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"11 finali". Spalletti chiede un grande finale di stagione ai propri calciatori.

(Luciano Spalletti promette 11 finali ai tifosi giallorossi e carica i calciatori)
11 finali. Luciano Spalletti promette ai tifosi che ci sarà impegno massimo per raggiungere il quarto posto, ultimo utile per disputare la Champions League, il prossimo anno (previo superamento di un turno preliminare). E, dopo la promessa fatta ai supporters romanisti (accorsi a Trigoria per tributare un plauso ai giallorossi, nonostante l'eliminazione europea, subita ad opera dei Gunners) la richiesta va ai giocatori. "Giocare tutte le partite come se fossero gare di qualificazione alla Champions", questa è la richiesta dell'allenatore di Certaldo.

"Abbiamo le potenzialita' e dobbiamo assolutamente credere di poter arrivare quarti". Spalletti fa questa promessa alla folla di tifosi romanisti accorsi a Trigoria per tributare un grande elogio e manifestare il proprio affetto e calore nei confronti dei loro beniamini. La sconfitta di Champions ha lasciato amarezza per come è avvenuta (ai calci di rigore, dopo aver sfiorato il due a zero che avrebbe consegnato il passaggio del turno ai romanisti) ma il cuore mostrato dai calciatori giallorossi, autori di una grande prova, e quasi il miracolo contro l'Arsenal, viste le assenze e i giocatori in condizioni precarie, è piaciuto ai fans che hanno risposto con cori e striscioni di grande affetto, calore e vicinanza in un momento in cui è importante restare uniti per raggiungere il quarto posto. "D'ora in avanti noi - ha detto Spalletti - dobbiamo giocare tutte le partite del campionato che restano come fossero gare di qualificazione di Champions League. Per noi domani cominciano i ventiduesimi di Champions, visto che mancano 11 partite a fine stagione. La Samp ha una brutta classifica ma e' un'ottima squadra e dopo il Bologna avra' voglia di rivalsa". I tifosi, i calciatori e il tecnico: uniti per il quarto posto. Che, domani, passa già per la trasferta genovese...
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(video gol) Juventus - Bologna 4-1. Super "formica atomica". Show di Giovinco nella vittoria dei bianconeri. Doppietta per Alex Del Piero.


(Assist pazzesco di Di Vaio e rete di Mutarelli che, al 24', s'inserisce in area, tra i due centrali e, con un tocco maligno anticipa Buffon in uscita)


(Il pareggio della Juventus è firmato da Salihamidzic al 3' della ripresa. Gran colpo di testa sul primo palo, sugli sviluppi di un corner battuto da Giovinco. Nulla da fare per Antonioli)


(Punteggio ribaltato. Salihamidzic imposta, Iaquinta rifinisce e la "formica atomica", Sebastian Giovinco, trafigge Antonioli con un gran destro sul palo lontano. Splendido Giovinco, al 71')


(Il tris è del capitano Alex Del Piero, tre minuti dopo il due a uno del suo "erede". Assist di Salihamidzic per il numero dieci che rientra sul sinistro, manda a vuoto Terzi e batte ancora una volta il portiere rossoblu)


(Ancora Alex Del Piero. Doppietta per lui e quattro a uno per la Juventus contro un Bologna che è totalmente uscito dalla gara dopo aver subito il pareggio)

Juventus (4-4-2): Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Marchisio, Tiago (1' st Poulsen), Giovinco (44' st Daud); Del Piero (46' st Immobile), Iaquinta. A disp. Chimenti, Zebina, Ariaudo, Esposito. All. Ranieri.
Bologna (4-5-1): Antonioli; Zenoni, Terzi, Britos, Lanna; Bombardini (29' st Osvaldo), Mutarelli (7' st Amoroso), Volpi, Mudingayi, Valiani (17' st Adailton); Di Vaio. A disp. Colombo, Castellini, Marchini, Mingazzini. All. Mihajlovic.
Arbitro: Damato
Marcatori: 24' pt Mutarelli (B), 4' st Salihamidzic (J), 26' st Giovinco (J), 30' st Del Piero (J), 43' st Del Piero (J)

Il Bologna mette paura per quarantacinque minuti alla Juventus, trovando anche il vantaggio con Mutarelli (su assist di Di Vaio) poi si scatena la "formica atomica". Sebastian Giovinco, migliore in campo, illumina il palcoscenico dell'Olimpico di Torino e contribuisce in maniera determinante, così come Salihamidzic (autore del fondamentale gol del pareggio), alla vittoria dei bianconeri sul Bologna. E' la risposta dei cosiddetti "rincalzi" ai titolari. Se ne stanno buoni buoni in panchina, aspettando il loro momento, e, nel momento in cui vengono chiamati in causa, danno sempre il massimo e non fanno rimpiangere i vari Camoranesi, Trezeguet, Amauri etc... Ranieri può essere soddisfatto, meno Mihajlovic che stava pregustando il colpaccio, contro una Juventus rimaneggiata, ma improvvisamente c'è stato un blackout in casa dei rossoblu e il Bologna, subito il pari, scompare dal terreno di gioco, cadendo sotto i colpi di Giovinco e del capitano Alex Del Piero (doppietta per lui).
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(video gol) Cagliari - Genoa 0-1. Olivera fa volare il Grifone. Sardi piegati nel finale.


(Al 40' l'uruguagio Olivera, lasciato colpevolmente solo, schiaccia di testa e firma il prezioso successo genoano)

Cagliari (4-3-1-2): Marchetti, Matheu (44' st Ragatzu), Lopez, Canini, Agostini; Conti, Fini, Biondini (27' st Lazzari) Cossu ; Acquafresca (22' st Matri), Jeda. A disp.: Lupatelli, Bianco, Astori, Mancosu.
All. Allegri.
Genoa (4-3-3): Rubinho; Rossi (27' st Palladino), Papastathopoulos, Bocchetti, Criscito; Mesto (17' st Olivera), Milanetto, Juric; Sculli (32' st Modesto), Milito, Jankovic 6. A disp.: Scarpi, Terigi, Parfait, El Shaarawy. All. Gasperini.
Arbitro: Gervasoni.
Marcatori: 40' st Olivera (G).
Espulso: 39' pt Cossu (C) per doppia ammonizione.

Nel primo dei due anticipi, validi per la 28esima giornata in Serie A, il Genoa espugna il Sant'Elia nelle ultime battute di una gara vibrante. E' dell'ex bianconero Ruben Olivera, al 40' della ripresa, la preziosa rete che decide il match a favore dei genoani e che consente al Grifone di continuare a volare e di occupare, momentaneamente, il quarto posto, in attesa delle partite che domani chiuderanno il turno di campionato. Cagliari sfortunat. Tiene botta ai rossoblu di Gasperini e, sullo zero a zero, con Fini sfiora il bersaglio grosso, su calcio piazzato e da pochi passi, ma in dieci per l'espulsione di Cossu, avvenuta al 39', cade negli ultimi concitati istanti di gara. Dapprima Milito, in contrpiede, solo davanti a Marchetti, colpisce la traversa e rimanda ancora l'appuntamento con il gol. Poi Olivera, di testa, sul cross di Palladino, ripara all'errore del compagno e regala al Genoa il tredicesimo successo stagionale (quinto esterno) che, per ora, vuol dire quarto posto.
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Impresa del Liverpool, Manchester ko. Ronaldo illude, poi è dominio dei Reds.


(highlights di Manchester United-Liverpool)

Dopo aver ottenuto il pass per i quarti di finale di Champions, a spese, rispettivamente, di Inter e Real Madrid, Manchester e Liverpool hanno dato vita ad una gara tesa e vibrante, che ha visto trionfare l'undici di Rafa Benitez con un punteggio che, alla vigilia, non era assolutamente ipotizzabile. Un quattro a uno pazzesco quello dei Benitez boys, frutto delle reti siglate da Ronaldo (autore del vantaggio iniziale dei Red Devils), e dal poker dei Reds, in rimonta, realizzato da Fernando Torres, Gerrard, Fabio Aurelio e il nostro Dossena. Un risultato, pazzesco, che ammutolisce i 77mila tifosi presenti all'Old Trafford e che interrompe la striscia positiva dello United, ma soprattutto riapre i giochi nella Premier (anche se, virtualmente, vincendo il recupero con il Portsmout, i ragazzi di Ferguson, ora a + 4, potrebbero allungare a + 7). Bisogna andare molto indietro per rintracciare un passivo analogo del Manchester in casa contro il Liverpool. Nel 1972 i Reds ottennero un secco 0-3. Un 2-5 si segnala, invece, nel '36. Insomma, roba per intenditori. Ora il 4 a 1 del Liverpool che va sotto, nella prima parte di gara, con il rigore trasformato da Cristiano Ronaldo. Sembra l'inizio di una favola, ma ben presto si trasformerà in un incubo. Cinque minuti dopo, esattamente al 28', Vidic si addormenta, "el nino" Fernando Torres gli ruba la palla e, con un diagonale, beffa Van der Sar. Pochi minuti dopo, Gerrard brucia in velocità Evra che lo stende. Questa volta il rigore è a favore del Liverpool e lo stesso capitano trasforma dal dischetto portando i Reds in vantaggio. La ripresa si apre con un palo clamoroso colpito da Ronaldo, poi Fabio Aurelio, con una splendida punizione, lascia di ghiaccio il portiere olandese del Manchester. Tre a uno per il Liverpool e Manchester in bambola. Nel finale, gioia anche per Dossena che supera Van der Sar, con un delizioso lob direttamente dal rinvio di Reina. Super Liverpool, Manchester ko.
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L'avvertimento di Ancelotti: "Mourinho non parli più di noi".

Ognuno pensi al proprio orticello e, nello specifico, Josè Mourinho pensi al proprio fino al termine della stagione. Chiaro e deciso il romagnolo Carlo Ancelotti, stanco delle invettive rivolte al club di Via Turati, che emergono dalle interviste rilasciate, con sempre più frequenza, dal collega dell'Inter. Ma non era Luciano Spalletti il tecnico che amava stare sempre in tv?

Uomo avvisato, mezzo salvato. Il detto popolare recità così. Non siamo ancora a questo livello, ma sicuramente Carlo Ancelotti è stanco delle continue "interferenze verbali" del collega nerazzurro che non perde occasione per parlare (o sparlare). Josè Mourinho se la prende, ancora una volta, con il club milanista e Ancelotti risponde con un consiglio diretto proprio al portoghese: "Non parli piu' del Milan fino alla fine della stagione. Non ne vale la pena, non serve". Tutto è nato dalla dichiarazione del mister nerazzurro, riportata al tecnico di Reggiolo. La frase in questione ("Un allenatore puo' perdere tutto, ma non la dignita' professionale"), secondo alcuni riferita a lui e alle sue osservazioni sul cammino dei nerazzurri in Champions ha dato fastidio al mister del Milan che risponde con chiarezza:"Non so a cosa si riferisca. Di Inter e Mourinho non parlero' piu' fino fine a fine stagione".
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"Mourinho vende molto". Arriva la risposta del tecnico interista sul presunto "pugno" al tifoso inglese.

E' sotto indagine per un presunto pugno tirato ad un tifoso inglese, al termine della partita persa dall'Inter all'Old Trafford, contro il Manchester United, che ha comportato l'eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League. La polizia inglese indaga (ha richiesto le immagini a circuito chiuso delle telecamere poste fuori lo stadio), e il Sun, sempre pronto a derider e screditare il mondo del pallone italiano, intervista tifosi che sembrano confermare l'episodio violento che interessa il mister portoghese, avvenuto durante un'intervista rilasciata nell'amaro post-gara europeo. La risposta di Josè Mourinho è arrivata, in questi minuti e, come al solito, è "special".

"Mourinho vende molto". Questa è la risposta del tecnico nerazzurro, indagato dalla polizia di Manchester per uno schiaffo (o un pugno) che avrebbe dato ad un tifoso inglese, al di fuori dell'Old Trafford, al termine della sfida europea con i Red Devils di Alex Ferguson. detto che, man mano che passa il tempo, il caso si sgonfia sempre di più, la battuta del lusitano, una delle sue, semplice e senza tanti fronzoli, vale più di tante parole. Il suo nome, la sua fama, la sua notorietà soprattutto nella Britannia calcistica, per la sua esperienza vissuta alla guida dei Blues londinesi, sono sinonimo di vendite. Ecco la pronta replica del portoghese, che ritiene, appunto, che il caso sia nato proprio per poter avere un'impennata nelle vendite, soprattutto da parte di giornali (come il Sun) che sono sempre alla ricerca di scoop per screditare il calcio italiano. Dal canto suo, la cosa gli scivola via senza troppi patemi d'animo e il mister interista cerca subito di chiudere la vicenda, senza tirarla troppo per le lunghe, anche perchè mancano poche ore ad un match difficile e importante, contro la Fiorentina di Prandelli. Josè Mourinho si aspetta una grande reazione, e una prestazione importante, dopo la delusione avuta in ambito europeo: "La squadra deve reagire, dobbiamo vincere uno scudetto fondamentale per raggiungere il Milan a quota 17 scudetti".
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Scompare a 68 anni Ugo Longo, ex presidente biancoceleste. Il ricordo di Cragnotti.

(Scompare, a 68 anni, Ugo Longo, ex presidente biancoceleste)
Un pezzo importante di Lazio se ne è andato questa mattina. Il cuore di Ugo Longo, 30esimo presidente biancoceleste, ha smesso di battere, dopo aver perso la battaglia con la grave malattia che lo affliggeva da tempo. Lo scorso primo gennaio aveva festeggiato 68 anni. Importanti le parole di Sergio Cragnotti che lo ricorda con grande affetto.

E' morto questa mattina dopo una lunga malattia. Ha perso la battaglia con il male ma da lassù potrà godere dell'affetto del popolo biancoceleste che lo ricorderà sempre per la grande professionalità e la passione, ma anche l'impegno e l'affetto mostrato nella sua avventura sulla sponda laziale. Di origini siciliane (nato a Caltanissetta nel 1941), Ugo Longo, trentesimo presidente nella storia della Lazio, se ne è andato in queste ore. Longo era entrato nel mondo dello sport nel 1996, in seguito alla nomina a vicecapo della Procura anti-doping del Coni. L'anno successivo aveva scalato l'ultimo gradino, assumendo le funzioni di capo. Avvocato di famiglia dei Cragnotti, si era prodigato per la cessione della Lazio e dopo quattro anni, nel Consiglio di Amministrazione del 2003 fu nominato presidente "di salvataggio", con il compito appunto di coordinare l'attività di risanamento del club laziale, colpito dal crac Cirio del gruppo Cragnotti. L'anno dopo, avvenne il passaggio di consegne, con la società acquisita da Claudio Lotito, attuale presidente della società capitolina. Ma Longo, indossati i panni di avvocato, difese la Lazio appassionatamente nel periodo dello scandalo di Calciopoli. A ricordarlo, con parole di grande commozione, è proprio Sergio Cragnotti che è rimasto legatissimo all'uomo e tifoso biancoceleste: "Sono molto addolorato - ha detto Cragnotti a TeleRadio Stereo - non ci sono parole per commentare questo grande dolore. Mi è sempre stato vicino durante tutta la mia gestione sia nei momenti positivi che in quelli negativi. Quando la situazione per la Lazio ha iniziato a complicarsi ho immediatamente pensato di affidargli la presidenza. Uomo pacato - ha proseguito Cragnotti - è sempre riuscito a mantenere grande equlibrio anche di fronte a situazioni difficili. Non drammatizzava mai ma al contrario cercava sempre di rassicurare. Per me è stato un continuo punto di riferimento, ha vissuto interamente la stagione della grande Lazio. Sento di aver perso un fratello, mi mancherà un amico". La camera ardente, che accoglie il feretro di Ugo Longo, è stata allestita all' Aurelia Hospital e le esequie si terranno lunedì mattina alle 11 nella chiesa di San Gioacchino a Roma.

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Anticipi di Serie A. Sfida Uefa al Sant'Elia. In serata Di Vaio ha pronto il gol dell'ex.

(I rossoblu di Mihajlovic si affidano al bomber, ex bianconero, per fare lo "scherzetto" alla Juventus)
Smaltite (o quasi) le delusioni della Champions, doe abbiamo registrato l'eliminazione delle tre italiane impegnate (Roma, Juventus e Inter), ci si rituffa nella Serie A e in una 28esima giornata che si preannuncia ricca di emozioni e spettacolo. Si parte, oggi, con due anticipi interessanti. Alle 18 è sfida "rossoblu" con l'undici di Allegri che cerca punti Uefa contro il Grifone. Ma i ragazzi di Gasperini sono coinvolti pienamente nella bagarre per la Champions (attualmente al quinto posto in condominio con i giallorossi di Spalletti, ma ad un solo punto dalla Fiorentina quarta a 46) e necessitano di una vittoria per continuare a sperare nella conquista del quarto posto. In serata, invece, una Juventus ferita dall'eliminazione dalla Champions e desiderosa di riscatto oltre che di riprendere la corsa in campionato, alla ricerca dell'Inter, distante sette punti, ospita l'insidioso Bologna di Mihajlovic e dell'ex bianconero e attuale capocannoniere del torneo, Marco Di Vaio. Per i bianconeri molti problemi di formazione oltre che il "caso Trezeguet".

Cagliari (4-3-1-2): Marchetti; Matheu, Lopez, Canini, Agostini; Fini, Conti, Biondini; Cossu; Jeda, Acquafresca. A disposizione: Lupatelli, Bianco, Astori, Mancosu, Lazzari, Ragatzu, Matri. All.: Allegri.
Genoa (3-4-3): Rubinho; Papastathopoulos, Bocchetti, Criscito; Rossi, Milanetto, Juric, Modesto; Mesto, Milito, Sculli. A disposizione: Scarpi, Terigi, El Shaarawy, Parfait, Olivera, Jankovic, Palladino. All.: Gasperini.

27 punti su 42 disponibili, al Sant'Elia, e ben 8 vittorie su 14 totali (solamente tre le sconfitte). Il Cagliari si affida alle cifre, ottenute fino a questo momento tra le mura amiche, e al bomber Acquafresca, per battere un Genoa (e guadagnare tre punti fondamentali in ottica Uefa) che si presenta, in terra sarda, con il chiaro intento di portare via l'intera posta in palio (anche se i rossoblu di Gasperini faticano maggiormente ad esprimere il loro gioco lontani dal Ferraris (solo quattro le vittorie sulle dodici totali). Per quanto riguarda la formazione, in casa dei sardi, oltre che a Pisano, il tecnico Allegri dovrà fare a meno anche di Parola, alle prese con un affaticamento muscolare, e Magliocchetti, bloccato da una distorsione alla caviglia sinistra. In avanti, spazio alla collaudata coppia Jeda-Acquafresca. Per i genoani, invece, i problemi di formazione non mancano. Squalificati Biava e Ferrari, difesa da inventare per Gasperini. Invece, in attacco, il tridente rossoblu dovrebbe prevedere la presenza di Mesto, più portato alla copertura, al posto di Jankovic, ancora una volta relegato in panchina.

Juventus (4-4-2): Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Poulsen, Tiago, Giovinco; Del Piero, Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Zebina, Ariaudo, Marchisio, Esposito, Immobile, Daud. All.: Ranieri.
Bologna (4-5-1): Antonioli; Zenoni, Terzi, Britos, Lanna; Valiani, Mudingayi, Volpi, Mingazzini, Bombardini; Di Vaio. A disposizione: Colombo, Castellini, Belleri, Mutarelli, Coelho, Adailton, Osvaldo. All.: Mihajlovic.

Sissoko, Amauri, Trezeguet, Camoranesi. Quattro pedine fondamentali (ma non scordiamoci anche Legrottaglie e Nedved) che mancheranno alla Juventus, questa sera, nel secondo anticipo della 28esima, contro il Bologna di Mihajlovic. Assenze importanti, per acciacchi e polemiche varie, che costringono Ranieri a operare dei cambiamenti importanti senza però stravolgere l'assetto tattico della squadra. Del Pier- Iaquinta sarà il duo d'attacco, con la "formica atomica" Giovinco nel ruolo del ceko, mentre a centrocampo ci sarà spazio per Poulsen e Tiago. In difesa, infine, Mellberg e Chiellini saranno i due centrali. L'undici di Mihajlovic si presenta a Torino con la chiara volontà di giocarsela senza timori reverenziali ("se giochiamo per non perdere, perdiamo sicuramente", queste le parole del serbo). I rossoblu sono in un buon momento di forma e hanno in Marco Di Vaio, capocannoniere del torneo con 19 reti, e autore della tripletta che ha regalato la vittoria, la scorsa settimana, nel match casalingo disputato contro la Samp, il loro autentico trascinatore. Passando alle ultime sulla formazione dei rossoblu, l'ex laziale Mudingayi ha recuperato e sarà quindi la diga del centrocampo rossoblu, diretto con maestria da Volpi. Convocato anche l'ex viola Osvaldo, ma l'argentino si accomoderà in panchina, per un modulo più coperto con l'ex biancoceleste e juventino Di Vaio, unica punta in attacco (sorretto da Bombardini).
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