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"Solo Donadoni ha creduto in me". Lo sfogo di Antonio Cassano

Cassano si, Cassano no. Il dilemma, che ha sollevato tante polemiche, continuerà anche dopo la gara di domani, ma a quanto sembra per Lippi la risposta è inequivocabile. Almeno finchè sarà lui il selezionatore azzurro, il fuoriclasse blucerchiato non indosserà la maglia della nazionale. La scelta di Lippi, rispettabile ma a nostro avviso non condivisibile, è radicata e nasce da comportamenti che, in passato, non sono piaciuti al tecnico viareggino. Ma la vita prosegue, caro Lippi, e per quanto possa aver sbagliato, le sue giocate sono pazzesche, i suoi colpi di classe sono in possesso di pochi giocatori, la sua fantasia è senza limiti. Tre cose che farebbero il bene di ogni nazionale, e naturalmente dell'Italia. Dopo tante polemiche, insomma, non poteva mancare la risposta del diretto interessato. Ascoltiamolo.

Antonio Cassano interviene (finalmente) sulle polemiche di questi giorni tirando in ballo un altro tecnico, ora sulla panchina del Napoli. Roberto Donadoni fu uno dei pochiche lo difese a spada tratta da tutto e tutti, al contrario di quello che ha dimostrato, a parole e con i fatti, Marcello Lippi: "Donadoni ci ha messo la faccia per me, andando contro tutto e tutti - dice il talento barese ai microfoni di Sky - Se avessi fatto un errore, il primo da martellare sarebbe stato Donadoni, e basta, perchè si era preso questa responsabilità. Io mi sono comportato bene perchè quando do una parola è quella. Mi ha chiesto determinate cose e non potevo venire meno: lui ha dato a me e io dovevo dare a lui". Parole forti, importanti, che non potevamo non mettere in evidenza.
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Italia-Irlanda come "Davide contro Golia". E' sempre il solito fantastico Trap

Ne tira fuori sempre una dal cilindro. Settant'anni e non sentirli. Un ragazzo, quando si presenta in sala stampa, e diverte tutti con le sue battute, ma anche quando tira fuori quella grinta che ha da vendere, dalla panchina nella quale ha passato una vita, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Grinta e determinazione. Il Trap non si smentisce mai e con la sua ennesima trovata verbale rende insuperabile questa attesa.

"Davide contro Golia".
E' questa la raffigurazione data dal tecnico al match che la sua Irlanda disputerà, domani sera, contro l'Italia di Marcello Lippi. Due punti dividono le squadre (gli azzurri sono a 13, mentre gli irlandesi sono secondi a 11), ma soprattutto una sproporzione nella qualità e nel tasso tecnico che propende nettamente dalla parte degli azzurri. Ma non sono gare facili, per nulla scontate, anche perchè l'Irlanda, guidata dall'eterno Robbie Keane, ci metterà una grinta pazzesca per regalare una notte magica ai 9000 che verranno a Bari a sostenere i propri beniamini. E' dunque un incontro che l'Italia dovrà prendere con le molle, perchè dall'altro lato ci sarà un personaggio che non è per nulla spaventato dalla forza dell'avversario e che saprà caricare a mille i propri calciatori. Giovanni Trapattoni è stato chiaro a proposito: "Puntiamo in alto". E ha aggiunto: "Noi siamo contenti dei risultati raggiunti nel girone, nonostante fosse un gruppo molto difficile. Nel nostro cammino verso i Mondiali, la gara contro l'Italia sara' una delle sfide piu' importanti. Per questo - prosegue il Trap - visto il risultato contro la Bulgaria, ho chiesto ai giocatori di cambiare mentalita' e concentrarsi sull'ItaliaFantastico, quale che sia l'esito del match".
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Pepe-Pazzini-Rossi. Un tris d'assi per battere il mitico Trap

(Lippi prepara una formazione d'assalto, per battere l'Irlanda del Trap)
Lippi lancia il tridente contro Trapattoni
Sarà tridente. Tre frecce per colpire al cuore la nazionale irlandese guidata da Giovanni Trapattoni nel match valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. Contro un italiano scatenato come sempre con le sue battute ("Lo spettacolo? Alla Scala. Conta la classifica") e pronto a fare lo scherzetto agli azzurri.

Marcello Lippi prepara una formazione d'assalto.  Dopo il colloquio con la squadra e il riscaldamento, il ct azzurro ha distribuito le pettorine per un addestramento tattico: il tridente è stato messo di fronte a difesa e centrocampo titolare, con Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Grosso più De Rossi, Pirlo e Brighi. Ci sarà, dunque, spazio per la classe dello "spagnolo" (del Villareal) Giuseppe Rossi, il quale affiancherà il blucerchiato Pazzini e il bianconero (dell'Udinese) Pepe, assistman del due a zero nella gara col Montenegro, proprio per il sampdoriano. L'allenamento è terminato con una partitella a metà campo, terminata 1-0 per l'attacco titolare, con gol proprio di Giuseppe Rossi. Domani sera, a Bari, sarà spettacolo, sugli spalti e in campo. Trap contro Lippi, una sfida da non perdere.
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David Beckham "paperone" dei guadagni, poi Messi e Ronaldinho. Tra gli allenatori Scolari batte lo "Special One"

(Beckham il più ricco, Scolari vince tra gli allenatori)
la classifica dei calciatori e allenatori più pagati
32,4 milioni di euro all'anno. Questo è il guadagno annuale del più ricco tra i calciatori, ovvero David Beckham. E' l'inglese del Milan il giocatore più pagato, mentre al secondo posto si piazza il fuoriclasse del Barcellona, Leo Messi. Il gradino più basso del podio se lo aggiudica un altro rossonero, il brasiliano Ronaldinho che si consola per il momento non esaltante che vive nel club. Settimo l'interista Ibrahimovic che finisce dietro anche il pallone d'oro Cristiano Ronaldo (quarto). 

Il magazine France Football ci rivela i nomi dei calciatori più pagati per le loro prestazioni sportive, nei rispettivi club di appartenenza. il centrocampista britannico del Milan, David Beckham guida la speciale graduatoria con guadagni pari a 32,4 milioni di euro l'anno. Nella top ten, medaglia d'argento per Lionel Messi, stella del Barcellona, secondo con 28,6 milioni. Sul podio anche Ronaldinho (19,6 milioni), "solo" settimo l'interista Ibrahimovic (14 milioni). Il pallone d'oro Cristiano Ronaldo non riesce ad inserirsi tra i medagliati e finisce la sua corsa quarto con 18,3 milioni di euro. Tra gli allenatori, il leader della graduatoria è Felipe Scolari: il brasiliano guarda tutti dall'alto dei suoi 12,5 milioni di euro. Ha perso il posto, ma non la fiducia, visto il lauto compenso che lo sosterrà ora che è "disoccupato". In base ai dati di France Football, l'interista Jose Mourinho è secondo con 11 milioni.
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