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(video gol) Coppa Italia: Juventus-Lazio 1-2. I biancocelesti volano in finale. Per Ranieri e la Signora è fallimento totale


(Juventus-Lazio 0-1. Splendido interno destro di Zarat, Buffon vola ma non ci arriva)


(Juventus-Lazio 1-2. Kolarov firma il raddoppio biancoceleste con un sinistro deviato dalla difesa bianconera. Buffon è battuto per la seconda volta)


(Juventus 1-Lazio 2. Del Piero, orgoglio bianconero. Sul cross di Camoranesi, il capitano juventino stoppa di petto e conclude di sinistro. Gran gol)

JUVENTUS: Buffon, Grygera, De Ceglie Marchisio, Ariaudo, Mellberg, Marchionni (1'st Camoranesi), Tiago, Giovinco (1'st Nedved), Trezeguet, Iaquinta (15'st Del Piero). A disp.: Chimenti, Legrottaglie, Molinaro, Poulsen. All.: Ranieri.
LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Kolarov, Brocchi (10'st De Silvestri), Ledesma, Foggia (17'st Mauri), Matuzalem (26'st Dabo), Zarate, Rocchi. A disp.: Carrizo, Cribari, Meghni, Del Nero. All.: Rossi.
ARBITRO: Rizzoli di Bologna.
MARCATORI: 37'pt Zarate, 7'st Kolarov (L), 18'st Del Piero (J).

Lo scudetto è distante dieci punti e, a meno di miracolose rimonte, è già pronto per colorarsi di nerazzurro. La Champions è saltata, così come per le altre italiane, nella tripla sfida italo-inglese, in questo caso contro il Chelsea di Hiddink. Ora, con il due a uno subito dalla Lazio, appena pochi minuti fa, e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia (andata, stesso risultato, all'Olimpico di Roma), il fallimento della stagione juventina è totale e Ranieri, nonostante le smentite di Cobolli Gigli, non è più sicuro della conferma sulla panchina juventina. Inoltre, si avvera, anche se era diretta al Milan e alla Roma, la profezia del "Mago" Mourinho. Il famoso "titoli zero" che ha fatto il giro del mondo trova realtà questa sera e si appiccica in maniera indelebile alla Juve. Bianconeri imbarazzanti per larghi tratti, sicuramente non la squadra che abbiamo ammirato tante volte, quella capace di imprese impossibili. Merito, soprattutto, di una Lazio davvero trasformata (dal derby). Ancora a segno Zarate, con un gol straordinario, e poi Kolarov (fortunato) con un tiro deviato. la Juventus reagisce con l'unico campione vero che non tramonterà mai: Alessandro Del Piero. Domani sera si saprà l'altra semifinalista, nel match tra Samp e Inter, si parte dal tre a zero blucerchiato dell'andata.
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Fiorentina. Semioli replica ai tifosi viola: "Lo striscione ci da' carica"

(Franco Semioli promette ai tifosi un finale di stagione importante)
Semioli risponde ai tifosi violaLo striscione esposto, qualche giorno fa, dalla "Curva Fiesole", la frangia più "accesa" dei tifosi viola (amareggiati per la deludente prestazione della Fiorentina in quel di Udine e per qualche "serata in discoteca" di troppo), ha smosso un pò le acque, rendendole agitate a pochi giorni dal match clou con la Roma di Spalletti, altro toscanaccio che arriverà a Firenze da avversario, deciso a strappare preziosi punti Champions alla squadra di Prandelli.

A replicare ai supporters viola e ad assicurare massimo impegno, per questo finale di stagione, è uno dei calciatori viola, l'ex giocatore del Chievo Franco Semioli, una delle colonne di questa squadra, che risponde in merito allo striscione antidiscoteca: "ci da' la carica per riscattarci dopo la sconfitta di Udine". E' l'analisi lucida e chiara dell'ex giocatore clivense, ora uno dei punti di forza di questa Fiorentina che vuole riprendersi dopo la débacle friulana (3 a 1 per i bianconeri di Marino). Non si tira affatto indietro il centrocampista di fronte allo striscione affisso dagli ultras viola ("Vergogna! Pretendiamo rispetto per la nostra città. Basta discoteche e piu' serietà''): "E' normale che il tifoso sia arrabbiato dopo la figuraccia di Udine, ma anche noi sappiamo di aver perso una grande occasione, ora ci aspettano 6 finali e non dobbiamo fallirle".
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Coppa Italia, Juventus-Lazio: Bianconeri chiamati alla rimonta. O sarà "titoli zero"

(Claudio Ranieri, tecnico della Juventus)
Claudio Ranieri in bilicoSe la Juventus non vuole terminare la stagione con "titoli zero", e dare, così, ragione a Mourinho e alla sua "polemica" previsione, stasera deve impegnarsi, e parecchio, all'Olimpico di Torino, per rimontare, nella semifinale di ritorno della Coppa Italia Tim, una Lazio cmpletamente rinata, dopo un periodo di appannamento e strigliate furenti del presidente Lotito, grazie ai due successi consecutivi, ottenuti nel derby e nella trasferta ligure, al Ferraris col Genoa. Da Coppa snobbata, la cara Coppa Italia assume una valenza importante soprattutto per i bianconeri, che hanno fallito in Champions e che, ormai, hanno praticamente detto addio anche allo scudetto (dieci punti di svantaggio dall'Inter sono decisamente troppi da rimontare). Ma non sarà importante solo per la Juventus e Ranieri (in bilico la permanenza a Torino, nonostante le smentite ufficiali), ma anche per i biancocelesti e il loro tecnico, Delio Rossi. Il feeling tra l'allenatore laziale e l'ambiente societario non sembra più idilliaco come qualche mese fa. Dunque, sarà importante dare il massimo, senza pensare a cosa sarà ma solamente ad ottenere il pass per la finale, nella quale giocarsi le proprie possibilità di vincere il trofeo.

Come abbiamo detto, la Lazio arriva all'appuntamento con sei punti conquistati, in campionato, nelle ultime due giornate, mentre la Juventus è reduce da un punto in due gare (sette reti subite, soprattutto) e soprattutto dalle polemiche nate dai cori razzisti a Balotelli, che hanno portato il giudice Tosel alla decisione di far giocare a porte chiuse i bianconeri, nel prossimo impegno di campionato (contro il Lecce, ndr). Momenti, dunque, differenti, quelli vissuti dalle due società, e dalle squadre, ma la voglia di vincere è uguale da entrambe le parti. Ranieri assicura impegno massimo: "La Coppa Italia è un nostro obiettivo e vogliamo raggiungerlo - ha detto il coach della Juventus - Ma pensiamo al presente: prima dobbiamo arrivare in finale". Contro un'avversaria tosta: "Affronteremo un'avversaria molto carica che quest'anno ha avuto un andamento altalenante. Veniva da tre sconfitte di fila, ma poi ha vinto il derby e ha espugnato il campo del Genoa, riuscendo a fare la partita che non è riuscita a noi la settimana scorsa. Sarà sicuramente una gara difficile e combattuta. Ho visto la partita di Marassi: hanno giocato bene, aggredendo l'avversario, con un po' di fortuna nei momenti iniziali in cui Muslera ha salvato il risultato. Sono una squadra in forma, sarà una partita difficile, molto combattuta, ma siamo pronti. Mourinho vuole incontrarci in finale? Intanto battiamo la Lazio, poi vedremo". Queste le parole di Ranieri, a poche ore da una sfida, nella quale dovrà fare a meno di molte pedine importanti, soprattutto in difesa. Legrottaglie è in dubbio (febbre), Grygera ha qualche acciacco, mentre Chiellini dovrà restare per quasi un mese, e Zebina non è stato neanche convocato. Spazio, dunque, a Mellberg, mentre se non recupera Legrottaglie, sarà Ariaudo il compagno dello svedese nel ruolo di centrale. In zona mediana, invece, è il ceko Nedved a mettere in ansia Ranieri. Rientra Camoranesi; Tiago e Marchisio saranno i centrali di centrocampo. In attacco capitan Del Piero e Vincenzo Iaquinta saranno la coppia-gol chiamata a far male alla difesa degli aquilotti. Amauri ancora out, Trezeguet è costretto all'ennesima panca di questa stagione tormentata.

(Delio Rossi, mister biancoceleste)
Delio Rossi carica la Lazio
Passando a Formello e dintorni, Delio Rossi anche non è sicuro della conferma per la prossima stagione, e la vittoria della Coppa Italia (che sarebbe la quinta per la società biancoceleste) potrebbe essere il punto decisivo, a favore del tecnico romagnolo, per fugare qualsiasi dubbio nato nella testa del presidente Claudio Lotito. Ecco cosa ne pensa il mister laziale: "Con la Juventus sarà una partita delicata ma non l'ultima dell'anno - ha detto- . Quindi non si può dire che si tratta di una partita che salva la stagione, i bilanci si fanno alla fine, quelli parziali non contano. Questa partita vale per la Lazio, non per il mio futuro. Non credo che si possa legare il futuro di un tecnico a una partita. Bisogna guardare l'andamento nel lungo periodo, altrimenti è sbagliata qualunque valutazione. Io comunque voglio restare. A Roma sto bene anche perchè è una città solare e a me non piacciono quelle tristi. Per questo non andrò mai ad allenare in certe piazze all'estero". Insomma, voglia di Lazio e della capitale, per delio Rossi, ma i conti si fanno in due e, quindi, occorrerà aspettare la fine del campionato per capire se sarà ancora lui, il prossimo anno, a guidare la Lazio. Intanto, c'è da difendere il due a uno dell'andata, ma Rossi non vuole una mentalità "da pareggio": "Dobbiamo giocare partendo dal presupposto che è come se fossimo sullo 0-0 . Questa è una partita secca, non conta l'andata, è una gara come il derby, come la trasferta di Genova e va giocata con quella stessa intensità. Loro saranno arrabbiati, ci terranno tantissimo, sono abituati a vincere e sono superiori a noi ma io voglio che la Lazio giochi da Lazio". Pochi dubbi di formazione. Pandev infortunato, la coppia d'attacco sarà composta da Rocchi e Zarate (due gol nelle ultime due gare, di cui l'ultimo decisivo per il successo in terra genovese), l'interrogativo principale è: Mauri o Foggia? Il tecnico deciderà sulla sirena. Di una gara che si annuncia vibrante. Godiamocela, manca poco...
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Freccia Vallone: Rebellin brucia tutti. E domenica c'è l'attesa Liegi-Bastogne-Liegi

(Davide Rebellin brucia tutti e si aggiudica la Freccia Vallone)
Terza Freccia Vallone in carriera per RebellinPrimo successo italiano nelle "Classiche 2009" e terzo in carriera (su questa pista) per Davide Rebellin. Il 37enne della Diquigiovanni-Androni Giocattoli trionfa alla Freccia Vallone.

Nessuno è riuscito a resistere al ciclista di San Bonifacio (provincia di Verona). Sul muro di Hoy, con uno scatto bruciante l'atleta italiano (medaglia d'argento lo scorso anno alle Olimpiadi di Pechino), dopo quasi 200 km di corsa sulla Freccia Vallone, ha beffato sia il lussemburghese Andy Schleck (Saxo), che il connazionale Damiano Cunego (Lampre) negli ultimi duecento metri di una gara entusiasmante e ha ottenuto il trionfo finale e gli applausi della gente. Ora tutti in trepidante attesa: domenica ci sarà, infatti, un'altra Classica, la Liegi-Bastogne-Liegi.
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Formula 1, Schumacher: "E' una situazione difficile, ma non molliamo"

(Schumacher suona la carica in casa Ferrari)
Schumacher suona la caricaLa Formula Uno, ma soprattutto la Ferrari nel sangue. Il Cavallino non ha più il suo grande condottiero in pista (ma ancora legato da una sorta di collaborazione "dietro le quinte"), Michael Schumacher, ma l'ex pluricampione della scuderia di Maranello (sette titoli in carriera e cinque con la scuderia romagnola) non dimentica la "rossa" soprattutto in questo momento di grande difficoltà. E' vero, siamo ancora all'inizio, le gare da disputare sono tante, ma erano 28 anni che non si registravano un così deludente avvio di stagione (zero punti in tre gran premi). Proprio in questi momenti è fondamentale l'affetto e l'abbraccio sincero di un grande "pezzo" della Ferrari come lo è stato il tedesco, che cerca di suonare la carica.

"Riconosciamo che la situazione è complicata, ma non molliamo". Schietto come sempre, Michael Schumacher analizza il difficile momento della Ferrari e non si nasconde dietro facili giri di parole. Anzi, va dritto al sodo. E' sotto gli occhi di tutti che i problemi ci sono, l'avvio è stato negativo, i risultati scarseggiano, dunque bisogna rimboccarsi le maniche e impegnarsi per uscire fuori da questa situazione al più presto: "La Ferrari non e' mai morta in passato, non dovete darla per finita", ha dichiarato Schumi all'agenzia tedesca Dpa, suonando la carica e cercando di portare una ventata d'aria positiva in tutto il box della Ferrari. Il campione tedesco ha poi aggiunto: "Questo e' anche il bello della Formula 1; non c'e' tempo per la frustrazione, bisogna guardare avanti". Guardare avanti, sempre. Fondamentale.
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Mourinho difende Balotelli e ammette: "Il razzismo? Ovunque, non solo a Torino"

Un'altra voce emerge in queste ore e interviene sul caso Balotelli. E' quella di Josè Mourinho, allenatore del giovane attaccante, "colpito" da vergognosi cori razzisti. Il tecnico portoghese non esita neanche un istante e si schiera immediatamente dalla parte del giovane "colored".

Un Mourinho, come sempre, molto deciso. Il coach nerazzurro passa con grande semplicità dalla difesa all'attacco, nelle ultime dichiarazioni rilasciate in queste ore. Infatti, dopo essersi subito posto a protezione del ragazzo, rivolge parole di fuoco a tutti coloro che se la prendono con il giocatore per il suo modo di fare in campo durante le partite e, in particolare, per i suoi "giochini": "Quello che non mi piace di lui è che discuta una decisione di un arbitro o magari prenda un giallo perché alza un braccio. Se poi gli avversari si arrabbiano perché prende la palla, segna e non ha paura di nessuno, non posso farci nulla". I cori razzisti? "Li ho sentiti anche altrove, non solo a Torino. Mi spiace per la punizione alla Juve".
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(video gol) Liverpool-Arsenal 4-4. Girandola di emozioni ad Anfield. Super Arshavin, il folletto russo ne fa quattro ma non basta


(highlights di Liverpool-Arsenal 4-4)

LIVERPOOL (4-2-3-1): Reina ; Arbeloa, Carragher, Agger, Aurelio; Xabi Alonso, Mascherano, Kuyt (86’ El Zhar ), Benayoun, Riera (74’ Babel ); Torres . A disposizione: Cavalieri, Skrtel, Dossena, Lucas, N’Gog. All. Benitez.
ARSENAL (4-2-3-1): Fabianski ; Sagna, Tourè, Silvestre, Gibbs; Song, Denilson, (65’ Walcott); Nasri, Fabregas, Arshavin; Bendtner (90’ Diaby ). A disposizione: Mannone, Ebouè, Ramsey, Vela. All.: Wenger.
MARCATORI: 36’, 67, 70', 91' Arshavin (A), 49’, 72' Torres, 56′, 93' Benayoun (L).

Il "folletto" di San Pietroburgo è il grande protagonista dello spettacolare 4 a 4 tra Liverpool e Arsenal, all'Anfield Road. Un Arshavin da leggenda è autore del poker di reti siglate dai Gunners (35', 68', 70' e 90'); quattro marcature che, tuttavia, non bastano ai ragazzi di Wenger per domare l'orgoglio e il carattere della compagine rivale. Il Liverpool, infatti, non molla mai e recupera la gara, posticipata per l'impegno di Fa Cup dell'Arsenal . All'ex stella dello Zenit rispondono con due doppiette Torres (49' e 73') e Benayoun (56' e 93'). Con questo pareggio, strappato con i denti, il Liverpool agguanta in testa, a quota 71 punti, il Manchester di Alex Ferguson, che però deve ancora recuperare due gare.

Premier League: i risultati della 33.a giornata

Aston Villa-West Ham 1-1

Chelsea-Everton 22/04/

Liverpool-Arsenal 4-4

Manchester City-West Bromwich 4-2

Middlesbrough-Fulham 0-0

Portsmouth-Bolton 1-0

Stoke City-Blackburn 1-0

Sunderland-Hull 1-0

Tottenham-Newcastle 1-0

Wigan-Manchester Utd 13/05/

Classifica
Liverpool 71; Manchester Utd 71; Chelsea 67; Arsenal 62; Aston Villa 54; Everton 52; West Ham 45; Fulham 44; Tottenham 44; Manchester City 41; Wigan 41; Stoke City 39; Bolton 37; Portsmouth 37; Sunderland 35; Blackburn 34; Hull 34; Middlesbrough 31; Newcastle 30; West Bromwich 25
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