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Maldini, futuro incerto ma messaggio chiaro: "Senza Kakà la Champions è utopia"

Maldini avverte il MilanLa prima intervista da "grande ex" capitano rossonero. Paolo Maldini parla per la prima volta da quando ha svestito i panni di calciatore del Milan ed è un fiume in piena. Argini rotti, il grande campione discorre di tutto, a partire dall'evento più fresco e doloroso, l'addio di Kakà, ceduto al Real Madrid: "Kakà? Da tifoso dico che è un cambio quasi epocale, Kakà è il primo giocatore di quel livello che viene ceduto, un brutto colpo per tutti. Logico guardare ai conti ma pensare di vincere senza giocatori così è utopistico".

Un messaggio chiaro. Parole forti, quelle dell'ex capitano milanista, che arrivano dritte sul tavolo della dirigenza. Per vincere servono i fuoriclasse, e il brasiliano, appena ceduto agli spagnoli per risanare le casse del club rossonero, era uno di questi. Dunque, occorre sostituirlo con un altro "campione" altrimenti non si raggiungeranno i successi ai quali deve puntare un club così prestigioso. Parole chiare, futuro incerto, quello personale di Maldini a Via Turati: "Ancora al Milan? Sì, ma non vorrei essere uomo di facciata". "In questo momento la mia vita è la gestione della mia vita familiare - ha continuato - non ho preso impegni con nessuno. Ho ricevuto qualche proposta, di vario tipo: da sponsor storici, proposte varie. Per adesso dal Milan niente, ma credo che ci sara' tempo. Scarsa riconoscenza dal club? Non credo, l'ho detto anche a Galliani che non è detto che un grande calciatore possa diventare un grande dirigente. Il settore giovanile mi è stato proposto ma non e' la mia aspirazione, e credo che ci debbano essere persone che hanno esperienza in quel settore. Sono molto prudente riguardo al futuro perché c'é un piccolo punto di domanda legato alla mia prossima professione. Non sono preoccupato: si puo' partire in modo lento per arrivare poi a risultati migliori". Insomma, la permanenza di Maldini nel club che ha amato e che gli ha regalato i grandi trionfi sportivi è ancora molto incerta. Si aspettava anche un trattamento diverso da una parte della dirigenza, in occasione dell'episodio spiacevole che lo ha colpito, ovvero la contestazione della curva nel suo giro di addio: "Le dichiarazioni di Galliani e Berlusconi dopo le contestazione della curva? No, con Galliani non ne ho più parlato. Comunque la societa', il Milan, non credo sia identificabile in una sola persona, ha i suoi dirigenti e le sue persone. Mi aspettavo qualcosa di diverso, lo confermo. Mentre invece le parole di Berlusconi mi hanno messo a mio agio, con il cuore in pace, ha detto le cose che avrei voluto sentire". Ora, comunque è tempo di chiudere col passato e ripartire, personalmente e come gruppo Milan, dopo una stagione di alti e bassi chiusa con il terzo posto in campionato: "Quando si è ritirato Franco Baresi, io mi sono sentito perso: vedevo tutto nero. Poi, però, il Milan è ripartito. Questa squadra è sempre andata avanti alla grande: capisco il momento, ma la società andrà avanti se sara' gestita come è stata gestita sinora". Si chiude, quindi, con un Maldini fiducioso, ma che ritiene fondamentale rafforzare il club con giocatori che sappiano fare la differenza, in sostanza con altri del calibro di Kakà...
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Mancini, idea Sunderland: "Sarebbe un onore"

Mancini è pronto per tornare in panchinaL'ultima idea per il futuro, in casa del "Mancio", si chiama Sunderland. Giunge da oltre Manica l'ultima offerta, per la panchina, ad uno dei più importanti "disoccupati di lusso" tra i mister italiani. Già da tempo, Roberto Mancini, chiuso il rapporto professionale con Moratti, aveva dichiarato di sentirsi pronto per una nuova avventura.

Ora, siamo vicini ad una scelta defnitiva. E potrebbe essere, dunque, l'Inghilterra, e non l'Italia, la meta scelta dall'ex coach nerazzurro. Mancini ha infatti rilasciato una dichiarazione a Sky, nella quale si dichiara lusingato dall'offerta pervenuta dai "Black Cats" (i gatti neri) del presidente Quinn: "Sono molto contento ed allo stesso tempo onorato di avere ricevuto un'offerta da parte del Sunderland. Sarebbe veramente bello poter guidare un club così prestigioso e storico in Inghilterra. Dopo un anno nel quale sono stato fermo sono pronto a ripartire con tantissimo entusiasmo".
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Spalletti resta? I dubbi si scioglieranno la prossima settimana

Spalletti e Rosella Sensi, incontro in vistaLa voglia di continuare a credere e a lavorare per il progetto Roma c'è, anche se non non se la sente di fare proclami e garantire successi, pensando alla stagione che verrà. E' questo, in sostanza, lo Spalletti pensiero, la filosofia di un tecnico il cui futuro nella Capitale è sempre avvolto da una patina d'incertezza. Lui vuole la Roma, s'impegnerà come sempre per la Roma, ma la Roma vuole lui? "A me lavorare nella Roma fa molto piacere. Amo la città e la squadra. Però io non posso garantire che l'anno prossimo vinco il campionato. Se c'è qualcuno che lo garantisce, io mi faccio da parte». Luciano Spalletti pretende chiarezza e sincerità, e non possiamo che essere d'accordo con lui, ma allora la palla rimbalza, a questo punto, dalle parti della dirigenza, e di Rosella Sensi.

Anche qui la situazione non è per nulla definita. Il futuro della società giallorossa ancora non è chiaro ma la prossima settimana, probabilmente mercoledì, ci sarà il fatidico incontro con l'allenatore e si capirà qualcosa in più, sicuramente: "Se ci sarà un programma trasparente, con ruoli ben precisi, io le mie responsabilità le prendo tutte. Non ho problemi- prosegue Spalletti in conferenza stampa- Si va e si gioca sempre per la vittoria. Sempre per la posizione più alta. Ma se si dice che è disastroso questo campionato perchè siamo arrivati sesti, io dico che si puo arrivare anche decimi una volta. Nel calcio ci sta anche questo". Ci siamo già sentiti e a metà di questa settimana ci incontreremo. Nel frattempo una cosa devo farla io, due deve farle lei- le parole del mister di Certaldo- Si cerca il momento giusto per avere la tranquillità per spiegare bene quali devono essere i programmi, per il bene della Roma. Dal mio punto di vista, io so quello che devo dirle e lei sa cosa rispondermi. Non ci sono altri intralci. Bisogna sola lavorare in maniera seria e costante. Io nella Roma ci lavoro volentieri, poi viene il resto. Ma si potrà parlare solo dopo che ci saremo confrontati. In maniera chiara e trasparente". Tempo una settimana, insomma, e risuciremo a sciogliere (forse) questo intrigato nodo romanista...
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Nedved conferma l'addio alla Juventus: "Dopo otto anni è tempo di saluti"

Nedved conferma l'addio alla JuventusPavel Nedved dice addio alla Juventus e ai colori bianconeri, o meglio ribadisce le intenzioni già manifestate ampiamente in precedenti momenti e situazioni. Nessun ripensamento, la scelta è definitiva per il 37enne calciatore originario della città di Cheb. 8 lunghe stagioni a Torino (246 gare disputate e 51 gol segnati), un impegno sempre massimo, qualità e quantità, sono alcune delle note che hanno caratterizzato l'avventura a Torino del biondo centrocampista ceko, il quale ha avuto la fortuna e la bravura di vincere il Pallone d'Oro.

Ora, come ha affermato lo stesso gocatore, è il momento di salutare i tifosi e ringraziare i tanti sostenitori e la società per tutto quello avuto in questi anni: "Dopo otto stagioni con la Juventus è arrivato il momento di salutare tutti i tifosi, i compagni e la società e ringraziarli per il sostegno ricevuto in questi anni - ha scritto in un comunicato il giocatore bianconero- A Torino ho vinto 4 scudetti e un Pallone d'Oro. Da lunedì penserò al mio futuro. Vorrei ringraziare in particolare mia moglie Ivana e i miei figli, che mi sono stati sempre molto vicini". E' tempo di fare il papà...non possiamo biasimare lui ma nemmeno la moglie Ivana.
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Ancelotti glissa sul futuro: "Ora c'è la Fiorentina"

Ancelotti glissa sul futuroIl match di domani, a Firenze, ha un valore fondamentale per le sorti della stagione futura dei viola e del Milan di Carletto Ancelotti. Con l'Inter campione e la Juventus matematicamente seconda e in Champions senza preliminari, c'è in ballo il terzo posto che rappresenta l'ultima porta principale per l'Europa che conta. Evitare i preliminari e una preparazione anticipata sarebbe fondamentale per programmare al meglio la stagione del rilancio. Per questo il tecnico di Reggiolo glissa sul futuro e preferisce mantenere alta la concentrazione dei ragazzi sul difficile impegno del Franchi, dove ad attendere il Diavolo ci sarà una Fiorentina decisa a tutto pur di strappare il terzo posto, per ora nelle mani del club di Via Turati. "Il futuro? La prossima settimana".

Questa la risposta di un Ancelotti comunque "in partenza". Anche lui sa di essere all'ultima prova sulla panchina del Milan, ma da grande professionista quale è, pensa solo al suo lavoro e al club che ha reso vincente negli anni: "Adesso pensiamo solo a questa partita - ha detto -, tutto il resto sono cose che saranno affrontate dopo. Sul futuro prenderemo una decisione la prossima settimana. I miei programmi della prossima settimana? Sono affari miei... Posso solo dire che martedì sarò a Bari". Troppo importante la gara di domani per perdere tempo a inutili, almeno per ora, considerazioni su cosa sarà. In palio c'è il terzo posto e la qualificazione diretta alla prossima Champions League: il Milan può permettersi anche di perdere con un gol di scarto per mantenere il prezioso terzo posto. "Abbiamo questo vantaggio, ma la nostra intenzione è mettere gli avversari sotto pressione e provare a far gol il più presto possibile", ha detto. "La Fiorentina ha modificato il suo sistema di gioco, sfrutta molto le fasce laterali per servire Gilardino. Nelle ultime gare ha fatto molto bene Jovetic - ha affermato Carletto soffermandosi sulle qualità dei rivali. Per poi chiudere: I viola "hanno recuperato diversi punti, saranno soddisfatti per aver già centrato il quarto posto e ora vorranno raggiungerci. Ma non sarà così: il Milan si è sempre preparato bene per le partite importanti, ha sempre dato ampie garanzie". Carlo, siamo tutti con te. Dove andrai, sarai sempre il migliore, un grande professionista.
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Ibrahimovic enigmatico sul futuro: "Non faccio percentuali come Mourinho"

Ibrahimovic enigmatico sul futuroPer ora resta ancora il punto interrogativo alla domanda: Ibra sarà ancora nerazzurro la prossima stagione?. I tifosi sperano di poter avere presto il "si" di Zlatan, ma dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal fuoriclasse svedese dell'Inter a due reti private, Telenova e Telelombardia permangono dubbi sul futuro dell'attaccante alla corte di Moratti: "Per adesso non c'è niente sul tavolo. Non faccio percentuali sul futuro come Mourinho".

Ma se da un lato lascia aperte le porte a una possibile cessione, dall'altra si vede già al fianco del principe argentino Milito, uno dei nuovi grandi colpi firmati da Massimo Moratti: "Con lui non ci sarà competizione interna. I suoi gol saranno molto utili per noi". Detto questo (in sostanza ha detto molto poco su cosa accadrà), la chiusura è dedicata a quello che è l'obiettivo personale immediato: "Spero nel titolo di capocannoniere, ma l'importante è stato vincere lo scudetto. Ho la possibilità di vincere la classifica marcatori sono contento e farò di tutto per farcela: quello di diventare capocannoniere è uno degli obiettivi, ma non è il primo, perché prima di tutto bisogna vincere come abbiamo fatto nelle ultime partite. Prima si vince e poi i miei compagni mi aiuteranno a fare gol". A novanta minuti dalla fine del campionato, lo svedese è al primo posto con 23 reti, in coabitazione con Di Vaio del Bologna, mentre il genoano Milito (futuro interista) è a quota 22, più staccato il viola Gilardino, che ha segnato finora 19 reti di un campionato comunque fantastico.
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Mourinho chiude la porta al Real: "Resto all'Inter al 99,99%" e "annuncia" il successore di Ancelotti

Mourinho parla del suo futuroCome al solito, per nulla scontato, sempre pronto a stuzzicare e a intrommettersi nelle "case" altrui, insomma un vero e proprio "Special One". Mourinho, dopo aver trionfato anche nel calcio italiano, parla del suo futuro e chiude, almeno per ora, la porta al Real Madrid, la big europea che da tempo è in pressing sul tecnico portoghese (il quale, ricordiamo, aveva detto di essere molto invogliato dalla possibilità di chiudere il cerchio di trionfi proprio nella Liga), per poter regalare alla squadra e alla società, in fase di ricostruzione, un mister di livello mondiale, capace di far ritornare i blancos ai fasti di qualche anno fa. "Resto all'Inter al 99,9%, ma chi allenerà il Real il prossimo anno sarà un uomo molto fortunato".

La parola fine - a parte la trascurabile percentuale dello 0,1 - la mette proprio lui, José Mourinho. Il tecnico dell'Inter, intervistato da Sky, chiude le porte al Real Madrid e individua anche il futuro allenatore del Milan: "Ancelotti andrà al Chelsea e al Milan arriverà Van Basten". Ma, intanto, l'intromissione della squadra spagnola ha provocato malumori all'interno del club nerazzurro, e soprattutto al presidente Massimo Moratti nonostante Mourinho abbia affermato che "il primo a sapere qualcosa è stato il mio presidente": "Non c'è più niente da chiarire - ha sentenziato Moratti -, ho già detto quanto dovevo dire". Il presidente dell'Inter aveva precisato di aver parlato col tecnico e di aver ricevuto da lui delle rassicurazioni sulla sua permanenza sulla panchina nerazzurra. Ma, dalla reazione, sembra che queste parole non siano bastate...
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Ibrahimovic rovina la festa: "Futuro? Non do garanzie". Ma Moratti è convinto che resterà

Lo scudetto, la festa, i cori di felicità fino a notte fonda. Tante espressioni di gioia a Milano, sponda nerazzurra, per il quarto tricolore consecutivo conquistato con merito, ma ad Appiano e dintorni non si può festeggiare in modo completo. Ibrahimovic, 22 gol in campionato finora e una mano pesante per la vittoria del titolo, getta ombre pesanti sul suo futuro in casa Inter. In campo ha litigato praticamente con tutti i compagni. Ma, soprattutto dopo la partita, Ibra non ha dato segnali di grande miglioramento nell'umore. Anzi, non ha proprio dato garanzie sul suo futuro all'Inter: "Sul mio futuro non posso dire niente. Se Mario non segnava, lo ammazzavo". E ha poi aggiunto: "Mancano ancora due partite e faccio di tutto per vincere - ha proseguito - ma nel calcio non c'è garanzia. Nel futuro non so dove sarò, non sono certo un uomo che rimane nello stesso club tutta la vita".

Parole chiari, che aumentano i dubbi sulla permanenza del fuoriclasse. Lo svedese ha, tuttavia, anche detto che questo è lo scudetto più bello che abbia mai vinto: "C'era tanta pressione, un nuovo allenatore e dei dubbi su di lui - ha spiegato - ma Mourinho ha spiegato che ha la mentalità per vincere. Ora dobbiamo portare questa mentalità in Europa". Insomm,a Ibra si, Ibra no, Ibra forse...a smentire qualsiasi voce di un addio del campione, è il patron Moratti, entusiasta per il trionfo in campionato: "È fantastico - ha sorriso il presidente nerazzurro -. Questa è l'Inter e mi sembrava strano che in una partita così tranquilla non ci fosse qualcosa che ce lo ricordasse. Ma non credo sia così importante. Lui rimarrà, con il suo carattere fatto così". Voci contrastanti, dunque, nell'ambiente nerazzurro. Ora si festeggia, poi si vedrà...ma certo è che le parole di Ibra non sono per nulla rassicuranti...
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Rosella Sensi "rilancia": "La Roma c'è e sta lavorando"

Rosella Sensi rilancia
I tifosi devono stare tranquilli, "working in progress" a Trigoria. Si lavora in silenzio, ma si lavora. "La Roma c'è e sta lavorando. A me non piace fare chiacchiere, preferisco i fatti. Ma bisogna fare chiarezza per garantire tranquillità ai tifosi. Il mercato si farà e non va annunciato prima". E' questo il messaggio che il Presidente giallorosso, Rosella Sensi, manda ai sostenitori giallorossi. Poche chiacchiere e tanti fatti. Così solamente si può tornare a primeggiare in Italia e in Europa, come è stato negli ultimi anni. Sono state queste le parole della figlia del compianto Franco, a Roma Channel. "La Roma farà mercato, lavorerà con i giovani e con i campioni. Faremo quello che ci ha consentito di arrivare secondi per 3 anni consecutivi", ha spiegato.

Ma non ha parlato solamente del futuro della Roma. Un altro tema importante è stato il rapporto professionale con il mister Luciano Spalletti e, anche in questo caso, le idee sono chiare: "E' giusto che l'allenatore venga a chiedere un colloquio con la società per un bilancio stagione, è già stato fatto in anni precedenti. Apprezzo il lavoro dell'allenatore e i risultati ottenuti", ha detto Rosella. Infine, il discorso "Stadio": "Stiamo lavorando, posso garantire che sara' lo stadio dei tifosi romanisti. Non è un argomento nuovo, è un argomento di cui mio padre Franco parlava 10 anni fa". Insomma, in un periodo di grande difficoltà per la squadra giallorossa, di voci riguardanti personaggi interessati all'acquisizione della società (Angelini ndr), di poche certezze sul piano tecnico, la Presidentessa interviene per cercare di dare serenità . Importante.
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Calcio. Mancini progetta un futuro all'estero: "No a Juventus e Milan"

Mancini si vede all'esteroLa voglia di tornare ad allenare è sempre più forte. Il "riposo forzato" (che in tanti vorrebbero) incomincia a stargli stretto. Ma, probabilmente, come afferma anche il diretto interessato, non sarà sulla panchina di una squadra del campionato italiano. Il no al calcio nostrano e, in particolare, alle big (Juventus e Milan) del calcio italiano e l'apertura ad una possibile esperienza fuori dai confini nazionali arriva dalla voce dell'ex tecnico interista, Roberto Mancini, tuttora in "vacanza": "Possibile che dall'anno prossimo io torni ad allenare. Ma all'estero".

Roberto Mancini si confessa così ai microfoni di Sky Sport 24. "Perchè all'estero? Dopo 30 anni in Italia è giusto fare un'esperienza diversa, questo è il momento opportuno- ha detto l'ex allenatore dell'Inter- Se direi di no a Juve o Milan? Sono grandi club, ma ad oggi sono soluzioni improponibili". Queste le parole del "Mancio", il quale comunque smentisce l'esistenza di trattative in corso: "Ogni volta esce che devo andare al Chelsea, al Bayern, al Real. Ma no, non c'è niente, neanche una trattativa al momento. E poi io sono ancora sotto contratto con l'Inter, devo prima risolvere questa situazione". 
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Milan, Kakà: "Sta finendo un ciclo". Il brasiliano invita la società al "rinnovamento"

(Kakà parla del futuro del Milan)
Kakà invita il Milan a svecchiare la rosaRinnovare, o svecchiare. Scegliete voi il termine che preferite. Ma la sostanza del messaggio che Kakà manda alla dirigenza rossonera è la stessa. Un ciclo è alla fine, alcuni giocatori sono in scadenza di contratto, occorre procedere, com'è naturale che sia, ad un rinnovamento (o svecchiamento) della rosa. Nell'intervista, rilasciata alla stampa, il calciatore sudamericano parla a 360° del club, del futuro (personale e della squadra) e allontana ancora una volta il Real Madrid, da sempre la squadra che si è più "avvicinata" con bramosia al Diavolo brasiliano.

"Sta finendo un ciclo, ne comincerà un altro, forse è arrivata l'ora di rinnovare un gruppo in cui ci sono tanti giocatori che vanno in scadenza di contratto e altri che possono arrivare. Si può fare un mix di gente esperta e di giovani con tanta voglia di vincere". Sembra un dirigente navigato, Kakà quando si mette a parlare del futuro del club rossonero. Il giocatore è consapevole del fatto che si è giunti, ormai, alla fine di un ciclo, ed occorre, pertanto, abbassare l'età media della squadra, per ripartire con un gruppo fresco, ma provvisto anche di quella dose di esperienza che non guasta mai, insomma un mix tra giovani rampanti e campioni navigati. La cosa più importante, sulla quale concentrare l'attenzione, è dunque trovare degni sostituti a dei campioni (Maldini, per citarne uno) che, solamente per questioni di carattere anagrafico, si avviano inesorabilmente alla fine di una grande e gloriosa carriera. Ma Kakà non ha parlato solo del futuro della sua squadra, ma anche di quello che lo riguarda personalmente. Inevitabile, perciò, tornare sulle tante voci che lo accostano al Real Madrid: "Non c'è nulla di vero, non ho accordi con nessuno". Ricardo si sente rossonero, dalla testa ai piedi, e sul presunto assalto degli spagnoli, se dovesse essere eletto Florentino Perez, ha le idee chiarissime: "
Quando fu eletto Calderon si diceva che aveva già un accordo con me, i fatti hanno dimostrato il contrario, adesso sento dire le stesse cose. Qualcosa di diverso è successo con il Manchester City, lì realmente non sapevo cosa sarebbe successo. Io ho un contratto con il Milan fino al 2013, sono felice in questo club e alla mia famiglia piace vivere a Milano. Potrei lasciare il Milan soltanto se gli obiettivi miei e quelli del club non dovessero più coincidere, diversamente resterò qui finche non mi manderanno via, sono felice di poter continuare in questo club".

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Ancelotti smentisce il "pranzo Real" e rilancia: "un difensore e un attaccante e torneremo grandi"

Non ha avuto ancora la conferma dai vertici aziendali, ma già inquadra la prossima stagione del club rossonero e manifesta fiducia sul fatto che sarà ancora lui a guidare il Milan e a cercare di renderlo nuovamente competitivo, soprattutto in ambito europeo. Parliamo, naturalmente, di Carlo Ancelotti che si "conferma" sulla panchina rossonera.

In un'intervista rilasciata quest'oggi, Carlo Ancelotti da Reggiolo ha parlato di tanti argomenti. Innanzitutto, ha voluto smentire con fermezza di essersi intrattenuto a "pranzo" con il presidente madrileno Perez ("Quello che è stato scritto sul Real è falso, e poi martedì non ero a Ginevra"). Dapprima la risposta seria, poi anche una battuta, ("comunque la prima portata erano cannelloni e non lo hanno scritto..."). Insomma, sempre pronto a scherzare, il buon Carletto che però, poi, sollecitato sulle prospettive future del club di Via Turati, torna serio ma con il sorriso sulla bocca. L'allenatore del Milan è ottimista: "Con due acquisti azzeccati torneremo competitivi" ha detto Ancelotti che ha poi aggiunto: "Un difensore, ma anche un attaccante perché quel reparto è da rinforzare. Ma non è detto che sia una punta di peso perché abbiamo già Borriello". Idee chiare, quelle che servono al Milan affinchè torni a primeggiare in campionato, ma soprattutto in Europa. Ma, stuzzicandolo sempre di più sul personale, il terzo posto basterà al mister per poter ottenere la conferma da Berlusconi? Anche su questo Ancelotti ha chiarito che "non è ipotizzabile" che raggiunga il terzo posto e poi chiuda la sua avventura al Milan. Il tecnico parla quindi pensando al futuro e alla volata per la Champions League in cui vede nel Genoa il rivale più temibile "perché è il più vicino, ha meno problemi e più entusiasmo''.
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Casiraghi elogia la coppia gol dell'Under 21: "Mendicino e Paloschi sono il futuro"

Una dichiarazione importante, parole che fanno davvero bene a dei giovani calciatori in crescita e pian piano sempre più componenti importanti del mondo del calcio. Pierluigi Casiraghi, tecnico dell'Under 21, guarda con soddisfazione la coppia gol Mendicino-Paloschi.

Il primo, Ettore Mendicino, nato a Milano nel 1990, ma cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, ha esordito con l'Under 21 il 19 dicembre 2008 contro la Svizzera, e ha dimostrato grandi qualità, apprezzate da subito dal tecnico. Il secondo, Alberto Paloschi, 19enne bresciano di Chiari, ha conquistato il campionato Allievi con il Milan il 9 giugno 2007, segnando ben 23 reti, e dopo la trafila nelle giovanili, ha esordito in rossonero a soli 17 anni, giocando dal primo minuto, il 20 dicembre 2007 contro il Catania in Coppa Italia (segnando addirittura il primo gol all'esordio), e il 22 marzo 2008 in Under 21 al posto dell'infortunato Russotto. I due sono "il futuro". E le paroli, estremamente importanti, arrivano proprio dal selezionatore degli azzurrini: "Il laziale ha grandissime qualità, - ha detto il commissario tecnico dell'Under 21 a Ies Tv - è rapido di gambe e vanta grandi doti tecniche, diventerà un giocatore importante. Paloschi è un giocatore calcisticamente molto maturo per la sua età, ha grandi attitudini e ancora ampi margini di miglioramento". Dopo l'elogio ai due giovani calciatori rampanti, il mister rivolge un invito importante a tutte le società. Casiraghi, in sostanza, chiede di non fermarsi ai vivai più importanti: "Le due squadre romane hanno i rispettivi settori giovanili in grande salute, ma non ci fermiamo solo alle Primavera di Serie A e B, il panorama di ricerca è molto più ampio".


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Gattuso suona la carica: "Vogliamo tornare grandi".

E' uno dei combattenti, forse quello più grande, del centrocampo e del club rossonero. "Ringhio" Gattuso è vero e proprio "cuore milan". Sempre pronto alla lotta, non tira mai indietro la gamba, non si risparmia mai. Sta recuperando da un infortunio, e pian piano, a passi misurati, sta per tornare in campo ad aiutare il suo Milan..."a tornare grande". "Vogliamo tornare grandi, tornare a quei livelli ai quali eravamo abituati. La società è con noi, sa come fare".

E' questo il grido del guerriero milanista che parla di tutto e soprattutto della voglia di riaprire un ciclo di successi, quei successi ai quali era abituato, qualche anno fa, il club rossonero. Ma, come mai, questa stagione è stata così grigia? Beh, per Gattuso la causa è una sola: "Quest'anno c'è stato il problema degli infortuni, però negli ultimi anni non siamo stati competitivi per vincere lo scudetto. E' un rammarico nostro e dei nostri tifosi e non solo perché sta vincendo l'Inter. Dobbiamo arrabbiarci perché siamo il Milan e dobbiamo tornare ad essere competitivi e non arrivare a 2-3 mesi dalla fine ad essere già fuori dai giochi". Gli infortuni, un problema comune a molte squadre (Juventus, Roma, ndr), ma non manca anche un pò di "ferocia", al Milan? Anche su questo, il centrocampista ha le idee chiare: "In Italia le ultime due squadre ad aver vinto scudetti sono due squadre molto simili, cioè la Juve di Capello e l'Inter di Mancini e Mourinho. Sono due squadre fortissime fisicamente, con quanta qualità e tanto fisico. Guarda caso l'Inter ha preso Ibra, difensori forti fisicamente, e riesce a portare spesso a casa il risultato anche quando gioca male. Credo che la differenza sia questa". Ma, mettendo da parte il finale di stagione, e rivolgendo lo sguardo per un attimo al futuro, come se lo immagina Gattuso, personalmente, dopo aver ripreso pienamente dall'infortunio? ""Spero quello di quest'anno, avevo raggiunto una certa maturità, facevo meno fatica, correvo il giusto, senza arrivare a fine partita stremato. Voglio ripartire da lì. Faccio parte di una grande società, vogliamo tornare a quei livelli a cui siamo abituati"." E il Milan come sarà...di nuovo competitivo ai massimi livelli?: "Fin quando c'è Berlusconi, e quindi Galliani, sono ottimista. E' un presidente abituato a guardare avanti, la società farà la squadra per tornare ad essere competitivi". Gattuso, un campione, vero. Ce ne fossero...
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Marino tranquillizza l'ambiente napoletano. "A Torino con la voglia di far bene".

(Pierpaolo Marino cerca di risollevare il morale del Napoli)
Il momentaccio vissuto in campionato dal Napoli non toglie il sonno e la tranquillità al Dg partenopeo Marino che ha fiducia in Reja e nei giocatori. Ora c'è la difficile trasferta contro una Juventus bruciata dalla sconfitta di Champions.

Non vince da mesi ormai. Ma soprattutto, sembra aver perso lo smalto del girone d'andata. ora il prossimo impegno è all'Olimpico di Torino contro la compagine di Claudio Ranieri. E Pierpaolo Marino, Direttore Generale dei partenopei, analizza il prossimo impegno dei campani: "La partita con la Juve decisiva per il futuro di Reja? No, non penso proprio. Andiamo a Torino con la voglia di fare bene, sapendo che non siamo in un gran momento di forma. Ma non è il caso di fare drammi perchè forse il Napoli ha fatto vedere cose straordinarie nel girone d'andata e ora sta ritornando sulla terra. Una crisi che ci può stare, c'è stata in passato e c'è pure quest'anno". Insomma, nonostante i risultati parlino chiaro, c'è comunque fiducia nelle possibilità del Napoli di rialzare la testa. Almeno da parte della dirigenza. Infatti, i tifosi non hanno preso proprio bene questi ultimi risultati da parte della squadra: "La pressione fa sempre bene. Solo che la squadra è giovane ed è abituata a giocare in allegria ed ora in una situazione di tensione non riesce a giocare più ai suoi livelli. Abbiamo giocato su livelli importanti da marzo a dicembre 2008 e non è che una squadra di puledri per dieci mesi improvvisamente diventa di brocchi. Anche lo scorso anno abbiamo avuto una crisi così e ci siamo ripresi battendo l'Inter che non perdeva da un anno e da lì siamo finiti in Coppa Uefa". Ripartire, il prima possibile, per evitare guai maggiori. Il coro napoletano è unisono. Ma dietro l'angolo c'è la Juventus...
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La Juventus nel futuro di Floccari.

(Sergio Floccari, attaccante dell'Atalanta)
Non c'è la capitale nel futuro professionale del forte attaccante bergamasco, Sergio Floccari. L'agente del calciatore, Vincenzo Morabito, fa luce sul futuro calcistico del calciatore orobico. La pista porta alla Vecchia Signora.

E' torino, sponda bianconera, la meta che probabilmente raggiungerà Sergio Floccari, al termine di questa stagione. L'agente del calciatore, Vincenzo Morabito, fa luce sul futuro del suo assistito. "Credo che andra' alla Juventus - ha affermato a Laziosiamonoi.it. - La Lazio su Floccari? No, assolutamente. Io non sono stato contattato e a dirla tutta neanche la Roma si e' mai interessata al giocatore. Il giocatore e' stato seguito molto dalla Juventus a gennaio e sembrava l'indiziato numero uno per sostituire Iaquinta, che era in partenza. Poi il bianconero non si e' mosso e Sergio e' rimasto all'Atalanta". Inoltre, in aggiunta alle dichiarazioni importanti, evidenziate nelle righe precedenti, Morabito spiega: "Loro (i bianconeri, ndr) sono molto interessati a lui e so per certo che avevano contattato con l'Atalanta, che a giugno cederà di certo il giocatore, anche il prezzo del cartellino. La valutazione era di 7 o 8 milioni di euro per l'intero cartellino anche perche' i nerazzurri su Sergio non accetterebbero comproprietà".
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"E' incedibile, fa parte del nostro progetto". Bruno Conti "lega" Aquilani alla Roma

                                          (Bruno Conti, DT della Roma)


Nonostante tutte le critiche ricevute, i fischi dei tifosi (durante la gara con il Genoa) e i pochi minuti ai quali ormai lo ha abituato Luciano Spalletti, Aquilani "fa parte del progetto Roma". Ad affermarlo, a caratteri cubitali, è il Direttore Tecnico giallorosso, BRUNO CONTI,  il quale ribadisce la piena fiducia della società capitolina nei confronti del centrocampista.

"E’ incedibile, fa parte del nostro progetto". Più chiaro di così. A Trigoria, quindi, nessun dubbio sul futuro, alla Roma, di Alberto Aquilani, oggetto di pesanti critiche in questo periodo, che ne avevano messo in dubbio la permanenza in giallorosso. Nel quartier generale romanista, sono tutti convinti che il punto d’incontro trovato sul nuovo contratto sia ancora valido. A capo di questa corrente positiva c'è il DT Bruno Conti, il quale ha ribadito la sua totale fiducia su un futuro ancora in giallorosso del giocatore (lanciato nelle giovanili romaniste proprio dall'ex bandiera della Roma): "Non abbiamo nessun dubbio su Aquilani, ha la nostra totale fiducia, non è sul mercato, è il nostro futuro, rimarrà con noi ancora a lungo e lui non ci ha mai manifestato l’idea di volersene andare". Ma gli ultimi avvenimenti potrebbero aver cambiato un po’ le carte in tavola. Il ritorno in campo del centrocampista, dopo il terzo infortunio rimediato in tre stagioni, non è stato e non è dei più semplici. Difficile recuperare il terreno perduto e tornare ad essere un perno importante del settore nevralgico giallorosso, che sembra ormai delineato in maniera chiara e definitiva. In aggiunta a questo, Aquilani sta prendendo atto con profonda amarezza degli umori della gente romanista, ormai distante e fredda nei confronti del calciatore (i fischi sono stati l'ultimo atto di questo mutato atteggiamento verso di lui) . Insomma, nonostante le parole di Brunetto, rimaniamo abbastanza scettici sul futuro a Roma del ragazzo, ma nel calcio tutto è possibile e basta una scintilla per far tornare il sorriso al giocatore e riguadagnare l'affetto del popolo giallorosso.
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