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Erin Andrews, da reporter bordocampista alla copertina di Playboy. E' la giornalista più sexy del mondo.

(la giornalista sportiva Erin Andrews, in tutta la sua bellezza)

Un curriculum professionale di tutto rispetto. Se poi ci aggiungiamo un fisico invidiabile, allora abbiamo fatto bingo. Incoronata da Playboy, ecco la reporter (di ESPN) più sexy del mondo. Si tratta di Erin Andrews, bordocampista di Basket e Baseball.

Gli uomini, anzi meglio i tifosi, la adorano e lei è sicuramente un motivo in più per guardare le partite. 31 anni, fisico da modella, Erin Andrews, giornalista sportiva di ESPN, originaria del Maine nel 1978, ha stracciato le colleghe e si è aggiudicata il titolo di reporter più sexy del mondo. Hugh Heffener, che di donne se ne intende, l'ha eletta per la seconda volta consecutiva: e se Erin ha vinto la medaglia d'oro, quella d'argento va alla donna del baseball, Bonnie Bernstein (sempre made in Espn) che ha preceduto sul podio Lauren Shedhadi, annunciatrice delle news su Cbs Sport. Ecco il podio "sportivo", al femminile.
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"Basta critiche, Cassano è da Juve". Tuona Fascetti, il "papà" sportivo del calciatore.


(il gol straordinario di Antonio Cassano contro l'Inter, nella stagione 1999/2000. Il San Nicola di Bari esplose)

(Eugenio Fascetti. Fu lui a far esordire Antonio Cassano)
E' pronto per una grande. E' pronto per la Juventus, la squadra che lo segue da tempo. Questo è il parere di Fascetti che difende il suo "figlioccio" (fu il tecnico, ex Bari, a farlo esordire) si scaglia contro tutti coloro che ritengono ancora ANTONIO CASSANO non pronto per il grande salto, considerata anche l'esperienza e i colpi di testa avuti nella Roma.

"Sono stufo di sentire sempre delle critiche su Cassano, non si possono mettere sempre in discussione i talenti del nostro calcio". A "Radio Kiss Kiss" fa sentire la sua voce EUGENIO FASCETTI, ex tecnico del Bari e soprattutto l'artefice della "scoperta" di Antonio Cassano. Fu lui a lanciarlo nel calcio che conta (l'11 dicembre 1999, a soli diciassette anni, nel derby con il Lecce, vinto dai giallorossi per uno a zero contro il Bari) e a dare il via a una storia fatta di colpi di genio, ma anche scene bambinesche. Nella giornata successiva, di quella stagione, contro l'Inter, segno il gol del decisivo due a uno, in un modo straordinario, e salì agli onori della ribalta, quando era ancora uno "sbarbatello". Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'esordio, il calciatore sta raggiungendo anche una certa maturità, nella Sampdoria, tanto che aumentano le voci di un trasferimento in qualche big del nostro campionato. Si parla di Juventus. E Fascetti si esprime proprio sul possibile trasferimento a Torino del talento di Bari vecchia: "Antonio è pronto per vestire la maglia della Juventus, credo che lo sia sempre stato. Antonio è sempre decisivo e potrà esserlo anche in bianconero". Un'investitura ufficiale, insomma, da chi l'ha conosciuto, allenato, lanciato nel grande calcio.
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"Un capitano, c'è solo un capitano". L'ultimo saluto di Bologna a Giacomo Bulgarelli.

Una città raccolta nel silenzio, per tributare l'ultimo saluto a Giacomo Bulgarelli, e migliaia di persone assiepate fuori la cattedrale bolognese di San Pietro. Tifosi, persone comune, uomini del mondo dello sport, riuniti per dare l'ultimo saluto al campione di sport e simpatia. Tanti cori inneggianti ad un grande uomo. E ad un grande capitano.

Tutti insieme, stretti nel dolore per un altro pezzo di storia dello sport e del calcio che se ne è andato nella giornata di venerdì. Centro di Bologna paralizzato per alcune ore, migliaia di persone dentro e fuori la cattedrale di San Pietro per i funerali di Giacomo Bulgarelli. Ad accompagnare l'uscita della bara, tra gli applausi, un coro: "Un capitano, c'e' solo un capitano". Oltre alla moglie e ai figli in prima fila con la sciarpa rossoblu', presenti anche gli ex compagni di squadra e del Bologna scudettato del 1964, squadra nella quale Bulgarelli era leader del centrocampo e dello spogliatoio felsineo. Fra i tanti presenti anche Fabio Capello e il presidente della Figc, Giancarlo Abete.
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"Solo una tragica casualità". Lippi sui fatti di Genova. Amato, intanto, lotta contro la morte.

(Marcello Lippi, ct azzurro)
Ieri, nel post-partita della gara tra Genoa e Fiorentina, finita 3 a 3 (dopo la clamorosa rimonta dei viola che perdevano per tre a zero), una tragedia si è consumata, nello spazio di un attimo. Un tifoso del Genoa è stato travolto dal pullman della Fiorentina che stava lasciando lo stadio Luigi Ferraris. L’uomo, Gabriele Amato, un leader degli ultras genoani, è ricoverato in rianimazione all’ospedale di San Martino. Le sue condizioni sono disperate e sta lottando contro la morte, il 36enne di Campomorone. A parlarne è, in questi minuti, anche il ct azzurro Marcello Lippi.

"Quello che e' accaduto ieri a Genova non c'entra nulla con il calcio, ma e' stata solo una tragica casualita'': questa la dichiarazione rilasciata da Marcello Lippi sulla tragedia che si è consumata ieri, nel tarod pomeriggio, al di fuori dello stadio rossoblu del Genoa. Il ct azzurro, che è stato a colloquio con gli studenti di un istituto livornese, ha poi risposto a una domanda sulla violenza: "All'interno degli stadi da molto tempo non avvengono incidenti ed io non sono d'accordo con la chiusura degli impianti alle tifoserie. La manifestazione sportiva e' solo un pretesto per andare contro tifosi avversari o polizia". Parole dure, ma che condividiamo. La speranza, ora, è che Gabriele ce la faccia.
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Nesta domani finisce sotto i ferri. A rischio la carriera.

Domani ALESSANDRO NESTA finirà sotto i ferri. La discopatia lo tormenta e, alla fine, si è reso necessario l'intervento. Un'operazione che mette a rischio la carriera del 32enne difensore rossonero.

Una tribolazione continua per Alessandro Nesta. E ora si è reso necessario anche l'intervento chirurgico. Il Milan, sul suo sito ufficiale, ha comunicato poco fa che il difensore verra' operato domani alla schiena. L'operazione, coordinata dall'equipe medica del professor Maurizio Fornari, sara' compiuta presso la clinica "La Madonnina" di Milano. Da mesi tormentato dalla discopatia, problema che neanche il viaggio negli States e le cure in Florida hanno risolto, a 32 anni, quest'operazione mette a serio rischio la carriera del forte difensore, ex Lazio.
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(highlights) Inter - Milan 2-1. I nerazzurri volano con il "braccio" di Adriano. Moratti: "Avremmo vinto lo stesso".


(highlights di Inter-Milan)

INTER: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Chivu, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari (42' st Maxwell), Stankovic; Ibrahimovic, Adriano (35' st Vieira).
All.Mourinho
MILAN: Abbiati, Zambrotta, Maldini, Kaladze (31' st Senderos), Jankulovski; Beckham (12' st Inzaghi), Pirlo, Ambrosini; Seedorf, Ronaldinho, Pato.
All.Ancelotti.
MARCATORI: 28' pt Adriano, 42' pt Stankovic (I), 25' st Pato (M).

Moratti ha dichiarato: "Gol di mano? Avremmo vinto lo stesso" e ha poi aggiunto: "Abbiamo dimostrato di essere talmente forti che il risultato non poteva che essere questo. Ora lo scudetto dipende solamente da noi, Adri è stato impressionante", Ammissione di colpevolezza? A voi le immagini, per poter giudicare. Ma il vantaggio dell'Inter, nel derby vinto per due a uno, è un clamoroso fallo di mano di Adriano che, nel tentativo di schiacchiare di testa verso la porta rossonera, finisce per insaccare col braccio. Rosetti, uno dei gli arbitri più in vista sia a livello italiano che internazionale, convalida. Il Milan recrimina per la rete irregolare, ma deve piegarsi al volere della giacchetta nera e subire, in finale di primo tempo, il raddoppio, firmato da un gran destro, in corsa, di Stankovic, su assist di testa di Ibrahimovic. Due a zero e squadre negli spogliatoi. Nella ripresa, ed è importante sottolinearlo, fatta eccezione per una conclusione di Ibra, sulla quale vola Abbiati, è il Milan a comandare le operazioni e a stringere d'assedio il fortino nerazzurro. Scatenato Pato; il "papero" riapre i giochi al 25', accorciando le distanze e suonando la carica. Entra anche Inzaghi, per tentare di raggiungere il pari, e ci sarbebe anche riuscito "Super Pippo", ma la sua grande volée di sinistro trova la bandierina alzata dell'assistente che ferma tutto. Sempre Pippo, ha l'occasione del pari. Gran battuta di sinistro ad incrociare, e miracolo di Julio Cesar. Un miracolo che potrebbe voler dire Scudetto. Juventus a meno nove, rossoneri addirittura a meno undici.
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(highlights) Siena - Udinese 1-1. Botta e risposta tra Maccarone e Di Natale.


(highlights di Siena-Udinese)

SIENA (4-3-1-2) - Curci; Zuniga, Brandao, Portanova, Del Grosso; Vergassola, Codrea (dal 46' Coppola), Galloppa;Ghezzal; Amoruso (dal 46' Kharja), Maccarone. All.: Marco Giampaolo.
UDINESE: (4-3-3) - Handanovic; Ferronetti (dal 12' Zapata), Coda, Felipe, Pasquale; Obodo, Inler, Asamoah; Pepe (dal 63' Sanchez), Quagliarella, Di Natale (dall' 88' Isla). All.: Pasquale Marino.
ARBITRO: Riccardo Pinzani di Empoli.
MARCATORI: 50' Maccarone/S, 72' Di Natale/U.

IL Siena disputa un'ottima gara contro un'altrettanto brava Udinese e ne viene fuori, alla fine, un pareggio che si rivela sostanzialmente giusto. Botta e risposta, nella ripresa, tra Maccarone e Di Natale, e squadre che si spartiscono la posta in palio. Bravi Curci e Handanovic, il primo per alcune belle parate sullo stesso Totò Di Natale e su Quagliarella, il secondo per aver ritrovato la sciurezza perduta e aver anche parato, anche se inutilmente, il rigore all'attaccante senese, lesto poi a infilare in rete sulla ribattuta. Infine, a circa venti minuti dalla fine, tocco delizioso di Di Natale, su assist di Obodo, e Udinese che trova il pari. Come ha detto anche Giampaolo, tecnico dei toscani, "un buon punto contro un'ottima squadra".
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(highlights) Reggina - Palermo 0-0. Al Granillo vincono le difese. Qualche squillo nel finale ma il risultato non cambia.


(highlights di Reggina-Palermo)

REGGINA: Campagnolo (34' pt Puggioni); Cirillo, Valdez, Santos; Krajcik (7' st Sestu), Carmona, Barreto, Barillà (18' st Hallfredsson), Costa; Di Gennaro, Corradi. A disp. Alvarez, Cascione, Stuani, Rakic. All. Orlandi.
PALERMO: Amelia; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Guana (43' st Savini), Liverani, Migliaccio; Simplicio; Miccoli (31' st Succi), Cavani (47' st Gio. Tedesco). A disp. Ujkani, Morganella, Cossentino, Misuraca. All. Ballardini.
Arbitro: N. Ayroldi di Molfetta

Poche emozioni, hanno contraddistino la gara del Granillo, tra Reggina e Palermo. Finisce zero a zero ed è, tutto sommato, un risultato giusto. Per i calabresi è il quarto pari consecutivo, serviva invece una vittoria. La gara si accende nel finale, con un'occasione importante per entrambe le formazioni. Dapprima sono i padroni di casa a rendersi pericolosi. Corradi fa sponda per Di Gennaro in area, Amelia deve compiere il miracolo sulla conclusione del giovane attaccante di proprietà del Milan. Sul ribaltamento di fronte è Cavani a sfiorare il gol vittoria. L'uruguagio si libra di Cirillo ma poi spreca davanti a Puggioni (entrato al 34' del primo tempo al posto di Campagnolo infortunato) che intuisce alla grande.
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(highlights) Cagliari - Lecce 2-0. Fini e Matri affossano il Lecce. cagliari a meno tre dalla Roma.


(Highlights di Cagliari-Lecce)

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti; Pisano, Canini, Bianco, Agostini; Fini, Conti, Parola (dal 36’st Lazzari); Cossu; Jeda, Acquafresca (dal 24’st Matri). (A disp.: Lupatelli, Matheu, Astori, Mancosu, Ragatzu). All.: Allegri.
LECCE (4-3-1-2): Benussi; Polenghi (dal 39’st Papadopoulos), Stendardo, Fabiano, Giuliatto; Zanchetta (dal 15’st Papa Waigo), Edinho, Ariatti; Giacomazzi; Castillo (dal 10’st Tiribocchi), Cacia. (A disp.: Rosati, Schiavi, Angelo, Ardito). All.: Beretta.
ARBITRO: Stefanini di Prato.
MARCATORI: 4'st Fini, 49'st Matri (C).

Il Cagliari torna ad essere Allegri. Permettemi questa battuta per evidenziare l'ottima prestazione dei sardi che battono per due a zero un Lecce incolore, e che vede sempre più materializzarsi l'incubo della retrocessione. Le reti che decisono l'incontro, a favor del Cagliari, arrivano nella ripresa. Dapprima è Fini, al 4', a realizzare con una gran conclusione da fuori area, poi nel recupero, Matri chiude i giochi tagliando definitivamente le gambe ai salentini. I pugliesi sono tutti in qualche ripartenza, con Tiribocchi tra i più pericolosi. Troppo poco per salvarsi.
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(highlights) Chievo - Catania 1-1. Quanto fa male Colucci...siciliani beffati nel recupero dal grande ex.


(Highlights di Chievo-Catania)

CHIEVO: Sorrentino; Frey, Morero (39' st Bogdani), Scardina, Mantovani; Luciano (28' st M. Esposito), Rigoni (40' pt G. Colucci), Italiano; Pinzi; Makinwa, Pellissier. A disp. Squizzi, Moro, Sardo, Marcolini. All. Di Carlo.
CHIEVO (4-3-1-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano (27' st Silvestri); Izco (18' st Martinez), Biagianti, P. Ledesma, Baiocco, Gia. Tedesco; Morimoto (41' st Carboni). A disp. Kosicky, Llama, Mascara, Paolucci. All. Zenga.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.
MARCATORI: 10' pt rig. Ledesma (Ca), 47' st Colucci (Ch).

Giuseppe Colucci, appena arrivato da Catania in quel di Verona, beffa la sua ex squadra siglando, in pieno recupero, la rete dell'uno a uno. Ma il pareggio è decisamente meritato, sia per la mole di gioco prodotta, sia perchè i clivensi hanno dovuto fare i conti anche con le sviste di un Bergonzi in giornata no. Come in occasione del rigore, assegnato agli etnei dopo dieci minuti di gara (Morimoto non viene toccato da Pinzi). Ledesma trasforma (nonostante Sorrentino riesca anche a sfiorare la palla) e Catania in vantaggio. Poi il Chievo protesta, per un fallo di mano in area di Izco, sul quale Bergonzi sorvola. I ragazzi di Di Carlo, comunque, attaccano a testa bassa e, dopo aver sfiorato più volte il punto del pari, lo trovano all'ultimo respiro di una partita vibrante. 47': traversone d'Italiano, Colucci si alza più in alto di tutti e batte Bizzarri. Grida di gioia per l'ex catanese. Di rabbia per Zenga ch aveva ormai assaporato il gusto della vittoria.
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