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Sul caso Balotelli arriva la voce di papà Moratti: "Non si muove e farà la Champions".

L'ultimo atto della vicenda riguardante MARIO BALOTELLI era stato il rifiuto della convocazione, episodio chiuso dalla società con la giustificazione dei "motivi disciplinari". Chiuso l'episodio, certamente non si è chiusa una vicenda decisamente spinosa, che continua a tormentare l'Inter e il ragazzo che è deciso, tuttora, a cercare spazio altrove, vista l'impossibilità di creare un rapporto sereno col tecnico portoghese Mourinho. A tornare, in queste ore, sulla questione, è il patron nerazzurro Moratti che ha dichiarato: "Rimane tutto nell'ambito societario. E' un giocatore che aveva l'idea di potera andare da un'altra parte poi l'ha cambiata e poi l'ha ricambiata ancora. Puntiamo su di lui, è forte, bravo e ha carattere. La cessione la escludo. Mourinho è una persona di buon senso e sa quel che deve fare". E ha poi aggiunto, sull'eventuale esclusione dalla lista Champions: "Non credo proprio". Insomma, il presidente-papà cerca di spegnere l'incendio sollevato dalla querelle tra il giovane calciatore e il suo allenatore e conferma la fiducia al giovane calciatore, ribadendo che è un elemento importante per il presente e il futuro del club interista. No alla cessione, il mister saprà come gestire la situazione. Questo, in sostanza, il pensiero di Massimo Moratti, che fa appello al buonsenso del tecnico ed esclude anche la possibilità che il giocatore possa non essere presente nella lista Champions. Staremo a vedere, ma alla luce dei fatti finora accaduti sembra che ormai sia calato un vero e proprio gelo tra i due (Balotelli e Mourinho), un gelo che sarà difficile da sciogliere, conoscendo il carattere e la personalità di entrambi i personaggi. Ma noi stiamo con Mourinho e la sua esperienza, e il suo metodo, sarà senza dubbio utile per far crescere e maturare un ragazzo che, a 18 anni dovrebbe cercare di mettersi a disposizione e "lavorare" invece di alzare la voce.
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Mourinho convoca "Super Mario", lui risponde con un secco "No". Il caso Balotelli continua a tormentare l'Inter

                  Mario Balotelli autore del grande No

Il club nerazzurro ha giustificato l'ennesima assenza di MARIO BALOTELLI dalla lista dei convocati, diramata nel pomeriggio da Josè Mourinho, adducendo "motivi disciplinari", ma in realtà un altro gustoso retroscena arricchisce la vicenda, ormai diventata una vera e propria soap opera, riguardante il giovane attaccante di colore. Infatti, sembra che Mourinho fosse intenzionato a reintegrarlo in squadra per la trasferta di Catania, dopo l'esclusione 'per scelta tecnica' decisa in occasione del match disputato al Meazza, la domenica appena trascorsa, contro la Sampdoria. Sarebbe stato lo stesso Balotelli, clamorosamente, a rifiutare la convocazione per l'insidioso match infrasettimanale in terra etnea. Siamo, dunque, di fronte all'ulteriore atto di uno strappo, ormai insanabile, tra il calciatore e il suo mister. Secondo le fonti a nostra disposizione, il "ribelle" avrebbe, una volta appresa la notizia della convocazione, espresso con fermezza il proprio "niet" e si sarebbe allontanato dalla Pinetina, per tornarsene a casa. Successivamente, la società ha chiuso questo episodio con la giustificazione, riportata in precedenza, dei motivi disciplinari. Troppe giustificazioni, troppe chiacchiere, ormai è chiara la volontà dell'attaccante di andare a giocare altrove e soprattutto lontano da un tecnico con il quale non riesce ad instaurare un qualsiasi tipo di rapporto. E, per il bene dell'Inter, e del calciatore è ora che si giunga ad una soluzione. Ma, da Appiano Gentile, rimbalzano sempre le solite voci. Infatti, dopo aver chiuso l'ennesima bizza del giovane attaccante con i motivi sopraindicati, la società interista ha, ancora una volta, escluso la sua cessione: "L'unica cosa che posso dire a nome della società è che Mario è un giocatore dell'Inter e rimarrà all'Inter, non è sul mercato", ha detto BEPPE BARESI nella conferenza stampa che precede, come al solito, la gara di campionato. Ma, allora, è giusto forzare un calciatore a rimanere, scontento, e utilizzato praticamente col contagocce o è meglio cederlo in prestito, farlo maturare, e riaverlo migliore per la prossima stagione?
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