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Calcio, Zidane chiude il tormentone: "Kakà ha già firmato per il Real"

Zidane chiude la telenovela KakàIl tormentone Kakà ancora non è finito. In un senso o nell'altro, che resti, o venga ceduto, ancora dobbiamo aspettare. Ma se il presidente rossonero, Silvio Berlusconi afferma che occorre aspettare lunedi, e se i tifosi ancora sperano in un ripensamento del brasiliano, che farebbe il paio con quello già clamoroso accaduto a gennaio (quando l'attaccante milanista rifiutò un'offerta clamorosa del Manchester City), arriva dal calciatore del quale sarà successore al Real, l'ufficialità dell'accordo raggiunto: "Kakà ha già firmato per il Real".

Ecco le parole di Zinedine Zidane, ambasciatore del club presieduto da Florentino Perez. L'ex capitano della nazionale francese ha parlato a Roma, in occasione della conferenza stampa per la presentazione dell'"Au revoir" dell'ex giallorosso Vincent Candela (che ci sarà domani sera all'Olimpico). Ad una domanda sulla situazione dell'affare con il club rossonero Zizou ha confermato la chiusura dell'accordo: "Sarei contento se prendesse il mio numero, il 5, non sarei geloso". Insomma, non sarà ufficiale ma Kakà è del Real, i tifosi si mettano l'anima in pace. Questa è l'investitura ufficiale di un ex campione del Real al suo successore. Più di così...
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Calcio, Inter: Mourinho prepara la "lista della spesa": "Un difensore, un centrocampista e un attaccante"

Mourinho chiede rinforzi a MorattiCampionato finito, è tempo di bilanci e di programmare la prossima stagione. Per quanto riguarda il primo punto, se in ambito nazionale è stato trionfo, in Europa è invece stato chiaramente un flop e allora serve qualche puntello a una rosa già importante. Passando, dunque, alla seconda questione, è tempo di mercato e di trovare i calciatori giusti per dare quel più all'Inter che le è mancato in ambito europeo. La coppia Milito-Motta, arrivata dalla Genova rossoblu, ha soddisfatto solo parzialmente Josè Mourinho che non si accontenta e chiede qualche altro acquisto: "Servono ancora tre giocatori: un difensore, un centrocampista e un attaccante".

Al termine della riunione con Moratti il tecnico di Setubal, ai microfoni di Telelombardia ha scherzato sul contratto lasciandosi scappare una battuta su Carvalho, che è dichiaratamente un suo pupillo: "Il mio contratto? Nessun aumento. Carvalho? Vediamo...". Se abbiamo individuato il difensore, permangono dubbi sul centrocampista e sull'attaccante che potranno far parte dell'Inter la prossima stagione. Per il reparto mediano si fa strada, oltre a Deco, in partenza dal Chelsea, in lizza per vestire la maglia nerazzurra ci sarebbero anche Elano e il viola Felipo Melo, come ammesso dal suo agente Josè Baster: "Il contatto con l'Inter c'è stato". Passando all'attacco, mentre è attualmente in stand by l'operazione Arnautovic, nelle ultime ore si sta facendo largo il nome di Cassano, il quale potrebbe anche approvare la soluzione e fare il gran salto, visto che l'arrivo di Del Neri alla Samp non ha sicuramente trovato il sorriso del barese. Insomma, siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma sicuramente arriveranno tre stelle, per accontentare ancora una volta lo Special One. Papà Moratti è sempre pronto a sborsare...
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Calcio, Roma: Spalletti-Sensi, il matrimonio prosegue

Spalletti-Sensi, il matrimonio prosegueScongiurato il Capello bis (vi ricordate il No alla Juventus e poi la fuga di notte a Torino?), Luciano Spalletti doovrebbe essere ancora, almeno fino alla scadenza del contratto (giugno 2011), il timoniere della corazzata romanista. L'incontro con i vertici aziendali e con la bella Rosella Sensi ha portato al chiarimento richiesto dallo stesso tecnico toscano, e alla comune intenzione di proseguire il "matrimonio" professionale in giallorosso. Luciano Spalletti e la Roma di Rosella Sensi vanno avanti insieme: niente Juventus, come era stato paventato negli ultimi giorni.

Dopo oltre due ore di vertice, Spalletti ha rotto gli indugi e confermato il rispetto del suo contratto con il club, che ha la scadenza al 30 giugno 2011. Il tecnico ha ricevuto rassicurazioni anche per la campagna acquisti e la competitività della squadra per il futuro: si chiude, così, un caso che aveva tenuto in ansia tutto l'ambiente romanista. Nel mezzo della riunione si è parlato anche del futuro societario e Spalletti è stato tranquillizzato sulla solidità della Roma, cui adesso la Sensi e i suoi collaboratori si dedicheranno senza sosta nella speranza di risolvere al più presto la situazione. Se son Roselle... Fioranelli...questo è il nostro pensiero e permettemi il "brutto" gioco di parole...
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Calcio, Juventus: D'Agostino completa la tripletta bianconera

D'Agostino è il terzo colpo bianconeroGaetano D'Agostino. E' lui il terzo colpo dell'effervescente mercato bianconero. Dopo aver messo a segno l'operazione che ha portato al si del fuoriclasse brasiliano del Werder Brema, Diego, e dopo il ritorno a Torino di Fabio Cannavaro, svincolatosi dal Real Madrid, è in arrivo a Corso Galileo Ferraris, dall'Udinese, il forte centrocampista romano.

La maglia resta quella, bianconera, ma il salto è bello e importante e corona alla grande la stagione fantastica vissuta dal giocatore dell'Udinese. Possiamo dire che si attende solamente "il nero su bianco": Gaetano D'Agostino è ormai un giocatore della Juventus. Il mediano raggiunge i torinesi in cambio di 8 milioni in contanti e delle comproprietà di Paolucci (quest'anno al Catania) e di Lanzafame (al Bari). Per il giocatore un triennale. D'Agostino, ora a Coverciano con la Nazionale, risponde con calma e serenità, frenando facili entusiasmi: ''Con Ferrara non ho ancora parlato, ci siamo scambiati solo qualche battuta, entrambi aspettiamo l'ufficialità''. Ma l'operazione è di fatto conclusa, e il giocatore esce così da un mercato che lo ha visto avvicinato da più di un club importante: ''Ho fatto una buona stagione, forse la migliore in assoluto della mia carriera - ha continuato D'Agostino- mi hanno detto che ci sarebbe stato anche l'interesse dell'Inter, si tratta di un altro grande club, ma mi pare di capire che la Juve abbia fatto qualcosa di piu' per arrivare al sottoscritto''. Complimenti alla Juve, un altro tassello importante per rendere di nuovo grande la Signora.
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Calcio, Messi come Maradona? La "pulce" ha le idee chiare: "Di Diego ce n'è uno solo"

Messi come Maradona?E' stato uno dei protagonisti della finale di Champions, nella quale ha messo la sua firma prestigiosa realizzando la rete della sicurezza e del defnitivo tracollo inglese, ma soprattutto sarà uno dei leader dell'Argentina di Maradona che deve riscattare la pesante sconfitta boliviana (1 a 6 a La Paz) e riprendere la marcia verso i Mondiali del Sudafrica. La "pulce" blaugrana, Lionel Messi, fantastico campione del Barcellona di Guardiola, chiusa in maniera trionfale la stagione con il club catalano (Campionato, coppa nazionale e Champions), ora può dedicarsi alla Seleccion e al suo mister tanto amato, Dieguito.

Nel ritiro biancoceleste tie­ne banco l’ardito para­gone tra Diego e Messi che, dopo un 2009 pazzesco, si candida per i premi più succosi di fine anno: Pallone d’Oro e Fi­fa World Player. Il piccolo attaccante argentino ha le idee stremamente chiare sulla questione: "Ritengo sia una mancanza di rispetto nei confronti di Maradona ogni tipo di paragone. Di Diego ce n’è stato uno solo e nessun altro potrà mai pen­sare di arrivare ai suoi livel­li. Per me è un privilegio la­vorare con lui nella Selec­ciòn e cercare di imparare il massimo". Una dichiarazione di grande professionalità e di rispetto verso un campione, Diego Armando Maradona, che sicuramente non può essere paragonato a nessuno dei giocatori in circolazione. Un fenomeno del calcio che nasce ogni cent'anni e forse più. Ma Messi ha delle doti che, indubbiamente, lo inseriscono tra i grandi fuoriclasse del calcio moderno. Fantasia, velocità, serpentine pazzesche con la palla incollata al piede, ottimo finalizzatore. Questo è Messi, il quale nel momento di massimo splendore preferisce restare al­l’interno del suo mondo che sabato lo chiama alla parti­ta della riscossa contro la Colombia. L’attaccante, però, indossa con disinvoltu­ra le vesti del leader ed esprime le sue preferenze: "Mi piace un attacco composto da me, Aguero e Tevez. Le due vol­te che abbiamo giocato in­sieme abbiamo vinto e ci sia­mo trovati bene. Si tratta di un tridente che, a dispetto delle misure, è ugualmente grande perché garantisce un altissimo livello tecnico". Qualsiasi giocatore scenderà in campo, l'Argentina deve assolutamente vincere per non lasciarsi risucchiare nella pancia di una classifi­ca che garantisce il Mondia­le sudafricano diretto sol­tanto alle prime quattro. La Selecciòn, dopo lo schiaffo di La Paz, si trova al confine dietro a Pa­raguay, Brasile e Cile e quindi tra sabato con la Co­lombia e mercoledì a Quito con l’Ecuador è condannata a centrare il bottino pieno per non perdere il treno che porta ai Mondiali del prossimo anno.
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Berlusconi se la prende con Ancelotti: "In Champions grazie a me". Poi chiude su Kakà

Una tempesta su Ancelotti, dal suo ex Presidente. Inaspettata, ma dalla grande risonanza, esplode la furia di Silvio Berlusconi. Arriva, dagli studi di Mattino 5, lo sfogo del numero uno del club di Via Turati. Parole di fuoco per l'ex allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ora a Londra al Chelsea di Roman Abramovich. La critica riguarda essenzialmente due aspetti: la tattica usata durante la stagione e lo scarso utilizzo di uno dei fuoriclasse milanisti, il brasiliano Ronaldinho: "Il Milan quest'anno non ha giocato con la tattica di gioco suggerita dal suo ex presidente, lo ha fatto solo nell'ultima partita che ci ha permesso di conquistare la Champions -è sbottato Berlusconi- abbiamo campioni come Ronaldinho che giocavano in una partita gli ultimi 20 minuti e questo ha causato anche una caduta di morale nel giocatore". "Il biglietto viene pagato per vedere Ronaldinho in tutta la partita -ha continuato il patron milanista- anche se lui riesce a fare bene anche in 20 minuti ma e' meglio che in campo ce ne sia 90''.

Una critica dura, aspra, che colpisce in pieno Ancelotti. In attesa di una risposta del mister di Reggiolo, riportiamo anche le ultime parole di Berlusconi, che hanno riguardato la vicenda Kakà: "Il Milan ha una sua filosofia, vuole che resti chi e' convinto di rimanere davvero, ma se poi arrivano offerte che il Milan non puo' fare, come accadde con Shevchenko. Il mondo del calcio ha registrato l'ingresso dei petroldollari - ha aggiunto - i compensi dei calciatori hanno raggiunto livelli che e' giusto definire folli e un club non puo' arrivare a livelli di societa' che hanno risorse che gli sgorgano sotto i piedi o di altre che hanno un sistema fiscale piu' vantaggioso, come in Spagna".
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