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Ranieri contro il suo passato, guardando al futuro: "Loro favoriti ma noi ci proveremo".

Claudio Ranieri sfida il suo passato. Il Chelsea, un grande amore per il tecnico romano. L'ambiente, i giocatori, lo Stamford Bridge, tre motivi per i quali il mister bianconero proverà grande emozione, nel momento in cui calcherà, da avversario, il prato dell'impianto londinese. Ma ora è tempo di dare un calcio al passato e continuare a credere nel sogno Champions con la sua Juventus. Stasera la compagine bianconera si giocherà i primi novanta minuti di un'importante doppia sfida europea contro i Blues di Guus Hiddink. Sarà difficile, ma Ranieri è sicuro: "loro sono i favoriti ma noi ci proveremo".

Sono ventuno i convocati da Ranieri per la trasferta di Londra, contro il Chelsea, nell'andata degli ottavi di Champions. Si tratta del gruppo di Palermo con l'aggiunta di Salihamidzic, alla prima chiamata del 2009. Migliorano le condizioni di Zebina e Knezevic, che comunque non sono ancora aggregati al gruppo. Nell'elenco infortunati restano solo De Ceglie e Zanetti.

LE PROBABILI FORMAZIONI
CHELSEA (4-3-2-1): 1 Cech; 17 Bosingwa, 33 Alex, 23 Terry, 3 A. Cole; 13 Ballack, 12 Mikel, 8 Lampard; 21 Kalou, 39 Anelka; Drogba. A disp. 30 Taylor, 35 Belletti, 6 Carvalho, 15 Malouda, 20 Deco, 10 J. Cole, 9 Di Santo. All. Hiddink.
JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon; 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 8 Camoranesi, 22 Sissoko, 30 Tiago, 11 Nedved; 10 Del Piero, 8 Amauri. A disp. 13 Manninger, 4 Mellberg, 18 Poulsen, 19 Marchisio, 32 Marchionni, 17 Trezeguet, 9 Iaquinta. All. Ranieri.
Arbitro: Benquerenca (Por).
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"Non ci sono le condizioni per restare, scusate ma ho fatto una pessima figura". Clamorose dimissioni di Balbo, appena arrivato al Treviso.

Balbo ed il Treviso. Un amore durato dieci minuti. Neanche il tempo d'iniziare che è già finita. Clamorose arrivano le dimissioni dell'ex attaccante argentino, scelto come tecnico del Treviso e presentato ieri nella conferenza stampa. Nel primo pomeriggio di oggi, dopo poco dall'inizio dell'allenamento, il cannoniere sudamericano ha confermato il suo improvviso addio e se ne è andato: "Non ci sono le condizioni per restare, scusate ma ho fatto una pessima figura". Alla base divergenze con la società. Incredibile.

Sembrava l'inizio di una bella avventura. Invece, improvvise, e inaspettate, arrivano, dopo neanche 24 ore, le dimissioni. Abel Balbo dice addio al Treviso: "Non è vero che lo spogliatoio non mi ha voluto. Io ero a conoscenza della situazione al Treviso, ma sinceramente non fino in fondo. Scusate ma me ne vado". E a confermare le parole dell'ormai ex tecnico, c'è il capitano del Treviso Riccardo Gissi, il quale ha escluso che ci siano stati contrasti tra il nuovo allenatore e la squadra. "Ieri non abbiamo potuto allenarci - ha indicato il giocatore - perchè mancava lo staff medico ma oggi eravamo in campo". Oltre al tecnico, che era stato chiamato a sostituire l'esonerato Luca Gotti, se ne va anche del direttore sportivo Giuseppe Cannella. In questo momento il Treviso non ha un allenatore da far sedere in panchina sabato in occasione del match contro il Sassuolo, tant'è che l'allenamento è stato condotto dal preparatore atletico. Tutto è maturato nel primo pomeriggio di mercoledì al campo di Lancenigo. Balbo si è presentato amareggiato. Da parte sua il ds Cannella ha così giustificato il suo addio: "Avevo puntato su Balbo, la mia idea non è stata accettata, quindi mi dimetto". La situazione finanziaria del Treviso sarebbe sull'orlo del crac, con un buco riconosciuto dal presidente Ettore Setten, di circa 10 milioni di euro. Insomma, tutto finisce in un attimo. Ma speriamo che questi accadimenti non macchino la sua carriera e la voglia di riprovarci. Ci vuole una prova d'appello...forza Abel.
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Gattuso, il difensore del patrottismo: "Amauri vada col Brasile".

E' tra quelli che non vuole che il campione juventino vesta la maglia della nazionale italiana. "Ringhio" Gattuso si schiera dalla parte di coloro che chiudono la porta dell'Italia al centravanti bianconero Amauri.

Amauri vada col Brasile e non cerchi gloria con l'Italia. Il "niet", arriva dalla bocca del gladiatorio Gennaro Gattuso, guerriero del centrocampo rossonero. Parte del popolo azzurro già vola, pindaricamente, sognando un Amauri con la maglia della Nazionale italiana, ma c'è, al contrario, chi inizia a stancarsi della telenovela che imperversa sui media ormai da tempo (troppo, a mio avviso). In rappresentanza di questo pensiero, Gennaro Gattuso chiude la porta azzurra al campione della Juventus. "Ha gestito male la vicenda - commenta il centrocampista del Milan - noi siamo l'Italia e il nostro calcio non ha nulla da invidiare a nessuno". Dichiarazioni importanti, patriottiche, quelle di Gattuso, che, sottolineando come "l'Italia calcistica non sia la Finlandia o l'Azerbaigian", con tutto il rispetto, naturalmente, per le due nazionali, si mostra contrario all'ipotesi che il forte attaccante vesta la maglia azzurra. "E' giusto che Amauri giochi per il Brasile", questa la conclusione alla quale arriva il grintoso e carismatico calciatore rossonero.
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"A Manchester sarà come una finale". Moratti fiducioso sulla qualificazione della sua Inter.

All'indomani del pareggio casalingo rimediato dalla sua Inter contro il Manchester United, nell'andata degli ottavi di finale di Champions, arriva il commento di Massimo Moratti. Il patron interista è fiducioso, in vista del ritorno nella bolgia dell'Old Trafford.

Ieri sera, ha spaventato la forza e la personalità di un Manchester che, soprattutto nella prima parte di gara, ha chiuso la formazione nerazzurra nella propria metà campo. Ci è voluto un grande Julio Cesar per evitare guai maggiori. E, alla fine, lo zero a zero, nonostante una ripresa migliore, è stato accolto come una manna dal cielo da Mourinho &co. Ma Moratti non è preoccupato dallo zero a zero di San Siro. I quarti si conquistano in 180 minuti e il presidente interista ha piena fiducia nei calciatori e in Mourinho. Ce ne sono ancora novanta a disposizione e il massimo dirigente nerazzurro non considera l'Old Trafford un tabù. "Sono abbastanza fiducioso, direi di sì - riferisce, il giorno dopo, a mente fredda -. Ritengo che in Coppa dei Campioni sia importantissimo riuscire a non prendere gol nelle partite casalinghe, come è importantissimo fare gol in trasferta. Immagino che gli inglesi siano molto dispiaciuti per non aver segnato. Noi siamo felici di questo, cioè di poter andare lì e giocare una partita che sarà, veramente, come una finale, per poi presentarci ai quarti". Piena fiducia, dunque, in Mourinho e nei giocatori. Ora l'obiettivo è dare il massimo nella tana degli inglesi. sarà difficile, contro Cristiano Ronaldo e i suoi compagni, ma l'Inter e il suo presidente sono pronti.
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(video dei gol) Atletico Madrid - Porto 2-2. Un pari che va bene ai portoghesi. Lisandro Lopez rimedia alla papera di Helton.


(il vantaggio dei Colchoneros con Maxi Rodriguez)


(Lisandro pareggi i conti, al 22', per i portoghesi)


(Ancora spagnoli avanti, con Diego Forlan, ma topica clamorosa del portiere Helton)


(Sempre Lisandro, scatenato, regala un favoloso due a due alla sua squadra)

ATLETICO MADRID: Franco; Seitaridis, Pablo, Ujfalusi, A.Lopez; M.Rodriguez (80'Miguel De las Cuevas), Assuncao, Raul Garcia (67'Maniche), Simao; Forlan, Aguero (56'Pongolle).
PORTO: Helton; Sapunaru, Rolando, Bruno Alves, Cissokho; Lucho, Fernando, Raul Meireles (92'Tomas Costa); Lisandro (90'Tarik), Hulk, Rodriguez.
ARBITRO: Webb (England).
MARCATORI: 3'M.Rodriguez (AM), 22'Lisandro (P), 45'Forlan (AM), 72'Lisandro (P).

Atletico Madrid in vantaggio per ben due volte si fa recuperare da una doppietta di Lisandro Lopez, nel derby iberico, valido per l'andata degli ottavi di Champions. Un due a due che premia la grinta e la determinazione de portoghesi i quali tornano a casa con un ottimo risultato in vista del match di ritorno. Allo stadio "Vicente Calderon" di Madrid, è un Porto subito aggrassivo ed al 2’ Franco si salva sulla conclusione ravvicinata di Rodriguez. Reagiscono però gli spagnoli ed al 4' Aguero serve uno strepitoso assist in area per Maxi Rodriguez che batte di destro e fulmina Helton. Al 22' una disattenzione della difesa spagnola favorisce Lisandro che a tu per tu con Franco non sbaglia e di sinistro sigla il pari. Poco dopo va vicino al raddoppio ancora Lisandro ma da due passi il portiere spagnolo respinge in corner. L’Atletico appare in netta difficoltà ma i portoghesi non riescono ad approfittarne: provvidenziale nel finale del primo tempo il salvataggio al limite dell'area spagnola di Ibanez su Lisandro. Nel recupero, però, topica clamorosa di Helton sul destro di Forlan regala il nuovo vantaggio agli spagnoli che chiudono la prima frazione sul due a uno (abbastanza immeritato). Nella ripresa la musica non cambia e, nonostante lo svantaggio, è ancora il Porto a condurre il gioco. Al 54’ Lisandro, ottimamente pescato in area, si mangia il gol del pareggio spedendo alle stelle da due passi. Gli sforzi offensivi dei portoghesi vengono premiati al 72’ con Lisandro che di destro, su assist dalla sinistra, batte nuovamente Franco firmando la sua personale doppietta e riportando il risultato sulla meritata parità.
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(Video dei gol) Lione - Barcellona 1-1. Magia di Juninho, poi il francese Henry regala il pari al Barca.


(il momentaneo vantaggio dei francesi con la punizione di Juninho)


(un francese punisce il Lione. Henry sigla l'uno a uno)

Olympique Lione (4-3-2-1): Lloris; Mensah, Chris, Boumsong, Grosso; Makoun, Toulalan, Juninho (79′ Kallstrom); Keita (88′ Pjanic), Ederson 6 (64′ Delgado); Benzema. All.: C.Puel.
F.C. Barcellona (4-3-2-1): Valdes; D.Alves, Pique, Marquez, Puyol; Xavi, Tourè, Busquets (76′ S.Keita); Messi, Henry; Eto’o. All.: J. Guardiola.
Marcatori: 7′ Juninho (L), 67′ Henry (B)

Nell'andata degli ottavi di Champions, a Lione i campioni di Francia mettono sotto il Barcellona di Messi, dominatore della liga, trovando anche il vantaggio con la punizione di Juninho, ma poi un  connazionale punisce la squadra francese. Thierry Henry, in tuffo, da pochi metri mette la sua firma prestigiosa sull'uno a uno. Il pareggio del 'francese' Henry, giunto dopo il palo clamoroso colpito da Eto'o, consente ai catalani di affrontare da favoriti il ritorno in Spagna, ma il Barcellona ha sofferto, e non poco, contro un Lione scatenato soprattutto nel primo tempo.
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