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L'urlo di Paolo Cannavaro: "Tifosi, dateci una mano". In arrivo il Bologna di Mihajlovic

(Paolo Cannavaro, difensore del Napoli)
E' un momentaccio per il Napoli. La squadra partenopea sembra aver smarrito i meccanismi di gioco e la verve di qualche mese fa. Fuori casa non guadagna un punto e anche il San Paolo non è più un fortino inespugnabile. Allora Paolo Cannavaro cerca di scuotere l'ambiente, facendo appello ai tifosi. Serve la loro spinta per uscire dalla crisi. E in arrivo, al San Paolo, nel prossimo turno di campionato, un Bologna tutt'altro che arrendevole.

"Sempre, ma a maggior ragione in periodi come questi, la spinta dei nostri tifosi è fondamentale. Speriamo ci stostengano per tutta la partita. Solo in questo modo, con tutte le componenti unite, possiamo uscire da questo periodo negativo". Lo "scugnizzo" napoletano, di professione difensore, Paolo Cannavaro, fratello del più famoso Fabio (difensore titolare della nazionale italiana) chiama a raccolta i tifosi, in vista del match con il Bologna di Mihajlovic. E' un momento difficile, una crisi dalla quale si può uscire, a detta del difensore, solamente con l'affetto e il calore dei tifosi napoletani. E quindi vuole un San Paolo pieno, con tutto il popolo napoletano pronto a sostenere l'undici di Reja (che ieri si è addossato tutte le colpe del delicato e difficile momento vissuto dal Napoli) dall'inizio alla fine, senza risparmiarsi mai, diventando così il dodicesimo uomo in campo, capace di risollevare le sorti di un gruppo intristito dagli ultimi risultati. Prorio sulla striscia negativa, registrata in campionato (soprattutto in trasferta), dai campani, si è espresso Cannavaro, il quale ha le idee chiare sulla questione: "Una fase meno brillante capita a tute le squadre, a noi capita sempre a gennaio, sarà un fattore astrale. Io credo che siamo quasi alla fine della crisi: con Juve e Palermo meritavamo migliore sorte. L'Europa? A quella ci crediamo sempre, e lotteremo fino alla fine". Insomma, la grinta non manca, ora i tifosi chiedono i risultati, ma siamo convinti che presto il sole tornerà a splendere dalle parti di Soccavo.
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Poveri arbitri. Braccia rotte, macchine sfasciate. Che altro succederà?

(Ecco l'arma dell'arbitro: i cartellini)
Spesso ne combinano di tutti i colori. Altre volte (la percentuale minore) escono dal campo tra gli applausi del pubblico che ha assisito alla gara. Parliamo dei tanti bistrattati arbitri e di due, in particolare, che in Croazia e e in Spagna hanno vissuto brutti momenti. Ah...che mestieraccio...

Croazia. La partita è Mladost-Poskok. Non lo avesse mai fatto. L'arbitro, ALEN JAKISC espelle un giocatore della squadra di casa e questi, in tutta risposta, gli rompe un braccio. Si tratta di JURAY PETRICEVIC, 22 anni. Il calciatore, fomentato anche dall'ambiente, non ci ha visto più e si è scagliato violentemente contro il direttore di gara, dapprima prendendolo a pugni e poi, addirittura, fratturandogli un braccio. Una cosa incredibile, di una violenza inaudita, che va assolutamente condannata. Leggermente meglio, ma non benissimo, è andata all'arbitro di Ceuta B-Murallas de Ceuta, match che si è disputato nel campo federativo José Benoliel e terminato con il risultato di zero a zero. Pur non rimettendoci arti vari, Il direttore di gara ci ha rimesso la sua bella macchina. Durante la partita ha mostrato sette cartellini gialli e decretato un calcio di rigore in favore del Murallas de Ceuta. Finita la partita, è andato a riprendere la sua vettura, per tornare a casetta, e si è accorto della sorpresina preparata a puntino dai tifosi che, accecati dall'ira, gliel'hanno sfasciata completamente. Una vitaccia per gli arbitri. Non è il posto, dunque, è il mestiere. A mio avviso, bisognerebbe imparare, almeno una volta nella vita, a mettersi nei panni di questi poveri direttori di gara.
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Incidente a Cartagena per Schumi. Cade, perde conoscenza ma fortunatamente è tutto ok.

Michael Schumacher, ex campione della Ferrari

Una caduta, la perdita temporanea della conoscenza, ma poi, fortunatamente, i controlli hanno escluso complicazioni e tutto si è risolto senza conseguenze tragiche. Incidente e tanta paura per l'ex plurimedagliato Ferrari, MICHAEL SCHUMACHER, caduto mentre stava provando una moto sul circuito di Cartagena, in Spagna. Schumi ha battuto la testa e ha perso conoscenza, ma il controllo in ospedale e una Tac, effettuati celermente, hanno escluso complicazioni. Il pilota (sette volte campione iridato nel campionato di Formula Uno) stava provando una Honda 1000 CBR in vista del prossimo campionato Superbike tedesco. Ora resta qualche dolorino (al collo e al polso destro), ma passerà.
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Il Brasile ci ha dato una lezione? Serve Francesco Totti. E meno bolliti in squadra.

(Francesco Totti, con la maglia della Nazionale)


Il Brasile ci ha dato una bella lezione. Era amichevole, c'erano tanti soldi in ballo e quindi sarebbe stata una tragedia non acconsentire a quest'incontro, ma adesso affrontare i brasiliani, e con quell'undici mandato in campo ieri da Lippi, è stata la scelta più sbagliata che si potesse fare. Lanciamo la provocazione e un messaggio al Ct azzurro: meno bolliti in squadra (perchè ormai il calcio va ad un ritmo che molti azzurri non conoscono più) e un campione in più (visto quello che riesce a fare): Francesco Totti.

Ho visto la gara contro il Brasile e i fatti sono che: 1) il Brasile corre da pazzi (Marcelo, Elano, Robinho, tra i migliori in campo a mio avviso); 2) Il Brasile corre più di noi. E' questo che fa preoccupare. Siamo lenti e prevedibili, ci sono troppi giocatori "bolliti" (in difesa e a centrocampoi) e nè quando c'era Gilardino, nè dopo con Toni, abbiamo messo seriamente in difficoltà la retroguardia sudamericana (eccezion fatta per il tap-in dell'ex viola, ora al Bayern, respinto alla grande da Julio Cesar, sicuramente il numero due al mondo dopo Gigi Buffon). Va bene che era un'amichevole, va bene anche che ci hanno annullato un gol regolare all'inizio (allora non sono solo i nostri ad essere inadeguati) e subito dopo lo abbiamo "preso", grazie alla sciagurata iniziativa di Pirlo (uno dei bolliti di cui parlavo) e, da quel momento in poi, siamo andati in barca, con il Brasile che remava a suo piacimento. Va bene qualsiasi scusante. Ma lo spettacolo di Londra è stato davvero triste. E la riflessione, partita a seguito dell'amichevole disputata dagli azzurri è la seguente: Come ovviare a questo, per arrivare a Sudafrica 2010?. La prima proposta, provocatrice, che lanciamo è il ritorno in azzurro di Francesco Totti. Ma cosa ne pensa Marcello Lippi? Quasi fosse stato scosso dalla premonizione del disastro incombente, ieri il CT azzurro si era così espresso prima del match, a proposito del possibile ritorno in nazionale di Francesco Totti: "Prima di privarmi del carisma e dell'esperienza di certi fuoriclasse ci penserò bene...". E lo stesso giocatore, qualche mese fa, aveva già dichiarato, esplicitamente, la sua eleggibilità azzurra: "Se Lippi mi telefonasse e mi chiedesse di andare in Sudafrica non direi subito di no. Ci penserei mille volte, solo perchè è Lippi. Con me si è comportato in maniera straordinaria. È stato un grande uomo. Con lui ho un rapporto particolare". Ebbene, perchè non richiamarlo, visto che psicologicamente, ma anche tecnicamente, abbiamo sofferto tantissimo e lui (come anche Cassano o Alex Del Piero) potrebbe regalare quella fantasia e quei passaggi-gol che darebbero una qualità diversa (maggiore) all'Italia. La voce si diffonde, e non solo romanisti, ma tifosi di tantissime squadre, e soprattutto della nazionale, vogliono che il capitano romanisti torni a guidare l'Italia. Marcello, fai questa benedetta telefonata. E poi, ricambio generazionale...please.
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2 milioni di euro per 15 settimane. Inizia l'avventura di Hiddink ai Blues. Ma Roman vuole Carlo Ancelotti.

(Guus Hiddink nuovo tecnico "part-time" del Chelsea)


Sarà Guus Hiddink il nuovo tecnico del Chelsea (due milioni di euro per 15 settimane)...ma nella qualità di traghettatore ed, infatti, guiderà i "Blues" solamente fino a fine stagione. E' lo stesso olandese, attualmente selezionatore della nazionale russa, ad annunciarlo. Poi, al termine di questa stagione, il patron Roman Abramovich potrà sferrare l'attacco a Carlo Ancelotti, obiettivo numero uno del presidente del Chelsea. Magari...usando Drogba come merce di scambio...

La prossima settimana il ct della nazionale russa Guus Hiddink assumera' l'incarico di allenatore del Chelsea fino alla fine della stagione, guadagnando la bellezza di due milioni di europeo per quasi quattro mesi di lavoro. Questo il compenso che sarà elargito dal ricco padrone del Chelsea al tecnico olandese. E' stato proprio lui, Guus Hiddink, a regalare lo scoop, annunciando di aver concluso l'accordo con la società londinese. Ed ha poi aggiunto: "una settimana di tempo non basta certo a preparare una squadra, ma questa e' una situazione eccezionale". Un profondo conoscitore di calcio e di tattica come lui non potrà che far bene ad una squadra apparsa in seria difficoltà, quando alla guida, fino a qualche ora fa, c'era Felipe Scolari. Il tecnico olandese, che nel frattempo guida la Russia, ha in programma di assistere all'incontro valido per il quinto turno di FA Cup, che il Chelsea giochera' sabato contro il Watford, proprio per iniziare a fare conoscenza dei suoi nuovi giocatori. Questa, dunque, la scelta di patron Roman, che affida le chiavi del suo bolide (tra pochi giorni atteso dalla doppia impegnativa sfida di Champions con la Juventus) ad un grande esperto di calcio e di ambienti, avendo girato mezzo mondo. Ma, l'accordo è fino a fine stagione. Dunque, poi toccherà sempre al presidente "paperone" trovare colui che avrà il difficile incarico di aprire un nuovo ciclo di successi al Chelsea. Obiettivo numero uno, il rossonero Carlo Ancelotti, molto probabilmente alla fine della sua avventura in rossonero. E la chiave che potrebbe azionare tutto il meccanismo è l'attaccante ivoriano Drogba (pupillo del "nemico" Mourinho e obbiettivo dell'Inter), il quale potrebbe essere usato come merce di scambio per arrivare al mister di Reggiolo. Fantacalcio? Staremo a vedere...
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(Video) Caduta fatale per Jeremy Lusk. Muore un campione del motocross


(le immagini dell'incidente, fatale, occorso a Jeremy Lusk)


La caduta, il conseguente trauma cranico, e purtroppo non ce l'ha fatta. Si spegne, a soli 24 anni, una delle fiamme più luminose del panorama internazionale, per quanto riguarda il motocross, specialità "freestyle". In Costa Rica, muore lo statunitense JEREMY LUSK, campione indiscusso di questa disciplina. Il decesso, in sostanza, è stato causato dalle conseguenze di un trauma cranico riportato in seguito ad un atterraggio venuto male mentre eseguiva figure acrobatiche (un back flip) nel corso di una manifestazione dedicata agli sport estremi. Ieri la morte, dopo dopo essere entrato in coma, stato causato dall'incidente avvenuto durante l'evento.
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"E' incedibile, fa parte del nostro progetto". Bruno Conti "lega" Aquilani alla Roma

                                          (Bruno Conti, DT della Roma)


Nonostante tutte le critiche ricevute, i fischi dei tifosi (durante la gara con il Genoa) e i pochi minuti ai quali ormai lo ha abituato Luciano Spalletti, Aquilani "fa parte del progetto Roma". Ad affermarlo, a caratteri cubitali, è il Direttore Tecnico giallorosso, BRUNO CONTI,  il quale ribadisce la piena fiducia della società capitolina nei confronti del centrocampista.

"E’ incedibile, fa parte del nostro progetto". Più chiaro di così. A Trigoria, quindi, nessun dubbio sul futuro, alla Roma, di Alberto Aquilani, oggetto di pesanti critiche in questo periodo, che ne avevano messo in dubbio la permanenza in giallorosso. Nel quartier generale romanista, sono tutti convinti che il punto d’incontro trovato sul nuovo contratto sia ancora valido. A capo di questa corrente positiva c'è il DT Bruno Conti, il quale ha ribadito la sua totale fiducia su un futuro ancora in giallorosso del giocatore (lanciato nelle giovanili romaniste proprio dall'ex bandiera della Roma): "Non abbiamo nessun dubbio su Aquilani, ha la nostra totale fiducia, non è sul mercato, è il nostro futuro, rimarrà con noi ancora a lungo e lui non ci ha mai manifestato l’idea di volersene andare". Ma gli ultimi avvenimenti potrebbero aver cambiato un po’ le carte in tavola. Il ritorno in campo del centrocampista, dopo il terzo infortunio rimediato in tre stagioni, non è stato e non è dei più semplici. Difficile recuperare il terreno perduto e tornare ad essere un perno importante del settore nevralgico giallorosso, che sembra ormai delineato in maniera chiara e definitiva. In aggiunta a questo, Aquilani sta prendendo atto con profonda amarezza degli umori della gente romanista, ormai distante e fredda nei confronti del calciatore (i fischi sono stati l'ultimo atto di questo mutato atteggiamento verso di lui) . Insomma, nonostante le parole di Brunetto, rimaniamo abbastanza scettici sul futuro a Roma del ragazzo, ma nel calcio tutto è possibile e basta una scintilla per far tornare il sorriso al giocatore e riguadagnare l'affetto del popolo giallorosso.
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