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Calcio, Perugia: All'asta il castello di Gaucci. Si partirà da 10 milioni

torre alfina-castelloMentre Luciano Gaucci rimane ai margini del calcio, dopo le note vicende giudiziarie e il crac del Perugia, l'esilio dominicano e l'assoluzione piena con il ritorno alla base, il 4 febbraio prossimo, il castello di Torre Alfina (nella foto potete ammirarlo; per visitarlo, si trova in provincia di Acquapendente, nel viterbese), una delle sue lussuose residente, sarà venduto in un'asta presso il tribunale della città umbra.

Si partirà da 10 milioni e 319 mila euro (con rilancio minimo di 100mila euro). Questo è il prezzo fissato per le trattative che riguarderanno lo splendido castello che domina la piccola frazione di Torre Alfina. Sul sito del tribunale di Perugia il bene è descritto come "unità immobiliare destinata a castello disposta su più piani della consistenza di vani 55, con annesse pertinenze esclusive quali corti, giardini, aree verdi ed accessori e della rampa di accesso carrabile". Insieme al castello, saranno venduti anche i "beni mobili", ovvero "arredo e contenuti all'interno del castello" (busti, statue, quadri etc...). sempre nella mattina del 4 febbraio prossimo, andranno all'asta altri due immobili utilizzati come magazzino, sempre a Torre Alfina, che rientrano tra le proprietà dell'ex Perugia Calcio.
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Il ribelle Gaucci torna e ne ha per tutti: "Calciopoli? hanno fatto perdere scudetti e fallire squadre".

(E' tornato. Luciano Gaucci rimette piede in italia dopo l'esilio dominicano)
E' tornato da poco in Italia dopo la "latitanza" o "auto-esilio" di Santo Domingo, iniziato tre anni fa, nel 2006. Il focoso dirigente romano Luciano Gaucci, ex patron del Perugia, rimette piede in terra italiana, agevolato soprattutto dalla revoca della custodia cautelare che pendeva nei suoi confronti e che risaliva al fallimento della società umbra. Presa la decisione di non far più parte del mondo del calcio, che osserverà quindi da spettatore, non manca però di tuonare e ne ha per tutti, compreso Moratti...

La sua voce torna a risuonare, più forte che mai. "Adesso torno in Italia, visto che me lo permettono. Il campionato lo seguo sempre, anche se da lontano, ma non ritornero' in quell'ambiente. Voglio fare solo lo spettatore". Queste le prime parole di Luciano Gaucci, appena rientrato a Roma dopo la "latitanza" dominicana, il quale aggiunge: "Non comprerò delle squadre: ho pagato fin troppo la mia ribellione alla cupola". E' tornato a respirare aria di casa da pochissime ore ma è già un fiume in piena. Nel frattempo, mentre lui era forzatamente nella Repubblica Dominicana c’è stata la vicenda di Calciopoli e sono cominciati i processi della giustizia ordinaria. Su quest'argomento, il pensiero di "Big" Luciano è chiaro: "La situazione è migliorata - commenta - perchè non ci sono più certe cose strane. Prima c’era una cupola, lo sappiamo tutti, io facevo da cane da guardia ma nessuno mi ascoltava. Anzi, quando ho detto certe cose mi hanno bastonato. Me l’hanno fatta pagare perchè ho tentato di ribellarmi". Ma, allora, gli "aiutini" all'Inter ci sono o no? "C’è stato qualche aiuto da parte degli arbitri - ha risposto - ma in modo inconsapevole". Il messaggio più importante lo indirizza al patron nerazzurro: "Piuttosto a Moratti dico una cosa - ha aggiunto l'ex presidente del Perugia -: io non avrei permesso ad un mio allenatore, che in Italia non ha ancora vinto niente, di parlare male delle altre squadre e dei suoi colleghi. Con me presidente Mourinho non avrebbe mai potuto dire certe cose: a che serve accusare gli altri? Ce lo chiediamo anche noi, a che serve?. 
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