Menu Orizzontale
Visualizzazione post con etichetta maldini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maldini. Mostra tutti i post

Calcio, Il Diavolo riparte senza Kakà e Maldini ma Berlusconi tuona: "Il Milan parte per vincere tutto"

Un Silvio Berlusconi, in versione presidente rossonero, davvero carico e motivato. Finita un'annata difficile, conclusa comunque con un posto nell'Europa che conta, si riparte. con rinnovata fiducia. E il nuovo corso del club di Via Turati, con in panchina il giovane tecnico Leonardo, prende avvio, come sempre, per vincere: "Il Milan, come sempre, parte per vincere tutto".

Sono questi i messaggi di ottimismo che il numero uno rossonero lancia ai tifosi rossoneri nel giorno del raduno della squadra. Non ci sono piu' Kaka' e Maldini. L'uno ha preso la strada per Madrid ed ha abbracciato il progetto di rilancio del Real inaugurato da Florentino Perez, al ritorno sul trono delle merengues. L'altro, grande capitano e bandiera del club milanista, ha dato l'addio al calcio e alla maglia rossonera dopo oltre 900 gare ufficiali. Ancelotti se ne è andato in Inghilterra, affascinato e convinto da "Paperone" Abramovich e dalla sfida (vincere la Champions) con i Blues e, in panchina, sta dunque per partire il corso con il giovane Leonardo. Ma, assicura Berlusconi, non sara' un Milan rinunciatario: "Nessuno, nemmeno l'Inter, ha un organico migliore", dichiara il n.1 rossonero annunciando che non ci saranno spese folli ma acquisti mirati. Un Berlusconi davvero in forma...
Read More

Maldini parla a tutto campo: "Sapevo che Ancelotti sarebbe andato via, Kakà non so se resta"

Maldini parla di tuttoUna giornata diversa. All'età di 41 anni è tempo di dedicarsi ad altro, dopo aver dato l'addio al Milan e al calcio giocato. Per esempio, a tifare per il proprio figlio, impegnato in una manifestazione sportiva. A Firenze per assistere alla finale del torneo "Niccolò Galli", nella quale è impegnato Christian, Paolo Maldini parla di questi ultimi giorni in rossonero, di Ancelotti, Kakà e di molto altro ancora.

L'addio al Milan di Carlo Ancelotti è qualcosa che lui già sapeva: "Qualcuno come me, che ha un rapporto stretto con Ancelotti da tempo, aveva capito che aveva deciso già da alcune settimane che se ne sarebbe andato dal Milan ma è stato giusto non parlarne troppo nello spogliatoio perché ci stavamo giocando qualcosa di importante". Anche Ancelotti, infatti, avallando la tesi di Maldini, ha preferito dare l'annuncio, che già era nell'aria, solamente alla fine di una gara importante come quella del Franchi, nella quale i rossoneri si giocavano l'accesso alla Champions dalla porta principale. La vittoria, il terzo posto, poi l'addio, manifestato con visibile commozione nell'intervista del post-gara. Un esempio di grande professionalità, apprezzato dallo stesso Maldini che poi passa a parlare della finale di Champions e della bellissima dedica ricevuta, a fine gara, da Guardiola: "Non mi aspettavo da Guardiola quello che ha detto nei miei confronti dopo la vittoria della Champions League - ha aggiunto l'ormai ex capitano rossonero - Gli è venuto dal cuore, ho parlato con lui dopo quella serata, ma non mi ha chiesto di continuare a giocare e di andare al Barcellona perché sa che è impossibile". Infine, Kakà e Leonardo. Sul nuovo tecnico del Milan, giovane, rampante, ma chiamato ad un banco di prova non indifferente, Maldini si esprime con queste parole: "Un po' di preoccupazione per Leonardo, da parte sua, credo che ci sia ma ha il vantaggio di aver vissuto per 12 anni in questo club". Infine, la questione che preoccupa di più ora l'ambiente rossonero: Kakà sarà ancora un giocatore del Milan o no?: "Kakà? Non so se resterà ancora al Milan, se Ancelotti è stato ermetico sul suo futuro, Kakà lo è stato ancora di più". Questo è Paolo Maldini, come sempre sincero, professionale, un campione vero, dentro e fuori dai campi di calcio.
Read More

Del Piero incorona Maldini: "Lui meglio di Baresi"

Del Piero incorona Maldini"Paolo Maldini è più grande di Franco Baresi". A pronunciare queste parole, di grande valore e significato (visto che Baresi è e rimarrà la storia del Milan) è il capitano della Juventus, Alex Del Piero. Da campione a campione, l'emblema della squadra bianconera rivolge un grande tributo ad un altro simbolo, ma della maglia rossonera, che domenica abbraccerà San Siro per l'ultima volta. Infatti, siamo a due gare dalla conclusione della stagione 2008/09 ma soprattutto dalla fine della carriera agonistica del grande capitano milanista, Paolo Maldini.

Un elogio che è poi proseguito ai microfoni di Milan Channel, ai quali "Pinturicchio" ha affermato: "Paolo è davvero il numero uno". Ma la sviolinata nei confronti del collega è proseguita con altre parole che rimarranno impresse nella mente di Maldini e di tutti gli sportivi amanti del calcio e di "bandiere" in via d'estinzione: "Ci sono grandi giocatori e ci sono fuoriclasse. E poi ci sono i giocatori che riescono addirittura ad andare oltre a questo termine. Paolo è l'esempio perfetto di tutto ciò". Del Piero, infine, ha evidenziato i grandi traguardi raggiunti da Maldini nella sua carriera: "E' riuscito anche ad avere una presenza unica nella sua squadra, nel calcio italiano e in quello internazionale. E' il simbolo del Milan ed è riuscito a fare ancora di più di Baresi e di tutti gli altri grandi giocatori rossoneri". Un'incoronazione definitiva, quella tributata da Del Piero a Paolo Maldini, il regalo più bello, fatto da un collega prestigioso e titolato, come quello bianconero, ad uno dei più grandi campioni, dentro e fuori dai campi di calcio. Un esempio di professionalità e dedizione ad una sola maglia, quella del Milan.
Read More

Maldini, vicino all'addio, consiglia il Milan: "Tieni Ancelotti"

Sperava di festeggiare in maniera migliore le 900 partite ufficiali, lo storico e prestigioso traguardo ottenuto con la maglia rossonera. Invece, è arrivata la sconfitta di Udine (in un impianto dove il 20 gennaio 1985 fece il suo esordio in campionato) e, contemporaneamente, la matematica vittoria dello scudetto da parte dei "cugini" nerazzurri che conquistano dunque il titolo con due settimane di anticipo. Ora, siamo a 180 minuti dalla fine del campionato ma soprattutto dall'addio al calcio giocato per un grande campione. Paolo Maldini lascerà il calcio alla soglia delle 41 primavera e, già domenica, a San Siro contro la Roma, sarà un pieno di emozioni per il capitano e bandiera rossonera.

Infatti, sarà l'ultima partita davanti ai suoi tifosi. Sensazioni, dunque, importanti, per il difensore milanista, a pochi giorni dalla sfida con la Roma e soprattutto un'emozione sulla pelle che difficilmente il bel Paolo riuscirà a nascondere. Oggi, in un'intervista rilasciata a France Football, il capitano del Milan ha pero' dichiarato che non sa ancora cosa fara' in futuro, escludendo comunque la possibilita' di diventare allenatore. ''Voglio staccare la spina per un po', almeno fino a settembre - ha confessato il difensore rossonero -. Allora pensero' a cosa fare in futuro. Restare nel calcio? Non so, quando sara' il momento valutero' le diverse strade, dipendera' dalle proposte''. Il futuro quindi è all'insegna del riposo, per ponderare bene le scelte da compiere una volta appesi gli scarpini al chiodo. Ma quale Milan lascia Paolo Maldini: "Credo che già quest'anno senza i vari gravissimi infortuni che abbiamo avuto come Nesta, Gattuso, Kaladze, Abbiati e Borriello, saremmo stati competitivi. Con 2-3 acquisti si potrà puntare a grandissimi traguardi". Fiducia, quindi nel futuro, ma ci sarà sempre Carletto Ancelotti in panchina? Questo ancora non si sa (aspettiamo che Berlusconi faccia le proprie scelte) ma anche su questo punto, il capitano rossonero ha le idee chiare e tifa per il mister di Reggiolo: "Io parlo di Ancelotti. Tutto l'ambiente fa il tifo per Carlo. Con lui ci siamo trovati benissimo, abbiamo vinto tanto e la nostra qualità di vita con lui è stata ottima. Troppo buona? No, tre finali di Champions, con due vittorie, dicono che abbiamo ottenuto grandi risultati. Per andare avanti, però, bisogna essere in tre a volerlo: giocatori (e noi lo vogliamo), allenatore e società".
Read More

Calcio, Maldini fa 900. Udine nel destino del campione rossonero

Paolo Maldini fa 900 gare con il Milan900 gare ufficiali con la maglia del Milan. Un traguardo pazzesco e di grande prestigio, che il grande difensore, capitano, e vera e propria bandiera rossonera, Paolo Maldini festeggerà stasera nel match contro l'Udinese. Il destino vuole che questo grande campione, quasi 41enne (li compirà il 26 giugno prossimo) arrivi al fantastico traguardo in uno stadio che ha rappresentato molto nella sua carriera agonistica. Parliamo del Friuli, dove in casa dei bianconeri di Marino, il capitano del Milan stasera scenderà in campo nel secondo posticipo del sabato calcistico.

Perchè il Friuli è così importante? Innanzitutto è l'impianto nel quale ha esordito in serie A, il 20 gennaio 1985: Liedholm lo fece entrare a inizio ripresa al posto di Battistini. Poi, sempre contro l'Udinese, venti anni dopo, esattamente il 16 gennaio 2005, ha festeggiato i 20 anni di carriera: a San Siro il match finì 3-1 per i rossoneri. Il 20 gennaio 2008 ha sfiorato di vivere un'altra giornata storica. A Udine avrebbe potuto brindare ai 23 anni esatti di carriera, ma una banalissima influenza gli impedì di scendere in campo. festeggiamo, con grande gioia, un campione e un capitano vero che ha vinto tutto con la maglia rossonera. 7 scudetti, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe europee, una Coppa Italia, 5 Supercoppe Italiane, un Mondiale per Club. Anche 33 reti segnate in 899 gare ufficiali. Ecco la carriera di Paolo Maldini, di uno che rimarrà per sempre nella storia del Milan e del calcio italiano.
Read More

Furia Maldini su Mourinho. Il capitano rossonero si schiera con la Juventus.

(Paolo Maldini, una vita di successi nel Milan)
Le ginocchia scricchiolano, l'età avanza, ma lui è sempre in piedi, condottiero sempreverde del suo club. Una persona tranquilla e pacata, mai fuori delle righe, come Paolo Maldini, questa volta non ce l'ha fatta a stare zitto. Il capitano rossonero risponde stizzito al mister nerazzurro per le parole espresse nei confronti del club di Via Turati. La questione s'infervora, soprattutto, sulla storia dei "titoli 0" e dal buon Maldini arriva anche un'aperta difesa dei "rivali" della Juventus, altra vittima delle esternazioni dello "Special One".

La Società non si è molto interessata alle dichiarazioni di Mourinho. Il Milan si è tenuto abbastanza al largo da polemiche varie, nonostante sia uno dei club contro i quali si è scagliato il portoghese nel suo sfogo avuto qualche giorno fa, ma il suo giocatore-simbolo non resta, al contrario, in silenzio. Paolo Maldini, bandiera rossonera, non nasconde invece una certa irritazione per qualche frase espressa dal tecnico nerazzurro. In particolare quel "Milan zero titoli": "Per quanto riguarda me, non credo gli convenga metterla sul piano dei trofei vinti -è sbottato il capitano rossonero- per una cosa che ha vinto lui io ne ho vinte cinque". Questa la risposta del capitano milanista, che non accetta la critica del tecnico lusitano, ma aggiunge: "Non voglio alimentare un botta e risposta con Mourinho -ha immediatamente precisato Maldini- comunque penso che sia stato pesante soprattutto nei confronti della Juventus". E non possiamo essere in disaccordo, visto che le parole rivolte nei confronti della compagine bianconera sono state molto gravi, soprattutto in relazione alla questione dei favori arbitrali, che avrebbero favorito maggiormente la Vecchia Signora. Caro Mourinho, chi non è innocente, o meglio, chi non ha ricevuto un "favore arbitrale", scagli la prima pietra.
Read More

Elenco blog personale

Partners