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Curva intitolata a Giacomo Bulgarelli. A Bologna sarà lui il 12° uomo

Un omaggio alla memoria di un grande uomo di sport che ci ha lasciato nel febbraio scorso, e che si è portato dietro la professionalità e la simpatia che spesso manca in questo mondo. A Bologna, la curva dello stadio Dall'Ara, conosciuta come Andrea Costa (dal nome della via sulla quale si affaccia) sarà intitolata a Giacomo Bulgarelli, che da lassù sarà sicuramente felice del "regalo" tributatogli dal popolo rossoblu.

Ringraziamenti, al Comune, che si è impegnato, con grande sensibilità, per regalare questa gioia alla famiglia e alla società, in ricordo del grandissimo personaggio, che da calciatore ha portato il Bologna allo scudetto, e da opinionista ha attratto le simpatie unanimi di addetti ai lavori e non, è la presidentessa della società rossoblu, Francesca Menarini: "Ringrazio il Comune per la sensibilità dimostrata - ha detto la Menarini - e i tifosi che in pochi giorni hanno espresso i loro pareri. Era piaciuta a molti l'ipotesi di intitolare a Bulgarelli la Torre di Maratona ma alla fine abbiamo optato per la curva, che è il cuore del tifo: ci piace l'idea che il '12/o uomo' porti il suo nomè".
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"Un capitano, c'è solo un capitano". L'ultimo saluto di Bologna a Giacomo Bulgarelli.

Una città raccolta nel silenzio, per tributare l'ultimo saluto a Giacomo Bulgarelli, e migliaia di persone assiepate fuori la cattedrale bolognese di San Pietro. Tifosi, persone comune, uomini del mondo dello sport, riuniti per dare l'ultimo saluto al campione di sport e simpatia. Tanti cori inneggianti ad un grande uomo. E ad un grande capitano.

Tutti insieme, stretti nel dolore per un altro pezzo di storia dello sport e del calcio che se ne è andato nella giornata di venerdì. Centro di Bologna paralizzato per alcune ore, migliaia di persone dentro e fuori la cattedrale di San Pietro per i funerali di Giacomo Bulgarelli. Ad accompagnare l'uscita della bara, tra gli applausi, un coro: "Un capitano, c'e' solo un capitano". Oltre alla moglie e ai figli in prima fila con la sciarpa rossoblu', presenti anche gli ex compagni di squadra e del Bologna scudettato del 1964, squadra nella quale Bulgarelli era leader del centrocampo e dello spogliatoio felsineo. Fra i tanti presenti anche Fabio Capello e il presidente della Figc, Giancarlo Abete.
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L'ultimo saluto a Giacomo Bulgarelli. Scompare a 68 anni il condottiero bolognese.

(Sandro Mazzola e Bulgarelli, rivali all'epoca in Inter-Bologna).
Leader, in campo e fuori. Regista di gran classe, condottiero del Bologna scudettato nel 1964, ha perso la sua battaglia più grande, quella contro la malattia che da tempo lo affliggeva. Scompare a 68 anni GIACOMO BULGARELLI. Un ricordo, da Citysport a questo grande uomo, nello sport e nella vita di tutti i giorni.

Era malato da tempo. Ha lottato, in silenzio, ma con la serenità di chi già è consapevole che si trattava di una battaglia difficile da vincere. E così è stato, purtroppo. Oggi se ne è andato, all'età di 68 anni, Giacomo Bulgarelli, uomo di sport e di tv (indimenticabile la coppia nata con Massimo Caputi a Telemontecarlo, e le loro telecronache; simpatico e sempre educato nel suo modo di affrontare i principali temi sportivi) che con quel suo accento bolognese e quel suo modo di fare, e quel suo parlare simpatico ed educato, conquistò tutti, addetti ai lavori e non. Tutto il mondo dello sport è in lutto per la sua scomparsa. Grande regista, leader del centrocampo rossoblu del Bologna (tra gli anni '60 e '70), del quale fu condottiero nel 1964, anno in cui i rossoblu trionfarono nel campionato italiano, ebbe poca fortuna in nazionale perchè era l'epoca dei Mazzola, dei Rivera ma soprattutto perchè nel '66, in Corea, il Ct italiano Edmondo Fabbri lo mandò in campo, mezzo infortunato, e il ginocchio si ruppe e, con esso, il legame con la maglia azzurra. Vorrei rendere l'ultimo omaggio a Bulgarelli, mettendo in rilievo due attestati di stima che ho letto, e che mi hanno particolarmente impressionato. Uno porta la firma di FABIO CAPELLO. L'attuale selezionatore dell'Inghilterra, turbatissimo per la notizia della sua scomparsa, ha affermato: "E' il centrocampista più forte che abbia mai avuto l'Italia" e anche "una persona sensibilissima, leader in campo e fuori" . Parole bellssime, quelle di un emozionato Capello, al quale ha fatto seguito, con analogo verbo, il patron interista Massimo Moratti: "Un esempio di stile come giocatore ma soprattutto come uomo" Ci accomuniamo ai due e, sicuramente, ne sarà felice, da lassù, Giacomo Bulgarelli, colui che "il mondo tremare fece" insieme al suo Bologna.
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