto pari consecutivo per i torinesi).
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Verso Inter-Milan. Ancelotti spavaldo: "Prima il derby, poi il titolo". Mourinho invece ammette: "Perderei pure il derby pur di vincere lo scudetto".


(il gol di Ronaldinh nel derby di andata: Milan Inter 1-0, 28/09/2008)
Si avvicina il derby milanese e, a parole, la gara già s'infiamma. Ancelotti carica il suo Milan, costretto a vincere contro l'Inter di Mourinho, capolista del torneo con otto punti in più dei rossoneri. Ecco le scoppiettanti dichiarazioni dei tecnici, a poche ore dalla gara.

E' una stracittadina che vale tantissimo. In un senso o nell'altro. Una vittoria dei rossoneri ridurrebbe lo svantaggio dell'Inter, al contrario un successo dei nerazzurri potrebbe chiudere definitivamente il sogno milanista di vincere il campionato (a meno undici sarebbe assai improbabile rientrare nella corsa al titolo). Il tecnico di Reggiolo, Carlo Ancelotti, crede fortemente che il suo del Milan possa vincere il derby e che sia pienamente in corsa per la vittoria del campionato: "Questa squadra ha ritrovato una buona continuità di gioco e ha molte carte in mano. A cominciare dal derby, ovviamente". Ecco la grinta del buon Ancelotti che vuole ripetere la prestazione dell'andata e provare a riacciuffare la formazione interista, distante otto lunghezze: "Noi dobbiamo trarre indicazioni dal match che abbiamo vinto all'andata - spiega il mister rossonero -. In quella circostanza abbiamo disputato un match eccellente, sfruttando lo spazio concesso ai nostri centrocampisti in mezzo al campo. Non credo che la situazione si ripeterà domani. Dobbiamo giocare con intelligenza: conosciamo i pregi e i difetti dell'Inter e come nella gara di andata giocheremo sfruttandone i difetti". ma, il Diavolo dovrà lottare contro le assenze. Soprattutto quella del fuoriclasse brasiliano Kakà, ma anche quella del guerriero Gattuso, fuori già da un bel pò e, senza di loro insieme il Milan ha sempre perso. "Ce li porteremi in panchina", scherza Ancelotti, che parla, più seriamente, anche della vicenda Beckham: "Abbiamo ancora 20 giorni di tempo per chiudere la trattativa - sottolinea -. I Galaxy hanno forzato la situazione, ma c'è tempo fino al 9 marzo. Il mio auguro è che possa giocare altri derby". In attesa di sapere se è veramente chiusa la vicenda Beckham (con il ritorno ai Galaxy dell'inglese), o ci sarà un altro colpo di scena (firmato Berlusconi), ci ritroviamo a poche ore da underby importante, non solo per il futuro del Milan, ma anche per quello del suo allenatore, il cui futuro a Milano, sponda rossonera, non è più così sicuro: "Per me ci sono zero possibilità che questo sia il mio ultimo derby contro l'Inter - dichiara -. Quello che pensa la società invece dovete chiederlo alla società".
Grandi pressioni su Ancelotti, tranquillità olimpica, invece, per lo "Special One" Mourinho che forte di un rassicurante vantaggio, ha dichiarato, regalando l'ennesimo show in sala stampa, che "scambierebbe la vittoria del campionato con la sconfitta nel derby", ma successivamente, è poi tornato alla sua solita trionfante manifestazione di potenza: "Sono convinto - ribadisce - che vinceremo lo scudetto, anche se troveremo ancora delle difficoltà". E alla domanda: Succederà mai di vedere Mou sulla panchina milanista? La sua risposta è stata, spettacolare come sempre "Mai dire mai... aggiungendo poi,riprendendosi parzialmente dalla precedente battuta, "Però devo dire che per rispetto alla società e ai tifosi non passerei direttamente dall'Inter a un'altra squadra italiana". Questo lo show del tecnico portoghese dell'Inter, ora largo allo show che mostreranno i tanti campioni, protagonisti del derby milanese.

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"Gara fondamentale per il nostro futuro". Il Principe genoano Milito sogna un gol decisivo contro la Fiorentina.

(Diego Milito. Il "Principe" genoano)
Il Grifone vuole continuare a volare alto. Per farlo, dovrà battere la Fiorentina (posizionata un gradino sopra, a quota 41 punti contro i 40 dei rossoblu di Gasperini), ma non sarà facile. Contro Gilardino-Mutu servirà un match di grandissima concentrazione difensiva. Ma serviranno anche i gol degli attaccanti. E il "Principe" DIEGO MILITO (14 reti, come il bomber della Fiorentina, Gilardino) carica i suoi, a poche ore dalla fondamentale sfida con i viola di Prandelli.

"Quella di domani sara' una gara fondamentale per il nostro futuro". Parole a firma del cannoniere argentino del Genoa, Diego Milito, autore finora di 14 reti (4 rigori), come il biellese della Fiorentina, Alberto Gilardino. E domani, in Genoa Fiorentina, sarà scontro diretto, tra cecchini, e tra due squadre in lotta per un posto nella prossima Champions. Milito, allora, si prende sulle spalle la squadra e carica i suoi, per conquistare una vittoria che sarebbe davvero fondamentale: "Se vinciamo, restiamo con il treno delle squadre che puntano in alto", spiega il bomber sudameticano, che sarà tra i protagonisti di questo atteso match. Per quanto riguarda il resto della formazione, probabile l'impiego di Rossi a destra, con Jankovic pronto a subentrare. La buona notizia arriva dalla difesa, con il portiere Rubinho che sembra aver smaltito l'infortunio rimediato domenica scorsa. Un rientro importante per Gasperini, che dovrà fare a meno di Sculli, espulso durante la gara della scorsa settimana, contro i giallorossi, e quindi costretto allo stop per squalifica.
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Il Pocho e i tifosi per battere il Bologna. L'aquila vuole tornare a volare. Delio Rossi si affida a Rocchi per matare il Toro.

Negli anticipi del Sabato, due sfide che promettono spettacolo ed emozioni. Nella sfida pomeridiana, delle 18, una Lazio smarrita prova a ritrovarsi contro il Torino. Sarà sfida infuocata, con i granata costretti dalla classifica a far punti. Biancocelesti senza Zarate, squalificato, ma con Rocchi. E' lui l'uomo al quale si affida Rossi per battere l'undici di Novellino. Alle 20 e 30, in serata, il Napoli di Reja prova ad uscire da questa crisi di risultati, e si affida al calore del San Paolo e dei suoi tifosi. Senza Hamsik, infortunatosi con la nazionale slovacca, l'allenatore partenopeo si affida alla fantasia di Lavezzi per scardinare la difesa felsinea e regalare un dispiacere a Mihajlovic.

LAZIO - TORINO (sabato ore 18.00)
Lazio (4-3-2-1): Muslera; Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Radu; Brocchi, Dabo, Matuzalem; Foggia, Pandev; Rocchi. A disposizione: Carrizo, Cribari, Kolarov, Mauri, Faraoni, Manfredini, S.Inzaghi. All. Delio Rossi.
Indisponibili: Meghni, Del Nero, Ledesma, Diakite, Zarate (squalificato, 1), De Silvestri (squalificato, 1).
Torino (4-4-1-1): Sereni; Colombo, Natali, Dellafiore, Pisano; Abate, Zanetti, Dzemaili, Diana; Rosina; Ventola. A disposizione: Calderoni, Di Loreto, Rubin, Gasbarroni, Barone, Bianchi, Stellone. All. Novellino.
Indisponibili: Abbruscato, Rivalta, Ogbonna.

I biancocelesti, in crisi di risultati ma non di gioco (bella prestazione a Firenze nonostante la sconfitta, arrivata per giunta a tempo scaduto), vogliono tornare ad assaporare il dolce sapore dei tre punti. Nell'anticipo pomeridiano, all'Olimpico, arriva un Torino che versa in cattive acque e costretto a far punti per risalire in classifica. A Rosina e il redivivo Ventola, la coppia che Novellino (critico nei confronti del fantomatico Ciuccariello: "Abbiamo bisogno di serenità, non di buffonate e di chi organizza una conferenza senza conoscere l'argomento. Non ci servono persone che si approfittino del momento difficile della squadra") lancerà contro i laziali, Delio Rossi oppone un trio d'attacco composto da Rocchi punta centrale, supportato in avanti da Foggia e Pandev (Zarate out per squalifica). Fermato, non dal giudice sportivo ma da un infortunio muscolare, anche l'argentino Ledesma, il tecnico biancoceleste opta per il francese Dabo, con Matuzalem e Brocchi a completare il reparto di centrocampo. In porta il giovane Muslera, nonostante la buona prestazione disputata da Carrizo nell'amichevole con la Francia.

NAPOLI - BOLOGNA (sabato ore 20.30)
Napoli (3-5-2): Navarro; Cannavaro, Rinaudo, Contini; Maggio, Blasi, Gargano, Datolo, Vitale; Denis, Lavezzi. A disposizione: Bucci, Aronica, Santacroce, Bogliacino, Montervino, Pià, Zalayeta. All.: Reja
Indisponibili: Iezzo, Gianello, Hamsik, Mannini (squalificato fino al 14 gennaio 2010)
Bologna (4-5-1): Antonioli; Zenoni, Terzi, Moras, Lanna; Valiani, Mudingayi, Mingazzini, Volpi, Bombardini; Di Vaio. A disposizione: Colombo, Belleri, Britos, Marchini, Amoroso, Mutarelli, Marazzina. All. Mihajlovic.
Indisponibili: Paonessa, Osvaldo, Cesar, Castellini

In serata, il Napoli cerca di uscire dalla crisi facendo ricorso al suo fortino (che ultimamente non è stato un vero e proprio baluardo, vd. le gare con Roma e Udinese) e soprattutto al calore della "gens" napoletana. Vedremo se i tifosi risponderanno positivamente all'appello lanciato qualche ora fa da Cannavaro, il quale confida moltissimo sul sostegno dei tifosi partenopei per uscire dalla crisi e tornare a fare bottino pieno. Avversario di turno sarà il coriaceo Bologna del serbo Mihajlovic, un cliente tutt'altro che facile da domare. Senza Hamsik, infortunatosi nella gara disputata con la sua Slovacchia, Reja lancia il neoacquisto Datolo dall'inizio e si affida soprattutto alla fantasia del "Pocho" Lavezzi per aver ragione dei bolognesi, i quali giocheranno con il lutto al braccio per la recente scomparsa di Giacomo Bulgarelli.
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Il Los Angeles Times: "Beckham torna ai Galaxy". Ma c'è una clausola che potrebbe cambiare tutto.

Alla vigilia del derby, arriva una notizia che non piacerà a tifosi ed ambiente rossonero. Sembrano, infatti, svanite le speranze di trattenere a Milano, David Beckham. Il Club di Via Turati si è mosso troppo tardi per poter convincere i Galaxy e la Mls. La mezzanotte di venerdì è scaduta, e neanche un rilancio del club milanista ha convinto gli americani. E così, come ha affermato anche dal Los Angeles Times, l'inglese dovrà fare ritorno negli Usa il 9 marzo, poichè l'8 è l'ultimo giorno di permanenza in rossonero, come previsto dall'accordo iniziale stipulato tra le due società.

"La scadenza odierna imposta dal presidente della Major League Soccer, Don Garber, con riguardo a una soluzione del potenziale trasferimento di David Beckham", così recita un comunicato a firma di Bruce Arena, tecnico e direttore generale della squadra californiana, "è spirata, e noi per il giocatore non abbiamo ricevuto un’offerta accettabile. Ne consegue che David rimarrà in forza al Galaxy, e che ci aspettiamo di riaverlo con noi a partire dal 9 marzo".Si è chiusa, o così pare, la vicenda Beckham. Il Milan non è riuscito, nè con l'offerta iniziale (10-11 milioni di dollari), nè con il rilancio effettuato giovedì sera, a convincere i Galaxy che, dunque, aspettano il 9 marzo prossimo per riabbracciare il centrocampista inglese. Questo è quello che afferma il Los Angeles Times in un articolo della sua edizione on line. E tutto ciò sarebbe stato ribadito anche da Leiweke, presidente del colosso industriale Aeg e padrone dei Galaxy: "David tornerà il 9 marzo», ha ribadito, "e noi per adesso non vogliamo valutare ulteriori discussioni. Sarebbe motivo di distrazione per Bruce Arena, per la squadra e per i tifosi, e noi invece vogliamo guardare avanti. Questa", ha tagliato corto il boss californiano, "è la nostra ultima parola in proposito". E conoscendo la gente americana, non crediamo che ci sarà un ripensamento. Lo scenario potrebbe, invece, cambiare clamorosamente, se fosse lo stesso Beckham a colmare la differenza tra l'offerta milanista e la richiesta americana, per prolungare la sua avventura al Milan. Infatti, nel contratto che lega l'inglese alla società americana, pare che figuri una clausola in base alla quale, in presenza di determinate circostanze (eccezionali), il 33enne britannico "sarebbe legittimato a lasciare Los Angeles, la Major League Soccer e gli Stati Uniti prima della scadenza quinquennale, seppure alla fine del 2009". Ci sarà il colpo di scena finale?
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