Monologo show di Mourinho. Attacca tutti e annuncia: "Sta arrivando il giorno dello scandalo".
Uno show, da solista d'eccezione. Il tecnico portoghese dell'Inter, Josè Mourinho, alla vigilia della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, torna sulle polemiche seguite al match di campionato pareggiato per tre a tre contro la Roma e si scaglia violentemente contro tutti.
Uno spettacolo che, forse, si poteva risparmiare. La sua fama di "Special One" non verrà intaccata ma a livello di comunicazione ha ancora qualcosa da imparare. Comunque, andiamo ai fatti. Alla vigilia della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, Mourinho torna sulle polemiche che hanno seguito la gara di campionato tra la sua Inter e i giallorossi e ne ha per tutti: "La prostituzione intellettuale non mi piace. Negli ultimi due giorni non si è parlato di una Roma e di un Milan che finiranno con zero titoli, di una Juve che ha conquistato tanti punti con favori arbitrali. Si è parlato di Balotelli e di un rigore che c'è. Ranieri ha provato a telefonarmi. Chiedetegli che cosa volesse". Esternazioni pesanti, quelle del mister nerazzurro, che ha dato vita ad un vero e proprio monologo, per poi abbandonare la sala stampa. Il lusitano ha poi proseguito colpendo le rivali dell'Inter. Nessuna delle big è stata risparmiata. Nel mirino finisce, quindi, come ovvio, anche Ranieri, protagonista del "duetto" con Spalletti a Controcampo: "Ranieri sta con Spalletti ma io sto con Zenga, Delneri e Prandelli che hanno perso tre punti contro la Juve - ha affermato -. Sono con Novellino e Marino perché per loro sarà meglio non giocare e mandare in campo la Primavera. Chissà forse anche per noi sarebbe meglio non giocare perché sta per arrivare il giorno dello scandalo''. Insomma, per Mou la colpa di tutte queste discussioni è da ricercare in un'opinione pubblica "manipolata", che trascura i problemi di Milan e Roma per fare spazio alle polemiche anti-Inter: ''Io non manipolo l'opinione pubblica - ha continuato -, non sono il campione del prime time. Io parlo perché sono obbligato per contratto, perché mi dicono che devo farlo, mentre Ranieri e Spalletti sono sempre nel prime time. Ogni volta che arrivo negli spogliatoi accendo la tv e vedo Spalletti... Non è un gioco a cui voglio giocare. Io non so se loro pagano per essere intervistati, io certo rifiuto dei soldi pur di non essere intervistato. Ho detto di no tante volte. Forse per questo non si parla del Milan a -11, mentre si parla del rigore su Balotelli, che tra l'altro non si può dire che non ci fosse. L'unica gara che abbiamo vinto con un errore a favore è stata a Siena e io l'ho detto. Ma forse sono troppo avanti e si preferiscono conferenze stampa stile Medioevo". E ancora: "Forse sarà l'ultima volta che parlo così in una conferenza stampa - ha spiegato - forse torneremo a quelle conferenze stile medievale, perché io sono troppo avanti, sono troppo bravo. E devo tornare indietro... Ma perché io sono bravo? Non capisco...". Spettacolare, come sempre, Mourinho, che ci aveva abituato a modi di comunicare mai scontati. Ma questa volta ha sbaragliato ogni attesa e, ci chiediamo, ma era veramente necessario dire tutto ciò? A voi l'ultimo verdetto sulla vicenda.
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Uno spettacolo che, forse, si poteva risparmiare. La sua fama di "Special One" non verrà intaccata ma a livello di comunicazione ha ancora qualcosa da imparare. Comunque, andiamo ai fatti. Alla vigilia della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, Mourinho torna sulle polemiche che hanno seguito la gara di campionato tra la sua Inter e i giallorossi e ne ha per tutti: "La prostituzione intellettuale non mi piace. Negli ultimi due giorni non si è parlato di una Roma e di un Milan che finiranno con zero titoli, di una Juve che ha conquistato tanti punti con favori arbitrali. Si è parlato di Balotelli e di un rigore che c'è. Ranieri ha provato a telefonarmi. Chiedetegli che cosa volesse". Esternazioni pesanti, quelle del mister nerazzurro, che ha dato vita ad un vero e proprio monologo, per poi abbandonare la sala stampa. Il lusitano ha poi proseguito colpendo le rivali dell'Inter. Nessuna delle big è stata risparmiata. Nel mirino finisce, quindi, come ovvio, anche Ranieri, protagonista del "duetto" con Spalletti a Controcampo: "Ranieri sta con Spalletti ma io sto con Zenga, Delneri e Prandelli che hanno perso tre punti contro la Juve - ha affermato -. Sono con Novellino e Marino perché per loro sarà meglio non giocare e mandare in campo la Primavera. Chissà forse anche per noi sarebbe meglio non giocare perché sta per arrivare il giorno dello scandalo''. Insomma, per Mou la colpa di tutte queste discussioni è da ricercare in un'opinione pubblica "manipolata", che trascura i problemi di Milan e Roma per fare spazio alle polemiche anti-Inter: ''Io non manipolo l'opinione pubblica - ha continuato -, non sono il campione del prime time. Io parlo perché sono obbligato per contratto, perché mi dicono che devo farlo, mentre Ranieri e Spalletti sono sempre nel prime time. Ogni volta che arrivo negli spogliatoi accendo la tv e vedo Spalletti... Non è un gioco a cui voglio giocare. Io non so se loro pagano per essere intervistati, io certo rifiuto dei soldi pur di non essere intervistato. Ho detto di no tante volte. Forse per questo non si parla del Milan a -11, mentre si parla del rigore su Balotelli, che tra l'altro non si può dire che non ci fosse. L'unica gara che abbiamo vinto con un errore a favore è stata a Siena e io l'ho detto. Ma forse sono troppo avanti e si preferiscono conferenze stampa stile Medioevo". E ancora: "Forse sarà l'ultima volta che parlo così in una conferenza stampa - ha spiegato - forse torneremo a quelle conferenze stile medievale, perché io sono troppo avanti, sono troppo bravo. E devo tornare indietro... Ma perché io sono bravo? Non capisco...". Spettacolare, come sempre, Mourinho, che ci aveva abituato a modi di comunicare mai scontati. Ma questa volta ha sbaragliato ogni attesa e, ci chiediamo, ma era veramente necessario dire tutto ciò? A voi l'ultimo verdetto sulla vicenda.



