Calcio, Serie A: Buffon non si tira indietro e lancia la sfida all'Inter: "Ci siamo rinforzati, il divario è ridotto"
Ma la distanza dall'Inter, il divario che si è evidenziato in questi ultimi anni, è ancora uguale? "Siamo più vicini, anche se loro hanno il grande vantaggio di giocare insieme da molto tempo. Eto'o non lo vedo inferiore a Ibra". Così Gigi, che poi aggiunge: "I nerazzurri erano già una macchina perfetta, almeno in Italia, e non avevano molti margini di miglioramento. Quelli li avevamo noi, il Milan, la Fiorentina e la Roma e in effetti noi ora siamo quelli che hanno fatto lo sforzo economico maggiore". Un altro pensiero, chiaro e preciso, investe lo scambio Eto'o-Ibra, avvenuto in questi giorni a Via Durini: "Sono entrambi due grandi giocatori, lo dicono i numeri. Avere un giocatore decisivo nelle partite che contano è importante, certo è che l`Inter dovrà cambiare, quasi snaturarsi rispetto al gioco praticato sin dai tempi di Mancini". Infine, a chiusura dell'intervista, una battuta sul futuro e anche un "sassolino" tolto dai suoi scarpini, che faceva male e andava levato: "Sono un ragazzo fortunato perché ho la possibilità di sentirmi amato: dopo dieci anni di Parma ad altissimo livello, ho la possibilità di passare quindici anni alla Juve. Se andasse veramente così sarei soddisfatto, perché se uno ha questa possibilità vuol dire non è un giocatore qualunque. Lo scorso anno mi ha dato fastidio una cosa: quando facevo una prestazione importante, ma commettevo una mezza sbavatura, subito si sottolineava l'aspetto negativo. Ora so che alla prima partita in cui riuscirò a fare due belle parate, si dirà che 'Buffon è rinato'. La verità invece è che Buffon è sempre Buffon. Non sono mai morto e non ho bisogno di rinascere". Gigi c'è, la Juventus pure, ne vedremo delle belle quest'anno...
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