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(highlights) Champions League: Barcellona-Chelsea 0-0. Barricate blues, i catalani non sfondano. Si deciderà a Londra

Link: Barcelona vs Chelsea highlights


(highlights di Barcellona-Chelsea 0-0)

IL TABELLINO:
Barcellona:
Valdes, Dani Alves, Marquez (7'st Puyol), Piquè, Abidal, Tourè, Xavi, Iniesta, Henry (42'st Hleb), Messi, Eto’o (32'st Bojan). A disp.: Jorquera, Gudjohnsen, Keita, Sylvinho. All.: Guardiola.
Chelsea: Cech, Alex, Ivanovic, Terry, Bosingwa, Essien, Ballack (46'st Anelka), Lampard (26'st Belletti), Malouda, Obi, Drogba. A disp.: Hilario, Di Santo, Kalou, Mancienne, Stoch. All.: Hiddink.
Arbitro: Stark (Germania).
Ammoniti: Alex, Ballack (C), Tourè, Puyol (B).

Si chiude sullo zero a zero l'andata della prima semifinale di Champions. Al Nou Camp, il muro londinese, eretto dai Blues di Guus Hiddink, soffoca perfino la fantasia e tecnica blaugrana e neanche il temibile trio d'attacco del Barcellona di Pep Guardiola riesce a trovare lo spunto vincente. Sarà Cech, comunque, il migliore in campo, per la sua bravura nei pochi momenti importanti del match, serata non positiva invece per Messi, ben controllato da Bosingwa, l'arma tattica schierata dal tecnico olandese. Emozioni al contagocce, prevale la tattica e solo nella sconda parte di gara, fatta eccezione per un'occasione importante capitata a Drogba nel primo tempo (su svarione difensivo di Marquez), arriva qualche spunto importante di cronaca. Ci prova Eto'o ma è bravo Cech a deviare di piede, il giovane e talentuoso Krkic da pochi centimetri sbaglia di testa un gol già fatto. Zero a zero, tutto rinviato al ritorno in terra inglese. Domani, sempre per restare in tema, c'è l'attesissimo derby britannico tra Manchester United e Arsenal. Speriamo sia più emozionante.
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Doping: Rebellin è l'azzurro positivo ai controlli. Bruseghin: "Non ci credo"

Rebellin positivo all'epoIncredibile. Dopo avervi dato notizia della scoperta di sette casi di positività, relativi ai giochi di Pechino 2008, tra i quali anche un italiano, ora siamo a conoscenza dell'atleta. Niente di meno che il ciclista Davide Rebellin, medaglia d'argento nella prova su strada alle ultime Olimpiadi. La notizia ha sconvolto l'ambiente azzurro.

Immediate le reazioni, e le prime arrivano proprio dai compagni di squadra di quella fantastica prova olimpica, nello specifico da Marzio Bruseghin: "Se fosse stato un talento artificiale, non avrebbe vinto prima e nemmeno dopo. Finchè tutto non sarà ben chiarito, mi avvalgo della facoltà di non crederci". Tanta perplessità nelle parole di uno dei cinque atleti che arrivarono secondi nella prova in linea durante le olimpiadi cinesi, e che ha poi aggiunto: "Ho tanta fiducia in lui, come uomo e corridore - dice all'Agenzia Italpress il 34enne corridore veneto - che anche fosse vero, mi sembrerebbe impossibile. Davide e' una persona di grande nobiltà, correttezza ed intelligenza, con una carriera lunga trent'anni, perche' vinceva sin da bambino. Mi sembra una cosa impossibile". Vi terremo aggiornati della vicenda, ma certo è che se fosse confermato sarebbe l'ennesima brutta figura del ciclismo e dello sport italiano.

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Pechino, Bufera doping sulle Olimpiadi del 2008. Sette atleti positivi, tra cui un italiano

Il doping torna a far paura. Dopo il caso di cocaina, recentissimo, che ha coinvolto Carrozzieri, calciatore del Palermo, trovato positivo ad un controllo mirato del Coni nel post-gara, la bufera delle "prestazioni alterate" sconvolge anche la manifestazione olimpica di Pechino 2008 (che si è svolta nella capitale cinese dall'8 al 24 agosto 2008).

Sette atleti sono stati trovati positivi ai nuovi test antidoping disposti dal Comitato Olimpico per le Olimpiadi concluse l'estate scorsa. Tra questi, c'è anche un azzurro. La sostanza incriminata sarebbe l'Epo di ultima generazione, il Cera, secondo quanto affermato dal Cio. Il Comitato Olimpico ha condotto i nuovi esami su 948 campioni dei circa 4mila analizzati all'epoca dei Giochi di Pechino. Una notizia che lascia un'amarezza profonda.
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Calcio, Serie A: Due turni a Langella. Balotelli e Stankovic out contro la Lazio

Come ogni settimana, sulla base dei referti arbitrali Giampaolo Tosel procede a squalificare i "cattivi" relativi al turno di campionato della Serie A appena trascorso. Questa volta, sono 12 i giocatori appiedati, dopo la quattordicesima giornata di ritorno del massimo campionato di calcio. Tra i provvedimenti presi dal giudice sportivo spicca lo stop di due turni inflitto a Langella (Chievo), con ammenda di 5.000 euro, per "Avere, al 47' del secondo tempo, a giuoco fermo, scalciato un avversario' e per essere tornato in campo a fine gara nonostante l'espulsione e aver rivolto 'All'arbitro un'espressione irrispettosa".

Questa la motivazione che ha portato alle due settimane di riposo "forzato" per l'ex giocatore di Cagliari e Atalanta. Fra gli allenatori, invece, un torno di stop al tecnico del Catania, Walter Zenga "per avere, al 45' del secondo tempo, rivolto espressioni ingiuriose nei confronti degli incaricati di organismi federali e della Lega nazionale professionisti".
Ecco la lista degli squalificati:

Due giornate
Langella (Chievo)

Una giornata
Bovo (Palermo)
Pizarro (Roma)
Sciacca (Catania)
Balotelli e Stankovic (Inter)
Donadel (Fiorentina)
Flamini (Milan),
Garics e Valdes (Atalanta)
Sanchez (Udinese)
Yepes (Chievo).

Ammende a società
Chievo euro 4000
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Roma, società contestata a Trigoria. Confronto tifosi-giocatori

Contestazione civile ma decisa a Trigoria. Come annunciato, oggi gli esponenti delle principali frangie del tifo romanista e tanti tifosi imbestialiti per le deludenti prestazioni del gruppo giallorosso si sono radunati nei pressi del quartier generale della società capitolina. Intorno alle 16 di oggi pomeriggio, 150 tifosi hanno raggiunto il centro sportivo "F. Bernardini", dove la squadra è in ritiro da lunedì (ricordiamo che la decisione del ritiro è stata una scelta unilaterale della società non approvata da tecnico e calciatori).

Amarezza, delusione, rabbia, un mix di emozioni negative che hanno trovato oggi espressione sonora nei cori, che hanno bersagliato principalmente la società ("Rosella vattene"), e in striscioni sempre indirizzati contro la famiglia Sensi. Una ventina di loro ha poi chiesto e ottenuto un confronto con i giocatori, che avrebbero dichiarato di essersi impegnati sempre al massimo. La Rosella giallorossa, amareggiata profondamente per le prestazioni della squadra e per tutto ciò che ne è conseguito e che agita sempre più le acque, ha risposto in maniera decisa: "Pretendo risposte professionali adeguate agli stipendi che la società paga. Essendo il bilancio ad ora amarissimo non escludo che la squadra possa restare in ritiro fino al termine della stagione. Anche il nostro allenatore in vista dei prossimi due anni di lavoro con noi, dovrà continuare ad interpretare il ruolo di motivatore ed educatore dimostrato nelle tre stagioni precedenti". Questo uno stralcio significativo delle parole del numero uno della Roma, dure ma giuste nei confronti dei giocatori e del mister toscano. Acque agitate dalle parti di Trigoria.
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Calcio. Mancini progetta un futuro all'estero: "No a Juventus e Milan"

Mancini si vede all'esteroLa voglia di tornare ad allenare è sempre più forte. Il "riposo forzato" (che in tanti vorrebbero) incomincia a stargli stretto. Ma, probabilmente, come afferma anche il diretto interessato, non sarà sulla panchina di una squadra del campionato italiano. Il no al calcio nostrano e, in particolare, alle big (Juventus e Milan) del calcio italiano e l'apertura ad una possibile esperienza fuori dai confini nazionali arriva dalla voce dell'ex tecnico interista, Roberto Mancini, tuttora in "vacanza": "Possibile che dall'anno prossimo io torni ad allenare. Ma all'estero".

Roberto Mancini si confessa così ai microfoni di Sky Sport 24. "Perchè all'estero? Dopo 30 anni in Italia è giusto fare un'esperienza diversa, questo è il momento opportuno- ha detto l'ex allenatore dell'Inter- Se direi di no a Juve o Milan? Sono grandi club, ma ad oggi sono soluzioni improponibili". Queste le parole del "Mancio", il quale comunque smentisce l'esistenza di trattative in corso: "Ogni volta esce che devo andare al Chelsea, al Bayern, al Real. Ma no, non c'è niente, neanche una trattativa al momento. E poi io sono ancora sotto contratto con l'Inter, devo prima risolvere questa situazione". 
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Calcio. Conte "chiama" la Juventus: "Pronto per una grande"

Conte pronto a dire di si alla Juventus
Il Bari vola verso la Serie A, e Antonio Conte, tecnico dei pugliesi, si propone per una "grande" del calcio italiano. Le voci che lo vogliono sulla panchina della Juventus (con Lippi direttore tecnico nel 2010), al posto dell'attuale tecnico Claudio Ranieri, sono sempre più insistenti.

"Il mio curriculum parla per me, da allenatore ho fatto cose importanti, sono in grado di allenare un grande club, senza tutor". Poi, una frecciata a Ranieri: "La rosa bianconera non è inferiore a quella dell'Inter". Insomma, l'ex giocatore bianconero, nonostante sia alla prima esperienza da allenatore, ha molto da dire sulla stagione vissuta dalla società torinese...che avrebbe potuto fare qualcosa in più: "La Juve non era la favorita per lo scudetto, ma a me è capitato con Lippi di non avere la squadra più forte sulla carta e poi di vincere" Poi, però, dopo il breve attacco, arriva la difesa e anche una battuta conciliante nei confronti del mister attuale: "La dirigenza e Ranieri hanno ripreso una situazione tragica, con una squadra che ripartiva dalla Serie B. C'è stata tanta buona volontà, magari è stato commesso anche qualche errore. Ma sono convinto che non serva molto per tornare a gioire". A chiusura dell'intervista, Conte torna a parlare del suo futuro e avverte coloro che storcono il naso sulla possibilità che sia pronto per il "salto": "Chi pensa che io non sia pronto per le big perché sono un tecnico giovane non capisce nulla di calcio. Chiunque può imporsi, se ha i risultati dalla sua. Io ora penso al Bari, ma se arrivasse una chiamata...". 
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